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Le famiglie nel sistema integrato zerosei

L’esperienza di “qualifichiamo la nostra scuola” del Comune di Bologna

Monica Gori e Teresa Di Camillo
Coordinamento pedagogico, Comune di Bologna

Abstract

L’articolo presenta i valori fondanti e l’articolazione in progetti territoriali tematici di una esperienza diffusa di partecipazione dei genitori da parte del Comune di Bologna, iniziata nel 2015-2016. L’intenzionalità del progetto si basa sulla ricerca di collaborazione tra genitori e servizi educativi, al fine di attivare azioni di cura e rigenerazione di beni comuni della città, per contribuire all’arricchimento della qualità della offerta formativa 0-6 comunale.

Parole chiave

Passione, utilità, sviluppo, territorio, protagonismo

Contatti

qualifichiamolanostrascuola @comune.bologna.it

 

 

Documentazione a cura di Simona Cenesi, operatrice di sistema, U.I. Sistema Integrato di Educazione e Istruzione da 0 a 6 anni, ed Emanuela Casamassima, referente amministrativa per l’avviso Qualifichiamo Insieme la nostra Scuola 0/6, edizioni 2023/2024, 2024/2025, Comune di Bologna.

A partire dall’anno scolastico 2015-2016, il Comune di Bologna ha attivato un avviso pubblico, denominato “Qualifichiamo insieme la nostra scuola”, rivolto ai servizi educativi e scolastici comunali, con l’obiettivo di sensibilizzare le famiglie alla vita dei servizi all’infanzia, arricchire e qualificare l’offerta formativa, favorire la sperimentazione di modalità innovative di partecipazione dei genitori e di interazione tra scuola e territorio. L’intenzione di realizzare progetti nell’ambito delle attività legate alla partecipazione delle famiglie nei servizi educativo-scolastici prende forma grazie al “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione Comunale”. Il Regolamento definisce le norme e le azioni che si possono intraprendere per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani e ha l’obiettivo di attuare un’amministrazione condivisa con i cittadini per la cura dei beni comuni. Il Comune di Bologna gestisce direttamente centotrenta servizi per bambini da 0 a 6 anni e il ruolo dei nidi e delle scuole dell’infanzia diventa centrale per diffondere il radicamento delle pratiche di collaborazione nelle azioni di cura e rigenerazione dei beni comuni. Pertanto, l’avviso pubblico nasce dal presupposto che i genitori, insieme agli insegnanti, agli educatori/trici e agli operatori/trici scolastici/e, possano contribuire all’arricchimento della qualità dell’offerta formativa delle scuole e dei nidi d’infanzia comunali. Ogni servizio ha l’opportunità di costruire un progetto che, creando una connessione con le caratteristiche distintive e gli ambiti di progettazione pedagogica già attivi, vada a sostenere la partecipazione dei genitori, individuando azioni per coinvolgere anche i bambini. L’avviso pubblico, rivolto ai Comitati dei nidi, delle scuole dell’infanzia e dei Centri Bambini e Famiglie (CBF), è stato rinnovato negli anni a seguire, coinvolgendo ogni anno tutti i nidi, le Scuole dell’infanzia e i Centri per Bambini e Famiglie, per un totale di 907 progetti dall’anno scolastico 2015-2016 a oggi.

Negli anni, si è esteso e, di conseguenza, regolato, il coinvolgimento di enti del Terzo Settore operanti sul territorio della Città Metropolitana per la realizzazione dei progetti. In questo percorso la Coordinatrice/ore Pedagogica/o svolge il ruolo di garante del rispetto dei criteri contenuti nell’avviso e della coerenza con la progettazione educativa del servizio. La progettazione e la realizzazione delle attività attraverso la collaborazione con gli enti del Terzo Settore presenti nel territorio limitrofo e cittadino consente inoltre la valorizzazione delle potenzialità di sviluppo del territorio, nell’ottica della condivisione e della compartecipazione allo sviluppo sociale di bambini e bambine come cittadini e cittadine attivi/e, protagonisti/e del proprio cammino di crescita. Il percorso amministrativo prevede la costruzione di un progetto da parte del Comitato del nido/scuola/CBF e la sua realizzazione in collaborazione con un soggetto partner del territorio, che svolga attività inerenti alla tematica scelta. Il progetto viene presentato al Comune/Area Educazione, il quale attribuirà alcune agevolazioni come la concessione di un contributo per la copertura quasi totale dei costi sostenuti, la promozione di un’adeguata informazione alla cittadinanza del progetto, l’utilizzo gratuito degli spazi necessari. I relativi impegni vengono siglati con la sottoscrizione di un Patto di collaborazione tra l’Amministrazione e l’ente del Terzo Settore che svolgerà concretamente le attività inserite nel progetto. Al termine del percorso progettuale, il Patto di collaborazione prevede una documentazione finale delle attività svolte e la rendicontazione delle risorse impiegate. In questo modo si può garantire visibilità e trasparenza al progetto ed effettuare una valutazione dell’efficacia dei risultati prodotti dall’impegno congiunto. Riprendere in mano il progetto, per verificare e documentare l’attuazione, permette la connessione fra le esperienze che hanno sempre come cornice il potenziamento dell’offerta formativa per i bambini accolti nei servizi, in quanto “… da sola, la passione non è ancora abbastanza per creare una comunità. In una comunità l’elemento propulsivo è il valore che i membri ottengono da essa; ecco perché […] le persone hanno bisogno di vedere quanto della loro passione si traduce in qualcosa di utile” (Wenger et al., 2007).

