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IDEE E PRATICHE DI SOSTENIBILITÀ

Letizia Luini e Francesca Rota

Il ruolo dei servizi educativi nella co-costruzione di un mondo più sostenibile

Francesca Rota

“I bambini sono cittadini del presente e del futuro, dotati già oggi di capacità per contribuire alla costruzione di società sostenibili. Investire nello sviluppo della loro consapevolezza, dei loro valori, delle loro conoscenze e competenze in materia di sviluppo sostenibile significa orientare il mondo verso una traiettoria più sostenibile, ora e negli anni a venire”

(UNESCO, 2014, p. 78, TdA).

Un tema che si intreccia con l’educazione alla sostenibilità e allo sviluppo sostenibile, e al contempo risulta sempre più importante e urgente all’interno dello scenario globale contemporaneo, è il tema della pace. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile afferma: “Siamo determinati a promuovere società pacifiche, giuste ed inclusive che siano libere dalla paura e dalla violenza. Non ci può essere sviluppo sostenibile senza pace, né la pace senza sviluppo sostenibile” (ONU, 2015, p. 2). In questo senso, attraverso l’obiettivo 16 il documento si impegna a “promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci, responsabili ed inclusive a tutti i livelli” (ivi, p. 25). E quindi: rispetto a un tema così complesso e delicato quale può essere il ruolo dei servizi educativi 0-6? La prima infanzia costituisce una fase fondamentale per iniziare a coltivare le competenze e le abilità indispensabili a promuovere la pace anche in età adulta, attraverso un’educazione basata sul rispetto di sé, sull’accettazione e la valorizzazione delle diversità, sulla comprensione della giustizia e dell’equità, e sulla consapevolezza delle relazioni interpersonali (Alfonso, 2014). Il termine “pace” non compare quasi mai in modo esplicito all’interno dei documenti ministeriali di riferimento per i servizi 0-6, tuttavia gli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia (Ministero dell’Istruzione, 2022) ci ricordano come i servizi abbiano la possibilità di costruire al loro interno una comunità che promuove partecipazione, collaborazione e rispetto delle diversità, dunque un ambiente realmente inclusivo in cui bambine e bambini possano fare una prima esperienza positiva dell’incontro tra la dimensione personale e quella collettiva. Quando parliamo di comunità è importante sottolineare come all’interno delle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei (Ministero dell’Istruzione, 2021) non si faccia riferimento solo ai legami che si instaurano tra pari o tra bambine, bambini e personale educativo, ma anche alle relazioni tra le famiglie, laddove la presenza di genitori provenienti da contesti geografici diversi può rappresentare un’opportunità preziosa per promuovere valori come la parità di genere, l’accoglienza, la pace, la democrazia e il dialogo interreligioso. Al tempo stesso anche la presenza di famiglie provenienti da uno stesso contesto geografico può rappresentare un’occasione per accogliere e valorizzare la pluralità dei percorsi di vita, dell’identità, dei ritmi di crescita, delle modalità relazionali e delle visioni educative presenti nelle famiglie di oggi. Attraverso pratiche quotidiane e attività sia all’interno che fuori dal servizio risulta, dunque, possibile promuovere consapevolezze e azioni locali legate alla non violenza, all’interdipendenza, alla partecipazione, tenendo conto, al contempo, anche di ciò che accade a livello globale e considerando che ciò che viene promosso a livello educativo nel presente non sempre porterà a risultati immediati e tangibili, ma potrà avere degli effetti nel futuro (Amca Toklu et al., 2024). Il tema della pace rimanda all’urgenza delle sfide contemporanee legate alla sostenibilità che inevitabilmente si intrecciano anche con la quotidianità dei più piccoli. Si è visto, infatti, come bambine e bambini sono sempre più parte di una crisi globale caratterizzata da problemi di natura ambientale, oltre che economica e sociale, che vanno a influire sul godimento di un’ampia gamma di loro diritti fondamentali (Comitato sui diritti dell’infanzia, 2023). Attraverso i diversi contributi si è cercato di tratteggiare alcune riflessioni teoriche, a partire dalla letteratura nazionale e internazionale, dai documenti ministeriali di riferimento per il sistema 0-6 e dai documenti internazionali che tematizzano, in modo più o meno esplicito, l’educazione alla sostenibilità. L’obiettivo è stato duplice: da un lato si è cercato di approfondire i costrutti di sostenibilità, sviluppo sostenibile, educazione alla sostenibilità e educazione allo sviluppo sostenibile, e dall’altro lato si è cercato di prospettare di volta in volta spunti pratici rispetto al ruolo che l’educazione legata alla sostenibilità può giocare in un periodo cruciale quale è il periodo della prima infanzia. In questo senso, è emersa la responsabilità dei servizi educativi nel promuovere un apprendimento trasformativo, capace di modificare in modo significativo attitudini e comportamenti di bambine e bambini, in quanto cittadini di oggi ma anche di domani e in quanto cittadini non solo italiani ma anche del mondo. Si è visto, infatti, come la sostenibilità possa essere considerata una sfida che parte dai contesti più vicini a bambine e bambini, in cui possono agire in prima persona, e dove al contempo si riflettono anche dinamiche globali: basti pensare ai temi che solo apparentemente sembrano lontani dalle vite dei bambini – come nel caso della sostenibilità economica – che invece si riflettono anche nelle pratiche educative dei servizi. L’intreccio tra le diverse dimensioni della sostenibilità ha messo in luce quanto all’interno dei servizi sia possibile considerare questo tema a 360 gradi, attraverso il lavoro quotidiano. Ad esempio, si è avuto modo di riflettere sulla possibilità di promuovere un benessere psicofisico individuale, e al contempo collettivo, attraverso routine e attenzioni che si possono coltivare ogni giorno. Al tempo stesso è emerso come non tutti gli approcci pedagogici siano ugualmente efficaci per educare alla sostenibilità; si è visto come promuovere esperienze dirette, multidisciplinari, connotate emotivamente, che consentano a bambine e bambini di prendere parte attivamente a questioni che li riguardano possa generare cambiamenti significativi e nuove consapevolezze in merito al proprio potenziale rispetto alle sfide attuali. In conclusione, sembra possibile affermare che i servizi educativi 0-6 possono riconoscersi e giocare un ruolo cruciale nel promuovere una cultura della sostenibilità sia al loro interno che sul territorio circostante, mettendo a disposizione occasioni differenti per favorire incontri, scambi e contaminazioni tra il dentro e il fuori e fare in modo che bambine e bambini possano sperimentarsi in quanto protagonisti attivi della vita cittadina e comunitaria e in quanto agenti attivi di cambiamento per un mondo e una società più sostenibili.

