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DIRITTI DI BAMBINE E BAMBINI
a cura di Elisabetta Biffi e Chiara Carla Montà
Le voci di bambine e bambini nei processi decisionali
Una responsabilità condivisa
Cath Larkins e Daniela Bianchi

Bambine e bambini apportano la loro energia e le loro prospettive a fronte di alcune delle sfide più rilevanti del nostro tempo (Percy-Smith et al., 2023), ponendo così gli adulti in una posizione di responsabilità (Wyness, 2013). In quanto generazione che ha contribuito a creare tali problemi, gli adulti hanno il dovere di collaborare con bambine e bambini per affrontare queste sfide, sia nel presente sia in futuro (Larkins et al., 2015). Uno degli aspetti più gratificanti del lavorare con bambine e bambini è, infatti, l’opportunità di mettere a disposizione le nostre energie per sostenere le loro passioni e, insieme, tentare di trasformare politiche e pratiche. Attualmente si presentano numerose possibilità per favorire questo coinvolgimento, che spaziano dalla collaborazione con governi a livello locale, nazionale e internazionale fino alla creazione di relazioni dirette con i decisori. Quadri normativi come la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (1989) riconoscono infatti il diritto dei minorenni a essere ascoltati nei processi decisionali pubblici. Tuttavia, nella pratica, tali diritti sono spesso attuati in modo superficiale (Larkins, 2016) e il contributo di bambine e bambini che vengono consultati si riduce a gesti simbolici o a compiti pratici, mirati al raggiungimento di obiettivi adulti (Killi e Larkins, 2018).
COLMARE IL DIVARIO TRA BAMBINE, BAMBINI E DECISORI POLITICI
La partecipazione autentica non consiste nel delegare compiti a bambine e bambini o nell’utilizzare le loro idee per avanzare obiettivi adulti, bensì deve rappresentare un processo di dialogo e co-creazione che valorizzi le loro prospettive. La EU Children’s Participation Platform1 , iniziativa della Commissione europea, mira a rendere più democratica la partecipazione dei minorenni. Offre uno spazio dove bambine e bambini interagiscono con le istituzioni, i politici e le autorità locali attraverso attività ludiche, creative e dibattiti, collegando le loro istanze alle politiche europee. In seguito, la Commissione fornisce loro un riscontro sulle tematiche su cui potranno collaborare nei successivi due anni. Superare l’idea di iniziative esclusivamente guidate dagli adulti significa riconoscere bambine e bambini come attori attivi e non solo futuri cittadini. Questo implica abbattere le barriere tra loro e chi detiene il potere e promuovere relazioni basate sul rispetto reciproco. I meccanismi di feedback sono fondamentali in questo approccio e garantiscono che le idee dei minorenni non vengano solo ascoltate, ma anche tradotte in azioni concrete, permettendo loro di vedere l’impatto dei loro contributi o di intervenire ulteriormente se i cambiamenti auspicati non fossero ancora realizzati. Il livello locale e quello globale sono strettamente interconnessi. La piattaforma offre modalità per far pervenire le istanze locali al processo decisionale europeo. Oltre ai gruppi partecipativi locali che aderiscono alla piattaforma, e che consentono a bambine e bambini di diventare membri attivi, sono stati messi a disposizione di chiunque un gioco da tavolo e un Democracy toolkit. Il gioco, co-creato con i bambini e le bambine della piattaforma, li aiuta a individuare le tematiche a loro più care, offrendo anche spunti su come ottenere dei cambiamenti e illustrando gli ostacoli da superare.
Il sostegno alle campagne promosse da bambine e bambini è altrettanto fondamentale, in quanto, esprimendo le proprie istanze nella quotidianità, evidenziano ingiustizie di portata globale. Pur sembrando distante dalla pratica educativa quotidiana, la piattaforma si collega alle realtà locali. Non tutti i minorenni desiderano impegnarsi nei processi decisionali a livello europeo, ma molti possono partecipare in modo significativo nelle loro scuole e comunità. Ad esempio, bambine e bambini possono riflettere su questioni concernenti gli ambienti che vivono, come l’organizzazione degli spazi comuni o le dinamiche in classe. Promuovere tale partecipazione locale non solo assicura che le loro voci siano ascoltate, ma li collega a risultati tangibili, rafforzando il senso di appartenenza e l’impegno attivo. Numerosi esempi evidenziano come la partecipazione a livello locale possa tradursi in cambiamenti rilevanti (Tisdall et al., 2014). Per quanto possano sembrare di modesta entità, questi cambiamenti sono in grado di generare un impatto significativo sulla vita quotidiana e stimolano riflessioni più ampie su questioni sistemiche. È inoltre importante sottolineare come tali interazioni influenzino positivamente anche gli adulti, inclusi politici ed educatori, spingendoli ad adottare approcci più inclusivi.
