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PAROLE, IMMAGINI E MATERIA
Stefano Sturloni
Fotografare
Un azzurro a tempo
IMMAGINARI
“È strano che il conteggio dei nostri giorni parta da quando veniamo alla luce. Eppure anche quella al buio è vita vissuta. Siamo dentro una camera oscura a mollo nei liquidi di sviluppo e fissaggio ma a tutti gli effetti sulla carta esistiamo. Presenza in latenza”
Tappari, 2021
A seconda dei soggetti che vogliamo scoprire, sono diverse le piste che possiamo seguire attraverso la fotografia. Al di là di un tema specifico, possiamo usarla come linguaggio per indagare il mondo circostante e le sue molteplici forme. I libri di Katy Couprie, come ad esempio Tutto un mondo (2022), nel quale le immagini nelle diverse tecniche dialogano in rimandi continui e costruzioni narrative, può essere un buon modo per introdurre la fotografia insieme agli altri linguaggi. Un lavoro di grande interesse è portato avanti anche da Massimiliano Tappari, come in Occhio ladro (2020) e negli altri suoi libri dove ci invita a guardare la realtà con occhio nuovo, alimentando il pensiero metaforico laterale.
ALLESTIMENTO DEI MATERIALI
Per realizzare questi laboratori è fondamentale avere a disposizione delle macchine fotografiche se non per ogni bambina e bambino, almeno per piccoli gruppi, in modo da permettere loro di muoversi in libertà e in autonomia. Oggi sul mercato esistono delle piccole macchine fotografiche che possono stampare direttamente grazie a una carta termosensibile. Le stampe sono solo in bianco e nero e non di altissima definizione, ma questo può rappresentare un elemento di grande vantaggio se pedagogicamente sostenuto. In un mondo di “ultra definizione”, di fotoritocco, di filtri dell’immagine, tornare alla sfocatura, all’indefinito e all’errore, intesi come valori, sono attenzioni educative importanti da sostenere.
LABORATORIO
Fotografare vuol dire muoversi in ricerca e, come ogni atteggiamento esplorativo, va preparato. Ancor di più l’atto fotografico che oggi, grazie alla sua facilità, diventa quasi un gesto automatico, scontato, privo dell’attenzione necessaria che precede lo scatto. Sarà importante, come adulti, invitare i bambini e le bambine a riflettere proprio su questo aspetto. Grazie alle macchine fotografiche che stampano è possibile lasciarli liberi di fotografare e poi invitarli a selezionare solo alcune foto e a stamparle. Questo semplice gesto ci riporterà alla materialità dell’immagine fotografica e al bisogno di porre attenzione su ciò che stiamo andando a scoprire attraverso questo strumento. Oltre a questi aspetti può essere utile partire dall’osservazione di alcune fotografie e albi illustrati per iniziare a focalizzare la propria attenzione sul processo osservativo. In questo i libri di Massimiliano Tappari sono un potente attivatore: scoprire facce nei muri scrostati, tanti cerchi nel mondo che ci circonda, piccole piante nascoste nel cemento… Il laboratorio si può concludere con un momento di condivisione finale dove ogni bambino e bambina può raccontare che cosa lo ha spinto a fare quella fotografia e il perché della sua scelta. Un ulteriore lavoro dell’adulto per preparare successivi laboratori può essere l’elaborazione delle immagini realizzate: ingrandirle, tagliarle per evidenziare particolari, mettere dei filtri cromatici, andando così a comporre muri visivi che suggeriscono innumerevoli piste di esplorazioni visive.
PER APPROFONDIRE
Couprie K., Louchard A., Tutto un mondo, Casalecchio di Reno (Bo), Fatatrac, 2022.
Tappari M., Infanzia di un fotografo, Milano, Topipittori, 2021. Tappari M., Occhio Ladro, Roma, Lapis, 2020.
Alessio Cotena e Marco Isaia, Dipartimento educativo Fondazione Museo della Ceramica di Savona.