Menu
Primi passi verso un curricolo Green
L’esperienza della serra alla scuola dell’infanzia
Fabiana Ghirelli
Insegnante di scuola dell’infanzia Le Matite di Cornetto, Citta di Castello (Pg)
Silvia Ghigi
Dirigente scolastica, Primo circolo didattico San Filippo, Citta di Castello (Pg)
Abstract
Una serra didattica nel giardino della scuola dell’infanzia rappresenta un’opportunità concreta per sviluppare i temi educativi della cura e della sostenibilità ambientale. Questo progetto si inserisce all’interno di un Curricolo Verticale Green 1-19 anni, attualmente in fase di elaborazione in collaborazione con la Libera Università di Bolzano e con le scuole secondarie di primo e secondo grado di Città di Castello. L’obiettivo è includere l’iniziativa nel Patto Educativo di Comunità, con il supporto dell’ambasciatore INDIRE Massimo Belardinelli.
Parole chiave
Natura, curiosità,
interdisciplinarità, condivisione,
futuro
Contatti
fabiana.ghirelli@scuolesanfilippo.net
UN ARCIPELAGO ESPERIENZIALE CHE RESPIRA NATURA
La scuola del futuro si tinge di verde. L’innovazione pedagogica, infatti, passa sempre più spesso attraverso un ritorno alla natura, integrando le piante da interno negli ambienti didattici. Questa scelta, lungimirante e ricca di benefici, si rivela un potente strumento per promuovere il benessere di studenti e personale, facilitare l’apprendimento e sviluppare competenze cruciali per la sostenibilità e la cura dell’ambiente.
Il nostro circolo didattico ha fatto di questa visione una pratica concreta, predisponendo un Curricolo Verticale Green 1-19 che si configura come un “arcipelago esperienziale” nel quale si sottolinea l’imprescindibilità della connessione tra le competenze. La conoscenza è un reticolo dinamico, in cui ogni parte è interconnessa con le altre: dalla connessione con le parti deriva la struttura dell’intera rete conoscitiva.
Alla stesura del curricolo stanno collaborando Beate Weyland e Daniele Morselli della Libera Università di Bolzano, e i dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Città di Castello. In questo documento, partendo dalla scuola dell’infanzia, viene delineata una sorta di mappa di saperi di base sui quali costruire competenze in materia di sostenibilità ambientale.
Ogni “isola” dell’arcipelago rappresenta un ambiente di apprendimento ricco di stimoli, dove gli studenti possono confrontarsi con compiti autentici e sviluppare competenze interdisciplinari. In questo percorso l’utilizzo delle piante da interno diventa parte integrante degli ambienti, offrendo un’opportunità unica per connettersi con il mondo naturale e per promuovere un apprendimento attivo e coinvolgente. Il loro impiego quotidiano nella didattica rappresenta dunque un’innovazione che va oltre la semplice decorazione degli ambienti scolastici. È una scelta pedagogica di benessere e per imparare ad affrontare le sfide del futuro con consapevolezza e responsabilità.
UN LABORATORIO DIDATTICO POLIVALENTE: LA REALIZZAZIONE DI UNA SERRA
La serra didattica è l’ultima di una serie di realizzazioni di orti didattici, strutture idroponiche e arcipelaghi esperienziali verdi collocati in tutti i plessi del circolo, per sviluppare gli assi educativi della cura e della sostenibilità ambientale. In questo contesto, l’introduzione di una serra didattica rappresenta un’opportunità pedagogica di grande valore, un vero e proprio laboratorio vivente dove i bambini e le bambine dai 3 anni d’età possono coltivare non solo piante, ma anche i semi del rispetto e della cura per la diversità, a partire dalla comprensione della ricchezza intrinseca del mondo naturale.
Il progetto della serra scolastica nel giardino ha visto un coinvolgimento totale dei bambini fin dalle prime fasi d’ideazione. Attraverso i circle time ispirati alla Philosophy for Children, hanno potuto esprimere liberamente le loro idee fin dalla sua collocazione. È stata una loro decisione individuare il posto esatto, motivata dalla presenza di due piante a cui sono particolarmente affezionati: un nocciolo e un melo.
