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Il valore delle immagini nei percorsi di sperimentazione artistica per bambini

 

Mascia Premoli Artista e atelierista

LE ANIME CONNESSE SONO INVASE DA PIÙ MONDO INCONTRANO PIÙ STORIE PIÙ INCIAMPI, PIÙ SCOPERTE. LE ANIME CONNESSE GENERANO IBRIDI, PIENI DI MISTERO DELLE VIE E DEGLI INCROCI. NON SI ANNULLANO, SOLO SANNO ESISTERE È UNO STATO DI CONTATTO

Gianluigi Gherzi
© Scuola dell’infanzia Casa del Bambino, Ferrara

Abstract

Progettare un’esperienza creativa è un percorso di suggestione e studio spesso basato sulla ricerca e sull’uso di immagini che possono essere di volta in volta fonte d’ispirazione per la preparazione di laboratori, strumenti per generare stimoli creativi nei bambini ma anche materiale su cui è possibile intervenire per fare arte. La cura nella scelta e nella presentazione delle immagini alimenta la curiosità aperta dei bambini e favorisce la loro capacità di sperimentazione priva di giudizio.

Parole Chiave

Un tutto mai visto, muovere le mani, i consigli dello sguardo, solo una traccia, immagini e parole

Contatti

mascia.premoli.laboratori@gmail.com

CI SONO NEI LIBRI

Ci sono immagini nei libri che portano da un’altra parte, altre che fanno girare la pagina, alcune possono anche far chiudere il libro, altre invece fanno fermare lo sguardo e fanno pensare. Ci sono le immagini che sono belle perché sono state guardate insieme a qualcuno di speciale, quelle che si ricordano e si vanno a cercare per poterle rivedere ancora e poi ci sono le immagini che sono belle perché sono proprio belle, non c’è niente da dire, Guardare per creare Il valore delle immagini nei percorsi di sperimentazione artistica per bambini Mascia Premoli Artista e atelierista non è importante. Ci sono le immagini che ognuno avrebbe voluto disegnare, le immagini che dicono esattamente quello che si sente in quel momento o che si è sentito quella volta, le immagini di cui ci si ricorda di quel libro che sfogliato da piccoli e che sono rimaste lì, indelebili, come se fosse ieri. Ci sono poi le immagini che ricordano qualcosa, non si sa bene cosa, non ancora… Perché esistono immagini così forti e potenti da contenerne altre cento poiché quell’immagine dice come ci si sente meglio di quanto lo facciano le parole che non si riescono a trovare, e racconta della percezione di quell’oggetto meglio della realtà stessa.

IL FRUSCIO DELLE PAGINE

Un libro è un oggetto con un proprio peso e una propria forma, persino con un proprio odore (spesso è difficile scindere il ricordo di certi volumi degli anni Cinquanta, con le loro illustrazioni tipicamente in stile, dall’odore che proviene dalle loro pagine!). Pieghe, tagli, materiali, grammatura delle pagine, tipo di carta: le nostre mani iniziano a esplorarne la superficie insieme ai nostri occhi. Le illustrazioni e il testo sono parte di un tutto che accoglie il lettore come un ospite e lo fa sentire parte di sé per un breve o un lungo momento. Ognuno sta nei libri e nelle loro immagini quanto può. A volte i bambini, ma anche gli adulti, si badi bene, vorrebbero passarci più tempo, avrebbero bisogno di osservarli e tenerli in mano ancora un po’… per leggerci altre storie, per andare oltre quella pagina, per usarla come un trampolino che porta lontano, in altri luoghi immaginari. Le pagine raccontano, aprono e chiudono. Il loro svolgersi ci regala un ritmo che può essere interrotto, ripreso, forzato. I libri, si sa, sono generosi, tolleranti e molto pazienti. Perché fornire ai bambini dei libri da guardare? Per insegnare loro il riguardo, il ritmo, l’attenzione nel susseguirsi dello sfoglio delle pagine. Muovere le mani con delicatezza, sentire lo spessore del foglio, ascoltare il rumore della carta per imparare a stupirsi del contenuto che appare nella pagina successiva, per mostrargli che i libri sono infiniti, che sono un mondo da cui attingere per riempirsi gli occhi e il cuore, per capire, per rispecchiarsi, per conoscere. 

