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Linguaggio logico matematico nell’intreccio con altri linguaggi
Basta una sola parola, un’immagine, un ricordo
per dare inizio a un viaggio
Meri Mastriani e Alessia Biasetti
Insegnanti, scuola dell’infanzia Tatonius, Bagnolo in Piano (Re)
Abstract
La sezione 3 anni della scuola dell’infanzia Tatonius di Bagnolo in Piano accoglie quindici bambini e bambine. Dopo i primi momenti di ambientamento è emerso un forte interesse per il materiale che può essere usato per delle costruzioni che, attraverso l’agire quotidiano, diventa protagonista di nuove indagini logico-matematiche. Durante i momenti di gioco, i bambini e le bambine hanno mostrato interesse nella sperimentazione di materiali che potessero essere impilati, accostati o assemblati in modo da creare costruzioni differenti.
Parole chiave
Pensiero logico/matematico,
progettualità, intrecci,
costruttività, luce/ombre
Contatti
comastri.sara@coopaccento.it
“I DIRITTI DI PARTECIPAZIONE SONO DIRITTI DI LIBERTÀ: RICONOSCERLI ALL’INFANZIA SIGNIFICA RICONOSCERE LA LIBERTÀ DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE ED È SU QUESTO RICONOSCIMENTO CHE IL MONDO ADULTO VIENE SFIDATO
LA NASCITA DEL PROGETTO
La scoperta di altezze ed equilibri, ritmi e sequenze, ha portato i bambini e le bambine a esplicitare i loro pensieri, e proprio questo processo ci ha spinto a continuare la ricerca progettuale. Dopo le prime esperienze di costruttività ci siamo poste una domanda: “E se il materiale per le costruzioni venisse contaminato da altri materiali?”.
Da qui è nata l’idea di creare in sezione un atelier della costruttività, dove i materiali per le costruzioni potessero essere contaminati da altri materiali, sperimentando così un intreccio quotidiano di linguaggi. Uno spazio educante all’interno del quale i bambini e le bambine hanno a disposizione delle costruzioni che, con il passare dei giorni, vengono modificate o continuate da loro stessi o da altri compagni; uno spazio che i bambini e le bambine continuano a utilizzare quotidianamente a piccolo gruppo.
Si tratta di un luogo in cui viene valorizzato il fare trasformativo, un luogo in cui si apprende da esperienze proprie o altrui: chiunque può intervenire, partecipare, attivare la fantasia e la creatività attraverso la collaborazione e la discussione con gli altri. Spesso i bambini e le bambine chiariscono i problemi che via via insorgono, verificano la positività di una soluzione e risolvono le difficoltà.
La ricchezza dei materiali presenti a scuola ha dato vita a differenti ricerche, in sezione e in atelier: proprio la scelta dei materiali utilizzati ci ha permesso di allestire uno spazio specifico in cui i bambini e le bambine possano giocare e sviluppare questo tipo di abilità.
Per esempio con l’utilizzo dei legnetti kapla, che si presentano con una forma rettangolare e sottile, i bambini e le bambine si sono cimentati in costruzioni concentrandosi su lunghezza e orizzontalità, mentre con i legnetti di forma quadrata la ricerca si è spostata su altezze, verticalità ed equilibrio. I materiali naturali, grazie alle loro forme irregolari e sempre differenti, hanno sollecitato fantasia e immaginazione: attraverso le proiezioni luminose su un muro, i semi trovati all’interno della zucca hanno formato petali di fiori.
Alcuni rotoli di cartone, di varie dimensioni, attraverso i gesti e le azioni dei bambini e delle bambine si trasformano in treni, castelli e figure geometriche. Le prime contaminazioni tra i materiali e i vari linguaggi ci hanno permesso di ampliare e sollecitare le ricerche, intrecciando costruttività luce, grafica, narrazione e materiali naturali.
“Gli scambi che avvengono in questo spazio, tra i bambini, attestano una prassi di invenzione, collaborazione, condivisione di risorse e responsabilità. Le osservazioni sono utili a tutti, in quanto ciascuno può allargare le proprie conoscenze, perfezionare i propri mezzi e chiarire le proprie decisioni allo scopo di produrre qualcosa di veramente funzionante”
Munari, 1977
LUCE E OMBRE
La prima contaminazione sperimentata all’interno del nostro atelier è stata quella tra la luce e i materiali per le costruzioni. Indagando la luce, con l’aiuto della lavagna luminosa, i bambini e le bambine hanno scoperto le ombre e il cambiamento che i materiali producono in esse durante il processo costruttivo. Hanno osservato le trasformazioni prodotte nello spazio dai fenomeni luminosi, in un dialogo incessante tra luce e materiali.