PER APPROFONDIRE

Alfonso S.M., Peace Education in Early Childhood Education, in “Journal of Peace Education and Social Justice”, 8(2), 2014, pp. 167-188.

Amca Toklu D., Acar A., Akcil U., Dagli G., Development and Evaluation of Peace-Oriented Education Activity for Preschool Children within the Scope of Sustainable Development, in “Sustainability”, 16, 2024, 8472.

Comitato sui diritti dell’infanzia, Commento generale n. 26 sui diritti delle persone minorenni e l’ambiente, con particolare attenzione al cambiamento climatico, 2023, https://www.garanteinfanzia.org/sites/default/ files/2024-01/commento26onu.pdf.

Ministero dell’Istruzione, Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei, 2021.

Ministero dell’Istruzione, Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia, 2022.

ONU, Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, 2015, https://unric.org/ it/wp-content/uploads/sites/3/2019/11/Agenda-2030-Onu-italia.pdf. UNESCO, Berlin Declaration on Education for Sustainable Development. Learn for our planet: act for sustainability, 2022, https://unesdoc.unesco.org/ ark:/48223/pf000038122

 

 

Letizia Luini, assegnista di ricerca di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Francesca Rota, dottoranda in Educazione nella Società Contemporanea, Università degli studi di Milano-Bicocca, insegnante di scuola dell’infanzia e primaria.

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