La fatica nelle pratiche educative tra impegni e disimpegni
di Elisa Rossoni e Moira Sannipoli
di Elisa Rossoni e Moira Sannipoli
My EduBox @media screen and (max-width: 1023px) { .eael-hamburger–tablet { .eael-simple-menu-horizontal, .eael-simple-menu-vertical...
Mentre si moltiplicano le sollecitazioni che riguardano stili diversi di educazione, soluzioni, strategie sempre più simili a prodotti da acquistare, forse dovremmo tornare a una specie di alfabeto minimo e discutere delle cose indispensabili ai bambini, parlarne, costruire insieme questa base.
Nel 1986, in Scozia, l’artista naturalistico John Philip Busby scrive: “Un disegno può essere pensato come un fine in sé, o come un mezzo per un fine. Il disegno in natura è un’esplorazione di possibilità”. Busby cita qui anche Clare Walker Leslie e quello che lei chiama Nature Journaling,
Come per ogni cosa complessa, il tentativo di trovare una definizione univoca è sforzo vano, oltre che limitante, ma, d’altro canto, la stessa definizione, sebbene mai definitiva, può essere anche molto utile al pari di una stella polare che indica la direzione a cui tendere. Ci sono alcune immagini che
Parlando di parole, mi preme sottolineare che, con sommo dispiacere di chi inneggia a una nostalgica svolta autarchica sul linguaggio, la parola Design in italiano non si può tradurre.
Professore ordinario di Filosofia della scienza, Università IULM e direttore del centro di ricerca sui sistemi complessi (CRiSiCO)
Pediatra, Centro per la Salute del Bambino – onlus. Sempre più utilizzato negli ultimi anni, il termine “genitorialità” sta a indicare non tanto l’essere genitori ma piuttosto il sentirsi tali e le modalità attraverso le quali questo “sentimento” si esprime. Si tratta di un’identità che si costruisce nel corso della vita, a partire dall’esperienza di essere figli e di prendersi cura di altri, più piccoli per età o per bisogno di accudimento.