Perché osservare un libro in compagnia di un bambino ci dona istanti di stupore e meraviglia che ci ricordano quando anche noi ascoltavamo con tutti i sensi. Ci sono pagine leggere, delicate, fatte di carta quasi o del tutto trasparente in cui le immagini si appoggiano, fluttuano, si accompagnano con grazia. Alcune pagine invece sono ricolme di disegni, dense di minuzie, pagine dove l’occhio può indugiare a lungo in cerca di particolari evidenti e non, dove perdersi nei dettagli è un piacere per alcuni, un leggero fastidio per altri, più facile addentrarcisi in compagnia per altri ancora. Ci sono volte in cui tra le pagine degli albi incontriamo illustrazioni essenziali e qualche parola in accordo con le immagini e un senso di giustezza interiore ci pervade. Lo sguardo si ferma su un tutto mai visto, lo stupore ci coglie e sentiamo che quel disegno ci restituisce qualcosa di unico e ineffabile.

PARTICOLARI, CHE PASSIONE

È possibile strutturare intere esperienze di laboratorio su un solo particolare colto nel modo opportuno da un libro illustrato grazie al suo potenziale ispiratore, perché alcune rappresentazioni dialogano direttamente con la capacità di generare idee e accompagnano nella progettazione del lavoro creativo. Delle illustrazioni si può fare ricerca, guardandole bene si scopre il gesto dell’autore o dell’autrice, la tecnica che ha utilizzato, quali strumenti ha preferito, come ha gestito quel segno nello spazio, quali colori ha usato, quale palette, quale taglio è stato dato all’immagine e che tipo di rappresentazione ha scelto. Tutto questo e molto altro si può percepire osservando un libro illustrato. Si tratta di studiare letteralmente e di ricercare seguendo i consigli del proprio sguardo e di ciò che suscita in noi l’immagine che abbiamo di fronte. Progettare un’esperienza creativa richiede un lungo lavoro di suggestione e studio che dovrebbe essere dedicato prima di tutto a sé stessi e al proprio lavoro. Grazie alla cura e all’attenzione che si pongono nella ricerca delle immagini, degli strumenti, delle tecniche e dei materiali si consolidano le basi di esperienze creative uniche e inclusive dove ogni elemento viene attentamente colto e considerato, dove ogni allestimento, formato, colore, grammatura del foglio, tonalità di colore, materiali e tecniche suggerite sono in grado di generare un ambiente, immagine e luogo di per sé, in grado di divenire terreno fertile per sostenere e stimolare l’altrui creatività. Uno stesso libro è infinito e può essere ripreso in mano tante volte avendo la fiducia di osservarlo sempre con nuovi occhi. È allora che si scoprono nuove possibilità, spunti inconsueti e ancora altri modi di leggerlo e notarne i particolari. Può capitare di iniziare un’attività di laboratorio con l’osservazione collettiva di un albo illustrato, oppure si può decidere che i laboratori terminino l’esperienza con la lettura di un libro inerente all’argomento trattato, esito di un’analisi attenta e accurata perché questo rito si trasformi in un ricordo che chiude la sperimentazione creativa.

COLTIVARE LE IDEE

"È difficile spiegare a mia moglie che io quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando”

Oliviero Toscani

Il pensiero, l’ideazione di un progetto laboratoriale, si può curare anche attraverso lo sguardo, la ricerca, l’attenzione verso la conoscenza e l’osservazione dell’arte. Le immagini dell’arte non si riducono semplicemente a oggetti da contemplare, ma nel lavoro di progettazione diventano strumenti imprescindibili di crescita personale e di sviluppo della creatività utili a sostenere e ispirare gli altri attraverso i laboratori. Lo studio delle immagini e dei processi dell’arte si trasforma in tal senso in una fonte inesauribile di spunti creativi sostenendo l’attitudine a sperimentare di continuo tecniche, approcci, materiali. Questa continua ricerca può consentire la progettazione di esperienze creative accessibili e trasversali in grado di favorire la partecipazione di qualsiasi tipo di fruitori. Curare l’immaginario, visitare le mostre, leggere e guardare libri, albi illustrati, cataloghi d’arte, fare ricerca e avere una propensione all’arte permettono di potersi occupare dello sviluppo della creatività altrui. La fotografia e la documentazione dei processi durante le esperienze laboratoriali sono un altro aspetto importante del lavoro dell’atelierista. La conduzione diventa una presenza attiva ma discreta e la parola è spesso presente solo all’inizio di un’attività in modo da lasciare poi spazio all’azione dei partecipanti e alla loro sperimentazione individuale o collettiva. Spesso è fondamentale rimanere defilati e intenti a fermare, con lo sguardo della ripresa fotografica, i momenti salienti del laboratorio per lasciar parlare le immagini in modo che si intuiscano il clima, la cura e l’attenzione agli elementi presenti nell’ambiente circostante attraverso i dettagli degli scatti che catturano le azioni dei partecipanti, anche solo attraverso l’inquadratura dei loro gesti creativi.

