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Leggere il museo

Gli albi illustrati come ponti verso il mondo dell’arte

 

Eleonora Rosso

Coordinatrice pedagogica, ATS 7 savonese

Marco Isaia

Responsabile laboratori, Fondazione Museo della Ceramica di Savona Onlu

© Scuola dell’infanzia Casa del Bambino, Ferrara

Ludovico Ariosto

Abstract

Dall’esperienza del dipartimento educativo di un museo e delle educatrici di un nido infanzia nasce un progetto di lettura per bambine e bambini da 0 a 3 anni. L’articolo presenta una riflessione sull’importanza di valorizzare gli spazi cittadini destinati alle famiglie e su quanto le opere d’arte e gli albi illustrati siano un importante nutrimento degli immaginari di bambini e adulti.

Parole chiave

Sistema integrato 0-6, musei, lettura, territorio, coordinamento pedagogico 

IL TERRITORIO COME SISTEMA INTEGRATO

Negli ultimi anni, il Comune di Savona, attraverso l’Assessorato alle Politiche educative, ha lavorato e investito nel potenziamento dei servizi educativi 0-3 e nella costruzione del sistema integrato 0-6 come previsto dal Decreto Legislativo del 13 aprile 2017, n. 65.

All’interno del Patto per la Scuola (organismo che da tempo si riunisce per condividere strategie e progettualità), nella primavera del 2023 è stato attivato uno specifico Tavolo 0-6 che vede la partecipazione del coordinatore pedagogico del Comune di Savona, dei dirigenti scolastici, del referente scuole paritarie, dei rappresentanti di realtà associative e formative del territorio (GNNI, Proteo, Auser), dei responsabili del settore educativo dei musei. Il Tavolo 0-6 ha elaborato e somministrato un questionario per mappare i servizi 0-3 e 3-6 della Città, rilevare le esperienze di continuità nonché i fabbisogni formativi. Successivamente è stato avviato un progetto di formazione congiunta per educatori e insegnanti su due annualità al fine di favorire la conoscenza e il confronto reciproco, lavorare sulla costruzione di un lessico comune e un’idea congiunta di sistema integrato in un’ottica riflessiva e propositiva.

Tale confronto sta portando a una riscoperta e una contaminazione reciproca degli operatori che lavorano nei servizi 0-6. In parallelo, grazie a un proficuo lavoro di rete, il Comune sta dialogando con altri attori strategici (Fondazione De Mari, Dipartimento Educativo della Fondazione Museo della Ceramica di Savona, Fondazione Compagnia di San Paolo, comitati di quartiere ecc.) per l’ampliamento delle opportunità rivolte ai più piccoli e alle loro famiglie, nell’ottica della creazione di una cultura dell’infanzia e di una sempre maggior qualificazione di interventi e servizi.

Creare la comunità educante significa proprio questo: riconoscere i soggetti che a vario titolo lavorano con la fascia di bambini 0-3 e 3-6, coloro le cui attività possono avere ricadute positive nel coinvolgimento delle famiglie, il territorio stesso inteso nelle sue più diverse sfaccettature come contesto di apprendimento, promozione del benessere e luogo di aggregazione. Risulta pertanto fondamentale individuare le peculiarità dei diversi attori per creare relazioni efficaci e durature (istituzioni, servizi pubblici e privati, realtà associative, sportive, culturali) ma anche i luoghi che possono diventare aggregativi e attivatori di iniziative di qualità come le piazze, i parchi, i musei, le biblioteche ecc.

MUSEI SPAZI APERTI

Sempre di più i musei si configurano come spazi polivalenti: non solo luoghi della conservazione, funzione importante e imprescindibile, ma anche spazi educativi, di socialità e di riflessione per creare il futuro (Francucci e Vassalli, 2005).

