Menu
Il pranzo in piccolo gruppo
Suggestioni dal nido per la scuola dell’infanzia
Barbara Pagni
Responsabile dei Servizi educativi e scolastici del Comune di San Miniato e Coordinatrice Scientifica de La Bottega di Geppetto – Centro Internazionale di Ricerca e Documentazione sull’Infanzia Gloria Tognetti
Debora Retico e Giada Valentini
Coordinatrice pedagogica ed educatrice d’infanzia dei servizi educativi per la prima infanzia del Comune di San Miniato, fanno parte del gruppo di ricerca La Bottega di Geppetto – Centro Internazionale Gloria Tognetti
Abstract
Il pranzo educativo – in piccolo gruppo – è un momento significativo che va ben oltre la necessità di nutrirsi: è un’opportunità di socializzazione, di sviluppo dell’autonomia, di apprendimento e di educazione alimentare. Se ben organizzato – tanto nei nidi che nelle scuole dell’infanzia in una prospettiva di sistema integrato 0-6 – può essere un momento di opportunità educative potente, che accompagna i bambini e le bambine nel loro percorso di crescita e di sviluppo e va a costruire nei fatti, a partire dalle pratiche quotidiane, un’idea comune di protagonismo dei bambini fra nido e scuola dell’infanzia.
Parole chiave
San Miniato, sistema integrato 0-6, pranzo educativo, autonomia, cura
Contatti
pagni@bottegadigeppetto.it www.bottegadigeppetto.it
CURA, CONVIVIALITÀ E RELAZIONE… IL PIACERE DI STARE A TAVOLA
Fin dai primi giorni di vita il/la bambino/a instaura un legame con la persona che lo/a nutre, una sintonizzazione emotiva, posturale, gestuale, mimica che fonda la qualità del rapporto e diventa veicolo di emozioni per chi si prende cura di lui/lei.
Nei nidi d’infanzia, la cura si realizza come l’atteggiamento educativo con il quale l’adulto sostiene il benessere del/della bambino/a dal punto di vista fisico, psicologico e relazionale. Prendersi cura significa attribuire un valore educativo al proprio operare, a tutti quei gesti quotidiani – pensati, condivisi e agiti – necessari per rispondere ai bisogni individuali dei bambini. Il lavoro di cura è definito dai comportamenti che l’adulto mette in atto quotidianamente con i bambini nell’accoglierli, nell’organizzare momenti di gioco e di routine, nel favorire costanti rapporti individuali sia con gli adulti sia con i coetanei.
Per sviluppare e perfezionare queste competenze è necessario prevedere precisi momenti da dedicare alla riflessione – individuale e di gruppo – nonché alla elaborazione di metodologie di operatività e – infine ma non da ultimo – alla predisposizione dell’ambiente.
La cura è un concetto trasversale che, in ogni momento della giornata, permea l’agire di tutte le figure professionali – dall’educatore all’operatore ausiliario – ognuna in relazione alle proprie funzioni. La situazione del pranzo, in particolare, rappresenta uno dei momenti di cura più significativi.
Per i bambini lo stare a tavola è continua e progressiva fonte di scoperta, con un adulto capace di predisporre un contesto accogliente, un’intenzionalità educativa consapevole della complessità di questo momento e della sua potenziale ricchezza esperienziale (Fortunati, 2016). Il piacere di stare a tavola – in un tempo di convivialità non mai
frettoloso, un tempo che è più simile a quello dei bambini che a quello degli adulti – si trasforma fin da subito in un contesto di espressione delle potenzialità individuali di ciascun bambino a partire da quelle sociali. Stando a tavola i bambini raccontano con piacere le cose vissute, orientano il proprio sguardo verso l’altro, sperimentano il proprio “saper fare” e le proprie competenze, per affermare la loro personalità in continuo divenire.
La ricerca dell’autonomia e la conquista della capacità di provvedere in maniera sempre crescente ai propri bisogni si estendono un po’ a tutti gli aspetti del vivere quotidiano, ma è all’interno dei nidi e delle scuole dell’infanzia che i bambini hanno la possibilità di sperimentare che mangiare insieme significa condividere rituali ed esperienze che ampliano e consolidano il senso di appartenenza alla comunità.
Il momento del pranzo, nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, può potenzialmente rappresentare un contesto con significative implicazioni e valenze relazionali, affettive, cognitive e culturali. La consapevolezza da parte degli adulti che operano all’interno dei contesti educativi delle potenzialità di questa situazione obbliga a riflettere sull’organizzazione del contesto che la accoglie.
Nei nidi d’infanzia c’è un’abitudine consolidata alla progettazione, che coinvolge tutto il gruppo degli operatori (educatori, operatori ausiliari ed eventuali cuochi) e che orienta la propria attenzione, in primis, alla preparazione e alla cura del contesto, con tavole apparecchiate con tovaglie di stoffa, piatti in ceramica, posate di metallo, caraffe e bicchieri di vetro. Un contesto dunque che afferma, fin dalla sua predisposizione ed allestimento, la fiducia che il servizio ripone nelle capacità e nelle competenze dei bambini.