Questa metodologia non è casuale, ma rappresenta il pilastro per un apprendimento efficace. Permettere ai bambini di esprimere le loro idee e di partecipare attivamente alle decisioni collettive amplifica il loro coinvolgimento e li rende artefici del proprio sapere. Rispettare i loro interessi, infatti, stimola la curiosità intrinseca e trasforma l’esperienza in un’occasione di apprendimento profondo e significativo. La collaborazione nel processo decisionale, inoltre, potenzia le loro abilità comunicative, negoziali e il senso di appartenenza a un progetto comune.
La serra è fruibile tutto l’anno ed è un vero e proprio atelier didattico. Con la sua varietà di piante, ognuna con le proprie peculiarità in termini di forma, colore, dimensione e necessità, offre un microcosmo che riflette la complessità e la bellezza della diversità presente nel mondo.
I bambini e le bambine, attraverso l’esperienza diretta della semina, della crescita e della cura di queste diverse forme di vita vegetale, imparano in modo concreto che ogni organismo vivente è unico e ha un proprio valore intrinseco. Osservano come un piccolo seme possa trasformarsi in una pianta rigogliosa, comprendendo che anche ciò che appare fragile e diverso può fiorire e prosperare se riceve le cure adeguate.
Questo contatto diretto con la diversità biologica si traduce, a livello emotivo e cognitivo, in una maggiore apertura verso le differenze in generale. Bambine e bambini imparano che non esiste un modo “giusto” di essere o di crescere, proprio come non esiste un’unica specie di pianta. Ogni pianta ha le sue esigenze specifiche: alcune amano il sole diretto, altre preferiscono l’ombra; alcune necessitano di molta acqua, altre di poca. Questa consapevolezza, acquisita attraverso l’esperienza pratica, getta le basi per un’accettazione più profonda delle diversità umane.
La cura delle piante nella serra diventa così un esercizio di responsabilità e attenzione verso il bisogno dell’altro — un “altro” che, in questo caso, è un vegetale capace di stimolare immaginazione, fantasia e la formazione di immagini mentali. I bambini imparano a osservare con cura, a riconoscere i segnali che le piante inviano (come una foglia appassita o un terreno inaridito) e ad agire di conseguenza per garantirne il benessere. Questo processo sviluppa un senso di empatia e la capacità di mettersi nei panni – o meglio, nelle “radici” – di un essere diverso da sé, comprendendone le necessità specifiche.
In questo piccolo universo verde, si impara che la diversità è ricchezza, che ogni forma di vita merita attenzione e cura, e che solo attraverso la comprensione e l’accettazione delle differenze è possibile costruire un mondo più inclusivo e armonioso. La serra è un prezioso alleato nell’educazione di cittadini consapevoli e rispettosi della complessità del mondo che li circonda, a partire dalla meraviglia di un seme che germoglia.
IMMAGINAZIONE E CREATIVITÀ: COMPETENZE DEL FRAMEWORK EUROPEO GREENCOMP
L’esperienza diretta con le piantine in una serra didattica ha nutrito profondamente l’immaginazione e la creatività dei bambini e delle bambine favorendo esperienze sensoriali che hanno acceso la loro fantasia. Hanno immaginato storie sulle piantine, inventato mondi segreti e dialoghi inediti. Questa capacità di “vedere oltre” l’oggetto concreto è alla base del pensiero divergente e della creatività, competenze fondamentali per affrontare la complessità e promuovere la sostenibilità. Si tratta di dimensioni chiave del GreenComp, come evidenziato da Bianchi et al. (2022).
La creatività si è manifestata nel modo in cui bambine e bambini si sono presi cura delle piantine. Hanno inventato modi originali per innaffiarle, creato cartelli per identificarle, decorato i vasi con materiali naturali, ideato persino “ricette” immaginarie per farle crescere più forti. La serra è diventata un palcoscenico dove la loro inventiva si è espressa liberamente, senza il timore di sbagliare. Questo approccio ludico e sperimentale ha incoraggiato l’innovazione e la capacità di affrontare le sfide in modo originale.
Come sottolinea Gianni Rodari ne La grammatica della fantasia: “usare la parola immaginazione è come usare una chiave che apre porte di ogni genere” (Rodari, 1973, p. 15). Allo stesso modo, l’esperienza concreta con la natura – come quella offerta dalla serra – si configura come una potente “chiave” per liberare l’immaginazione dei bambini.
