My EduBox

Menu

LAVORI IN CORSO

a cura di Barbara Zoccatelli e Silvana Buono

I Visual Methods nella pratica educativa

Quando la documentazione la fanno le bambine e i bambini

Alessia Franch

A.: “Che cosa fa la B. in questa foto”

Al.: “Ride per la foto”

N.: “Si era messa in posa”

E.: “Siamo anche io e A.

Negli ultimi anni, i Visual Methods hanno assunto un ruolo centrale nella ricerca educativa per la prima infanzia perché permettono a bambine e bambini di documentare la propria esperienza e partecipare attivamente ai processi di apprendimento. Come suggerisce la ricerca di Rachel Heydon, Lori McKee e Lynda Phillips (2016), l’utilizzo di materiali visivi facilita la comunicazione e promuove un approccio educativo più inclusivo.

 

COSA SONO I VISUAL METHODS

I Visual Methods comprendono una varietà di strumenti visivi (immagini, fotografie, disegni, video…) che supportano la documentazione e la comunicazione nel contesto educativo, favoriscono l’espressione individuale e collettiva, permettendo ai bambini di rappresentare esperienze, emozioni e conoscenze. Documentare attraverso il codice visivo permette ai bambini di comunicare attraverso linguaggi diversi da quello verbale, di essere protagonisti del loro apprendimento e di costruire un archivio di esperienze personali e collettive.

 
L’ESPERIENZA DEL POSTICIPO NEL SERVIZIO SPERIMENTALE 0-6 DI RUFFRÈ MENDOLA

Il nido di Ruffré-Mendola (Tn) è inserito in un polo sperimentale 0-6 in lingua tedesca. Una delle particolarità di questo servizio è che i bambini e le bambine della scuola dell’infanzia vivono l’anticipo, il sonno e il posticipo insieme ai compagni e alle educatrici del nido d’infanzia. L’educatrice Arianna ha avuto modo di applicare i Visual Methods durante il posticipo 0-6 frequentato da circa 7 bambini tra i 21 mesi e i 6 anni. Il progetto si è sviluppato attraverso le attività di documentazione partecipativa, coinvolgendo bambini, educatori e famiglie. I bambini, dopo aver trovato in un mobile una macchina fotografica istantanea, si sono subito interessati a questo strumento che presto è diventato parte integrante delle attività di gioco e di documentazione dei loro pomeriggi: “Facciamo come fai tu Arianna, quando ci fai le foto!” (N., 5 anni). La fotografia è risultata subito molto utile al gruppo di bambini per trovare vie di comunicazione diverse dal linguaggio parlato, permettendo il consolidamento di relazioni e il coinvolgimento attivo anche dei bambini più piccoli. La macchina fotografica si è rivelata un’opportunità per esprimere pensieri o preferenze attraverso le immagini, risultando molto efficace nel supporto relazionale fra i bambini, i quali si sono aiutati vicendevolmente nel suo utilizzo e, una volta scattata la foto, hanno condiviso opinioni e pensieri sull’immagine prodotta. È stato interessante osservare cosa decidevano di documentare: i loro spazi preferiti, i compagni di gioco, lo svolgimento di un’attività e successivamente anche i cambiamenti all’esterno: “Il sole non è amico della neve” (L., 6 anni, commentando la fotografia della neve sciolta al sole in giardino). La possibilità di stampare istantaneamente gli scatti fotografici ha permesso di osservare e commentare le immagini in gruppo stimolando il linguaggio, la capacità narrativa e il confronto tra pari. Diventando sempre più esperti nell’uso dello strumento bambine e bambini si sono interessati sempre di più ai particolari delle cose: il corpo è diventato così un nuovo focus di interesse. I bambini si sono focalizzati su alcune caratteristiche distintive di ognuno di loro, come il colore degli occhi, il taglio dei capelli, il tessuto dei vestiti. Durante questi momenti si è notata una forte coesione tra di loro e la volontà di scoprire l’altro da una prospettiva nuova, nonché la premura di includere ognuno dei presenti negli scatti, dimostrando un forte senso di vicinanza ai compagni: “Facciamo una foto tutti insieme, vicini! Anche con te Arianna!” (A., 5 anni).

 
IL LIBRO DELLE ESPERIENZE

La preziosità di questi scatti ha portato Arianna a realizzare il “Libro delle esperienze”, un supporto visivo a sostegno di bambine e bambini per raccontare la loro giornata attraverso immagini, disegni e fotografie e di poterla poi rievocare e rinarrare anche nei giorni successivi. Il libro è costituito da tre parti: fotografia, focus sull’interesse del gruppo e disegno. La base teorica di riferimento nella costruzione del libro è l’Approccio a Mosaico di Alison Clark e Peter Moss (2014), che sostiene l’ascolto dei punti di vista dei bambini sulla loro vita quotidiana e incoraggia negli adulti risposte fondate su di essi. Le proposte dell’adulto vengono pensate, condivise e costruite insieme tra gli educatori, partendo dall’idea che bambini e adulti sono co-costruttori di significati. Il “Libro delle esperienze” ha anche una forte valenza partecipativa, fondandosi sull’assunto che tutti hanno il diritto di esprimersi, di riconoscere e di sentire riconosciute le loro competenze.

 

A.: “Vedi qui abbiamo fatto la tempera”

F.: “Bu”

A.: “Sì con il blu, il rosso e il giallo”

N.: “Vi ricordate, la merenda al buio!”

A.: “Era stata bella!”

E.: “Sì! Io guardavo luce”

B.: “Anche io ci sono”

Per il contributo e le immagini si ringraziano il personale, i bambini e le bambine, le famiglie del polo 0-6 di Ruffrè e in particolare: Arianna, Alice, Bianca, Elisa, Francesco, Leonardo e Noemi.

PER APPROFONDIRE

Clark A., Moss P., Ascoltare i bambini. L’approccio a mosaico, Parma, Edizioni Junior, 2014.

Heydon R., McKee L., Phillips L. The Affordances and Constraints of Visual Methods in Early Childhood Education Research: Talking Points from the Field, in “Journal of Childhood studies”, vol. 41, n. 3, 2016, pp. 5-17.

Turri A., Visual Methods, metodologie e strumenti partecipativi al nido Una pratica educativa e di documentazione, Tesi di laurea in Scienze dell’Educazione, Università degli studi di Verona, relatrice C. Sità, 2025.

 

 

DOMANDE GENERATIVE

Quali osservazioni e riflessioni provengono dalla vostra pratica educativa sul modo di ragionare dei bambini piccoli di fronte a problemi di natura morale? Nel vostro contesto educativo quali gesti, comportamenti e strumenti hanno come obiettivo lo sviluppo di una educazione all’etica? Nella vostra biblioteca dii sezione ci sono albi e storie che potrebbero essere utilizzati per conversare con i bambini su particolari “azioni virtuose”? Provate ad analizzare i contenuti e le immagini tenendo presente questa finalità.

Francesca Ciabotti

Alessia Franch, Coordinatrice pedagogica della Cooperativa sociale La Coccinella (Trento).

Barbara Zoccatelli, coordinatrice pedagogica nido dell’Università di Trento, responsabile Atelier Cooperativa sociale La Coccinella (Trento), professore a contratto Università di Verona.

Silvana Buono, responsabile dell’area pedagogico-educativa della Cooperativa sociale La Coccinella (Trento).

Scopri gli altri ruoli della PSLZero6

Attuale