Menu
LAVORI IN CORSO
a cura di Barbara Zoccatelli e Silvana Buono
Noi da voi,
voi da noi
Sperimentazioni di comunità educante
Lorenzo De Preto
UN PROGETTO PER UNA COMUNITÀ EDUCANTE
Il nido di Besenello — contesto della Vallagarina in Trentino e segnato da sfide tipiche dei centri montani come il rischio di spopolamento o di isolamento sociale — si è ritagliato un ruolo centrale nel tessuto della comunità, affermandosi quale punto di riferimento per favorire il dialogo e il senso di appartenenza.
Con il progetto “Noi da voi, voi da noi”, il nido ha perseguito la propria missione di facilitazione del dialogo tra agenzie educative e territorio, promuovendo l’attivazione e il mantenimento di una comunità educante attiva e inclusiva. L’iniziativa, nata dal percorso educativo avviato da un’educatrice del nido, ha trovato accoglienza positiva dai primi stakeholder coinvolti. Ogni anno, il gruppo di lavoro si dedica a rafforzare la rete di relazioni con enti pubblici, associazioni culturali e la comunità locale, assicurando coerenza e continuità attraverso momenti di riflessione condivisa.
RECIPROCITÀ ED EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA ATTIVA
Il principio cardine del progetto è la reciprocità: per ogni uscita delle bambine e dei bambini presso contesti pubblici, privati, naturali e urbani del territorio, viene pianificata un’opportunità di accoglienza al nido delle persone referenti delle diverse realtà.
Il progetto valorizza il territorio urbano e naturale di Besenello come un’aula educativa diffusa. Passeggiate nel paese, visite alla fattoria o momenti presso le realtà commerciali (la fioreria, la Famiglia Cooperativa, la rivendita di camper, il centro anziani e la sede dell’associazione alpina) diventano occasioni per esplorare, apprendere e costruire relazioni. Il nido, a sua volta, si apre al territorio, accogliendo visite di questi soggetti e delle famiglie, i loro racconti e le loro esperienze.
In quest’ottica, il progetto è un esempio concreto di educazione alla cittadinanza attiva sin dai primi anni di vita e in contesti periferici. Coinvolgendo bambine e bambini in attività come l’acquisto degli ingredienti per un’attività da svolgersi con la cuoca o la partecipazione a eventi locali (come l’annuale Simposio di intarsio su legno), si promuovono valori di responsabilità, collaborazione e rispetto per l’ambiente naturale e sociale circostante.
IL RUOLO DELLE FAMIGLIE NELLA COMUNITÀ EDUCANTE
Elemento distintivo del progetto è l’attivazione delle famiglie, sia nelle attività al nido sia sul territorio. Questo ha significato spostarsi presso la fioreria locale per vedere dal vivo la preparazione di mazzi e bouquet o la visita al nido di una volante della polizia municipale, letture animate presso il nido e in biblioteca e incontri con il centro anziani, per condividere racconti, tradizioni e giochi del passato. Le attività rafforzano il senso di commitment reciproco, sviluppano abilità sociali e creano vere e proprie “comunità di pratica”, in cui tutte le componenti collaborano e non semplicemente coesistono.
DOCUMENTARE: CREARE E MANTENERE EREDITÀ EDUCATIVA
Per prevenire il rischio di dispersione delle conoscenze e delle esperienze pregresse e in ragione del progressivo aumento di stakeholder coinvolti, si è valutato urgente individuare strumenti per tenere memoria e traccia del progetto. La documentazione delle esperienze risponde a un duplice obiettivo: evitare la perdita di legami già costruiti e di conoscenze utili e promuovere la narrazione, la valorizzazione delle esperienze; rispondendo all’impegno assunto alla reciprocità e restituendo alla comunità una fotografia di quanto svolto.
Il nido si fa “finestra sul fuori” documentando sulla parete e a misura dei bambini e delle bambine attraverso immagini che illustrano i momenti salienti delle esperienze, ripercorrendole con l’educatrice, integrando la testimonianza fotografica con i propri ricordi e raccontando a chi non era presente le cose viste, le persone incontrate e i saperi appresi. Le immagini integrano anche le consuete modalità di documentazione proposte mensilmente alle famiglie, narrando ciascuna giornata “particolare” di uscita sul territorio nel “Diario di bordo” sempre a disposizione.
La mostra conclusiva, accompagnata da proposte che coinvolgono le famiglie e alcuni referenti delle realtà con cui l’asilo è entrato in contatto, valorizza la testimonianza dei protagonisti nella tessitura delle relazioni e delle collaborazioni. Nel prossimo futuro, il gruppo di lavoro sta riflettendo di proseguire sulla strada della sperimentazione di strategie di documentazione e narrazione delle proposte attraverso la costruzione di mappe narrative e favorendo strategie di costruzione partecipata della documentazione stessa. Si vorrebbero utilizzare mappe visive del territorio che illustrino e facilitino la possibilità di tenere traccia visibile delle connessioni create dal progetto e coinvolgere le famiglie e gli stakeholder nella produzione di materiali utili alla costruzione di documentazioni partecipate (scrivendo brevi resoconti personali, contribuendo alla collezione fotografica o fornendo suggerimenti alla costruzione delle proposte di restituzione al territorio).
Infine, le famiglie, il personale educativo e ausiliario, i rappresentanti degli stakeholder saranno intervistati per raccogliere punti di vista personali sull’impatto del progetto, contribuendo a creare un corpus narrativo ricco e diversificato.
Le immagini si riferiscono ai servizi educativi della cooperativa Il Mosaico Servizi (Lo)
UN MODELLO PER I PICCOLI PAESI
“Noi da voi, voi da noi” dimostra come un piccolo nido possa essere il polmone di una comunità, generando un circolo virtuoso di relazioni educative basate sulla reciprocità. Questo modello è particolarmente significativo nei piccoli paesi, dove le connessioni tra famiglie e territorio diventano la base per costruire una comunità educante e coesa.
Ricercare e sperimentare strategie di documentazione utili alla diffusione di buone prassi risulta significativo e consente di maturare consapevolezza sul valore di questa esperienza. Guardando al futuro, l’obiettivo è consolidare e ampliare queste pratiche, dimostrando che anche i contesti più piccoli possono essere laboratori di innovazione educativa.
Lorenzo De Preto, coordinatore pedagogico e progettista per la Cooperativa La Coccinella (Trento).
Barbara Zoccatelli, coordinatrice pedagogica nido dell’Università di Trento, responsabile Atelier Cooperativa sociale La Coccinella (Trento), professore a contratto Università di Verona.
Silvana Buono, responsabile dell’area pedagogico-educativa della Cooperativa sociale La Coccinella (Trento).
1 Legge 205/2017, commi 594-601, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.
2 Al momento della scrittura del presente articolo, l’implementazione della legge è in fase di attuazione e i decreti attuativi non sono stati emanati.