Anche Loris Malaguzzi evidenzia l’importanza di un ambiente ricco e stimolante per lo sviluppo del potenziale creativo. Nel testo I cento linguaggi dei bambini (Edwards et al., 2017) si sottolinea come i materiali naturali e le esperienze dirette offrano infinite possibilità di esplorazione e di espressione. In questo senso, la serra, con la sua varietà di elementi naturali, rappresenta un ambiente privilegiato.
L’apprendimento autentico nasce, infatti, dalla libertà di agire e sperimentare. Il nostro ruolo di educatori è stato quello di offrire stimoli e proposte, senza guidare o predeterminare il percorso. Lasciandoli liberi di fare, di esplorare e di sbagliare, i bambini hanno potuto costruire attivamente le loro esperienze e conoscenze, gettando contemporaneamente le basi per una cittadinanza attiva e consapevole, in linea con gli obiettivi delle GreenComp.
ASCOLTARE E COMPRENDERE LA NATURA E PENSARLA IN MODO COMPLESSO
Ascoltare, comprendere e pensare in modo complesso la natura sono competenze fondamentali espresse nel documento europeo sulle GreenComp (Bianchi et al., 2022). L’immersione nel microcosmo della serra didattica ha permesso ai bambini e alle bambine di svilupparle in modo profondo e multisensoriale.
Osservare attentamente il lento germogliare di un seme, percepire la consistenza della terra umida, annusare il profumo delle foglie, notare i piccoli insetti che visitano le piante: tutte queste esperienze dirette hanno affinato la loro sensibilità verso il mondo naturale. Non si è trattato solo di una percezione passiva, ma di un vero e proprio “ascolto” attivo dei segnali che la natura comunica attraverso i suoi ritmi e le sue trasformazioni. I bambini hanno imparato a riconoscere i bisogni delle piante, a comprenderne le esigenze, sviluppando empatia.
Questa interazione costante e attenta ha favorito lo sviluppo di un pensiero complesso sulla natura. I bambini hanno iniziato a cogliere le interconnessioni tra gli elementi: la dipendenza della pianta dall’acqua, dalla luce e dal terreno, il ruolo degli insetti, il ciclo vitale dalla nascita al deperimento. Si sono posti domande, hanno fatto ipotesi, cercato risposte attraverso l’osservazione e la sperimentazione. Ad esempio, si sono chiesti perché una foglia ingiallisce o cosa succede se una pianta non viene innaffiata. Le indagini quotidiane li hanno introdotti a una comprensione più sistemica e dinamica dei processi naturali.
Come evidenzia Maria Montessori (1949), l’ambiente gioca un ruolo cruciale nell’educazione del bambino, e il contatto diretto con la natura stimola l’osservazione e la comprensione dei fenomeni vitali. La serra didattica, infatti, offre un ambiente controllato ma vivo, ideale per questo tipo di apprendimento. Anche Carolyn Merchant (1980) sottolinea l’importanza di un approccio olistico e partecipativo alla comprensione della natura, in contrasto con una visione puramente meccanicistica.
L’esperienza nella serra incoraggia proprio questa partecipazione attiva, in cui i bambini e le bambine si sentono parte integrante del ciclo vitale delle piante. Attraverso la cura delle piantine, i bambini non solo imparano a osservare e comprendere i bisogni degli esseri viventi, ma iniziano a sviluppare un pensiero ecologico di base, cogliendo le relazioni causa-effetto e le interdipendenze all’interno di un sistema naturale – competenze fondamentali per affrontare le sfide ambientali di oggi e del futuro.
BIBLIOGRAFIA
Bianchi G., Pisiotis U., Cabrera Giraldez M., GreenComp. The European sustainability competence framework, in Y. Punie, M. Bacigalupo (a cura di), “EUR 30955 EN”, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2022.
Edwards C., Gandini L., Forman G., I cento linguaggi dei bambini, Reggio Emilia, Edizioni Junior, 2017.
Merchant C., The Death of Nature: Women, Ecology, and the Scientific Revolution, New York, Harper & Row, 1980.
Montessori M., La mente assorbente, Milano, Garzanti, 1949.
Rodari G., La grammatica della fantasia, Torino, Einaudi, 1973.