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Giustizia climatica
Gabriella Calvano
La giustizia climatica costituisce un paradigma teorico-pratico che conferisce ai cambiamenti climatici una dimensione etica e politica, trascendendo la mera prospettiva ambientale. Essa rappresenta una specificazione della giustizia ambientale e riconosce l’impatto sproporzionato del cambiamento climatico sulle comunità più vulnerabili, evidenziando come chi meno contribuisce alle emissioni sia maggiormente esposto alle loro conseguenze.
Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), nel rapporto del 2022, definisce la giustizia climatica come una giustizia che collega sviluppo e diritti umani per realizzare un approccio basato sui diritti nell’affrontare il cambiamento climatico. Questa definizione integra prospettive che sono teoriche e pratiche e dà evidenza che 3,3/3,6 miliardi di persone vivono attualmente in Paesi altamente vulnerabili agli impatti climatici.
La giustizia climatica si propone di superare la dimensione distributiva che caratterizza il cambiamento climatico riconoscendo come sia necessario andare oltre l’allocazione diseguale di costi e benefici climatici: il 10% più ricco della popolazione mondiale, infatti, produce il 52% delle emissioni storiche, mentre i Paesi a basso reddito contribuiscono con meno dell’1% ma subiscono i peggiori impatti. Parimenti essa chiede di andare oltre l’inequità procedurale, ossia l’esclusione sistematica delle popolazioni vulnerabili dai processi decisionali: è infatti fondamentale che popoli indigeni, donne e giovani possano partecipare e portare il loro punto di vista su questi temi, anche in occasione delle negoziazioni climatiche.
Una delle caratteristiche che più rendono la giustizia climatica uno strumento politico potente coincide con il fatto che essa opera su due dimensioni temporali distinte:
Giustizia intragenerazionale: affronta le disuguaglianze tra contemporanei. Negli Stati Uniti, ad esempio, le popolazioni ispaniche e afroamericane respirano rispettivamente il 63% e 56% di inquinamento in più di quello che producono.
Giustizia intergenerazionale: considera gli obblighi verso le generazioni future. La Corte Costituzionale tedesca, nel 2021, ha stabilito che le politiche climatiche attuali violano i diritti delle generazioni future, mentre i bambini nati nel 2020 sperimenteranno da due a sette volte più ondate di calore rispetto a quelli nati nel 1960.
Per comprendere il “peso” della giustizia climatica serve conoscere cosa sia il debito climatico. Esso quantifica la responsabilità storica di ciascun Paese rispetto ai cambiamenti climatici: i dati dimostrano che il debito accumulato dai Paesi del Nord del mondo è elevatissimo se messo in relazione a quello contratto dai Paesi del Sud. Alcune ricerche stimano un debito climatico globale in 59 trilioni di dollari (1959-2018): gli Stati Uniti da soli sono responsabili di 14 di questi trilioni.
La giustizia climatica chiama a una rapida azione politica e sociale e richiede trasformazioni sistemiche per affrontare le disuguaglianze strutturali. In questo contesto, emerge chiaramente come la sfida climatica non possa essere affrontata solo attraverso soluzioni tecnologiche o economiche ma necessiti di un ripensamento profondo dei modelli di sviluppo e delle relazioni di potere globali.
Ogni tonnellata di CO2 evitata oggi rappresenta un beneficio ambientale ed è un atto di solidarietà verso le comunità più vulnerabili e le generazioni future. Attraverso questo cambio di prospettiva sarà possibile costruire una transizione ecologica giusta e inclusiva, capace di non lasciare indietro nessuno e di restituire dignità a chi ha pagato il prezzo più alto di un modello di sviluppo insostenibile. La strada è complessa e richiede il coinvolgimento attivo di tutti: dalle istituzioni ai movimenti di base, dalla comunità scientifica ai docenti, dagli educatori ai cittadini.
È una sfida che chiama ciascuno a ripensare il proprio ruolo e quello delle comunità a cui appartiene nella costruzione di un futuro più
giusto per tutti.
BIBLIOGRAFIA
Calvano G., “Per far la pace… ci vuole un fiore”. Educare alla giustizia climatica per costruire sviluppo sostenibile, in “Metis. Mondi Educativi. Temi, Indagini, Suggestioni”, 13(1), 2023, pp. 134-151.
Martinez Alier J., Ecologia dei poveri. La lotta per la giustizia ambientale, Milano, Jaca Book, 2009.
Moore J., Oltre la giustizia climatica. Verso un’ecologia della rivoluzione, Bologna, Ombre Corte, 2024.
Gabriella Calvano, ricercatrice, Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica, Università degli Studi di Bari Aldo Moro.