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Le parole dell’educazione
Qualità
Donatella Savio – Ricercatore, Università di Pavia

Dagli anni Novanta, il tema della qualità dei servizi educativi per l’infanzia e tra i più approfonditi, sia sul piano della ricerca che su quello delle politiche educative. Molti studi (tra i più recenti: Save the Children, 2018) dimostrano che solo i servizi educativi di qualità svolgono un ruolo cruciale nella promozione del benessere e dello sviluppo infantile, ma il tema e estremamente complesso in quanto a ruoli diversi può corrispondere un’idea diversa di qualità (Becchi, 2004).
Il primo documento di indirizzo europeo che si esprime in termini chiari su questo punto, Quaranta obiettivi di qualità per i servizi per l’infanzia (Rete per l’infanzia, 1996), propone una visione complessa e dinamica della qualità, che sottolinea la sua natura culturale e sociale: l’idea di “buon” servizio e relativa, dipende dal sistema di valori e convinzioni; nondimeno la sua definizione e un processo imprescindibile, che va realizzato attraverso la partecipazione democratica più ampia possibile di coloro che hanno una “qualche posta in gioco” (gli stakeholders: educatori, genitori, bambini ecc.) e che non deve essere mai considerato concluso. Per quanto detto, la definizione della qualità educativa e sempre relativa e provvisoria e deriva da un confronto democratico tra i soggetti coinvolti, sulle rispettive conoscenze, esperienze, convinzioni educative, per definire una sintesi che delinei un profilo di qualità condiviso nei suoi aspetti sostanziali: si tratta di raggiungere “un equilibrio tra la definizione di alcuni obiettivi comuni, che si applichino a tutti i servizi, e il sostegno alla diversità e al pluralismo dei singoli centri” (Rete per l’infanzia, 1996, p. 11).
Bondioli (2015) mette in luce come il confronto democratico allargato sia lo strumento per definire la qualità e per garantirla: la partecipazione di più punti di vista assicura che non prevalga qualche istanza di parte e, inoltre, comporta che i soggetti coinvolti si sentano rappresentati dal profilo di qualità che hanno contribuito a delineare, e quindi che siano più motivati a realizzarlo.
Con questi presupposti, nel 2012 viene istituito dalla Commissione Europea un gruppo di esperti allo scopo di definire principi e linee guida per la qualificazione dei servizi per l’infanzia europei. Il gruppo lavora secondo i principi del confronto democratico: ricercatori e decisori politici dei Paesi membri analizzano i recenti studi, ma anche la cultura e le “buone pratiche” per arrivare a precisare un profilo di qualità condiviso. Nel 2014 il gruppo pubblica un documento che presenta 10 principi di qualità (Lazzari, 2016). Gli assunti di carattere più squisitamente pedagogico proposti possono essere sintetizzati in 4 punti: un’immagine di bambino competente e protagonista dei suoi percorsi d’apprendimento; un educatore/insegnante che sostiene attivamente tali percorsi; un approccio educativo olistico, che intreccia cura e educazione; la partecipazione attiva dei genitori. La proposta e in questo momento un riferimento imprescindibile per chi si occupa a diverso titolo di servizi educativi per l’infanzia; un riferimento da considerare pero in maniera dinamica, da declinare e discutere in ragione della particolare realtà in cui si opera per mantenere sempre vivo il processo democratico di definizione della qualità.
Bibliografia
Becchi E., “La qualità educativa: punti di vista e significati”, in A. Bondioli, P.O. Ghedini (a cura di), La qualità negoziata, Edizioni Junior, Azzano S. Paolo (Bg), 2004, pp. 39-54.
Bondioli A., “Promuovere dall’interno. Un’estensione dell’approccio del valutare, riflettere, restituire”, in A. Bondioli, D. Savio (a cura di), La valutazione di contesto nei servizi per l’infanzia italiani, Edizioni Junior-Spaggiari, Parma, 2015, pp. 41-56.
Lazzari A. (a cura di), Un quadro europeo per la qualità dei servizi educativi e di cura per l’infanzia: proposta di principi chiave, Zeroseiup, San Paolo d’Argon (Bg), 2016.
Rete per l’infanzia, Quaranta Obiettivi di qualità per i servizi per l’infanzia, in “Bambini in Europa”, n. 3, novembre 2001.
Save the Children, Nuotare contro corrente. Povertà educativa e resilienza in Italia, 2018, https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/nuotare-contro-corrente-poverta-educativa-e-resilienza-italia.pdf
Per approfondire
• Biffi E., Cosa può fare ed essere un bambino oggi? Riflessioni pedagogiche sul contributo dell’infanzia nella
società contemporanea, in “Pedagogia oggi”, vol. 16, n. 2, 2018, pp. 205-226.
• Cavarero A., Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Milano, Feltrinelli, 1997.
• Montà C., Children’s education for participation in public, formal and structured decision-making
processes. Moving between policy and practice, Roma, Armando Editore, 2022.
• Rinaldi C., Giudici C., Krechevsky M. (a cura di), Rendere visibile l’apprendimento, Reggio Emilia, Reggio