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Persefone racconta

La scoperta della mitologia nei disegni dell’infanzia

Angelo Rimondi
Formatore nell’area scientifica, matematica, antropologica e ambientale

Abstract

L’incontro dei bambini e delle bambine con le narrazioni incredibili della mitologia greca prova qui a trovare un punto d’approdo in un’esperienza formativa costruita per appassionarli alle vicende fantastiche ideate nell’antichità. È il tentativo di promuovere una disposizione a guardare e a cogliere, dietro e dentro le leggende, gli aspetti più significativi della realtà naturale e sociale: quasi una metodologia, finalizzata alla comprensione dei testi di un mondo a loro sconosciuto. La scommessa è diventata quella di accompagnare i bambini verso una rappresentazione disegnata e coreografica degli eventi raccontati, per verificare le loro intuizioni, le loro capacità di penetrazione e di interpretazione intorno a quanto è stato sperimentato e vissuto.

 

Parole chiave Miti, leggende, paure, maschere, magie, suoni

 

Contatti angelo.rimondi@tiscali.it

“Ogni servizio educativo per l’infanzia è un ecosistema di relazioni, [...] richiede la capacità di riscoprire il mondo con gli occhi di chi entra nel servizio per la prima volta e poi vi ritorna tutti i giorni, per trovare e introdurre nell’ambiente opportunità, problemi da risolvere, sorprese”

(MI, 2022, p. 28).
PREMESSA

L’itinerario qui illustrato incomincia dalla scuola dell’infanzia per proseguire poi negli anni successivi: all’inizio, i bambini e le bambine possono essere coinvolti nell’ascolto delle innumerevoli leggende e nella conoscenza dei miti che costellano l’universo dell’antichità. È un’opportunità straordinaria per far nascere curiosità e interrogativi intorno a questo mondo fantasioso e pieno di incredibili presenze: dovrà scaturire da questi racconti il desiderio di conoscere i personaggi della mitologia e soprattutto le tante creature mostruose che ne hanno caratterizzato gli avvenimenti più conosciuti.

Sarà un viaggio finalizzato alla scoperta delle figure spaventose che sono state immaginate e create col pensiero per giustificare l’andamento delle storie reali e le loro più o meno favorevoli conclusioni. Sarà, quindi, un domandare sui perché e sui percome, sulle forme e sulle dimensioni grottesche fuori dal comune, sulle abitudini e le imprese più insolite e sconcertanti e su certi ambienti del tutto sconosciuti.

Si proverà, così, a stuzzicare l’imitazione: “Vogliamo provare a fare le facce e le espressioni di…?”; il bisogno di combinare insieme quanto raccontato con i comportamenti più strani e inconsueti: “Vogliamo provare a costruire delle scenette con questi personaggi?”; il bisogno di ricreare dal vivo un concerto di azioni sorprendenti e inusitate: “Si può fare un teatrino per rappresentare pezzetti di vicende, di episodi, di imprese come quelle che abbiamo ascoltato?”.

Dopo un accurato e coinvolgente lavoro di documentazione fotografica, finalizzato soprattutto alla conoscenza dei più famosi mostri della mitologia greca, i bambini e le bambine vengono chiamati a disegnare quelli che hanno colpito di più la loro immaginazione: il repertorio è talmente ampio che difficilmente può rimanere uno spazio per l’incertezza. Possiamo qui ricordarne solamente alcuni, tra quelli più celebrati: Cerbero, Caronte, Minotauro, Idra di Lerna, Arpie, Draghi, Scilla e Cariddi, Medusa con i serpenti al posto dei capelli, Centauri, Sirene, Ciclopi, Chimere, Gorgoni, Lestrigoni, Leone di Nemea, Echidna con il corpo di donna e la coda di serpente… Ai lettori il compito di raccogliere tutte le immagini relative a questo vastissimo universo.

Quanto disegnato può essere poi trasferito su cartelloni più grandi, come a formare un mosaico di modelli, che possono essere successivamente utilizzati anche per il montaggio su pannelli scenografici: questi potranno poi funzionare da sfondo per numerosi allestimenti teatrali. I bambini e le bambine potranno rendere ancora più orribili le facce dei mostri, divertendosi ad aggiungere corpi estranei e terrificanti a quelli già spaventosi degli originali di partenza. I contorni dei disegni elaborati potranno anche essere ritagliati e incollati su dei cartoncini per diventare delle vere e proprie maschere, con le quali giocare a immaginare episodi e per dare vita a forme di animazione finalizzate soprattutto a debellare le paure accumulate durante la loro pur breve esperienza.

Documentiamo di seguito alcune fasi di un’esemplare esperienza che si è sviluppata a partire dalla lettura di alcuni episodi della mitologia greca focalizzati intorno al tema dell’acqua che si è poi materializzato in un complesso articolato di percorsi formativi: dal disegno costruito intorno alle narrazioni all’animazione teatrale; dagli esperimenti di laboratorio alle spedizioni nella natura per scoprire la presenza preziosa dell’acqua e la bellezza delle sue manifestazioni.


MONDO VERDE: “LE VOCI DELL’ACQUA”

Il progetto ha coinvolto i bambini e le bambine di 5 anni della scuola dell’infanzia Anna Freud di Ancona insieme alle loro insegnanti e ha avuto come obiettivo principale la conoscenza dell’elemento acqua nei suoi aspetti di forma e di colore, e l’importanza che esso riveste per tutti gli esseri viventi. Il percorso ha avuto inizio nel mese di gennaio e si è concluso a maggio. Il connubio tra la storia, la mitologia e la scienza ha reso il lavoro più accattivante.

