Menu
Ri-costruiamo un posto nella terra dei bambini
Un progetto, una responsabilità condivisa e un’esperienza di comunità educante
Edward Breda
Genitore di Kilian e Raphael, Presidente dell’associazione di promozione sociale “La Terra dei bambini”, San Ginesio (Mc)
Abstract
Una comunità viva di persone, di fronte al trauma del terremoto del 2016 nel Centro Italia, che non lascia sola la scuola inagibile. I genitori, insieme al servizio educativo, non aspettano la provvidenza per la ricostruzione della scuola, ma anzi la provocano; non ritengono che tutto sia dovuto dalle istituzioni ma, insieme a esse, unendo le energie, diventano artefici del proprio destino e del proprio futuro. Un esempio di resilienza, vera partecipazione e comunità educante.
Parole chiave
Resilienza, comunità, rete, alleanza, protagonismo genitoriale
Contatti
edwardbreda@libero.it
UNA STORIA BELLA DA RACCONTARE
Mi chiamo Edward. Sono il papà di Kilian e Raphael, e rappresento un piccolo gruppo di famiglie che hanno avuto il coraggio di essere resilienti di fronte alle conseguenze lasciate dai terremoti del Centro Italia nel 2016: 8 anni fa Kilian aveva un anno e mezzo e Raphael non era ancora nato, ma quello che è importante è che oggi ci sono ancora famiglie che portano avanti un progetto di educazione in natura libera e consapevole. Questa è una storia bella da raccontare e ci fa piacere condividerla con quanti hanno a cuore il tema dell’educazione; è una storia che parla di sussidiarietà autentica, costruita con fatica, impegno e concretezza. Ci troviamo nelle Marche: frazione Vallato del Comune di San Ginesio in provincia di Macerata, in un pezzo di territorio marginale ma prezioso, in quanto ricompreso all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, dove dal 2012 si vive un’esperienza educativa unica e straordinaria: l’agrinido della natura1 per bambini fino ai 3 anni, nato da un’esperienza pilota di agrinido di qualità nell’ambito del progetto “Rurale Sociale“, promosso dall’Assessorato Agricoltura della Regione Marche. Dal 2016 il servizio si è aperto alla continuità 3-6 anni iniziando un percorso formativo che abbraccia la fascia d’età 0-6 anni e che a tutt’oggi conta 20 bambini iscritti. Titolare della piccola scuola è un’azienda agricola, “La quercia della memoria”, nata per promuovere un ambizioso progetto di sviluppo locale orientato alla sostenibilità ambientale e al sociale. A portare avanti tutto è la passione dell’imprenditrice e educatrice Federica Di Luca, e il suo pensiero di un’educazione partecipata e condivisa, capace di promuovere una sempre maggiore consapevolezza che il ruolo dei nidi, anche in aree marginali, è di produrre cultura dell’educazione e non solo di offrire prestazioni educative.
© Alessandro Grassani per L’abilità
UN SERVIZIO EDUCATIVO INNOVATIVO
La peculiarità dell’Agrinido è quella di costruire la propria esperienza educativa dentro la vita dell’azienda agricola. Uno degli elementi centrali della quotidianità agricola è la variabilità degli eventi e delle produzioni in relazione all’andamento stagionale e atmosferico. Il valore della quotidianità è centrale anche nell’esperienza educativa e pertanto nei percorsi progettuali è posta attenzione all’identità stagionale, alla dimensione del cambiamento e della trasformazione, della vita e della morte, della ciclicità e della variabilità dentro alla ripetizione. Anche la contemporaneità di ambienti e paesaggi agricoli e più naturali richiede nell’Agrinido la proposta di percorsi progettuali più sensibili nel cogliere le sfumature del passaggio tra domestico e selvatico, i ricchi intrecci e le contaminazioni. Elementi sui quali costruire veri e propri percorsi o tracce di percorsi possono essere i materiali naturali nella loro variabilità e modificabilità; gli animali nella loro capacità di spostamento, adattamento agli ambienti, organizzazione sociale e interazione con l’uomo; i piccoli e grandi eventi della natura (la caduta di una foglia, la trasformazione di un bruco in farfalla, la nascita, la vita sott’acqua o sottoterra…). Sono tutti frammenti di vita in fattoria ma al tempo stesso l’essenza della complessità. Noi genitori ci siamo innamorati di questo modo di intendere la “scuola” soprattutto in questa fascia di età, ci siamo lasciati coinvolgere, e i nostri figli hanno adorato, adorano, e continuano ad adorare e frequentare in qualche modo questa scuola, anche quando ormai sono divenuti grandi.
