Le parole dell’educazione
Transizioni
Lucilla Tutone e Arianna Lazzari – Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G.M. Bertin”, Università di Bologna
L’esigenza di risignificare alcuni termini della cultura dei servizi per l’infanzia in una prospettiva 0-6, a seguito del D.L. 65/2017, ha fatto emergere la necessità di riaffermare l’importanza della continuità educativa quale riferimento valoriale (Zaninelli, 2018) e contemporaneamente quella di rivederne le declinazioni operative, spesso percepite e attuate in maniera burocratica (Infantino et al., 2017). Nel dibattito italiano questo termine viene utilizzato per definire la natura pedagogica e politica della continuità educativa sia in relazione alle caratteristiche dei percorsi di sviluppo dei bambini sia in relazione ai diversi passaggi che avvengono all’interno di essi. Si parla dunque di “continuità tra nido e scuola dell’infanzia”, di “continuità scuola-famiglia”, di “continuità tra diversi servizi per la prima infanzia”, rendendo tali declinazioni del termine ancora più astratte attraverso l’utilizzo delle espressioni più generiche continuità orizzontale e verticale. Questo ha forse contribuito sia all’irrigidimento di pratiche educative legate più al percorso che ai soggetti coinvolti, sia allo schiacciamento del significato pedagogico (culturale, filosofico e politico) della continuità sulle pratiche attraverso le quali realizzarla.
Un interessante contributo, utile al ripensamento del concetto di continuità in una prospettiva sistemica, che metta al centro le esperienze di bambini e famiglie nei momenti di passaggio, può venire dalle ricerche condotte in ambito internazionale. Nella letteratura anglofona, ad esempio, si sono mantenuti due termini distinti. Il termine continuità viene utilizzato per descrivere le caratteristiche del percorso (“continuità strutturale”, “continuità professionale”, “continuità pedagogica”) mentre il termine transizioni, verticali e orizzontali, per descrivere il passaggio, l’attraversamento dei soggetti coinvolti all’interno di percorsi, relazioni, spazi e contesti (Dunlop e Fabian, 2006).
Nei servizi sperimentali 0-6 e nei poli per l’infanzia è necessario interrogarsi continuamente sul prima, il durante e il dopo, sul dentro e fuori, sullo spazio strutturato e non strutturato, e bisogna farlo contemporaneamente e per ciascun soggetto coinvolto. In questo senso, risignificare le prassi legate alle transizioni può diventare un tema chiave per la realizzazione di esperienze innovative nei servizi 0-6. Transitare è un’azione, avviene in un tempo e in uno spazio (mentale, fisico, relazionale) e necessita di un soggetto all’interno di un percorso, che ponendo lo 0-3 e il 3-6 in continuità si inserisce tra lo 0 e il 6. I soggetti della relazione educativa sono molteplici, e ognuno vi transita contemporaneamente, ciò implica che si debba parlare di transizioni al plurale.
Se la continuità è una caratteristica, declinata al singolare, di un percorso, le transizioni, declinate al plurale, descrivono il passaggio che diversi soggetti agiscono all’interno di tale percorso.
Porre le transizioni al centro della riflessione pedagogica di un progetto educativo implica un cambio di prospettiva dal percorso ai soggetti che lo attraversano. Questo potrebbe riportare nella pratica educativa quotidiana la centralità del bambino, che rischia spesso di rimanere relegata a documenti e programmazioni, e accrescere il potenziale inclusivo dei servizi, come definito in ambito europeo, mettendo in relazione la qualità dei servizi e la loro capacità di promuovere equità e coesione sociale (Lazzari et al., 2020).
Bibliografia
Dunlop A.W., Fabian H., Informing transitions in the early years, McGraw-Hill Education, New York, 2006.
Infantino A., Zuccoli F., Goulart de Faria A.L., “Ripensare la continuità educativa grazie a Paulo Freire: una ricerca tra Italia e Brasile”, in P. Ellerani, R. Demetrio (a cura di), Paulo Freire pedagogista di comunità: libertà e democrazia in divenire, Università del Salento-Coordinamento SIBA, 2017, pp. 105-118.
Lazzari A., Pastori G., Sità C., Sorzio P., Prospettive educative per i servizi 0-6. Itinerari di teoria, pratica e ricerca, Edizioni Junior-Bambini Srl, Reggio Emilia, 2020.
Zaninelli F.L., Continuità educativa e complessità zero-sei. Riflessioni di pedagogia dell’infanzia, Edizioni Junior-Bambini Srl, Reggio Emilia, 2018.
Per approfondire
• Biffi E., Cosa può fare ed essere un bambino oggi? Riflessioni pedagogiche sul contributo dell’infanzia nella
società contemporanea, in “Pedagogia oggi”, vol. 16, n. 2, 2018, pp. 205-226.
• Cavarero A., Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Milano, Feltrinelli, 1997.
• Montà C., Children’s education for participation in public, formal and structured decision-making
processes. Moving between policy and practice, Roma, Armando Editore, 2022.
• Rinaldi C., Giudici C., Krechevsky M. (a cura di), Rendere visibile l’apprendimento, Reggio Emilia, Reggio