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Il nostro Eden:
generare comunità educanti
Esperienze verdi alla scuola dell’infanzia di Umbertide
Raffaella Reali
Dirigente scolastica, Secondo
circolo didattico, Umbertide (Pg)
Nadia Battistoni
Insegnante scuola dell’infanzia
Monini, Umbertide (Pg)
Abstract
La ricerca-azione “Eden” alla scuola dell’infanzia ha integrato piante negli spazi didattici, trasformando le aule in ambienti di apprendimento multisensoriali. Il progetto triennale ha promosso lo sviluppo di competenze cognitive ed emotive nei bambini e nelle bambine, stimolando la cura, la responsabilità e il legame con la natura. Un convegno al termine del secondo anno ha evidenziato l’impegno di scuole, università e aziende verso un’educazione ambientale innovativa e sostenibile.
Parole chiave
Ricerca-azione,
educazione ambientale, piante,
scuola dell’infanzia,
spazi educativi
Contatti
raffaella.reali@scuolegdivittorio.org
L’AVVIO DELLA RICERCA-FORMAZIONE
A seguito della partecipazione, nel novembre 2022, all’evento inaugurale del laboratorio EDEN, abbiamo accettato la sfida dell’introduzione degli elementi vegetali all’interno delle nostre aule scolastiche aprendo letteralmente le porte alla pacifica invasione delle piante nelle sezioni delle scuole dell’infanzia. La visita a Bressanone, presso la facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano, attiva nella documentazione e nell’accompagnamento di ricerche e percorsi didattici sul tema dell’Educational Environment with Nature ci ha dato la spinta per iniziare.
Da quell’esperienza si è sviluppato il percorso di ricerca suggellato da una convenzione tra la scuola e l’università; una ricerca form-azione caratterizzata da incontri periodici di proposte e restituzioni che hanno interessato l’intero arco scolastico: incontro collegiale di kick off, costituzione del gruppo di lavoro, messa a punto di strumenti per il monitoraggio, focus e meeting in itinere.
Negli anni seguenti abbiamo approfondito il percorso attraverso un itinerario generativo che ci ha permesso dapprima di considerare il potente valore di mediazione didattica delle piante alla scuola dell’infanzia, per approdare poi al ripensamento dell’utilizzo degli spazi indoor.
I PRESUPPOSTI NEL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA
Il percorso alla scuola dell’infanzia Monini si è innestato nella tradizione didattica del Secondo circolo didattico di Umbertide che si “propone di formare nuove generazioni competenti e responsabili, che contribuiscono ad uno sviluppo sostenibile, così come espresso negli obiettivi dell’Agenda 20-30” (estratto del PTOF). La scuola riconosce appieno lo stretto legame tra benessere umano e salute dei sistemi naturali, promuove inoltre le Linee guida di Educazione Civica in merito all’educazione alla salute.
In questa prospettiva l’accoglienza delle piante nelle scuole influisce nella trasformazione e creazione di spazi educativi improntati al benessere, al comfort e all’appartenenza. La progettazione e la riqualificazione degli spazi interni ed esterni delle scuole, nonché la valorizzazione dei connettivi, rende possibile la realizzazione di attività di educazione alla cura e alla salvaguardia del nostro pianeta.
Negli anni il circolo didattico si è dotato di orti e serre per avviare percorsi laboratoriali che considerano l’ambiente naturale esterno quale dispositivo pedagogico finalizzato a promuovere una didattica personalizzata, cooperativa e inclusiva, avviando a compiti autentici e significativi che travalicano i limiti delle discipline.
LA PRESENZA VERDE GENERANTE
La prima trasformazione dello spazio alla scuola dell’infanzia, in seguito all’introduzione di piante in vaso, è avvenuta modificando la destinazione d’uso di una normale sezione in “Aula Eden”, luogo per svolgere esperienze sensoriali e tattili con materiali non convenzionali, laboratorio di travaso e creazione di talee. Fin da subito l’aula ha assunto una connotazione liquida, mostrandosi in perenne trasformazione nel corso delle stagioni, grazie all’intervento dei bambini e delle bambine che attraverso i loro giochi ne hanno modificato ogni volta il setting.
Spesso l’aula verde è divenuta rifugio privilegiato per i piccoli con bisogni educativi speciali, caratterizzandosi quale angolo del benessere e zona comfort. Di seguito, sia nella grande “Piazza dei diritti” all’ingresso della scuola, sia nei corridoi e in altri spazi connettivi, sono sorti laboratori ispirati ai sensi, che esaltano la dimensione multidisciplinare dell’apprendimento, proponendo attività in linea con lo sviluppo dei vari campi di esperienza in un “intreccio vegetale” generativo. La pianta è diventata, pertanto, elemento propulsore di giochi e attività in cui confluiscono in forma trasversale l’arte, l’educazione linguistica, il mondo dei numeri e delle quantità, la sfera della fisicità e del movimento, la creatività.
