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STRUMENTI

LAVORI IN CORSO

In cantiere

di Barbara Zoccatelli e Silvana Buono
Voci e sperimentazioni dai servizi educativi

La scelta di intitolare questa rubrica “Lavori in cor-so” nasce con l’intento di valorizzare la dimensio-ne dinamica dei contesti educativi, intesi e vissuti come cantieri sempre aperti. Ogni giorno, ogni at-tività e ogni interazione rappresentano un pezzetto di un puzzle in continuo mutamento. Documentare i processi significa quindi riconoscere e valoriz-zare questo dinamismo, offrendo uno strumento prezioso per comprendere, riflettere e migliorare. Nei prossimi contributi esploreremo insieme la bel-lezza e la complessità dei percorsi educativi, con l’obiettivo di rendere visibile l’invisibile e mettere in luce anche i più piccoli passi verso la crescita e l’apprendimento.

DARE FORMA ALLA COMPLESSITÀ

I processi educativi incarnano l’idea di cambia-mento e coinvolgono non solo i bambini, ma anche le famiglie e la comunità. Ogni relazione costruita, ogni sfida superata contribuiscono alla costruzio-ne di un quadro ricco e articolato. Documentare questi momenti significa dare voce e forma alla complessità che caratterizza la costruzione dei percorsi di crescita. Non si tratta solo di osservare e di registrare, ma di interpretare e comprende-re le relazioni che intercorrono tra i bambini e gli adulti, e tra gli adulti stessi. In quest’ottica, docu-mentare significa restituire la complessità che ca-ratterizza i percorsi educativi, mostrando non solo i risultati, ma anche i passaggi che hanno scandito i processi di apprendimento, offrendo una visione d’insieme che comprende sia i successi sia le diffi-coltà affrontate.

Un processo educativo può essere breve, come un’attività svolta in una mattinata, o lungo, come il percorso di un intero anno educativo. In entrambi i casi, è fondamentale documentare quello che ac-cade. Attraverso la documentazione, si può tracciare il filo conduttore delle esperienze, eviden-ziando le tappe significative e le evoluzioni. Questo non solo aiuta gli educatori a riflettere sulle loro pratiche e a migliorarle, ma offre anche alle fami-glie e alla comunità uno sguardo approfondito sul viaggio educativo dei bambini.

STARE NELL’INCERTEZZA

Il lavoro documentativo richiede la capacità di abitare la dimensione dell’incertezza per aprirsi a diverse direzioni possibili. Focalizzare l’attenzione sui processi in corso significa accettare e navigare l’imprevedibilità e la fluidità delle situazioni educa-tive. Questa postura educativa richiede un buon allenamento della capacità di adattamento per riuscire a riflettere e a reagire in tempo reale, in modo da cogliere le sfumature e le evoluzioni dei processi educativi, offrendo una rappresentazione autentica e articolata delle esperienze vissute dai e con i bambini.

LA DOCUMENTAZIONE COME BASE DI PARTENZA

La pratica documentativa svolge un ruolo centrale nel valorizzare i modi, le strategie e le competenze relazionali che i bambini attivano nel costruire le loro esperienze. Sostenere un gruppo di bambini in questi percorsi con uno sguardo progettuale e focalizzato sui processi non è semplice. Si tratta di muoversi in una quotidianità ricca e comples-sa, bilanciando l’attenzione al singolo e al gruppo, e confrontandosi con una molteplicità di direzioni di approfondimento. Ogni accadimento, piccolo o grande, può avere sviluppi interessanti. Assu-mersi la responsabilità di fare delle scelte è un aspetto centrale nella progettazione educativa. Questo richiede di delineare le direzioni di avvio di un progetto e di ipotizzarne gli sviluppi successivi. La documentazione non è solo un punto di arri-vo, ma è anche una base di partenza, in un’otti-ca dinamica e generativa. Se la documentazione conclusiva permette di fare sintesi raccontando ciò che è accaduto, la documentazione in itinere è uno strumento capace di alimentare e rilanciare la dimensione progettuale, analizzando in profondità la coerenza e l’efficacia del lavoro educativo.

Esaminare insieme i materiali dei lavori (osserva-zioni, trascrizioni dei dialoghi, fotografie, videoregi-strazioni, elaborati dei bambini) relativi ai progetti in corso al nido e a scuola, consente di elaborare ipotesi interpretative su come sostenere gli interessi e le ricerche dei bambini. Come sostiene Carla Ri-naldi: “Riflettere su come sta procedendo l’appren-dimento significa basare l’insegnamento su ciò che il bambino vuole apprendere, piuttosto che su ciò che l’insegnante vuole insegnare. In questo modo, insegnante e bambino possono ricercare insieme come meglio procedere” (Rinaldi, 2019, pp. 126-127). Considerare la documentazione come dimensione costitutiva e non accessoria del lavoro educati-vo significa riconoscerla come scelta necessaria, parte vitale (e in continua evoluzione) dei processi alla base di una professionalità riflessiva. Se siamo interessati a conoscere i processi alla base della costruzione delle relazioni e degli apprendimenti, abbiamo bisogno di produrre documentazione sui contesti che li generano e sulle processualità che li attraversano (Malavasi e Zoccatelli, 2018).

Barbara Zoccatelli, coordinatrice pedagogica nido dell’U-niversità di Trento, responsabile Atelier Cooperativa sociale La Coccinella (Trento), professore a contratto Università di Verona.

Silvana Buono, responsabile dell’area pedagogico-educati-va della Cooperativa sociale La Coccinella (Trento).

PER APPROFONDIRE
PER APPROFONDIRE
Malavasi L., Zoccatelli B., Documentare le progettualità nei servizi e nelle scuole per l’infanzia, Reggio Emilia, Edizioni Junior – Bambini S.r.l., 2018. Rinaldi C., “Documentazione e ricerca”, in Id., In dialo-go con Reggio Emilia, Reggio Emilia, Reggio Children, 2009, pp. 126-127.

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