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STRUMENTI
Giorgia Lo Giudice e Marina Nova
Strumenti a disposizione
Il punto di partenza sono i nostri sensi. Prima di tutto, si possono invitare bambine e bambini ad ascoltare i suoni dell’ambiente circostante:
“Quanti canti sentite? Sono tutti uguali?”
“Da dove proviene questo suono?”
Dopo aver affinato l’ascolto, si passa all’osservazione visiva:
“Chi canta tra i rami?”
“Di che colore è?”
“Come si muove?”
“Dove si trova?”
Si può guidare questa fase con domande che stimolino l’attenzione ai dettagli, incoraggiando bambine e bambini a formulare ipotesi, a confrontare forme e comportamenti. Un ottimo modo per valorizzare l’esperienza è costruire un diario di birdwatching su cui annotare osservazioni, fare disegni, incollare fotografie, persino creare partiture grafiche per rappresentare i canti. Registrare gli audio dei versi e dei fischi uditi aiuta a tornare sull’esperienza e approfondirla in un secondo momento.
L’obiettivo non è quello di conoscere subito i nomi scientifici delle diverse specie, ma di stimolare un’osservazione quotidiana, concreta e partecipata. Con il tempo, la curiosità guiderà naturalmente verso il riconoscimento degli esemplari.
Nel percorso si possono utilizzare strumenti e materiali di supporto, come albi illustrati e guide al riconoscimento delle specie. Utili anche le schede visive che presentano le specie più comuni: pettirosso, cinciallegra, piccione, tortora… Si parte da quelle più facilmente osservabili per poi ampliare le conoscenze, proprio come in una caccia al tesoro.
Per vivere l’attività in modo più immersivo, è possibile introdurre gradualmente strumenti di osservazione: un binocolo (quello 8×42 è l’ideale per iniziare), un taccuino di campo e, se si ha accesso a uno smartphone, si possono usare app come iNaturalist, BirdNET (per il riconoscimento dei canti) o, per esempio, GuardaMI, che consente di segnalare le specie osservate, contribuendo come piccoli citizen scientist a tracciare una mappa partecipata della fauna urbana.
È fondamentale accompagnare i bambini anche nell’apprendimento di comportamenti rispettosi verso gli animali:
Non correre verso gli uccelli.
Parlare a voce bassa.
Non avvicinarsi ai nidi.
Offrire cibo solo se si conoscono le abitudini alimentari della specie.
Indossare abiti comodi e dai colori tenui per non spaventare gli uccelli.
I momenti migliori per l’osservazione sono la mattina presto e il tramonto, quando gli uccelli sono più attivi e vocali, soprattutto nel periodo riproduttivo. All’inizio gli uccelli potranno sembrare quasi uguali, ma con un po’ di pazienza si imparerà a distinguerli osservando la forma del becco, la coda, i colori, i movimenti e l’habitat in cui si trovano.
Giorgia Lo Giudice,
educatrice di scuola dell’infanzia, Comune di Milano.
Marina Nova,
docente di Scienze Naturali, Liceo Artistico di Brera, presidentessa dell’Associazione GuardaMI, Milano.