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DA ALTROVE
a cura di Elena Luciano
Le nuove linee guida per l’equità e la qualità nell’educazione per l’infanzia brasiliana
Paulo Fochi
In Brasile, il dibattito sulla qualità nell’educazione di bambine e bambini della fascia di età 0-6 anni è legato al processo di riconoscimento e legittimazione di questo segmento dell’educazione come parte integrante del sistema formativo nazionale, nel quale l’educazione è riconosciuta come un diritto per bambine/i e ragazze/i e garantita gratuitamente dallo Stato per la prima infanzia (Educaçao Infantil, 0-5 anni), l’istruzione primaria (Ensino Fundamental, 6-14 anni) e quella secondaria (Ensino Medio, 15-17 anni). Tale dibattito riguarda aspetti politici, pedagogici e sociali che fondano la costruzione delle politiche pubbliche educative nel Paese. In Brasile abbiamo una popolazione di 18.117.158 bambine e bambini da 0 a 6 anni, 9.491.894 dei quali frequentano servizi per l’infanzia: l’84,37% delle iscrizioni ai servizi educativi per l’infanzia e l’81,63% delle iscrizioni alla scuola dell’infanzia riguardano istituzioni a gestione pubblica o finanziate con risorse pubbliche.
Il dibattito su tali temi si basa sui quadri normativi e giuridici di riferimento. Innanzitutto, la Costituzione Federale del Brasile (1988) stabilisce l’educazione di qualità come diritto fondamentale, attribuendo allo Stato la responsabilità per un’offerta formativa gratuita e laica. La Legge relativa alle Linee guida e basi dell’educazione nazionale (1996), che regola il sistema educativo brasiliano, definisce l’educazione infantile come prima tappa del percorso scolastico ed enfatizza lo sviluppo integrale e olistico del bambino attraverso la stretta connessione tra cura e educazione. Tale documento legislativo rompe con concezioni assistenzialiste, stabilendo requisiti come la formazione specifica dei professionisti e l’istituzionalizzazione dell’assistenza dell’educazione, superando sia il carattere domestico sia la funzione meramente preparatoria per la scuola primaria. Le Linee guida curriculari nazionali per l’educazione Infantile (1998) propongono principi etici, estetici e politici, riconoscendo come diritti fondamentali il gioco, la partecipazione, il protagonismo e l’espressività dei bambini.
Nel 2006, i Parametri nazionali di qualità per l’educazione Infantile hanno poi evidenziato alcune dimensioni fondamentali per la qualità educativa, supportati da evidenze di studi latino-americani, nord-americani e britannici. Secondo Campos (1997) e Sylvia et al. (1999), i fattori determinanti per la qualità nell’educazione per l’infanzia includono: qualificazione dei professionisti, strutturazione curricolare, partnership tra scuola e famiglia, adeguatezza dell’ambiente educativo, fasce d’età ampie ed eterogenee (0-6) e frequenza a tempo pieno. La proposta di tali temi assume un’importanza storica nel dibattito sulla qualità nell’educazione per l’infanzia brasiliana. Nel documento citato è assunta la seguente idea, mantenuta anche in tutti i documenti successivi: 1) la qualità è un concetto socialmente costruito, soggetto a costanti negoziazioni; 2) dipende dal contesto; 3) si basa su diritti, bisogni, domande, conoscenze e possibilità; 4) la definizione di criteri di qualità è costantemente ispirata a tali prospettive.
Con la revisione delle Linee guida curriculari nazionali per l’educazione Infantile del 2009 si rafforza una concezione di qualità che riconosce i bambini come soggetti di diritto, capaci di produrre cultura attraverso il gioco e le loro interazioni. Inoltre, la prospettiva curricolare assunta considera la quotidianità come spazio privilegiato per la costruzione della soggettività dei bambini e degli adulti, nella quale le idee e i saperi dei bambini si intrecciano con la conoscenza tradizionalmente intesa. Nello stesso anno, sono stati pubblicati gli Indicatori della qualità nell’educazione Infantile, ovvero un documento di indirizzo per le équipe e per l’intera comunità educativa impegnate nei processi di autovalutazione della qualità del servizio educativo (2009).