Le mani che si muovono e agiscono producono cambiamenti non solo sulla costruzione, ma anche sulle ombre proiettate sul muro, rendendo così vulnerabile non solo la stabilità della costruzione ma in contemporanea anche la sua ombra.
A.: “È caduto… è caduto anche sul muro!”.
A.Z.: “Sono 1, 2, 3 torri e ci sono 3 torri sul muro!”.
LINGUAGGIO GRAFICO
Il linguaggio grafico, e l’osservazione e la ricerca dei particolari per riprodurre la costruzione il più simile possibile alla realtà, ha permesso ai bambini e alle bambine di trattenere sul foglio le sagome e i contorni delle costruzioni che hanno creato. Il tratto grafico ha assunto una notevole importanza e con esso anche la scelta del materiale grafico utilizzato per la riproduzione.
Le riproduzioni grafiche a matita hanno evidenziato un prodotto molto simile alla costruzione mentre la scelta e l’utilizzo dei colori per la riproduzione, ha dato più spazio alla fantasia e alla presenza di informazioni ricavate da un vissuto personale.
L.: “Ho costruito un treno lungo con 10 pezzi, se lo disegno scelgo il rosso… Io ieri ho visto un treno lungo e rosso proprio qui a Bagnolo!”.
J.: “Abbiamo costruito una torre… Poi fatto delle righe con la matita!”.
M.: “Abbiamo disegnato tutte le righe così è uguale a quella che abbiamo costruito!”.
Le immagini si riferiscono ai servizi educativi della cooperativa Il Mosaico Servizi (Lo)
DALLA NARRAZIONE ALLA COSTRUTTIVITÀ
I bambini e le bambine sono grandi osservatori e, proprio partendo da questa convinzione, abbiamo pensato di utilizzare anche i libri per arricchire il nostro atelier della costruttività. I volumi che abbiamo scelto sono storie illustrate ma senza parole, in modo da non influenzare, con la lettura, il pensiero dei bambini, e contengono immagini di ponti, torri, edifici per sostenere e sollecitare nuove ricerche. Durante le loro esperienze di costruttività i bambini e le bambine hanno spesso osservato le immagini presenti in questi libri, cercando di cogliere i particolari utili alla riproduzione delle costruzioni stesse.
Per esempio, le immagini delle coccinelle presenti nel libro La gara delle coccinelle di Amy Nielander hanno catturato l’attenzione attraverso le forme geometriche presenti nelle illustrazioni, portandoli a utilizzare i materiali presenti per riprodurre le forme osservate.
B.: “Le coccinelle hanno camminato come un cerchio”.
L.: “Lo facciamo anche noi!”.
Inizialmente, la riproduzione di forme è avvenuta proprio sopra la pagina del libro su cui era presente la figura ma in un secondo momento è stata riportata nelle costruzioni senza l’aiuto dell’immagine di riferimento.
GIOCHIAMO CON L’ARCHITETTURA
Confronto e osservazione hanno stimolato la ricerca del compromesso per arrivare a un unico fine, modificando a volte in itinere il prodotto o riportandoci alla situazione iniziale. A questo proposito, abbiamo inserito nel nostro atelier immagini che riportano costruzioni di torri “famose”, che riprendono l’architettura e la cultura mondiale.
Dopo successioni, schemi, ritmi e altezze i bambini e le bambine hanno esplicitato, attraverso l’osservazione dell’architettura, un nuovo interesse verso le forme geometriche, che abbiamo ritrovato nelle costruzioni e successivamente nella loro riproduzione grafica. Osservando le immagini hanno cercato di riprodurre le varie torri soffermandosi sui vari particolari come le forme, le altezze, i ritmi e le sequenze costruttive.
L.: “Sono torri, sono alte e anche altissime, hanno forme diverse!”.
M.: “Io la posso costruire con tanti mattoni… Diventa alta alta e poi la misuriamo!”.
LA SCOPERTA DEL PENSIERO LOGICO MATEMATICO
“La fantasia assembla tratti dispersi per costruire un oggetto nuovo. L’immaginazione si stabilisce al centro di un oggetto reale” (Nicolás Gómez Dávila).
Giarratano, 2021, p. 45
Il pensiero logico-matematico nasce da esperienze dirette e sviluppa la capacità di comprendere pensieri astratti attraverso numeri, forme grafiche, comparazioni. Nasce dall’astrazione riflessiva e attraverso un processo di apprendimento consente ai bambini e alle bambine di interagire con gli oggetti al fine di comprenderne le differenze e le classificazioni.