L’organizzazione del momento del pranzo in piccolo gruppo, in questa prospettiva, rappresenta una dimensione privilegiata: tavoli composti da 6/8 bambini che, in maniera autonoma e libera, scelgono il loro posto quotidianamente a partire da quanto è successo, a livello relazionale, nel corso della mattina, dando vita e proseguendo trame di intrecci – tra osservazione, confronto e imitazione – concretizzando l’idea che i bambini siano realmente protagonisti, misurandosi con l’errore e perseverando nella ricerca di strategie diverse verso l’acquisizione di nuove abilità e competenze.
In ogni tavolo si crea una dimensione di intimità, di atmosfera raccolta, nella quale i bambini condividono, sperimentano, socializzano, sviluppano il linguaggio in una progressiva conquista dell’autonomia.
Avere a disposizione un carrello, sul quale disporre le pietanze e le stoviglie per apparecchiare, facilmente accessibile tanto da parte degli adulti – che evitano di alzarsi più volte per non interrompere la dimensione di condivisione e convivialità – quanto dai bambini – che con il ruolo di “camerieri” sperimentano ogni volta il fare da soli, l’autonomia nel prendere o portare qualcosa al carrello (sparecchiare, prendere una forchetta, la carta, la frutta…) – rappresenta un ulteriore elemento qualificante del contesto che accoglie l’esperienza (Fortunati et al.).
Fondamentali sono ovviamente l’intenzionalità educativa e la postura degli adulti che sostengono e sollecitano la sperimentazione dei bambini verso nuove conquiste, intervenendo direttamente sul contesto affinché sia promotore di condizioni e opportunità.
Lo spazio, il tempo, le azioni, i materiali e le nuove sollecitazioni sono gli elementi sui quali occorre riflettere sempre con il gruppo di lavoro, per costruire insieme sguardi e trame condivise, intervenendo sulla loro interconnessione, il tutto in maniera fluida, armonica e continua.
DAL NIDO ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA. LA VALENZA EDUCATIVA DEL PRANZO
Può il momento del pranzo così come è prevalentemente organizzato nelle scuole dell’infanzia – ovvero in ampi refettori che accolgono importanti numeri di bambini – rappresentare lo stesso contesto di opportunità di cui abbiamo appena parlato?
Oppure è possibile e anche necessario ripensarne le modalità organizzative per garantirne una valenza educativa e di espressione e promozione del protagonismo dei bambini?
Gli spazi refettorio, che sono utilizzati per poche ore al giorno solo per il servizio di ristorazione scolastica, potrebbero anch’essi essere ripensati e magari restituiti all’utilizzo da parte dei bambini quali contesti di laboratorio o comunque per attività di intersezione?
A seguito di percorsi di formazione congiunta promossi e realizzati dal Centro Internazionale Gloria Tognetti, la scuola dell’infanzia statale di Ponte a Egola, che conta circa 120 bambini iscritti suddivisi in 5 sezioni, ha ripensato, negli ultimi tre anni, l’utilizzo di alcuni spazi della scuola, in particolare quello del salone all’ingresso utilizzato anche come refettorio.
1 Piazza (2018, p. 138) cita a proposito una frase del filosofo e biologo, premio Nobel, Jacques Monod, le cui tesi furono pur Costa di grande ispirazione: “Io ritengo che tutti gli scienziati abbiano dovuto rendersi conto del fatto che la loro riflessione, al livello più profondo, non è verbale: è un’esperienza immaginaria, simulata con l’aiuto di forme, di forze, di interazioni che costituiscono a stento una ‘immagine’ nel senso visivo del termine. Io stesso, non avendo più nulla nel campo della coscienza, a forza di concentrare l’attenzione sull’esperienza immaginaria, mi sono sorpreso nell’atto di identificarmi con una molecola proteica” (Monod, 1970, p. 150).
Il salone è stato suddiviso in angoli tematici e il momento del pranzo ripensato organizzandolo negli spazi delle sezioni. L’Amministrazione ha immediatamente sostenuto questa scelta investendo nel personale addetto allo sporzionamento, credendo fin da subito che questa scelta di riorganizzazione del contesto avrebbe garantito una qualità maggiore sia del momento del pranzo sia della proposta di esperienze in uno spazio comune organizzato in angoli, oltre al fatto che si inseriva coerentemente in una prospettiva 0-6.
Il coordinamento pedagogico comunale ha sostenuto il personale nel ripensare il pranzo in sezione, rendendo scelta progettuale una soluzione già sperimentata in occasione della riapertura delle scuole a seguito dell’emergenza sanitaria del Covid (in quel caso come necessità obbligatoria – impossibile dimenticare la famosa “divisione in bolle” – e non come scelta pedagogica per moltiplicare le possibilità di protagonismo dei bambini e delle bambine).