Più recentemente, con il documento Base nazionale curricolare per l’educazione infantile (2017), i principi delle Linee guida nazionali del 1998 e 2009 sono confluiti in sei diritti di apprendimento e sviluppo nella fascia di età 0-5 anni che, secondo Fochi (2020), possono orientare l’intenzionalità dell’insegnante nel predisporre la quotidianità dei bambini e delle bambine. Inoltre, la prospettiva curricolare per campi d’esperienza pone l’azione e il pensiero dei bambini al centro della progettazione educativa, assumendo che il curriculum si costruisce proprio nella loro esperienza e nelle loro produzioni di senso e significato.
Infine, nel 2018 i Parametri nazionali di qualità dell’educazione infantile sono stati revisionati, mentre un nuovo aggiornamento nel 2024 ha sostituito il documento del 2006 e ha dato origine al documento intitolato Parametri di qualità ed equità per l’educazione infantile, che ha come obiettivo quello di consolidare gli orientamenti per la garanzia della qualità nel segmento 0-6. In termini di concezione di qualità, nessun cambiamento è stato apportato. Tuttavia, l’introduzione del nuovo concetto di equità implica un cambiamento di gran lunga significativo, che avvia una politica pubblica impegnata a garantire a tutte le bambine e a tutti i bambini il diritto a un’educazione di qualità, intendendo per equità proprio l’effettiva assicurazione di tale diritto.
L’importanza del documento attuale consiste dunque anche nel suo ruolo di linea guida e di indirizzo per le politiche pubbliche su tali temi. Oggi in Brasile siamo di fronte alla grande sfida di promuovere un accesso universale ai servizi scolastici per bambini di età compresa tra i 4 e i 6 anni e di raggiungere l’obiettivo di accesso ai servizi educativi per almeno il 50% dei bambini di età 0-3 anni. Accanto all’accesso, è fondamentale disporre di linee guida che garantiscano qualità ed equità perché uno dei fattori di disuguaglianza è proprio la mancanza di accesso a una educazione infantile di qualità per tutti i bambini e le bambine. Secondo Dahlberg, Moss e Pence (2003), l’enfasi del discorso sulla qualità nell’educazione per l’infanzia spesso incoraggia pratiche standardizzate e strumenti di valutazione che si allontanano dalle esperienze dei bambini e degli educatori. La “tecnologia della distanza”, secondo tali autori, è proprio l’applicazione di metodi che mirano a misurare la qualità in forma oggettiva, con il rischio di semplificare e decontestualizzare la complessità dell’apprendimento e dello sviluppo infantile.
Ciò che si ritiene necessario, in merito alla qualità, è invece costruire quella che definirei una “tecnologia della prossimità”: l’implicazione del discorso della qualità deve essere, prima di tutto, uno sforzo collettivo per la costruzione di significati (tra gestori, professionisti, famiglie, bambini), che nascono dal dialogo, dall’ascolto e dalla documentazione della quotidianità pedagogica e degli apprendimenti dei bambini. Per questo, la qualità deve essere contestuale, formativa e partecipativa. Non può ridursi a dimensioni oggettive e decontestualizzate, ma deve manifestarsi piuttosto nell’intersezione tra processi e risultati, tra elementi organizzativi, pedagogici e relazionali.
PER APPROFONDIRE
Campos M.M., Educação Infantil: o debate e a pesquisa, in “Cadernos de Pesquisa”, n. 101, luglio 1997, p. 113-127.
Dahlberg G., Moss P., Pence A., Qualidade na educação da primeira infância: perspectivas pós-modernas, Porto Alegre, Artmed, 2003.
Fochi P.S., Criança, currículo e campos de experiência: notas reflexivas, in “Conjectura: Filosofia e Educação”, vol. 25, 2020, p. e020042, http://educa.fcc.org.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S2178-46122020000100403&lng=pt&nrm=iso (ultima consultazione 5 luglio 2025).
Sylvia K. et al., Characteristics of Pre-School Environments, Londra, University of London, 1999 (Technical paper 6a).
Elena Luciano, Professoressa associata di Pedagogia generale e sociale, Dip. Scienze umane per la formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Paulo Fochi, Dottore in Scienze dell’Educazione, professore presso Unisinos e fondatore di OBECI.