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TRA CIELO E RAMI
Giorgia Lo Giudice e Marina NovaIdentikit di un uccello
Valentina Gottardi e Maciej Michno
Abstract
L’incontro dei bambini e delle bambine con le narrazioni incredibili della mitologia greca prova qui a trovare un punto d’approdo in un’esperienza formativa costruita per appassionarli alle vicende fantastiche ideate nell’antichità. È il tentativo di promuovere una disposizione a guardare e a cogliere, dietro e dentro le leggende, gli aspetti più significativi della realtà naturale e sociale: quasi una metodologia, finalizzata alla comprensione dei testi di un mondo a loro sconosciuto. La scommessa è diventata quella di accompagnare i bambini verso una rappresentazione disegnata e coreografica degli eventi raccontati, per verificare le loro intuizioni, le loro capacità di penetrazione e di interpretazione intorno a quanto è stato sperimentato e vissuto.
Parole chiave Miti, leggende, paure, maschere, magie, suoni
Contatti angelo.rimondi@tiscali.it
"Lungo alcune strade si incontrano giardini involontari: li ha creati la natura. Non danno l’impressione di essere selvatici e tuttavia lo sono. Un indizio, un fiore particolare, un colore vivo, li distingue dal paesaggio circostante”
Gilles Clément, 1991
Abbiamo chiesto ai bambini come riconosciamo gli uccelli e quali caratteristiche li distinguono dagli altri animali.
“Facile, hanno il becco”. “Sì, ma non sono tutti uguali”. “Hanno gli occhi piccoli”. “Ma la civetta li ha grandi”. “Hanno le zampe con gli artigli”. “Sì, ma il Germano reale no”. “Hanno le piume”. “E poi sanno volare”. “Sì, hanno le ali”. “Però la gallina vola poco”. “Anche il pavone vola poco”. “Perché è pesante”. “Sì, ha una coda gigante”. “Gli uccelli hanno la coda”. “Hanno una faccia”. “Ma ce l’hanno il naso?”. “E le orecchie?”. “Hanno il corpo, ma non so com’è dentro”. “Sicuro hanno il sangue, ho visto un piccione morto vicino alla scuola”. “E poi fanno le uova”. “Sì, ti ricordi le uova del merlo?”. “Sanno costruire i nidi con i rametti”. “Oppure li fanno nelle casette, come la cinciallegra”.
Da questa conversazione è nata una ricerca appassionante. Abbiamo scoperto che gli uccelli discendono dai dinosauri e che, nel corso della loro evoluzione, sono andati incontro a radiazioni adattative (cioè all’evoluzione di numerose nuove specie) dando origine a oltre 10.000 specie. Vivono quasi ovunque nel nostro Pianeta: dai ghiacciai polari all’equatore, in montagna, nei deserti, sui laghi e sopra i mari.
Ma torniamo al nostro identikit, a quegli elementi che i bambini hanno accennato nella loro conversazione, e che ci saranno utili per il riconoscimento dei nostri amici uccelli. Tutti gli uccelli sono vertebrati, ricoperti di piume, con due zampe e dita diverse che variano enormemente secondo l’habitat e lo stile di vita. Hanno un becco corneo per nutrirsi, costruire nidi e lisciare le penne. Possiedono copritrici auricolari che proteggono l’udito e una coda di dimensioni variabili, utile per equilibrio e volo. Le ali, arti anteriori modificati, sono leggere e ampie.
Il corpo è aerodinamico, leggero e compatto, con il peso concentrato vicino al centro di gravità: una macchina perfetta per il volo. Gli occhi, diversi per colore e forma, garantiscono una vista eccellente. Nei prossimi articoli approfondiremo ogni elemento per scoprire come vivono gli uccelli e il legame con la nostra vita.
LIPU, Origine ed evoluzione degli uccelli, https://www.lipu.it/uccelli/chi-sono/origine-ed-evoluzione-degli-uccelli (ultima consultazione 4/9/2025).
Giorgia Lo Giudice, educatrice di scuola dell’infanzia, Comune di Milano.
Marina Nova, docente di Scienze Naturali, Liceo Artistico di
Brera, presidentessa dell’Associazione GuardaMI, Milano.