LE FERITE DEL TERREMOTO E FAMIGLIE CHE “NON MOLLANO”
Sembrava tutto troppo bello per essere vero, finché arrivano le 7.40 del 30 ottobre 2016: una data che resterà nella memoria di tutti noi e che segna uno spartiacque. Il borgo di Vallato di San Ginesio diviene zona rossa. Il terremoto di quel giorno è stato fatale anche per le strutture dell’azienda agricola biologica multifunzionale “La Quercia della Memoria”, divenute inagibili per crolli, muri profondamente fessurati, distacchi e rischi indotti dagli edifici confinanti, perché parte delle stesse strutture si trovano proprio sul perimetro del piccolo centro storico di Vallato. Nel mese di novembre 2016 il servizio è rimasto chiuso in attesa delle verifiche strutturali. Sgomenti, ma decisi a non “mollare” un’esperienza e un luogo educativo così speciali, genitori, responsabili, educatrici nonché tecnici comunali si sono subito incontrati per capire se c’era una strada che permettesse di continuare ad abitare quei luoghi altrimenti destinati all’abbandono totale per molti anni. Non era scontato anche il solo ritrovarci, perché in quella situazione di emergenza eravamo coinvolti tutti in prima persona; il problema non era solo l’inagibilità della scuola ma anche delle case di molte famiglie frequentanti, compresi noi, con tutte le conseguenti ricerche di immobili e trasferimenti urgenti. Sarebbe stato naturale e comprensibile pensare prima a sé stessi, allontanarci, isolarci ciascuno nel proprio dolore, nella propria angoscia e crisi. Dopo diversi incontri, tra una scossa di assestamento e l’altra, in un mare di sentimenti contrastanti, oscillanti tra smarrimento e desiderio di restare uniti, le attività sono potute riprendere già il 30 novembre 2016: all’inizio con un’unica stanza agibile (tenuta fuori dalla zona rossa grazie alla collaborazione con i tecnici del Comune), e successivamente, con le donazioni arrivate da ogni parte è stata acquistata una tenda yurta per ampliare lo spazio (dicembre 2016). La tenda è stata montata al posto dell’orto giardino, raso al suolo dal passaggio dei mezzi per la messa in sicurezza della struttura principale. La scelta di installare, quale struttura di emergenza, una tenda yurta è stata frutto di tanti pensieri e relazioni e più passava il duro tempo della transizione e più ci siamo resi conto che è stata per noi fondamentale. Infatti la yurta, con la sua architettura circolare e leggera, come fosse una madre che abbraccia, ha contribuito a ricreare un posto sicuro del quale avevamo tutti un grande bisogno. Inoltre, ha favorito la costruzione di relazioni “calde” tra famiglie, tra famiglie e personale educativo, tra il dentro del servizio e il fuori del mondo, contribuendo così a mantenere molto buona la qualità dell’offerta formativa pur nella precarietà del tutto.
