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Tempo
LE PAROLE DELL’EDUCAZIONE
Vanna Iori

“Il servizio educativo diventa promotore di iniziative sul proprio territorio, punto di riferimento educativo, partecipante attivo per far vivere esperienze educative esterne alle proprie famiglie. Può aprire inoltre i propri spazi alla comunità con progettazioni mirate per farsi conoscere e coinvolgere altre famiglie, anche non appartenenti al servizio stesso”
(MI, 2022, p. 29)
Le relazioni educative si connotano sempre nel tempo e nello spazio. Queste due dimensioni non sono accessorie, ma essenziali e propriamente costitutive dell’educazione.
Ogni evento educativo avviene in uno spazio-luogo che non è solo quello fisico-geometrico ma è un mondo in cui i colori, le forme, le dimensioni, le caratteristiche visive e tattili rivestono importanza pedagogica.
Allo stesso modo ogni relazione è sempre temporalità (Minkowki, 1971) ma il tempo non è rettilineo e uniforme, non è misurabile oggettivamente perché non scorre in modo omogeneo come nell’orologio. Ha ritmi diversi a seconda dei diversi vissuti esistenziali e delle situazioni: scorre troppo in fretta nella soddisfazione e nella felicità, mentre è lento e sembra arrestarsi nei momenti di angoscia, di noia, di attesa. L’educazione è essa stessa tempo, in quanto esperienza di progetto e trasformazione di sé e del mondo (Iori, 2000). La temporalità si qualifica come specificamente pedagogica in quanto si presenta innanzitutto come un sistema di relazioni in divenire. Si situa nel “qui e ora”, eppure scorre incessantemente perché la formazione è trans-formazione e avviene nel cambiamento che, dal passato, fatto di memorie, nostalgia, rimpianto, racconti, apre al futuro, alla speranza o anche a timore, attesa, preoccupazione, desiderio.
L’educazione è il luogo fondamentale di elaborazione di questi sentimenti temporizzati (Iori, 2006). Comprende quindi una pluralità di tempi interiori che sempre meno, nel mondo attuale, coincidono con le interruzioni esterne che delimitano le diverse tappe stabilite dai percorsi delle istituzioni educative, come i cicli scolastici, gli orari d’aula, la conclusione degli studi, l’uscita dagli juniores nello sport, la “partenza” nel mondo scoutistico, i tempi di gioco ecc.
Tutti passaggi sempre meno corrispondenti alla dimensione vissuta. Il tempo “soggettivo” è divenuto sempre più segmentato. Non è quindi mai “concluso” e irrelato con il presente.
Tuttavia l’esperienza dell’educare può essere intesa soltanto entro una temporalità che comprenda Le tre dimensioni prioritarie della temporalità (il passato della memoria, il “qui e ora” del presente e l’apertura al futuro) cambiano il loro senso nello scorrere della vita educativa che si snoda attraverso un passato sempre ripreso e il futuro verso cui si proietta in quanto continuo autosuperamento nel divenire. Il tempo educativo comprende dunque sempre, simultaneamente, la memoria, l’experiri e il pro-getto alimentando sentimenti diversi. Il passato “fonda” l’educazione e la apre al futuro poiché è ciò che fu (cronologicamente), ma trasformato così come mi appare oggi nel presente di quel cambiamento che gli dà senso. Dunque sempre aperto alla visione del domani, della possibilità e del poter-essere (Iori, 2006). L’orientamento verso ogni prospettiva educativa dirige i passi di un’azione che è sempre “movimento verso”, fondato su obiettivi e finalità che costituiscono la progettualità educativa. Quando l’educazione si consegna al presente non ha più futuro. Là si chiudono le intenzionalità educative. Per questo il futuro è la dimensione temporale privilegiata, poiché costruisce il tempo della vita. Riconquistare il futuro e il possibile significa richiamare la dimensione operativo-trasformatrice, la possibilità di modi diversi, con sguardo rinnovato ogni giorno.
Gli educatori hanno il compito, soprattutto in questo mondo stravolto da grandi cambiamenti, di trovare nuove categorie per l’infanzia e l’adolescenza per accompagnarle in questo percorso.
Vanna Iori, membro del Direttivo dell’Istituto di Studi Superiori “Toniolo” di Milano. Già professoressa ordinaria di Pedagogia Generale e Sociale all’Università Cattolica di Milano.
BIBLIOGRAFIA
Iori V., Filosofia dell’educazione, Milano, Guerini, 2000.
Iori V., Nei sentieri dell’esistere. Spazio, tempo, corpo nei processi formativi, Trento, Erickson, 2006.
Minkowski E., Il tempo vissuto, Torino, Einaudi, 1971.