Porta avanti questa visione anche il Museo della Ceramica di Savona che negli ultimi anni, grazie a un team di lavoro affiatato e sinergico, sostenuto da una direzione visionaria, ha progressivamente aperto i suoi confini al territorio e a una pluralità di pubblici. Uno degli obiettivi primari dei servizi educativi è proprio quello di rendere il museo accessibile al maggior numero di persone possibile andando a lavorare su tutte quelle barriere, fisiche e ancor prima cognitive, che rendono spesso i musei un luogo distante e non per tutti.

Ad esempio, generalmente, i bambini della fascia 0-3 non sono il pubblico primario che immaginiamo in un museo. Nel 2023 i servizi educativi del Museo della Ceramica insieme ad alcune educatrici del nido d’infanzia comunale a gestione diretta, “Il Quadrifoglio” di Savona, hanno dato avvio a un nuovo progetto che andasse oltre i laboratori o gli atelier. L’intento era quello di aprirsi ulteriormente verso le famiglie permettendo loro di vivere il museo come un luogo accessibile, pensato anche per i loro bambini e bambine; uno spazio di socialità e d’incontro che molto spesso manca nelle città. Da molti anni il servizio educativo del Museo della Ceramica di Savona propone percorsi in cui gli albi illustrati si affiancano alle opere d’arte, così si è pensato che anche in questo caso proprio gli albi potessero essere un ponte per traghettare i bambini e le bambine verso il museo.

Come si leggono i libri, così si leggono le opere d’arte, anzi il dialogo fra questi due mondi può aprire strade inaspettate. Sono stati quindi organizzati degli appuntamenti ricorrenti, principalmente il sabato mattina, nei quali alcune educatrici del nido hanno letto al museo insieme ai bambini e ai loro accompagnatori. Ogni incontro è stato incentrato su un’opera del museo davanti alla quale si è svolta l’attività. Gli educatori museali insieme alle educatrici del nido hanno creato una bibliografia legata all’opera scelta in un continuo rimando di immagini per sviluppare e ampliare gli immaginari proposti dalle collezioni museali.

Anche la scelta delle opere è stata fatta con grande attenzione, una sfida accolta con grande entusiasmo dal dipartimento di conservazione e curatela del museo: ceramiche che fossero visibili, e quando possibile anche toccabili nelle loro esplorazioni, dai più piccoli. Una sfida importante per il museo stesso che si è messo in gioco spostando la propria attenzione all’altezza dei bambini, fisicamente più bassa, ma immaginativamente decisamente più alta.

LEGGERE I MUSEI

Il progetto pilota Leggere il museo ha offerto ai bambini e alle famiglie del nido la possibilità di incontrare le educatrici per letture ad alta voce di libri, albi e silent book in un luogo diverso dal nido, ovvero nelle sale espositive del Museo della Ceramica, circondati dalla bellezza di manufatti come: L’albero dei kaki di Maria Bonelli Galfrè, gli antichi vasi da farmacia Ospedale San Paolo, le opere di Arturo Martini all’interno della mostra intitolata La trama dei sogni.

Tessuti, ceramiche, dipinti e l’esposizione contemporanea Essere uno. Ceramiche e dipinti di Alessandro Teoldi. I riscontri positivi delle famiglie e dei soggetti promotori coinvolti hanno motivato la riattivazione dell’esperienza, su iniziativa del coordinamento pedagogico comunale di Savona, del servizio educativo della Fondazione, e con la preziosa collaborazione volontaria delle educatrici del nido.

Nel secondo anno del progetto, facendo tesoro degli elementi caratterizzanti la fase sperimentale, si è deciso di potenziare l’iniziativa sotto diversi aspetti:

• l’offerta, aumentando a sei il numero degli incontri;

• le collaborazioni, coinvolgendo anche le educatrici degli altri nidi comunali a gestione appaltata;

• il setting, ampliandosi alle altre realtà museali cittadine (Museo Archeologico, Pinacoteca Civica di Savona, Museo Pertini Cuneo, Complesso museale della Cattedrale e della Cappella Sistina);

• il target di beneficiari, aprendo le iscrizioni a tutte le famiglie con bambini e bambine 0-3 anche non frequentanti i nidi.

