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DIRITTI DI BAMBINE E BAMBINI
a cura di Elisabetta Biffi e Chiara Carla Montà
Se mi permetti di partecipare
mi tuteli di più
La partecipazione dei più piccoli nei contesti di tutela,
una sfida possibile e necessaria
Samantha Tedesco
La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza riconosce il diritto dei minorenni a vedere le proprie opinioni tenute nella giusta considerazione nelle questioni che li riguardano: l’articolo 12 ha introdotto all’interno del diritto internazionale umanitario, per la prima volta, il riconoscimento della titolarità e della capacità dei minorenni di influenzare le azioni e le decisioni che li riguardano e contesta l’idea che i minorenni siano solo oggetto di protezione da parte degli adulti. (Consiglio d’Europa, 2020). Negare spazi di Partecipazione significa aprire la porta a comportamenti disfunzionali alla ricerca di un modo per farsi ascoltare. Permettere la Partecipazione, al contrario, consente di promuovere un reale processo di empowerment e lo sviluppo del senso di autoefficacia. Per un minorenne, sentirsi parte di un processo decisionale significa rafforzare le proprie capacità di coping nella ricerca delle strategie per affrontare le difficoltà. Nonostante queste premesse, la Partecipazione viene definita la “cenerentola dei diritti” e nei contesti di tutela rimane poco esercitata: assenza di competenze specifiche da parte degli operatori professionali, difficoltà organizzative, timore di non esercitare la necessaria protezione nei confronti dei minorenni, sono alcune delle motivazioni verso la non-Partecipazione. Esse sono più forti con il diminuire dell’età dei bambini: più sono piccoli, meno possono godere di contesti partecipativi.
“I DIRITTI DI PARTECIPAZIONE SONO DIRITTI DI LIBERTÀ: RICONOSCERLI ALL’INFANZIA SIGNIFICA RICONOSCERE LA LIBERTÀ DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE ED È SU QUESTO RICONOSCIMENTO CHE IL MONDO ADULTO VIENE SFIDATO
Una delle motivazioni della non Partecipazione è di carattere culturale e ha a che vedere con il potere su cui si è sempre basata la relazione adulto-bambino, dal punto di vista genitoriale, educativo, scolastico. Si tratta di quel potere che l’adulto esercita derivandolo dall’asimmetria tra chi sa e chi non sa. Ed è a questo proposito che il principio di Partecipazione rappresenta una fondamentale differenza: l’asimmetria tra adulto e bambino si basa sulla differenza di esperienza e corrisponde a un diverso bilanciamento delle responsabilità della decisione tra adulto e bambino ed è basata sul riconoscimento del bambino come competente rispetto a sé stesso e alla propria esperienza. Partecipare non è decidere ma è prendere parte al processo decisionale. Ascoltare per l‘adulto non significa cedere l’onere della decisione al bambino, così come, per il bambino, partecipare non significa assumersi tutta la responsabilità della decisione. Per l’adulto significa garantire la presenza attiva del minorenne in ogni fase del processo decisionale (SOS Villaggi dei Bambini, 2017). Da oltre vent’anni SOS Villaggi dei Bambini ha avviato processi partecipativi con i minorenni seguiti. Uno degli strumenti cardine utilizzato è il PEI (Progetto Educativo Individualizzato) Partecipato scritto dai minorenni in prima persona con il supporto degli educatori. La stesura del PEI partecipato è un percorso che si è rafforzato nel tempo ma per molti anni è stato uno strumento utilizzatosolo a partire dai 12 anni. Nel 2023 si è deciso di avviare con il Villaggio SOS di Saronno un progetto pilota per consentire la Partecipazione a partire dai 5 anni garantendo anche a questo target spazio, espressione, ascolto e influenza adeguati (Lundy, 2007). Affinché questo percorso fosse efficace, si sono formati i professionisti e create le condizioni organizzative adatte ai bambini più piccoli. Nell’avvio del progetto pilota, ci sono state diverse criticità: dalle difficoltà organizzative (necessità di ritagliarsi durante il turno uno spazio individualizzato) a quelle relazionali (come rispondere se nell’incontro emergono temi difficili da affrontare come l’abbandono di un genitore…). Poiché la cura del contesto è anche la cura degli