UNA TENDA NON BASTA…
Da quel momento è iniziata un’esplosione di energie, si è rafforzata una rete di relazioni tra noi, dentro e fuori regione, che sapevamo essere la vera ricchezza della nostra esperienza, ovvero l’anima delle strutture che sarebbero venute. È stato subito chiaro a tutti che una tenda non bastava, che il destino di un’esperienza educativa di ricerca così innovativa, anche nell’approccio all’emergenza, non poteva essere lasciato alla sola passione, generosità e gratuità del dono di sé di Federica, titolare dell’impresa agricola, ma meritava di essere sostenuta compiendo ogni possibile sforzo vedendo i frutti nei nostri figli. Il 17 marzo 2017, sotto la spinta dell’emergenza post-terremoto, facciamo un altro passo importante: nasce l’associazione “Nella terra dei Bambini” per favorire percorsi e processi di partecipazione attiva (in particolare delle famiglie) all’esperienza che i bambini vivono nella scuola “Agrinido-Agrinfanzia della natura” in uno spirito di condivisione e collaborazione con i responsabili della gestione del servizio e delle figure educative di riferimento. È composta prevalentemente da genitori che hanno scelto e credono fortemente nella proposta educativa offerta dall’azienda agricola “La quercia della memoria”. Nel particolare momento di emergenza post-terremoto, l’associazione è stata uno strumento per sostenere le famiglie facendo rete attorno al servizio, a forte rischio chiusura, sia per i danni subiti dalle strutture, sia per lo spopolamento della comunità locale, per rappresentare le istanze della ricostruzione di una nuova struttura, gestire raccolte fondi e sensibilizzare l’opinione pubblica al diritto dei bambini all’educazione e ad avere un “luogo” educativo di qualità.
IL PROGETTO
I tempi per il ripristino dei vecchi spazi inagibili, i costi stimati per il loro riadeguamento strutturale ai nuovi criteri di sicurezza post-sismica, nonché lo sviluppo innovativo dell’esperienza da 1-3 anni alla continuità 0-6 anni, ci hanno indotto a considerare sin dall’inizio un nuovo progetto di ambienti quale polo innovativo di servizi per l’infanzia 0-6 anni e la comunità, in coerenza al sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai 6 anni (Legge 107/2015 e decreto attuativo 65/2017) di cui l’esperienza che stiamo vivendo è precursore. È stato per questo subito individuato un terreno per la costruzione del nuovo polo agri-infanzia 0-6 anni, situato in prossimità agli attuali spazi per permettere fin da subito una correlazione naturale con l’esistente. Come gruppo di famiglie abbiamo cercato ogni possibilità di finanziamento mettendo insieme i talenti e le relazioni che avevamo. C’è chi ha disegnato il logo dell’associazione, chi ha prodotto dei disegni originali per fare la copertina di quaderni da vendere a ogni livello, chi ha pensato alla distribuzione degli stessi, chi alla redazione di una brochure informativa, di un sito, chi ha pensato alla partecipazione a campagne online di crowdfunding, bandi di finanziamento ed è andato in giro a far conoscere il nostro progetto per salvare la scuola. Abbiamo fatto volantinaggio, bancarelle, incontri a ogni livello pubblico e privato per portare le nostre istanze, c’è stato chi ha pensato a portare avanti nel frattempo le trattative per l’acquisto del terreno. In pochi mesi la raccolta fondi ha raggiunto l’obiettivo, raccogliendo i 42.000 euro necessari. L’associazione “Nella Terra dei Bambini” il 23 ottobre 2017 era davanti al notaio per acquistare il terreno e contemporaneamente donarlo al Comune di San Ginesio presente anch’esso con i suoi rappresentanti. L’atto di donazione ha inteso dunque impegnare l’amministrazione a riconoscere il valore pubblico e di innovazione pedagogica dell’esperienza educativa e favorire al contempo la nascita di un processo di sussidiarietà virtuoso privato-pubblico. D’altra parte, l’Amministrazione Comunale, convinta della ricchezza di questa realtà presente nel suo territorio, conosciuta come un esempio di eccellenza nel campo educativo a livello nazionale e oltre, ha provveduto a effettuare una complessa e costosa variante del Piano Regolatore al fine di renderlo idoneo alla realizzazione della nuova struttura. Siamo sempre stati convinti che l’innovazione educativa che portavamo poteva e doveva in qualche modo riguardare e coinvolgere le istituzioni, e il terremoto con la sua crisi ha prodotto l’energia per mettere insieme tutte le forze. Successivamente al Comune è stato anche donato il progetto architettonico che aveva per noi una grande valenza perché è nato in forma partecipata da un gruppo di lavoro multidisciplinare che ha messo in dialogo attori e saperi diversi (architetto, geologo, geometra, pedagogista, educatore, pediatra, ingegnere, genitori, bambini, amministratori pubblici e tecnici del Comune e dell’Ambito Territoriale Sociale) coinvolgendo le comunità di riferimento con incontri, scambi e riflessioni.