Inoltre il progetto si è inserito perfettamente nella cornice del festival delle storie di Savona Zerodiciannove, che promuove le narrazioni attraverso la pluralità dei linguaggi a partire dai nidi fino alla secondaria di secondo grado. Offrire la possibilità di vivere, osservare, toccare e respirare il museo per i bambini sino a 3 anni è un’opportunità unica che nutre la creatività e la fantasia, grazie alla bellezza di installazioni e opere d’arte che di solito sono inaccessibili ai bambini. Le attività sono gratuite, a numero chiuso e con prenotazione obbligatoria.

La gratuità delle iniziative consente a tutte le famiglie di fruire di attività integrative e ricreative per i bambini ma anche di avvicinarsi e scoprire le realtà museali. Il numero limitato dei componenti per gruppo (massimo 10-12 bambini e bambine) è condizione essenziale per un’organizzazione efficace dell’attività e permette a bambini e famiglie di vivere appieno l’esperienza, rispettando tempi individuali e scoprendo parallelamente le opere d’arte in cui l’attività è inserita e collegata. Indicatore significativo dell’interesse e della riuscita del progetto, è la tempistica della chiusura iscrizioni, in media 2-3 giorni dalla pubblicazione del nuovo appuntamento.

Il progetto Leggere il Museo e le continue collaborazioni di questi anni con il servizio educativo della Fondazione Museo della Ceramica di Savona hanno portato quest’anno a una nuova versione ancora più strutturata: “Atelier 0-6”.

Grazie al finanziamento del Comune, a partire dal mese di gennaio nei plessi in cui sono ubicati i cinque nidi comunali sono stati progettati diversi momenti laboratoriali. Poiché gli atelier artistici sono luoghi di sperimentazione e continuità educativa, l’obiettivo del percorso progettuale è quello di stimolare i servizi educativi alla creazione di spazi condivisi volti alla creazione di atelier permanenti per la sperimentazione di diversi linguaggi artistico-espressivi.

Dal momento che nei plessi in cui si trovano i nidi, sono presenti altrettante scuole dell’infanzia, il percorso esperienziale è stato pensato per la fascia 0-6 per sperimentare una modalità di lavoro a piccoli gruppi tra nido e infanzia, nella logica sempre maggiormente perseguita dal Comune di lavorare verso la costruzione di un sistema integrato 0-6.

BIBLIOGRAFIE IMMAGINARIE MUSEALI

Il progetto Leggere il Museo è stata l’occasione importante anche per le sezioni educative dei musei per riflettere sull’importanza degli albi illustrati quali mediatori dei processi educativi soprattutto in rapporto con le opere d’arte per la fascia 0-3 anni. Il primo aspetto su cui il processo si è concentrato è stata la scelta dell’opera d’arte museale intesa non solo come testimonianza storica da conoscere, ma come punto di partenza per sviluppare percorsi intorno a un immaginario. La stesura della bibliografia è stata quindi un momento importante formativo per gli educatori dei nidi, ma anche per gli operatori museali permettendo uno scambio importante di competenze e visioni.

Il target 0-3 anni è un segmento specifico che anche nel panorama editoriale ha delle sue caratteristiche ben precise. In Italia vantiamo illustri precursori, basti pensare alle ricerche di Loredana Farina, fondatrice della casa editrice La Coccinella, e a Bruno Munari con i suoi Prelibri di Corraini. Libri che diventano oggetti culturali, che invitano all’esplorazione e all’interazione fisica con il libro, importanti ponti per la relazione bambino-adulto, legame posto al centro anche dell’attività proposta in Leggere il Museo. Un momento in cui il museo e il libro sono spazi educativi che favoriscono un dialogo tra figli e genitori, ma anche con i nonni, con amiche e amici o tutti coloro che accompagnano i piccoli nelle letture. La scelta dei libri è quindi un aspetto cruciale del progetto, per dilatare attraverso gli albi, quanto più possibile l’immaginario che l’opera suscita, permettendo così ai bambini e alle bambine di esplorare un universo di immagini vario e articolato. Si è puntato sulla varietà di scelte (dai libri fotografici a quelli in bianco e nero, dalle illustrazioni realistiche a quelle più grafiche); su libri destinati alla loro fascia d’età ma anche libri per “grandi”; varietà di formati (piccoli, grandi e grandissimi, leporelli ecc.), materiali (cartonati, di stoffa, con carte particolari ecc.).