adulti responsabili dei processi di Partecipazione, si è scelto di dedicare un tempo per affrontare queste questioni e per rinforzare le competenze dei professionisti. Gli operatori si sono messi in gioco e una volta che si sono sentiti pronti è stata avviata la sperimentazione. Ora il PEI viene “scritto” insieme al computer o a mano e insieme si definiscono obiettivi, tempi e modalità di azione. Il documento finale è un documento ufficiale. Una parte del PEI prevede la possibilità per i bambini e le bambine di scegliere un’immagine che li rappresenti. La stessa viene poi scannerizzata ed entra a far parte del documento. Per i bambini e le bambine è importante vedersi rappresentati attraverso un’immagine da loro scelta; per gli adulti quella scelta è una fonte di informazioni importante. Laura ha disegnato il vento, “perché è libero e perché mi rinfresca e mi rallegra”. Grazie al PEI partecipato abbiamo scoperto che alcuni bambini non avevano mai avuto notizia che esistesse un decreto e abbiamo quindi organizzato un incontro con la loro assistente sociale. La Partecipazione al PEI è uno strumento che consente di mettere insieme gli atti importanti della propria storia costruendovi un significato comprensibile a tutti. Il PEI partecipato consente ai bambini di ricostruire la propria storia, il perché del loro essere in protezione dando al contempo uno spazio di azione, la possibilità di “scegliere” e di promuovere il senso di autoefficacia. La cosa che piace di più i bambini è la firma. I bambini firmano accanto all’educatore. Quel PEI scritto in prima persona è un documento ufficiale a tutti gli effetti! I riscontri da parte dei bambini sono stati diversi: qualcuno ha scelto di non partecipare, qualcuno ha partecipato per una parte, qualcuno è arrivato fino alla fine. Anche questa è Partecipazione: la possibilità di aderire o meno a una proposta e di farlo nel modo che si sente possibile in quel momento.
“Quando prendiamo il prossimo appuntamento?” è la domanda posta dalla maggior parte dei bambini al termine del primo incontro dedicato alla stesura del PEI. Per i bambini questo momento individuale con il proprio educatore è vissuto come un momento importante: vi è uno spazio tutto per sé, l’educatore dedicato in uno luogo fisico protetto e “importante” (l’ufficio degli educatori). Il cammino è appena iniziato ma indietro non si torna: poter partecipare è attuare protezione e questo deve poter essere possibile per tutti i bambini, anche per i più piccoli. A noi adulti la responsabilità di trovare modalità di Partecipazione adatte a tutti.
Le immagini si riferiscono ai servizi educativi della cooperativa Il Mosaico Servizi (Lo)
1 Legge 205/2017, commi 594-601, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.
2 Al momento della scrittura del presente articolo, l’implementazione della legge è in fase di attuazione e i decreti attuativi non sono stati emanati.
Samantha Tedesco, pedagogista, responsabile Programmi e Advocacy SOS Villaggi dei Bambini, PhD Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Elisabetta Biffi, professoressa di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Chiara Carla Montà, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
APPROFONDIMENTO
Council of Europe, Listen – Act – Change, Council of Europe Handbook on children’s participation. For professionals working for and with children. Council of Europe (2012), Recommendation on participation of children and young people under the age of 18, 2020.
Lundy L., Voice in not enough: conceptualising Article 12 of the Uniced Nations Convention on the Rights of the Child, in “British educational research journal”, vol. 33, n. 6, 2007, pp. 927-947.
Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Nuove “Linee guida per la partecipazione di bambine e bambini e ragazze e ragazzi”, 2022
SOS Villaggi dei Bambini, FICE, IFCO, Quality4Children, 2007, https://www.sositalia.it/getmedia/136ca5da-0123-4b81-a2a9-52239b78fdb7/Standard-Quality-for-Children.pdf.
SOS Villaggi dei Bambini, Position Paper. Il diritto alla partecipazione nei contesti di tutela”, 2017, www.sositalia.it/getmedia/a6bf2623-86ae-4dbb-9af9-17a4297a5e01/Position-Paper-Diritto-alla-Partecipazione-in-tutela.pdf.