Un ruolo fondamentale è stato svolto da un personaggio mediatore, la figura mitologica di Persefone, divinità agraria destinata a regolare il cambiamento delle stagioni: all’interno di una cornice a forma di teatrino, questa figura è stata interpretata da una marionetta, impegnata nella narrazione di storie tratte dalla mitologia greca, tutte attinenti all’acqua del mare, dei fiumi, dei laghi e dei ruscelli.

A ogni narrazione è seguita una rielaborazione grafico-pittorica, accompagnata dalla verbalizzazione inerente al racconto, con successive attività di pregrafismo mirate alla rappresentazione di onde, di vortici e di cerchi concentrici, fino alla sperimentazione conclusiva sull’acqua. Nel mese di marzo, l’esperta di musica Delia Biondi ha presentato diversi brani di repertorio classico per mettere in evidenza il legame tra il suono dell’acqua, le melodie strumentali e le emozioni. Le tre uscite finali nell’ambiente naturale hanno dato modo di vedere e toccare con mano la bellezza del mare, dei laghi e dei ruscelli.


PERSEFONE RACCONTA Talete, il filosofo dell’acqua

Tanto tempo fa, in una città dell’Asia Minore chiamata Mileto, viveva un uomo di nome Talete che amava osservare e pensare molto. Ogni giorno si recava sulla spiaggia per ammirare la bellezza del mare. Dopo parecchi giorni notò che l’acqua aveva un ciclo ben preciso che permetteva la nascita di tutte le forme di vita. Talete si rese conto che l’acqua del mare, riscaldata dal sole, evaporava in cielo formando nuvole che poi si trasformavano in pioggia. Il grande pensatore arrivò alla conclusione che senza acqua sulla terra non poteva esistere nessuna forma di vita.

Poseidone e Atena

Zeus, Ade e Poseidone, i tre fratelli, si erano divisi il creato per evitare litigi. Poseidone volle regalare alla terra dei corsi d’acqua: fiumi, laghi e ruscelli. Col suo tridente toccò la terra, ma l’acqua che zampillava era salata e i campi cominciarono a seccare. La giovane Atena, dea della saggezza, decise di agire di nascosto da Zeus. Si recò ai piedi del monte Olimpo, immerse la sua lancia in un fiume e trasformò l’acqua in dolce, facendo il regalo più importante a tutti i viventi.

Scilla e Cariddi

Scilla era una bella fanciulla amata dal marinaio Cariddi. Zeus, invaghitosi di lei, la perseguitava. Durante una festa, Era, moglie di Zeus e gelosa di Scilla, la rapì e la trasformò in un mostro a sei teste con denti aguzzi. Stessa sorte toccò a Cariddi, condannato a restare in eterno sul fondo del mare come un mostro che agitava le acque in un vortice. Da quel giorno, i due innamorati vissero nello stretto di Messina, distruggendo le imbarcazioni che passavano di là.


CONCLUSIONE

Il racconto e la successiva rappresentazione delle leggende antiche possono diventare uno strumento prezioso per approfondire la relazione tra il mondo delle acque e la storia umana. Abbiamo considerato importante accompagnare i bambini in alcuni luoghi caratterizzati dalla presenza dell’acqua per dare l’avvio a un lungo percorso di conoscenza: la Selva di Gallignano, Portonovo e il monte Cònero sono diventati lo scenario ideale per questo itinerario. Gli elaborati dei bambini danno un significato speciale a tutto il viaggio intrapreso.

1 Come riferimento si può visionare il procedimento di fabbricazione di maschere di animali documentato nel capitolo 1, Teatri della Biodiversità. A scuola della natura con i bambini di tutto il mondo, prima parte: le culture della natura, Trento, Erickson live, 2015.

2 Katiuscia Anfuso, Sandra Soffritti e Elena Montesi.

BIBLIOGRAFIA

Di Lernia F., Eppure il vento soffia ancora. Un’antropologia rapsodica, Roma, Bordeaux Edizioni, 2018.

Eibl-Eibesfeldt I., Etologia umana. Le basi biologiche e culturali del cambiamento, Torino, Bollati Boringhieri, 2001.

Guerra M., Le più piccole cose. L’esplorazione come esperienza educativa, Milano, FrancoAngeli, 2019.

Ingold T., Antropologia come educazione, Bologna, La Linea, 2019.

Malavasi L., Fuori mi annoio. Che cosa rimane ancora da dire in merito al rapporto educazione-natura?, Bergamo, Zeroseiup, 2018.

Martini D., Mussini I., Gilioli C., Rustichelli F., Progetto e/è ricerca. Approfondimenti ed esperienze nei servizi educativi per l’infanzia, Reggio Emilia, Edizioni Junior, 2020.

MI, Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia, 2022.

Fosha D., Siegel D.J., Solomon M.F., Attraversare le emozioni. Neuroscienze e psicologia dello sviluppo, Milano, Mimesis, 2011.

DOMANDE GENERATIVE

Francesca Ciabotti

Le storie di tipo meraviglioso, che introducono elementi soprannaturali in ambientazioni realistiche, suscitano nei bambini e nelle bambine, e non solo, interesse, emozione e passione. Le vostre biblioteche di sezione includono testi con queste caratteristiche?

Le domande che nascono dall’ascolto di una narrazione coinvolgente incoraggiano i bambini e le bambine a creare collegamenti, a mettere in moto il ragionamento, a esplorare diverse prospettive e interpretazioni. L’apertura alle domande, a partire dalla comprensione di un testo, è abituale nel vostro lavoro educativo?

 

 

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