Daniela Mainetti, Elisabetta Marazzi e Alessia Todeschini
“Siamo ormai arrivati alla fine, è la conclusione di questo percorso… abbiamo iniziato a frequentare la scuola tre anni fa e adesso siamo pronti a salutarci. È proprio l’ultima riunione, l’ultimo momento di incontro tra noi adulti, tra noi genitori e le insegnanti… forse è il caso che dica qualcosa, che dica loro quello che non sono ancora riuscita a condividere e che espliciti tutti quei pensieri che in questi tre anni mi hanno accompagnata dopo ciascun momento di incontro e dopo i saluti del mattino e il ricongiungimento… Vediamo come procede la serata… se per caso non fosse questa sera sarà domani”.
Ripetendosi queste parole tra sé e sé Valentina, mamma di Marco, supera la soglia della scuola per prendere parte a quell’ultima riunione che è stata organizzata dalle insegnanti per condividere con le famiglie il percorso di crescita dei loro bambini, per raccontare quelle che sono state le evoluzioni e le trasformazioni abitate da quel gruppo di ventidue bambini che nell’arco di tre anni si sono trasformati e sono pronti ad affrontare il loro nuovo percorso scolastico e di vita.
Stefania e Francesca, le insegnanti dei grandi, aspettano i genitori all’interno della sezione: hanno predisposto tutta la documentazione per permettere alle mamme e ai papà di osservare e leggere le esperienze e gli apprendimenti che i loro piccoli hanno vissuto nell’arco degli ultimi mesi. Inoltre, hanno preparato un piccolo buffet con alcune bevande, dei dolcetti e dei salatini per agevolare ancora di più il dialogo e lo scambio tra i genitori e per farli sentire ancora una volta accolti. Per ogni genitore che entra c’è uno sguardo, un sorriso, un “ciao” o un “benvenuti”, e ciascuno di loro risponde nello stesso modo salutando calorosamente le insegnanti e intercettando gli sguardi e i saluti degli altri adulti presenti, raccontando così che nel corso dei tre anni le famiglie hanno davvero costruito dei legami caldi e in alcuni casi importanti. Il clima sembra essere particolarmente piacevole, c’è un’aria frizzante che circola tra le persone, ci sono emozioni che sembrano emergere dalle parole di ciascuno, i movimenti delle persone sembrano raccontare una dolce eccitazione… sembra proprio che tutti i familiari si stiano godendo questo momento dedicato a loro nella consapevolezza che sarà l’ultimo che sperimenteranno all’interno di questo contesto scolastico. Mentre Stefania continua a fare gli onori di casa, Francesca gira negli spazi raccogliendo le voci dei genitori e rilanciando su pensieri e riflessioni e invitando a osservare la documentazione esposta come se si trattasse di una mostra.
Valentina entra anche lei in sezione e riceve dalle insegnanti lo stesso tipo di accoglienza degli altri ma, diversamente da quanto fanno tutti, si siede in disparte in un angolo della sezione. Francesca le si fa vicino e, dopo averle chiesto come stia, le fa presente che, se lo desidera, può prendere qualcosa da bere e da mangiare e può girare negli spazi per vedere le documentazioni affisse alle pareti o predisposte sui cavalletti… anche perché Marco è particolarmente presente in quelle documentazioni… se lo sono sempre dette, Marco è un bambino pieno di iniziativa, di entusiasmo, di curiosità e particolarmente abile nel costruire relazioni con i pari o con gli adulti. Valentina, con un leggero distacco, ringrazia l’insegnante e le dice che magari guarderà in un secondo momento tutto quello che è stato predisposto perché preferisce aspettare l’inizio della riunione, preferisce attendere che tutti quanti si siedono e inizino a parlare. Francesca si allontana un po’ infastidita perché ha quasi la sensazione, come sempre nell’arco dei tre anni trascorsi, che Valentina non sia interessata a quello che dovrà essere raccontato, che ci sia qualcosa che non ha mai detto a lei o alla collega e che denota disappunto nei confronti del loro operato. a Stefania, le dice “Beh… è sempre la solita, in tre anni mai una parola di ringraziamento rispetto a tutto quello che abbiamo sempre fatto per il suo bambino e che le abbiamo raccontato, mai un riconoscimento per la professionalità che abbiamo sempre messo in campo… beh, possiamo dirci che sicuramente è una certezza e per fortuna stiamo arrivando alla fine”. Stefania annuisce con il capo e le risponde “Dai forza… ancora un ultimo sforzo con questa miss simpatia”.
