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Le parole dell’educazione
Disegno
Elisabetta Mitrovic – Illustratrice e autrice naturalistica, educatrice ambientale.
Nel 1986, in Scozia, l’artista naturalistico John Philip Busby scrive: “Un disegno può essere pensato come un fine in sé, o come un mezzo per un fine. Il disegno in natura è un’esplorazione di possibilità”. Busby cita qui anche Clare Walker Leslie e quello che lei chiama Nature Journaling, ritenendola una pioniera nell’utilizzare il disegno come strumento di apprendimento. È proprio Clare Walker a iniziare a sperimentare il disegno in natura con adulti e bambini: “Praticare il disegno in natura non è un esercizio artistico, ma un esercizio di osservazione. Non è necessario saper disegnare, ma il disegnare diventa uno strumento per spiegare, ricordare, cercare, esplorare… osservare”.
Proporre esperienze di disegno naturalistico ai bambini vuol dire sperimentare la pratica dell’osservazione della natura, dove il disegno diventa uno strumento per conoscere, memorizzare, ma soprattutto imparare a guardare. Guardare e soffermarsi sui dettagli è un esercizio che sviluppa l’attenzione e allena la capacità di cogliere le differenze. È dunque l’osservazione il processo che interessa mettere in moto, non il risultato. Il disegno imparato con regole rigide raramente produce qualcosa di sentito, tanto dipende dal proprio modo di percepire le cose. Anche quando si disegna in natura ogni bambino racconterà con il suo segno, il suo tono di voce. Il punto è che non ci deve interessare il come, ma cosa sta disegnando: una ghianda di cerro, un coleottero decompositore nella lettiera, una foglia di faggio, un picchio muratore, il colore del mare in un giorno di tempesta… Praticare il disegno in natura, dunque, diventa un invito ad aprirsi al territorio naturale, alla biodiversità e alla conoscenza di animali, piante e ambienti che ci circondano; incoraggia i bambini a diventare più consapevoli dell’ambiente che li circonda, a entrare in relazione con esso, un luogo dove trascorrere del tempo piacevole, e quindi ad amarlo.
L’obiettivo è quello di documentare e osservare il mondo naturale come se non lo si fosse mai visto prima, dove tutto è interessante, tutto ha un valore. Si può partire dalla semplice esplorazione dei colori di un ambiente o alcune specie: il bosco davanti a casa, gli uccelli che frequentano le mangiatoie, la spiaggia naturale, il prato dietro la scuola… Mentre tracciamo le linee e sfumature di foglie, fiori, animali e paesaggi, sviluppiamo una maggiore sensibilità alle sfumature della forma, del colore e della struttura. Questa attenzione al dettaglio si traduce in un maggiore esercizio del guardare, riconoscere le diverse specie, le interazioni ecologiche. Il disegno naturalistico può anche favorire lo sviluppo delle capacità cognitive, come la concentrazione, la memoria e la capacità di analisi. I bambini imparano a rappresentare visivamente ciò che vedono, migliorando le loro abilità di comunicazione e di interpretazione del mondo che li circonda. In sintesi, il disegno naturalistico per i bambini è un’esperienza di apprendimento che offre molteplici vantaggi. Stimola la connessione con la natura, promuove l’osservazione e la focalizzazione dei dettagli, favorisce la creatività e l’espressione individuale, sviluppa la consapevolezza ambientale e potenzia le capacità cognitive. È un modo divertente e coinvolgente per imparare e apprezzare la meraviglia della natura sin dalla giovane età. Infine, il disegno naturalistico è un veicolo straordinario per nutrire una connessione emotiva con il mondo naturale. Ci permette di sentirlo, non solo vederlo, e di sviluppare un profondo senso di affetto e responsabilità nei confronti dell’ambiente. In questo modo, il disegno naturalistico va oltre la mera rappresentazione artistica: diventa un mezzo per celebrare, preservare e comprendere meglio il nostro mondo naturale.
BIBLIOGRAFIA
Busby J.P., Drawing Birds, Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), 1986.
Busby J.P., Looking at Birds. An antidote to Field Guides, Langford Press, 2013.
Leslie W.C., Roth, C.E., Keeping a Nature Journal. Discover a Whole New Way
Per approfondire
• Biffi E., Cosa può fare ed essere un bambino oggi? Riflessioni pedagogiche sul contributo dell’infanzia nella
società contemporanea, in “Pedagogia oggi”, vol. 16, n. 2, 2018, pp. 205-226.
• Cavarero A., Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Milano, Feltrinelli, 1997.
• Montà C., Children’s education for participation in public, formal and structured decision-making
processes. Moving between policy and practice, Roma, Armando Editore, 2022.
• Rinaldi C., Giudici C., Krechevsky M. (a cura di), Rendere visibile l’apprendimento, Reggio Emilia, Reggio