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PAROLE, IMMAGINI E MATERIA
Alessio Cotena e Marco Isaia
Vasi
Un libro ricco di stimoli visivi è Travasi che grazie alle illustrazioni di Francesca Zoboli presenta suggestive forme, semplici ma efficaci che possono aiutare le riflessioni sulle forme e le composizioni dei vasi. Oltre agli albi illustrati questo atelier si presta a introdurre immagini tratte da cataloghi d’arte o di musei, possibilmente anche del territorio. L’arte contemporanea può essere sempre un utile bacino di immagini a cui attingere come il libro Vitamin C clay+ceramic, edito da Phaidon, che raccoglie le più importanti sperimentazioni attuali sulla ceramica, o Cambiare il mondo con un vaso di fiori, pubblicato da Corraini, con suggestive riletture di vasi da parte di artisti e designer contemporanei.
ALLESTIMENTO DEI MATERIALI
Per questo atelier è molto importante mettere a disposizione quante più immagini di vasi riusciamo a trovare per sostenere i processi immaginativi e creativi delle bambine e dei bambini. Oltre alla varietà dei soggetti sono importanti anche la varietà dei formati: dalle immagini grandi appese alle pareti fino a quelle piccole, per poterle prendere e portarle vicino alla postazione di lavoro, o immagini di soli dettagli che suggeriscono possibilità di esplorazioni. È molto importante prevedere diversi spazi per far lavorare i bambini e le bam
IMMAGINARI “È vero che dentro i vasi di fiori abita un’estate che dura una settimana? «triiiiiiiiiiii mmm kkkkrrrrrrrrr» risponde il vaso, nella lingua dei vasi”
(Ferrada e Stella, 2017)
I nervi affioranti da uno strappo del picciolo
Piantaggine maggiore: Plantago major Famiglia: Piantaginacee dal latino planta = orma, piede, e ager = terra, per la forma delle foglie rasenti il suolo; dal latino major, come magnus = maggiore, più grande rispetto alle altre specie.
bine, compreso lo spazio a terra che favorisce la modellazione dei colombini, prevedendo tavolette di legno che permettano di lavorare l’argilla con facilità. Se si prevede di non decorare i vasi con tecniche pittoriche è possibile utilizzare diversi tipi di argille. LABORATORIO La creazione di un vaso può essere una bellissima occasione per scoprire la tecnica di manipolazione del colombino per costruire oggetti tridimensionali. Il colombino non è altro che un lungo vermiciattolo di argilla che viene avvolto su se stesso per realizzare, sin dai tempi antichi, degli oggetti. Questa tecnica permette alle bambine e bambini di scoprire come attraverso un semplice gesto è possibile realizzare questi vermicelli, ma affinché riescano poi a essere usati nella modellazione è importante dosare la forza, la pressione e trovare delle soluzioni di costruzione. Sarà cura dell’adulto mostrare come avviare il processo di creazione dei colombini per poi lasciare liberi i bambini di sperimentare la manipolazione. Una volta realizzati i vari vermicelli, diversi per ognuno a seconda della propria manualità, saranno posizionati su un disco in argilla per iniziare la costruzione del vaso. L’adulto porrà attenzione che i bambini e le bambine facciano aderire bene i colombini tra di loro o utilizzino della barbottina (dell’argilla allo stato cremoso) per far sì che durante l’asciugatura i pezzi non si stacchino. I bambini e le bambine saranno liberi di creare le loro forme, anche osservando le immagini presenti nel setting, esplorando le possibilità di costruzione e tenute dei diversi colombini utilizzati.
1 P. Boranga, La natura e il fanciullo. Parte seconda. La strada, Torino, Paravia, 1955.
“MI SONO SVEGLIATO PRESTISSIMO! ED È STATO BELLO. HO DETTO: “TATA, CE L’HO FATTA!”, PENSAVO DI NON FARCELA. ERO VICINO A GABRI!”
Alessio Cotena e Marco Isaia, Dipartimento educativo Fondazione Museo della Ceramica di Savona
PER APPROFONDIRE
AA.VV., Vitamin C clay + ceramic, London-New York, Phaidon, 2017. Costantino R., Cambiare il mondo con un vaso di fiori, Milano, Corraini, 2010. Ferrada M.J., Stella G., Il segreto delle cose, Milano, Topipittori, 2017. Zoboli F., Zoboli G., Travasi, Pavia, La grande Illusion, 2021.
DOMANDE GENERATIVE
“Ascoltare” senza affrettarsi a interpretare e inquadrare le parole è frutto di un allenamento molto complesso. Nella vostra scuola condividete collegialmente pratiche sistemiche di raccolta e accoglienza del fluire dei pensieri della classe e dei singoli? Se no, per quali motivi? Se sì, come utilizzate il patrimonio di conoscenze che ne deriva? Laddove emerge una forte spinta a ricreare una casa-rifugio è necessario lavorare per la creazione di una scuola-rifugio? Se sì, come procedere? Che valore diamo alle metafore che emergono durante un ragionamento? Che cosa possiamo apprendere, ascoltandole, sulla formulazione delle idee?
Francesca Romana Grasso