Grazie e attraverso la presenza delle piante si è innescata una nuova “postura”, un “habitus di attenzione” verso il mondo, che ha portato bambine e bambini a notare dettagli e avanzare congetture; dall’osservazione sono nate le domande che sostanziano la dimensione euristica dell’apprendimento, già, e soprattutto, alla scuola dell’infanzia.
Le piante, che strutturalmente non sono dei materiali didattici organizzati, non possedendo una specifica intenzionalità, si sono dimostrate, durante il percorso di ricerca-form-azione, attivatrici di percorsi non omologati, facilitatrici di esperienze “auto-irroranti”, intendendo con questo termine quelle esperienze che, una volta avviate, si alimentano da sole, stimolando nei bambini curiosità, partecipazione e nuove domande, proprio come un sistema che si annaffia autonomamente.
PROMOZIONE DEL RISPETTO E DELLA CURA
Tutti i componenti della comunità scolastica – alunni, docenti, collaboratori, famiglie – sono stati investiti di una responsabilità diretta nei confronti del benessere delle piante, attivando azioni di presa in carico delle stesse mediante routine che si sono consolidate durante tutto il periodo della sperimentazione.
A supporto dell’evidenza empirica, la valutazione in itinere dei docenti ha messo in luce quanto si siano accresciuti nei bambini il senso di autonomia, la dimensione empatica e l’atteggiamento di cura, competenze sviluppate grazie alla presenza degli elementi vegetali e alla creazione di ambienti educativi green. La pianta, all’interno del paesaggio della classe, è divenuta essere vivente compartecipe dei ritmi quotidiani delle sezioni; i bambini si sono rivolti agli elementi vegetali in forma spontanea, includendoli nel gioco simbolico. In una visione allargata, le azioni di comprensione dei sistemi naturali hanno indotto i bambini a conoscere per rispettare; essi sono stati sensibilizzati alla tutela dell’ambiente, innalzando il grado di consapevolezza nei confronti della sostenibilità ambientale.
IL CONVEGNO
Il 13 gennaio 2024, presso la scuola, si è svolto il convegno “In ricerca per generare comunità educanti verdi: scuola, università e territorio in dialogo”, la cui curatela scientifica è stata affidata a Beate Weyland e Giusi Boaretto di EDENlab, che hanno presentato un accurato report della ricerca-form-azione svolta insieme.
La formula tripartita degli interventi ha voluto mettere in luce il ruolo sinergico delle scuole, degli atenei e delle realtà imprenditoriali del territorio nella costruzione di percorsi legati al tema dell’educazione ambientale rivolti alle nuove generazioni. In tal senso l’esperienza del nostro circolo si è legata alla realtà dell’istituto comprensivo senza zaino “Daniele Spada” di Sovere (Bg), da anni impegnato nella realizzazione di un’innovativa didattica green, in prospettiva indoor-outdoor.
Beate Weyland ha ricordato come EDENlab nasca per rispondere alla richiesta di trasformare, innovare e migliorare gli spazi della scuola attraverso l’inserimento delle piante, portatrici di benefici non solo dal punto di vista estetico, ma anche sociale ed educativo. L’attenzione è stata posta sulla promozione di una didattica improntata alla ricerca e all’esplorazione creativa, che sostenga la dimensione ludica veicolata da materiali didattici autorealizzati dagli studenti e dagli insegnanti. Lorena Rocca, professoressa associata di Geografia Umana all’Università di Padova, ha illustrato il progetto “Mariniamo la scuola”, dimostrando come uscire dall’aula possa proporre un diverso approccio alle discipline scolastiche, in primis la geografia.
Il convegno ha visto poi la presenza di esperti e rappresentanti del settore green e aziendale (Aboca Group, Aboca Museum, Gonzagarredi Montessori, Molini Popolari Riuniti), che hanno testimoniato l’attenzione verso lo sviluppo delle competenze contenute nel documento europeo sulle GreenComp. Nelle nostre intenzioni, il convegno ha rappresentato il punto di avvio per la costituzione di una rete educante verde sempre più ampia, in grado di coniugare “dentro” e “fuori” in un rapporto virtuoso.