LA PARTECIPAZIONE NON È UN PROCESSO ESTRATTIVO
Una partecipazione significativa non richiede solamente attivismo, piattaforme, gruppi e strumenti, ma impone anche di rivedere il modo in cui gli adulti ascoltano (Clark, 2012) e collaborano (Larkins et al., 2015). Essa non può limitarsi a recepire le voci più sicure ed eloquenti, bensì deve includere le molteplici forme di espressione, inclusa la comunicazione non verbale e le azioni quotidiane. Osservare e riflettere sui comportamenti di bambine e bambini permette, infatti, di cogliere le loro priorità e preoccupazioni. È tuttavia fondamentale evitare di trattare la partecipazione di bambine e bambini come un processo estrattivo (Larkins, 2023). Considerare il loro contributo come materia prima da estrarre, riutilizzare o scartare, rischia di generare disillusione e di sminuire il valore del loro apporto. La partecipazione, invece, dovrebbe promuovere uno scambio dinamico, in cui le idee di bambine e bambini orientino le azioni e creino un senso condiviso di appartenenza, contribuendo al cambiamento. La partecipazione, dunque, non va intesa come un evento isolato, ma come una pratica continua di dialogo, collaborazione e responsabilità condivisa. Integrare questi principi nelle interazioni educative e sociali quotidiane può trasformare la partecipazione in una realtà concreta e creare contesti nei quali le prospettive di bambini e bambine siano pienamente integrate nei processi decisionali, rendendo il loro contributo un catalizzatore di trasformazione che arricchisce l’intera società attraverso pratiche inclusive, collaborative ed eque.
“SE, COME IL VISO, SI MOSTRASSE IL CORE”
Ludovico Ariosto
1 Per aderire alla EU Children’s Participation Platform: https:// eu-for-children.europa.eu/membership.
Le autrici condividono l’impianto complessivo dell’articolo. Il paragrafo introduttivo e il paragrafo “La partecipazione non è un processo estrattivo” sono di Cath Larkins; il paragrafo “Colmare il divario tra bambine, bambini e decisori politici” è di Daniela Bianchi.
Cath Larkins, professoressa, University of Central Lancashire.
Daniela Bianchi, assegnista di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane, Università di Verona.
Elisabetta Biffi, professoressa di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca. Chiara Carla Montà, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
PER APPROFONDIRE
Clark A., “Talking and listening to children”, in M. Dudek, Children’s spaces, Routledge, 2012, pp. 1-13.
Kiili J., Larkins C., Invited to labour or participate: intra-and inter-generational distinctions and the role of capital in children’s invited participation, in “Discourse: Studies in the cultural politics of education”, vol. 39, n. 3, 2018, pp. 408-421.
Larkins C., Making the critical links: Strategies for connecting marginalised children’s action research with European citizenshi, in “Revista de Asistenţă Socială”, n. 2, 2016, pp. 11-23.
Larkins C., Deeping the roots of children’s participation, in “Sociedad e Infancias”, vol. 7, n. 1, 2023, pp. 147-163.
Larkins C., Thomas N., Carter B., Farrelly N., Judd D., Lloyd J., Support for children’s protagonism: Methodological moves towards critical children rights research framed from below, in “The International Journal of Children’s Rights”, vol. 23, n. 2, 2015, pp. 332-364.
Percy-Smith B., Thomas N.P., O’Kane C., Imoh A.T.D. (a cura di), A handbook of children and young people’s participation. Conversations for transformational change, Taylor & Francis, 2023.
Tisdall E.K.M., Gadda A.M., Butler U.M. (a cura di), Children and young people’s participation and its transformative potential. Learning from across countries, Springer, 2014.
Wyness M., Children’s participation and intergenerational dialogue. Bringing adults back into the analysis, in “Childhood”, vol. 20, n. 4, 2013, pp. 429-442.