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TRA LE PAGINE

a cura di Giovanna Carugo

Scegliere libri per l’infanzia

Virginia Portioli

 

Le immagini che accompagnano l’articolo sono dei nidi e delle scuole dell’infanzia del Comune di Correggio (RE)

[…] e si tesse si tesse la luce con l’ombra. Il secco con l’umido del sotto terra. Nei fiori.

Mariangela Gualtieri, 20151
SCEGLIERE LIBRI PER L’INFANZIA

È doveroso fare una distinzione: spesso si utilizzano i termini “infanzia” e “bambini” come sinonimi interscambiabili, mentre c’è una differenza sostanziale tra i due. Quando decidiamo di accogliere un progetto, deve rivolgersi per davvero ai bambini – quelli in carne e ossa, che vivono il qui e ora – e non a un’infanzia ideale, il cui segno permane negli adulti, ma che sembra non volersi sporcare le mani e preserva le ginocchia dalle sbucciature. Non ci interessano libri a tema o con una morale, andiamo piuttosto a caccia di storie che parlino di universali e che suggeriscano nuove domande, invece che imporre risposte premasticate. Abbiamo ben chiaro chi sia il nostro interlocutore e il nostro lavoro vuole rivolgersi a lui, in una sorta di rivoluzione copernicana che desidera riportare il bambino al centro, accantonando le richieste e i bisogni di una genitorialità sempre più in crisi e a cui spesso il mercato editoriale ammicca. Il nostro tentativo è quello di osservare il mondo “ad altezza bambino” e proporci nel segno della complicità, un po’ come fa il protagonista di Buonanotte, gorilla! che, già dalla copertina, invita il lettore a seguirlo, a entrare, mano nella mano e in punta di piedi, tra le pagine del libro per combinarne delle belle.

“Il fiore ha 5 petali… sono fatti bianchi con una riga in mezzo” “Dentro mi sembra una corona, perché è tutta intorno” “Ci sono dei piccoli pelini…” “Forse i pelini servono per tenere caldo il fiore quando c’è l’inverno” “Il giallo serve per le api per fare il miele e succhiano il nettare”

Sculture di fili

Allestiti i materiali, l’esperienza di gioco potrà iniziare. L’adulto potrà utilizzare delle suggestioni visive, come le immagini tratte da libri quali Azione di David A. Carter o le opere dell’artista Alexander Calder, per stimolare l’immaginazione dei partecipanti. Un elemento fondamentale per la creazione delle esperienze è fornire ai bambini e alle bambine delle basi stabili in legno provviste di fori. Queste permettono di incastrare tubi o fili in verticale, facilitando lo sviluppo delle loro creazioni scultoree o giochi di equilibrio. I partecipanti scopriranno in prima persona le diverse proprietà dei materiali: quali si riescono a piegare, incastrare, impilare, torcere e avvolgere. Troveranno, così, soluzioni inedite di equilibrio, costruzioni insolite e nuove possibilità, in una continua sperimentazione che può essere smontata e rimontata da capo in qualsiasi momento. Se si desidera espandere l’attività, è possibile anche introdurre la carta stagnola (alluminio) da cucina, la cui estrema malleabilità offrirà ulteriori e interessanti possibilità di ricerca sulla forma e sulla tridimensionalità.