ATTRAVERSO L’ARTE

Gli aspetti più interessanti dell’arte moderna e contemporanea sono prevalentemente il grado di sperimentazione, l’uso delle tecniche e dei materiali innovativi, l’incisività del messaggio contenuto in un’immagine fotografica, in un video, in un’installazione o in una scultura. A volte la ricerca dell’artista è visibile, si intuisce a un primo sguardo; altre volte a colpire lo spettatore è il risultato nella sua globalità. Ci sono casi in cui l’immagine stessa è una provocazione visiva che intenzionalmente l’autore ha elaborato per attrarre l’attenzione dello spettatore e altri casi in cui fermare l’opera con una fotografia è un aspetto fondamentale per documentare un’installazione. Un altro degli strumenti che può essere utilizzato nel lavoro dell’atelierista sono le immagini relative alle opere d’arte di artisti contemporanei o del passato, siano esse rappresentazioni di opere concettuali, installazioni visive, installazioni multimediali, installazioni site-specific, interventi naturali, opere ambientali, arte effimera, composizioni spaziali, ambientazioni artistiche, quadri, fotografie, opere architettoniche, immagini tratte direttamente da indagini sui principali motori di ricerca visivi o selezionate dalla propria personale documentazione fotografica. Al pari delle figure provenienti dagli albi illustrati le immagini dell’arte sono un sostanziale supporto di senso in termini visivi e narrativi. È molto vasta la possibilità di utilizzo delle immagini stampate nella progettazione di esperienze creative, in quanto di volta in volta possono diventare un elemento di riflessione iniziale, essere poste su supporti ad hoc appoggiati sui tavoli di lavoro, appese alle pareti degli ambienti dove si svolge l’attività o venire utilizzate a chiusura dell’esperienza come viatico per i partecipanti. Ai bambini piace guardare le opere d’arte! Ne sono molto attratti e formulano sempre domande singolari, avendo quella formidabile capacità di interpretarle osservandole da differenti punti di vista, con una curiosità aperta (che raramente si riscontra negli adulti), pronti a fare paralleli con ciò che conoscono e a produrre risposte interessanti di senso immaginifico e spesso al quanto complesse. Ci sono le loro interpretazioni, le loro spiegazioni e quel qualcosa che gli permette di esplorare in continuazione accogliendo con entusiasmo i contenuti che vengono proposti. Così inizia una ricerca anche per loro, accompagnati dagli sguardi e dalle possibilità di sperimentazione, priva dell’elemento del giudizio. Il binomio immagine-parola apre così la possibilità del racconto di sé e quell’attitudine spontanea alla digressione che spesso si basa su personali associazioni di idee ed esperienze vissute in prima persona, ascoltate o immaginate. Le direzioni che si possono prendere sono molte, l’aspetto evocativo delle immagini dell’arte è potente e alquanto stimolante. È spesso fondamentale proporre un’immagine come spunto di ricerca per osservare chi e come ha trattato lo stesso argomento in precedenza. D’altronde viviamo in una società prettamente visuale dove i nostri grandi occhi, a discapito purtroppo degli altri sensi, vengono continuamente stimolati in maniera diretta o indiretta da elementi visivi. È essenziale dunque scegliere le immagini giuste da sottoporre nel corso del laboratorio, perché sostengano senza infastidire e incuriosiscano senza indicare un percorso preciso. A tal scopo è senz’altro utile selezionare immagini in cui il soggetto è rappresentato senza disturbi, in modo chiaro e pulito. È molto importante curare anche altre caratteristiche dell’immagine: la post-produzione, il formato, il supporto e la qualità della stampa. Non solo, anche la quantità di stampe presentate nel laboratorio deve essere adeguata al numero dei partecipanti per non diventare mai un elemento preponderante ma solo uno spunto, un prompt visivo che possa aprire domande