Già da due anni, dunque, i bambini e le bambine della scuola dell’infanzia statale di Ponte a Egola, vivono il momento del pranzo in un contesto sicuramente meno rumoroso e dispersivo dei tradizionali refettori scolastici, più accogliente e che consente anche maggiori proposte di attività che promuovono l’autonomia dei bambini: la preparazione dei tavoli e l’aiuto nel servire le pietanze, per esempio, incoraggiano l’espressione di competenze e l’assunzione di ruoli di responsabilità andando anche a supportare la costruzione del senso di appartenenza al gruppo, dal momento che ognuno è capace di contribuire al buon esito della situazione del pasto.
Il percorso di formazione congiunta rivolto a educatori dei nidi d’infanzia e docenti delle scuole dell’infanzia per l’anno educativo 2023/2024 è stato organizzato dalla Bottega di Geppetto direttamente nei Poli per l’Infanzia presenti nei Comuni del Valdarno Inferiore selezionando, per ciascun incontro, un tema sul quale riflettere, a partire dalle pratiche, sulla prospettiva del sistema di educazione e di istruzione dalla nascita e fino ai 6 anni. L’obiettivo era costruire nuove pratiche e nuove consapevolezze 0-6 a partire dalla conoscenza diretta dei luoghi abitati dai bambini e dalle bambine, dal personale educativo e docente e dalle famiglie.
Uno degli incontri è stato ospitato proprio dalla scuola dell’infanzia statale di Ponte a Egola che si trova nello stesso edificio del nido comunale Mastro Ciliegia, e ha avuto come tema l’organizzazione e il valore del pranzo al nido e nella scuola dell’infanzia.
L’incontro ha destato curiosità e interesse, in particolare da parte delle docenti delle scuole dell’infanzia, un interesse che ha stimolato riflessioni e cambiamenti tanto che alcune docenti, nei mesi successivi all’incontro, sono andate in visita alla scuola dell’infanzia di Ponte a Egola proprio per osservare il momento del pranzo e la sua nuova organizzazione. La presentazione dunque di una nuova e buona pratica, anche grazie all’entusiasmo e alla competenza delle docenti che hanno rappresentato le criticità iniziali e gli aspetti positivi legati al maggior protagonismo dei bambini, hanno ispirato e contaminato anche altri plessi; nell’anno educativo in corso infatti un’altra scuola dell’infanzia ha chiesto il supporto della Bottega di Geppetto per ripensare il momento del pranzo in una scuola che conta circa 100 bambini suddivisi in 4 sezioni.
Il contesto della formazione congiunta, pensata come spazio e tempo di condivisione e di costruzione di pensieri e pratiche, la conoscenza dei reciproci contesti concreti nei quali tutti i giorni si realizzano i servizi e le scuole dell’infanzia, il tenere a mente che fondamento e obiettivo dello 0-6 è il protagonismo dei bambini e la sua espressione, visibilità e valorizzazione, sono tutti elementi che hanno concorso e favorito la modifica anche di pratiche quotidiane che parlano il linguaggio del sistema integrato 0-6.
La contaminazione e la diffusione, in particolare, delle buone pratiche relative alle situazioni di cura a partire dall’importante e significativa esperienza dei nidi su questo tema, facilita la continuità tra i livelli educativi diversi, quello dei servizi 0-3 e quello delle scuole dell’infanzia e, per le bambine, i bambini, le famiglie e il personale rappresenta un tassello concreto di costruzione, nei fatti, del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita e fino ai 6 anni.
Ioanna Palaiologou, University of Bristol, UK.
Jacky Tyrie, Swansea University, UK.
Elisabetta Biffi, professoressa di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Chiara Carla Montà, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
DOMANDE GENERATIVE
La preparazione e cura dell’ambiente sono fondamentali per la progettazione di un pranzo educativo. Quali elementi caratterizzano il contesto del pranzo nei vostri Servizi educativi 0-6 anni?
In una prospettiva di confronto tra Servizi educativi 0-3 e scuole dell’infanzia, il momento del pranzo presenta valori, opportunità educative e dimensioni organizzative omogenee o differenti?
Quali le somiglianze?
Quali le diversità?
Francesca Ciabotti
BIBLIOGRAFIA
Tognetti G. (a cura di), Creare esperienze insieme ai bambini. La documentazione delle esperienze dei bambini nel nido, Azzano San Paolo (BG), Edizioni Junior, 2003.
Fortunati A. (a cura di), Per un curriculum aperto al possibile. Protagonismo dei bambini e educazione. I pensieri, le pratiche e gli strumenti, Centro Ricerca e documentazione La Bottega di Geppetto, 2016.
Fortunati, A., con la collaborazione di B. Pagni, E. Bagni, C. Parrini, S. Tani, Fiducia, opportunità, tempo. Guardare, immaginare, costruire il futuro con gli occhi dei bambini, Centro Ricerca e documentazione La Bottega di Geppetto, 2020.