CLASSICI IMPERDIBILI

Per la sua straordinaria capacità narrativa, per la forza di tenere i lettori (uditori) incollati alle pagine e per il suo sguardo acuto, certamente Pluk e il Grangrattacielo di Annie M.G. Schmidt e Fiep Westendorp (traduzione dall’olandese di Valentina Freschi) è un titolo che non può mancare tanto dagli scaffali della scuola dell’infanzia quanto da quelli della primaria. Il protagonista è un bambino che vive da solo (senza che questo desti il minimo turbamento) nella torretta del grangrattacielo e si muove su uno strampalato carroattrezzi rosso. Si erge a paladino dei più deboli – che siano scarafaggi, piccioni, scoiattoli, bambini, ma anche adulti ben più grandi di lui – affrontando avventure quotidiane ricche di nuovi incontri e colpi di scena. Si tratta di un libro che non nasce come tale, dato che, inizialmente, era pubblicato a episodi – uno ogni quindici giorni – all’interno di un quotidiano olandese. Questo spiega perché ogni capitolo si apre con il resoconto di quello precedente, permettendo, nonostante la mole (si tratta di un volume con più di 200 pagine), anche ai bambini più piccoli di seguire la storia senza alcuna difficoltà. A Pluk e il Grangrattacielo affiancherei le avventure di George e Martha – nei due volumi che compongono la raccolta completa dell’americano James Marshall – tradotte da Sergio Ruzzier, per la capacità di raccontare l’amicizia come un caleidoscopio di luci e ombre, di dispetti e comprensione, in quello straordinario lavoro di cesello e sensibilità necessario nei rapporti umani. Il tutto rappresentato da due goffi ippopotami, la cui espressività è affidata ai due piccoli puntini che hanno al posto degli occhi. Le storie di George e ARSHALL Sergio ruzzier zione di e Sendak www.lupoguido.it € 17 i.i. ISBN: 978 88 8581 091 4 9 788885 810914 Hanna Kraan illustrazioni di Annemarie van Haeringen La strega Paturnia Hanna Kraan Una raccolta di storie divertenti sulla convivenza bizzarra tra gli animali del bosco e una strega capricciosa e imprevedibile, tra incantesimi indesiderati e pozioni che non funzionano, in una quotidianità fatta di trovate esilaranti e di molta, moltissima comprensione. Il ritorno di un grande classico, con le nuove illustrazioni a colori della pluripremiata artista olandese Annemarie van Haeringen. La strega Paturnia Martha, con ironia e leggerezza, mettono in scena tutti i sentimenti dell’essere umano e accompagnano il lettore, col sorriso sulle labbra, alla scoperta di sé.

 
UNA NUOVA USCITA

Tra le novità più rilevanti di questo autunno, siamo felici di presentare La strega Paturnia di Hanna Kraan e Annemarie van Haeringen, con la traduzione di Paola Romagnoli: un altro grande classico della tradizione olandese. Si tratta di un insieme di racconti su una strega capricciosa e imprevedibile (Paturnia, appunto) che, quando è di cattivo umore, trasforma chiunque si trovi a tiro in qualcos’altro! Gli animali del bosco ne sono terrorizzati, ma proprio quando riescono a sbarazzarsene, comprendono di sentirne la mancanza e che sia necessario trovare un punto di accordo per una convivenza serena e pacifica nel bosco. I protagonisti, oltre alla strega, sono tre: la lepre, ovvero la figura più razionale, il gufo, poeta dall’animo sognatore (desidera comporre versi, ma non sempre ci riesce) e il riccio, quello più sbruffone e irriverente, che non manca di venir “rimesso a posto” ogni volta che ne combina una delle sue. Le dinamiche che si materializzano sotto i nostri occhi sono proprio quelle “bambine”, tra provocazioni e dispetti, e i profili “umani” che si delineano tra i personaggi sono deliziosamente efficaci. Siamo di nuovo davanti a una piccola palestra letteraria in cui allenare i nostri sguardi

Virginia Portioli, responsabile editoriale LupoGuido.

Giovanna Carugo, coordinatrice editoriale rivista Bambini.

PER APPROFONDIRE

Raiteri F., Valli L., “Provocazioni. Materiali inusuali e pensiero divergente”, in Guerra M. (a cura di), Materie intelligenti: il ruolo dei materiali non strutturati naturali e artificiali negli apprendimenti di bambine e bambini, Reggio Emilia, Edizioni Junior, 2017, pp. 147-153

 

 

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