NUTRIRE MENTI, COLTIVARE CUORI: L’AVVENTURA DEL PROGETTO EDEN
Per tre anni, il progetto “Eden” ha rivoluzionato l’esperienza educativa dei bambini e delle bambine della nostra scuola dell’infanzia, trasformando le classi in oasi accoglienti dove l’apprendimento fiorisce grazie a un legame intimo e significativo con la natura. Questa ricerca-form-azione ha saputo evolversi e adattarsi nel tempo alle esigenze dei bambini, tessendo un legame profondo e promuovendo lo sviluppo di competenze cognitive, sensoriali ed emotive fondamentali.
Nascita di un’amicizia verde
Il primo anno del progetto ha visto l’ingresso delle piante nelle nostre aule, trasformandosi rapidamente da semplici elementi decorativi a vere e proprie compagne di avventura. Attraverso la cura quotidiana – l’innaffiatura, la pulizia delle foglie, l’osservazione della loro crescita – i bambini hanno imparato a nominare le loro nuove amiche verdi, sviluppando un senso di responsabilità e un legame affettivo sorprendente. Non sono mancati momenti di gioco spontaneo e di invenzione, dove le piante sono diventate protagoniste di storie e scenari immaginativi, stimolando la creatività e il linguaggio.
UN’ESPLOSIONE SENSORIALE TRA FOGLIE E PROFUMI
Nel secondo anno abbiamo approfondito la didattica con le piante attraverso attività operativo-laboratoriali sui sensi. I percorsi proposti hanno permesso a bambine e bambini di esplorare il mondo vegetale in modo multisensoriale.
Durante l’anno sono state avviate attività come “Ssss… racconti alle piante”, un laboratorio che ha invitato i bambini a narrare alle piante, riflettendo sulla possibilità che anche loro potessero “ascoltare” e percepire la nostra voce, stimolando l’immaginazione e l’empatia. Con “Tocco e Ritocco”, un’esperienza tattile alla scoperta delle diverse consistenze delle foglie, dalle superfici morbide a quelle più lisce, si è affinata la percezione sensoriale.
“La Tana delle meraviglie” è stato invece un laboratorio scientifico che ha permesso di esplorare le diverse texture e caratteristiche delle piante, incoraggiando l’osservazione e la scoperta, mentre con “La bottega degli antichi sapori e odori” i bambini si sono immersi nel mondo degli aromi, con la creazione di infusi e la scoperta dei profumi delle piante aromatiche, stimolando l’olfatto e il gusto. Queste esperienze pratiche hanno acceso la curiosità dei bambini e potenziato la percezione sensoriale, rafforzando ulteriormente il loro legame con il mondo naturale circostante.
IL TEMPO DELLA NATURA, IL TEMPO DELLA CRESCITA
L’ultimo anno del progetto ha spostato l’attenzione sul tema del tempo. Attraverso l’osservazione dei cicli naturali – la germinazione di un seme, la crescita di una pianta, la maturazione di un frutto – le bambine e i bambini hanno iniziato a comprendere i ritmi lenti e costanti della natura. Attività pratiche e osservazioni dirette hanno favorito lo sviluppo di una maggiore consapevolezza del tempo necessario per la crescita e del valore della pazienza e della cura nel mantenimento della vita.
Un aspetto particolarmente significativo di quest’ultimo anno ha coinvolto i bambini più grandi, che hanno vissuto il progetto fin dal suo inizio; ognuno si è preso cura della propria piantina riportandola a casa durante le vacanze per poi reintrodurla nuovamente a scuola al rientro. La pianta accompagnerà i bambini all’ingresso della scuola primaria di modo che un piccolo pezzo del “loro Eden” funga da “ponte” nel nuovo contesto.
Il progetto “Eden” si è rivelato un’esperienza di apprendimento esperienziale e sensoriale profondamente significativa. Attraverso l’interazione diretta con le piante, bambine e bambini hanno rafforzato il loro legame con la natura, sviluppando al contempo importanti competenze cognitive ed emotive.
La natura, con la sua intrinseca saggezza, la sua regolarità e i suoi tempi di maturazione, ci insegna l’importanza della cura e della pazienza per crescere bene. Saper osservare, attendere, ascoltare e sperimentare sono competenze che riguardano la natura nel suo insieme e che devono diventare obiettivi fondamentali del nostro agire didattico. Su queste solide basi abbiamo costruito e continueremo a costruire i nostri percorsi educativi, convinti che un contatto autentico con il mondo naturale possa nutrire non solo la mente, ma anche il cuore dei nostri bambini e delle nostre bambine.
BIBLIOGRAFIA
Bianchi G., Pisiotis U., Cabrera Giraldez M., GreenComp. The European sustainability competence framework, in Y. Punie, M. Bacigalupo (a cura di), “EUR 30955 EN”, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2022.