IL VALORE DELLA PARTECIPAZIONE

Da sempre, la partecipazione delle famiglie alla vita dei servizi educativi e scolastici costituisce un elemento di imprescindibile qualità. Ogni documento identitario dei servizi all’infanzia pone attenzione, cura e progettualità finalizzati a costruire con le famiglie un quotidiano dialogo sui progetti educativi e di vita delle bambine e dei bambini. I recenti documenti nazionali (Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei e Orientamenti Nazionali per i servizi educativi per l’infanzia) sviluppano nuovi concetti di partecipazione della famiglia alla vita scolastica, definendo i servizi educativi come centrali per la condivisione delle pratiche educative di qualità e come soggetti di riferimento competenti e qualificati anche per il sostegno alle pratiche di cura educativa familiare. I nuovi bisogni di conciliazione dei tempi di cura dei bambini e di lavoro dei genitori impongono l’ideazione di spazi e metodologie di dialogo che facilitino la collaborazione e la condivisione tra Servizi e famiglie delle pratiche educative. La Costituzione assegna ai genitori e alla scuola il compito di istruire ed educare. L’obiettivo del rapporto servizi-famiglia è quello di garantire quindi il benessere di bambini e bambine promuovendo il loro processo di apprendimento. Assistiamo inoltre a un forte cambiamento sociale sulla base del quale la nuova genitorialità vuole partecipare consapevolmente alla vita scolastica dei figli, attraverso un’autentica cooperazione alla progettualità e ai processi formativi. Da qui, la necessità per i Servizi di introdurre nuove modalità organizzative atte a favorire un maggiore coinvolgimento dei genitori investendoli di una forte corresponsabilità educativa. I genitori hanno pertanto la possibilità di esprimersi e dare il loro contributo a vari livelli, diventando interlocutori privilegiati con i quali il personale dei servizi può aprire un confronto critico sui temi della crescita e dello sviluppo dell’infanzia, proponendo esperienze concrete e istituendo, ove consentito, gruppi di lavoro. Questa visione della partecipazione alla vita scolastica da parte delle famiglie consente anche una diffusione di pratiche educative che promuovono i diritti dei bambini e delle bambine, favorendo la crescita della comunità educante. Il progetto ha da subito intercettato l’interesse e la partecipazione della gran parte dei Comitati Nidi, Scuole dell’infanzia e CBF, e ha permesso di attivare un dialogo proficuo tra le famiglie e il personale educativo-scolastico. Si sono così co-costruiti percorsi-allestimenti-esperienze rivolte ai bambini, alle bambine e alle famiglie, su tematiche educative scelte per quell’anno scolastico. Si è, di fatto, restituito alla comunicazione servizi 0-6-famiglie un carattere generativo, attivo, che ha permesso l’avvicinamento tra famiglie, bambine/i, personale educativo-scolastico e una maggiore comprensione di come costruire un pezzo di percorso educativo, ognuno con il proprio ruolo, competenze e punto di vista. La sinergia progettuale ha perciò consentito di incontrarsi su ambiti di interesse comune e, soprattutto, di fare insieme, creando così una efficace comunità di pratiche.