A mano a mano i genitori iniziano a sedersi, e le insegnanti, dopo aver dato ancora il benvenuto, condividono gli obiettivi della serata e iniziano a chiedere alle mamme e ai papà che cosa li abbia colpiti di quello che hanno avuto modo di vedere, sfogliare e leggere, se c’è qualcosa che li ha particolarmente incuriositi e se tra le narrazioni esposte hanno avuto modo di sentire nelle loro teste le voci dei loro bambini che, nel corso dei mesi, hanno raccontato loro quello che accadeva quotidianamente a scuola.
Ognuno prende la parola raccontando gli aneddoti che hanno visto nei loro bambini e nelle loro bambine e che sentono di poter ricollegare alle documentazioni narrative dei progetti che Stefania e Francesca hanno esposto. I momenti di emozione e di ilarità si susseguono, gli sguardi complici tra genitori e insegnanti raccontano sempre più di una piacevolezza che caratterizza una relazione che si è andata rafforzando nel corso del tempo. Valentina continua a rimanere seduta sulla sua seggiolina, si guarda in giro, rivolge lo sguardo nella direzione delle voci che intervengono e, quando Stefania o Francesca indirizzano gli occhi verso di lei pronunciando talvolta parole del tipo “Qualcun altro ha voglia di aggiungere qualcosa?”, lei gira il viso guardando in altre direzioni o abbassa lo sguardo per leggere i messaggi che le sono arrivati sul cellulare. È proprio quell’atteggiamento che ha sempre infastidito le insegnanti, quella postura che non hanno mai capito e che le ha sempre portate a chiedersi perché mai prendesse sempre parte a tutti gli incontri senza mai dire una parola, atteggiandosi sempre come se tutto quello che accadeva intorno a lei fosse assolutamente irrilevante e di scarso interesse al punto che, tanto Stefania quanto Francesca, si sono sempre dette “Ma perché mai deve partecipare? Potrebbe tranquillamente starsene a casa… ogni volta che viene sembra svalutare quello che facciamo, sembra dirci, con il suo silenzio, che non ha la benché minima stima in noi e in quello che facciamo… Anzi in questo modo sembra anche svilire tutto quello che Marco ha costruito nel corso di questi tre anni”. L’incontro volge al termine, i genitori concludono la serata rivolgendo un ringraziamento sincero e autentico nei confronti delle insegnanti e offrono loro un applauso finale che vuole essere un modo per riconoscere il loro esserci state sempre in ogni momento con attenzione e calore. Piano piano le mamme e i papà si alzano, salutano e si dirigono verso l’uscita… tutti tranne Valentina che continua a rimanere seduta sulla seggiolina su cui si è posizionata all’inizio della serata. Stefania e Francesca sembrano quasi imbarazzate, non sanno cosa fare, le sorridono dicendole che si sarebbero viste l’indomani. A quel punto Valentina si alza e si fa loro incontro dicendo: “Ci tenevo a ringraziarvi… lo so che in questi anni non sono mai stata particolarmente espansiva, so che il mio modo di pormi alle volte potrebbe avervi fatto pensare di tutto, ma volevo dirvi, arrivati alla fine di questo cammino, grazie con tutto il cuore per come siete state accanto a Marco, per come l’avete aiutato a crescere, ogni progresso, ogni apprendimento, ogni cambiamento e racconto erano per me fonte di grande orgoglio e di questo orgoglio io ve ne sono profondamente grata perché so che, se tutto questo è accaduto, è davvero grazie a quella professionalità che voi avete messo in campo ogni giorno e ogni momento. Ogni volta tornavo a casa dalle riunioni e mi sorprendevo di quanta passione e di quanta cura mettevate all’interno dei momenti della quotidianità e delle cose che facevate con i bambini. Vi ho sempre guardato con profonda ammirazione… forse facevo fatica a raccontarlo ma, alle volte, la timidezza e il timore di non riuscire a dirvi tutto quello che pensavo mi impedivano di essere particolarmente partecipe. Ecco… tutto qui… ci tenevo davvero a condividere con voi questi piccoli pensieri… Grazie ancora di tutto”.
Dopo queste parole Valentina esce dalla stanza lasciando Francesca e Stefania completamente meravigliate per quello che hanno ascoltato… non se lo sarebbero mai aspettato, hanno sempre pensato esattamente il contrario, l’hanno sempre vista lontana e scostante ma, evidentemente, la sua era solo la fatica a narrare tutto quello che pensava e sentiva e quel saluto così importante e discreto ha rappresentato per le due insegnanti un riconoscimento inatteso della loro storia professionale…
Quale modo migliore per concludere l’anno.