Con il tempo si è compreso che solo differenziando le possibilità si può offrire un’esperienza significativa, ed è davvero interessante vedere che quando c’è bibliodiversità (si rimanda per questo concetto all’articolo di Diletta Colombo sempre in questo approfondimento) le scelte delle bambine e dei bambini sono le più svariate. Lo stesso principio si applica ai contenuti di libri; dilatare un immaginario vuol dire proporre piste insolite, strade che apparentemente si allontanano da quanto visto nell’opera d’arte, ma che possono portarci a creare nuove connessioni e a sostenere quindi i processi immaginativi. Per fare un esempio, una delle opere scelte per uno dei primi incontri al Museo della ceramica è stata Antropocene di Francesca Perona, un grande disco lavorato in ceramica. L’immaginario che si era scelto di esplorare è stato quello del cerchio che i bambini potevano incontrare in un buco dei Prelibri di Munari, nel buco di un calzino del libro di Silvia Borando (2022), o addirittura in un cerchio sospeso nel vuoto di una cartotecnica di David A. Cartier (2004). Ma l’opera per molte bambine e bambini poteva anche essere il tronco di un albero tagliato (Donati, 2023), o la texture di un insetto (Biss, 2017).

Questo dilatare gli immaginari, creare cortocircuiti visivi e di pensiero, non solo tocca i bambini e le bambine che partecipano al percorso, ma anche tutti gli adulti che in esso sono coinvolti, dai genitori e accompagnatori fino agli operatori museali ed educatrici. Come ci ricorda Giorgia Grilli: “La letteratura per l’infanzia finisce, insomma, per mettere in discussione l’adulto – la sua normalità, la sua visione del mondo, la sua posizione nell’universo – nel momento in cui riconosce, come nessun altro discorso letterario (o politico) fa, l’esistenza non solo dei bambini (qualcosa che più o meno tutti notiamo) ma molto più profondamente di un Mondo Bambino, inteso come qualcosa di vasto, potente e parallelo a noi con cui, almeno nelle sue pagine, non è possibile non fare i conti” (Grilli, 2021, p. 7)

Vanna Iori, membro del Direttivo dell’Istituto di Studi Superiori “Toniolo” di Milano. Già professoressa ordinaria di Pedagogia Generale e Sociale all’Università Cattolica di Milano.

1 www.topipittori.it/it/topipittori/corpi- narranti (ultima consultazione: 15/3/2025). 2 Definizione attuale di museo secondo l’ICOM (International Council of Museu- ms Italia): www.icom-italia.org/defini- zione-di-museo (ultima consultazione: 15/3/2025).

 

 

BIBLIOGRAFIA

Biss L., Microsculpture, New York, Abrams, 2017. Borando S., Ho un buco nel calzino, Reggio Emilia, Minibombo, 2022.

Carter A.D., …e un punto rosso, Modena, Franco Cosimo Panini, 2004.

Dal Gobbo A., Quando i grandi leggono ai bambini, Roma, Donzelli Editore, 2019.

Donati S., Amico Albero, Milano, Terre di Mezzo, 2023.

Francucci C., Vassalli P. (a cura di), Educare all’arte, Milano, Electa, 2005.

Grilli F., Di cosa parlano i libri per bambini, Roma, Donzelli Editore, 2021.

Munari B., I prelibri, Mantova, Corraini, 2002

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