My EduBox

Menu

Le parole dell’educazione

Negligenza

Paola Milani – Docente di Pedagogia Sociale e di Pedagogia delle Famiglie, Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata, Università di Padova

Marta Zuanetti – Laureata in Scienze della Formazione primaria, Università di Padova

Una definizione del concetto di negligenza, per quanto non esaustiva, può aiutarci a comprendere meglio i bambini che sperimentano questa forma di maltrattamento, oggi molto diffusa, ma ancora scarsamente riconosciuta. L’etimo della parola deriva infatti dal latino “nec-eligere”, che rimanda all’idea dei bambini non visti, non scelti, non eletti, come anche non legati, non contenuti, ossia non tenuti dentro un legame forte, slegati, che restano fuori dallo sguardo benevolo di un care giver (Milani, 2014).

Secondo l’OMS il maltrattamento comprende forme di violenza psico-emozionale, di abuso sessuale, di trascuratezza o di trattamento negligente. Se il maltrattamento e l’abuso impattano sulla sicurezza del bambino, e per questo richiedono interventi tempestivi nell’area della protezione e della tutela, la negligenza è meno visibile e può divenire una condizione sottovalutata dai servizi, esponendo i bambini al rischio di essere trascurati due volte: dalle loro famiglie e dal sistema, creando situazioni ritenute pari o peggiori a quelle del maltrattamento (MLPS, 2018). La carenza di sufficiente attenzione, reattività e protezione adeguate all’età e ai bisogni evolutivi di un bambino può riguardare i bisogni di salute e cure mediche, di educazione, di esplorazione e istruzione, di limiti, regole e valori, di sostegno psico-emozionale, di nutrimento affettivo, di protezione, di sicurezza ossia anche l’eventuale omissione delle necessarie misure di sorveglianza, regolazione e protezione dei bambini. Affermare che la negligenza dipenda dalla carenza di cure genitoriali non significa non tenere conto della molteplicità dei fattori che concorrono al verificarsi del fenomeno, che sono attribuibili ai genitori, al bambino, alla famiglia, alla comunità e all’ambiente sociale e socioeconomico. La negligenza non è tanto questione di genitori “inadeguati”, quanto di tutto un contesto debole nel dare struttura e sostegno all’esercizio del loro ruolo.

Gli effetti della negligenza non sono immediatamente visibili, ma sono, generalmente, assai severi: ritardi cognitivi e relative difficoltà di apprendimento a livello scolastico, disordini psicologici e relative difficoltà di comportamento e di adattamento, sia nell’ambiente educativo-scolastico che famigliare, nella crescita anche fisica.

L’area dello svantaggio scolastico comprende tre grandi categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale. Ci troviamo in un campo semantico in cui coesistono nozioni affini, interrelate tra loro, a volte usate in maniera interscambiabile, che presentano però delle loro specificità e che s’influenzano reciprocamente.

Il rischio diffuso è quello di confondere l’effetto con la causa, contribuendo a orientare bambini che vivono situazioni di negligenza nei percorsi della disabilità, piuttosto che riconoscere, tramite una lettura ecosistemica della situazione, che il problema è nelle relazioni fra quei bambini e gli ambienti familiari e sociali in cui vivono.

È prioritario attuare, perciò, un intervento globale e tempestivo, che sfrutti la finestra di opportunità costituita dai “primi mille giorni di vita” per ottenere risultati positivi partendo dall’osservazione precoce del loro mondo vitale nel suo complesso, sviluppando nella sezione o in classe una comunità inclusiva, che faccia sentire il bambino e la sua famiglia parte di un ambiente accogliente, empatico e stimolante (Milani, 2018).

PER APPROFONDIRE

Per approfondire

• Biffi E., Cosa può fare ed essere un bambino oggi? Riflessioni pedagogiche sul contributo dell’infanzia nella
società contemporanea, in “Pedagogia oggi”, vol. 16, n. 2, 2018, pp. 205-226.
• Cavarero A., Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Milano, Feltrinelli, 1997.
• Montà C., Children’s education for participation in public, formal and structured decision-making
processes. Moving between policy and practice, Roma, Armando Editore, 2022.
• Rinaldi C., Giudici C., Krechevsky M. (a cura di), Rendere visibile l’apprendimento, Reggio Emilia, Reggio

Scopri gli altri ruoli della PSLZero6

Attuale