ALCUNI PROGETTI

Le tematiche scelte sono sempre state diverse, esattamente rispondenti alle diverse sensibilità e orientamento educativo del servizio stesso. L’ultima edizione 2023-2024 ha previsto i seguenti ambiti di intervento per la realizzazione dei progetti: “Educazione all’aperto, Educazione musicale, Educazione alla lettura e narrazione, Educazione all’arte, Educazione estetica all’immagine e al linguaggio cinematografico, Teatro ed arti performative, Educazione psicomotoria, Educazione alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente, Inclusione ed intercultura, Educazione a un primo approccio alle nuove tecnologie, Gioco, scienze e tecnologie, Gioco, Attività creative-manipolative-sensoriali, Sostegno alla genitorialità, Educazione all’uguaglianza di opportunità, Educazione alla pace, Educazione all’affettività ed emotività, Educazione alla cittadinanza responsabile, Educazione al linguaggio ampio ed inclusivo, Pet ‒ Education, Plurilinguismo, Yoga ‒ Benessere corpo-mente”. L’ambito di maggiore interesse progettuale è stata l’educazione all’aperto e gli spazi di interesse sono stati i giardini scolastici, sia per la storica tradizione alla promozione dell’educazione all’aperto presente in città, sia perché lo spazio esterno rappresenta un luogo in cui più facilmente si possono realizzare interventi di arricchimento, mettendo in gioco immaginazione, creatività, sempre nel rispetto dei requisiti di sicurezza. Negli ultimi decenni molto fertile è stata la collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, i Dipartimenti di Scienze dell’Educazione e di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università di Bologna, la Fondazione Villa Ghigi (a oggi Fondazione IU Rusconi Ghigi) e l’Ausl di Bologna sul tema del giardino scolastico come spazio di apprendimento privilegiato. La vivacità ideativa dei progetti di qualificazione dei nostri giardini ha riacceso l’interesse e la ricerca su metodi, procedure e tipologia di allestimenti in grado di arricchire le esperienze di bambini e bambine. Così nel 2023 sono state approvate dalla giunta comunale le “Linee Guida per la progettazione dei giardini educativi scolastici” a cura di un gruppo tecnico interistituzionale (coordinatori pedagogici, educatori ambientali, Asl e docenti universitari) aggiornando le prime linee guida per la realizzazione di piccoli interventi “naturali” nei servizi educativi 0-6 che era stata redatta nel 2015. Tra i progetti dell’edizione 2023- 2024 con tema “Educazione all’aperto”, segnaliamo “A spasso per Bologna” realizzato presso la Scuola dell’infanzia Casa del Bosco. Un progetto di abbellimento della scuola, con il coinvolgimento delle bambine e dei bambini e dei genitori per la sua realizzazione, attraverso la conoscenza della città, del territorio circostante e della tecnica di pittura murale; ha previsto lo svolgimento di 5 incontri per la realizzazione di una decorazione murale del vano scale della scuola a opera di un gruppo di genitori con la direzione artistica dell’Associazione Artecittà. Sono stati riprodotti in scala i disegni realizzati dalle bambine e dai bambini su luoghi urbani maggiormente significativi per loro e, a conclusione del progetto, è stato organizzato un piccolo evento di inaugurazione dell’opera che ha visto la partecipazione anche dell’Assessore Daniele Ara e della Presidente di quartiere, Elena Gaggioli. Tra i progetti delle precedenti edizioni ricordiamo “Agnese Distratti e il viaggio alla scoperta dei 5 sensi” realizzato presso la scuola dell’infanzia Ciari nel 2022-2023: si tratta di un allestimento di uno spazio multisensoriale: la Stanza Snoezelen. Grazie alla collaborazione con l’Associazione L’Elefante nel Cappello (che lavora proprio secondo la pratica Snoezelen) si è realizzato un percorso esperienziale per sostenere e sviluppare le competenze sensoriali e la piacevolezza del sentire delle bambine e dei bambini, favorendo la regolazione emotiva, attraverso una stimolazione multisensoriale graduata e modulata. Le famiglie hanno partecipato a incontri informativi sul metodo adottato, confrontandosi con gli esperti, a cui poi è seguito un incontro finale di restituzione dell’esperienza. Relativamente alla qualificazione dei giardini scolastici, un progetto rappresentativo è stato certamente quello della scuola dell’infanzia Cantalamessa: “La terra è dove sono le nostre radici. I bambini devono imparare a vivere in armonia con la Terra” (M.M.).

In linea con l’avvio del progetto educativo sull’outdoor education, era importante valorizzare il giardino come punto di incontro fra educazione e natura, sia per i bambini sia per le famiglie degli stessi, creando sinergie fra le due agenzie educative. Ciò si esplicita attraverso:

• l’apertura della scuola al territorio affinché possa diventare una nuova risorsa e un’occasione di incontro per i cittadini;

• il dare impulso e sostegno alla partecipazione sociale delle famiglie, oltre all’esperienza scolastica e della genitorialità, per andare verso la promozione di una cittadinanza attiva sul territorio;

• la sensibilizzazione ecologica ed economica di bambini e famiglie, dando impulso al riuso consapevole di beni ancora utilizzabili.