INSIEME VERSO IL FUTURO
Dopo otto anni dal sisma, grazie all’impegno di tutti e soprattutto del Comune di San Ginesio, il cantiere per la realizzazione della struttura è partito. La yurta è ancora lì ad accompagnarci e cullarci in questa transizione. Nel frattempo, non siamo rimasti a guardare: abbiamo cercato di investire per aumentare la qualità e il comfort degli spazi e per coinvolgere le nuove famiglie che ogni anno si avvicinavano a questa realtà. È stato realizzato con i fondi dell’associazione Nella terra dei bambini, un playground di qualità completamente in legno curato da una associazione toscana, grazie alla generosità di una famiglia è stato installato un bagno da cantiere al di fuori della yurta (i primi anni avevamo solo i vasetti per i bisogni all’interno della stessa), si sono organizzate diverse occasioni di incontro e di festa, momenti straordinari di convivialità e socialità costruiti con il contributo di ciascuno. La cosa importante è che siamo ancora qui, alle prese certamente con nuove sfide legate al ricambio generazionale, allo sviluppo di nuove forme di partecipazione attiva, ma comunque a testimoniare che solo se uniamo le energie possiamo educarci e crescere, tutti, bambini, genitori, educatori, amministratori. In questo tempo sospeso tra il già e non ancora del post-emergenza si può “vedere” e “toccare con mano”, simbolicamente attorno alla nostra yurta, una comunità viva di persone che non lasciano sola la scuola, che non aspettano la provvidenza ma anzi la provocano, che non ritengono che tutto sia dovuto dalle istituzioni ma che, insieme a esse, vogliono divenire artefici del proprio destino.
¹ L’Agrinido della Natura, agri-infanzia è un progetto innovativo di agricoltura sociale, modello della rete Agrinido di Qualità della Regione Marche. Dal 30 ottobre 2012 presso l’azienda agricola multifunzionale “La Quercia della Memoria”, nella contrada Vallato del Comune di San Ginesio (Mc), è operativo l’Agrinido della Natura, uno dei cinque agrinido di qualità promossi dall’Assessorato Agricoltura della Regione Marche nell’ambito del programma di agricoltura sociale definito in base alla Legge regionale n. 21 del 14 novembre 2011 “Disposizioni regionali in materia di multifunzionalità dell’azienda agricola e diversificazione in agricoltura” (B.U. 24 novembre 2011, n. 99). L’agrinido si inserisce oggi nel contesto nazionale della Legge quadro sull’agricoltura sociale (L. 18 agosto 2015, n. 141, disposizioni in materia di agricoltura sociale) e rappresenta un modello d’innovazione a livello nazionale capace di mettere in dialogo ruralità ed educazione. La proposta educativa e pedagogica dell’agrinido è parte integrante del progetto e dei servizi del Centro di Educazione Ambientale CREDIA WWF, riconosciuto dalla Regione Marche all’interno del sistema INFEA e inserito nella rete dei CEA del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Esplica, promuove e ricerca la relazione bambini-natura all’interno del contesto eccezionale dell’area protetta (www.agrinidodiqualita.it, www.querciadellamemoria.it).