Alcune rappresentazioni di opere d’arte a volte hanno la necessità di essere spiegate ma molto più spesso quello che interessa non è la storia del contenuto specifico dell’opera ma ciò che l’osservatore riesce a coglierne a un primo sguardo. In tal senso, sotto forma di “carte” (possibilmente stampate su un supporto semirigido e plastificato) le figure possono facilmente essere tenute in mano, osservate, riconosciute, scambiate, discriminate, categorizzate: diventano quindi un elemento attivo e favoriscono la discussione e il confronto dando, come già detto, inizio all’attività, quindi, a seconda delle esigenze specifiche del progetto e dell’andamento dell’esperienza, vengono successivamente tolte o esposte meno in evidenza. Capita che vengano prese in mano, scelte secondo criteri propri di ognuno, selezionate in base a domande specifiche poste dal conduttore, osservate con la coda dell’occhio nel pieno di un flusso creativo legato al fare, dove non è importante parlarne o discuterne in maniera diretta ma utilizzarle come un soffio di vento che muove una foglia, una presenza lieve in grado di suggerire uno spunto anche solo attraverso un piccolo elemento, un gesto, un segno, un colore o una forma.

CERCARE SOPRA

Immagini e immaginario sono strettamente legati tra loro, a tal punto che possono essere utilizzati come supporto e stimolo attivo con diversi tipi di interventi all’interno di un’esperienza creativa. Mai come in questo periodo storico l’immagine ha assunto un posto incontrastato nella società e nella comunicazione. Quindi può essere sempre più pensata come un elemento di primaria importanza dalle potenzialità creative sorprendenti. Di pari passo la tecnologia digitale sempre più performante rende facilmente disponibili a tutti i contenuti e i mezzi per poter modificare e sperimentare il materiale visivo con immediatezza ottenendo risultati sorprendenti. Accompagnate dall’esperienza dell’arte le figure possono anche essere manipolate, tagliate e ricomposte attraverso la tecnica del collage, come ci ha insegnato Jiří Kolář che tanto ha sperimentato con questa tecnica, ma anche deformate attraverso l’uso divertente della fotocopiatrice con le xerografie originali di Bruno Munari. Molti artisti visuali hanno a lungo sperimentato su questi e altri aspetti. Tuttavia, sopra le immagini si può anche intervenire. Possono infatti rivelarsi generosi spunti su cui articolare interventi grafici e materici agendo sulle immagini con gesti e materiali differenti. Come indicato in precedenza, anche in questo caso è molto importante fornire ai partecipanti una giusta quantità di immagini (buone immagini ad alta definizione!), stampate nel modo adeguato sui giusti supporti, che rappresentino sufficienti varianti dello stesso argomento e di una bellezza estetica di fondo che stimola ad accogliere la creatività di chi lo utilizza. La ricerca e la produzione delle immagini è un’arte di per sé da coltivare con la passione e la dedizione di chi prepara un regalo: dalle vecchie enciclopedie vintage agli angoli del quotidiano, dalla macro visuale del mondo che ci circonda al micro particolare di un oggetto, la scelta di ciò che viene proposto è sicuramente un intervento a priori che rappresenta un incentivo creativo che tuttavia cede il passo agli interventi successivi, lasciando di sé solo una traccia.

Vanna Iori, membro del Direttivo dell’Istituto di Studi Superiori “Toniolo” di Milano. Già professoressa ordinaria di Pedagogia Generale e Sociale all’Università Cattolica di Milano.

1 www.topipittori.it/it/topipittori/corpi- narranti (ultima consultazione: 15/3/2025). 2 Definizione attuale di museo secondo l’ICOM (International Council of Museu- ms Italia): www.icom-italia.org/defini- zione-di-museo (ultima consultazione: 15/3/2025).

 

 

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