Da qui è nato il Comitato Giardino “In-canta Giardino” con lo scopo di organizzare iniziative aperte al territorio in orario extrascolastico (con l’attivazione di un Gruppo di acquisto solidale e con occasioni di festa aperte alle famiglie che abitano nella zona). Ma anche per collaborare attivamente con la scuola per piccoli interventi di cura e sistemazione dell’area esterna (per esempio la sistemazione della casetta porta attrezzi, la raccolta di materiali naturali per lo svolgimento di attività indoor, il mantenimento del terraio…). Sono state inoltre programmate due iniziative, realizzate in collaborazione con la Fondazione Villa Ghigi, che sono state aperte a bambini, genitori e personale scolastico, per l’allestimento di aree “naturalistiche” all’interno del giardino (capanne, sofà per la lettura all’aperto…) e soprattutto la creazione di uno… stagno! (“Riqualifichiamo lo stagno della scuola”). Il progetto ha realmente visto nascere una comunità fortissima sui temi tanto condivisi dell’educazione in e con la natura e la sottoscrizione di un patto di corresponsabilità che ha sostenuto il personale scolastico nella grande impresa di costruire un curricolo di scuola volto alla sostenibilità ambientale e all’incontro quotidiano con la natura. Un altro progetto di qualificazione dei giardini scolastici è stato il progetto “Un po’ di terra e acqua quanto basta”, del nido d’infanzia Ada Negri. L’obiettivo del progetto era quello di favorire le esperienze di gioco all’aperto attraverso l’installazione nel giardino del nido di una cucina di fango, l’acquisto di materiali naturali e in legno per il gioco euristico e i relativi contenitori per organizzarlo. Il progetto è nato dall’interesse del nido verso i materiali naturali e dalla già sperimentata collaborazione con la cooperativa sociale Eta Beta di Bologna, con la sua innovativa esperienza della Borsa di Bo. La Borsa di Bo è un servizio ideato da Eta Beta coop soc. onlus che nei suoi locali ha allestito una sorta di Biblioteca dei materiali naturali. Il progetto nasce da un lavoro di ricerca e di sintesi tra pedagogisti delle istituzioni pubbliche e private, educatori ambientali, atelieristi, architetti e artigiani. Lo spazio-laboratorio intende essere uno spazio che favorisce attività ludiche, creative e sensoriali, di educazione all’aperto che mettono al centro dell’esperienza educativa i diritti naturali dei bambini e delle bambine. Per tale motivo ha elaborato proposte educative volte ad abbattere le barriere tra spazi interni ed esterni. Coloro che ne usufruiscono partecipano a un progetto più ampio che abbraccia e intreccia educazione ambiente, arte e sociale. Con queste premesse, la cooperativa ha offerto al nido e alle sue famiglie la propria competenza sull’uso di materiali naturali, sia costruendo una cucina di fango nel giardino del nido, sia promuovendo laboratori e iniziative rivolte a tutte le famiglie.

 

 

BIBLIOGRAFIA

Bramanti D., Bosoni M. L., Famiglie, Infanzia e servizi educativi. Partecipazione, reti e alleanze, in “Quaderni del Centro Famiglia”, 33, 2021.

Cadei L., Deluigi R., Pourtois J.P., Fare per, fare con, fare insieme. Progetti di cittadinanza tra scuole e famiglie, Parma, Edizioni Junior-Spaggiari Edizioni, 2016.

Foni A. La relazione con le famiglie al Nido. Percorsi di formazione, dialogo e partecipazione, Trento, Erickson Editore, 2015.

Guerra M., Luciano E., La relazione con le famiglie nei servizi e nelle scuole dell’infanzia, Azzano San Paolo, Edizioni Junior, 2009.

SITOGRAFIA

Progettazione partecipata Comune di Bologna e Bilancio Partecipativo, www. comune.bologna.it/servizi-informazioni/bologna-partecipa-contenuto; www.comune.bologna.it/partecipa/ percorsi/bilancio-partecipativo-23. Linee guida Giardini Scolastici, https:// assets.culturabologna.it/a2628120 -4bf0-4cb9-b820-81e8f73311ea-impaginato-linee-guida-giardini.pdf.

DOMANDE GENERATIVE

La preparazione e cura dell’ambiente sono fondamentali per la progettazione di un pranzo educativo. Quali elementi caratterizzano il contesto del pranzo nei vostri Servizi educativi 0-6 anni?

In una prospettiva di confronto tra Servizi educativi 0-3 e scuole dell’infanzia, il momento del pranzo presenta valori, opportunità educative e dimensioni organizzative omogenee o differenti?
Quali le somiglianze?
Quali le diversità?

Francesca Ciabotti

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