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APPUNTI PER COORDINARE

Una storia a più mani

Simona Cherubini, Valerio Ghilardi, Marta Locatelli, Elena Ravasio e Angela Sangalli1

Abstract

MelArete è un progetto di educazione all’etica sviluppato dai centri CRED e MELETE dell’Università di Verona e realizzato in alcune scuole dell’infanzia italiane. Il suo obiettivo educativo è quello di promuovere lo sviluppo del pensiero etico di bambini e bambine, incoraggiandoli a riflettere su concetti eticamente rilevanti, quali quelli di bene, cura e virtù, e su alcune virtù specifiche, quali quelle di coraggio, generosità, rispetto e giustizia. Uno degli strumenti educativi utilizzati nell’ambito del progetto è costituito dalle storie, nelle quali gli animali del “Bosco delle virtù” si confrontano fra loro su come è bene agire in situazioni eticamente problematiche. Tali storie vengono animate con i burattini, e rappresentano lo stimolo per avviare una conversazione ispirata a uno stile socratico, che porta bambini e bambine a ragionare su come si qualifica l’esperienza virtuosa. Nel contributo verranno approfondite le caratteristiche strutturali di queste storie, pensate per promuovere la riflessione dei bambini, e sarà poi chiarito come può essere condotta una conversazione attivata a partire da esse.

Parole chiave

Educazione etica, cura, virtù, MelArete, storie, coraggio

Contatti

federica.valbusa@univr.it

marco.ubbiali@univr.it

rosi.bombieri@univr.it

Stimolare il proprio gruppo educativo a una concreta cooperazione quotidiana dentro ai contesti educativi non è semplice. Il coordinatore è invitato spesso a trovare punti di connessione tra le diverse idee che i componenti del team esprimono e a tradurre, insieme a loro, in parole all’unisono tali concetti. Le parole scelte e scritte insieme hanno una valenza pedagogica potente, che spesso riesce a stimolare il senso di appartenenza alla comunità educativa da parte di tutti gli attori. Pensiamo all’azione di scrittura collettiva che don Lorenzo Milani mise in atto con i suoi alunni nella composizione della lettera a una professoressa, un testo capace di illuminare alcuni problemi di disuguaglianza nella società̀ e nella scuola italiana e di farlo pensando, discutendo e scrivendo insieme. Spesso un gruppo 06 è invitato a cooperare nella stesura di progetti educativi, carte dei servizi, piani triennali dell’offerta formativa che riescano a dire tanto della propria realtà e che esprimano coerentemente quello che bambini e bambine e famiglie possono quotidianamente rintracciare nei propri vissuti. Non è un mandato semplice e può essere una buona palestra vivere, preventivamente alla scrittura di tali documenti, attivazioni e giochi che possano far esercitare alla collaborazione, alla condivisione, allo scarto della logica di pregiudizio e alla creatività. Immaginiamo, ad esempio, di far lavorare un gruppo di 6/10 persone su un grande cartellone. Sono sedute in cerchio, ognuna di loro ha un pennarello in mano che servirà a scrivere una storia a più mani colma di imprevisti. Si lavorerà in silenzio, lasciando che le parole volino sul foglio e non nello spazio. Il primo soggetto coinvolto verrà invitato dal conduttore a scrivere la prima frase di questa storia che comincia con “C’era una volta” e a proseguire nella narrazione lungo tutta la prima riga di questo cartellone. Una volta terminato il lavoro, il primo scrittore piegherà il cartellone, nascondendo la frase, e lo passerà al secondo scrittore. A cerchio tutti contribuiranno in silenzio scrivendo il proprio pezzo della storia, senza sapere ciò che è stato tracciato dai precedenti compagni di esperienza e consegnando la propria frase piegata al successivo partecipante. L’ultimo componente del gruppo sarà invitato dal conduttore a chiudere la storia. Una volta conclusa questa prima parte dell’attivazione, il gruppo è chiamato ad aprire il cartellone, a leggere in collettivo la storia creata, che spesso nasconde ricchezze inimmaginabili, e a dare un titolo a tale prodotto, costruito con processi inusuali. Questa esperienza creativa apre menti e corpi a una forma di condivisione molto interessante e utile per azioni progettuali nel proprio contesto e spesso diventa opportunità per permettere che i tempi intensi di collegi docenti e staff possano essere caratterizzati anche da attivazioni immersive, capaci di dare spazio a tutte le voci di un gruppo con linguaggi diversi dalla consuetudine.

Coordinatrici e coordinatore di servizi 0-6 e formatori.

BIBLIOGRAFIA

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DOMANDE GENERATIVE

Quali osservazioni e riflessioni provengono dalla vostra pratica educativa sul modo di ragionare dei bambini piccoli di fronte a problemi di natura morale? Nel vostro contesto educativo quali gesti, comportamenti e strumenti hanno come obiettivo lo sviluppo di una educazione all’etica? Nella vostra biblioteca dii sezione ci sono albi e storie che potrebbero essere utilizzati per conversare con i bambini su particolari “azioni virtuose”? Provate ad analizzare i contenuti e le immagini tenendo presente questa finalità.

Francesca Ciabotti

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