Il pensiero logico-matematico diventa importante nelle comparazioni, nella ricerca delle altezze e degli equilibri, e quindi i numeri, i paragoni e i confronti diventano parte integrante delle attività di gioco costruttivo.
Ci preme inoltre sottolineare l’importanza di accompagnare la sezione nello sviluppo del pensiero logico nel senso più ampio, in quanto fondamentale per il completo sviluppo dell’individuo anche oltre i confini delle competenze matematiche. Vi è un esercizio della logica anche nell’apprendimento delle regole di un gioco nuovo, nell’ascolto attivo, nella discussione di gruppo per inventare insieme un’attività mai provata prima. La comparazione di più idee, lo sviluppo del pensiero critico, il rispetto della linea del tempo nell’inventare e raccontare una storia, sono altri esempi di pensiero logico che i percorsi descritti coltivano nei giovani partecipanti.
M.: “Sono torri, hanno forme diverse vedi… Questa è rotonda e alta, adesso che è finita la misuriamo per vedere se è uguale”.
L.: “Ci vogliono più pezzi uno, due, tre, quattro così è alta 100 metri!”.
IN ATELIER CON I MATERIALI NATURALI
Le forme geometriche sono state ricercate con curiosità dai bambini anche all’esterno della scuola: i materiali naturali trovati durante le passeggiate o nel boschetto che costeggia la scuola hanno arricchito l’atelier.
La ricerca e la catalogazione di forme e dimensioni ci ha permesso di utilizzare nuovamente la grafica per fissare le informazioni osservate in precedenza.
A.Z.: “Abbiamo fatto una passeggiata per trovare gli indizi naturali!”.
L.: “Sono sassi, questo è un sasso a tenda… Ha le punte ed è un triangolo!”.
B.: “Cerchiamo foglie, sassi e conchiglie… Devono essere triangoli e tondo! Queste sono margherite e sono un tondo”.
R.: “Anche le lumachine sono come un cerchio… Io le prendo per la nostra scuola!”.
A.Z.: “Questa è una foglia di uccello… Guarda è lunga alla forma!”.
L’aspetto relazionale ha ricoperto un ruolo importante intrecciandosi costantemente con le ricerche effettuate dai bambini e dalle bambine. L’ascolto delle idee degli altri e la collaborazione hanno portato alla continua ricerca di compromessi utili alla buona riuscita dell’esperienza.
Valutazioni provvisorie, elaborate dai bambini, hanno permesso di sperimentare nuove teorie sulla costruttività con la possibilità di fare migliorie o modificare in itinere la costruzione stessa.
J.: “Se andiamo troppo in alto cade”.
A.Z.: “Dobbiamo trovare i pezzi giusti”.
I bambini e le bambine sono stati/e i veri protagonisti di questo percorso, perché hanno concretizzato attraverso le mani i loro pensieri, inizialmente astratti.
Quello che abbiamo potuto osservare in questi mesi è che, con competenze differenti, l’intero gruppo sezione è stato chiamato a ricercare accordi, a mettere insieme i piccoli progetti che nel tempo hanno imparato a condividere. La costruttività diventa così un contesto privilegiato per passaggi di competenze in cui è possibile osservare il nascere di occasioni interessanti, prestiti di idee, scambi di sapere; mentre i bambini costruiscono idee e tessono storie, dove prima non c’era nulla, le parole possono continuare il gioco.
1 Legge 205/2017, commi 594-601, Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.
2 Al momento della scrittura del presente articolo, l’implementazione della legge è in fase di attuazione e i decreti attuativi non sono stati emanati.
“La fantasia assembla tratti dispersi per costruire un oggetto nuovo. L’immaginazione si stabilisce al centro di un oggetto reale.”
Nicolás Gómez Dávila
DOMANDE GENERATIVE
In che modo si potrebbero rilanciare le indagini dei bambini protagonisti delle esperienze descritte nell’articolo?
Quali materiali e strumenti si potrebbero implementare per dare forza a esplorazioni matematiche?
Com’è possibile sostenere una modalità di gioco in cui i manufatti dei bambini rimangono nei giorni, anche in assenza di uno spazio dedicato?
BIBLIOGRAFIA
Munari B., Fantasia, Roma-Bari, Laterza, 1977.
Nielander A., La gara delle coccinelle, Milano, Terre di Mezzo, 2016.