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PAROLE, IMMAGINI E MATERIA
Facce
Alessio Cotena e Marco Isaia
Per la gramigna, invece, non ha pietà: è inutile che la tagli a pezzi con la zappa: tanto poi ogni pezzo ricresce come i draghi delle favole. Anzi, è proprio un drago, se la guardi bene, vedi i denti, le unghie e le scaglie”
Primo Levi, 1971
IMMAGINARI
Nel bel mezzo della faccia c’è un igloo che non si ghiaccia i pinguini polpastrelli lo raggiungono a saltelli ma se bussano alle porte lui starnuta molto forte Chiara Carminati, 2018 Moltissimi sono gli albi illustrati sul ritratto e questa può essere l’occasione per raccoglierne alcuni che mostrino diverse rappresentazioni, permettendo così alle bambine e bambini di entrare in contatto con svariate tipologie di immagini e di tecniche artistiche. Le ricerche di Bruno Munari sono sempre preziose, come in Guardiamoci negli occhi dove, attraverso pochi segni, il grande designer coglie gli elementi significativi per caratterizzare diversi volti. Sempre sulla via della sintesi grafica si muove Antonella Abbatiello con Facce, in cui con pochi elementi ritagliati su carte colorate crea volti fortemente narrativi. Anche la fotografia può essere un prezioso linguaggio col quale confrontarsi, come succede con gli scatti di Massimiliano Tappari in A fior di pelle.
ALLESTIMENTO DEI MATERIALI
Proprio grazie alla diversità delle immagini presentate sarà possibile allestire diversi spazi del laboratorio, e permettere così alle bambine e ai bambini di scegliere in libertà a quale tecnica accostarsi e come approcciarsi al variegato mondo del ritratto. Seguendo le suggestioni di Munari potranno essere disposti diversi strumenti traccianti neri (matite, pennarelli, pastelli a cera, a olio ecc.)
per portare le sperimentazioni sul segno grafico nel mondo del disegno. Seguendo lo stile dell’illustratrice Abbatiello allestiremo carte colorate (in diversi formati) vicino a piccole scatole che contengono diverse forme ritagliate, pronte per essere sovrapposte o accostate. Per la proposta fotografica potremo partire da foto scattate direttamente ai bambini o da ritratti realizzati da artisti famosi che l’adulto avrà cura di stampare sia in formato A4 a piena pagina (anche su carte colorate), sia ritagliando i diversi particolari del viso (occhi, nasi, bocche ecc.), sempre sistemati in apposite scatole. Un ricco materiale per comporre e creare facce raccontando storie.
LABORATORIO
Nel momento in cui si prepara un laboratorio con proposte simultanee è importante porre grande cura nell’allestimento perché la funzione dell’adulto sarà ancor più limitata. Rimarrà accanto alle bambine e ai bambini pronto per rilanciare le osservazioni o le sperimentazioni che emergeranno. In questo contesto, gli albi illustrati sono uno strumento fondamentale e devono essere posti vicino alle diverse isole di lavoro per suggerire modalità di rappresentazione e possibilità espressive che le bambine e i bambini saranno pronti a cogliere. L’adulto sarà attento a sostenere gli sconfinamenti tra le diverse aree allestite, favorendo la scoperta dei modi in cui le diverse tecniche possono anche fondersi per portare a narrazioni multiple e complesse. La restituzione e condivisione del lavoro svolto sarà anche il momento per raccogliere le storie che ogni bambina e bambino racconteranno a partire dal loro lavoro.
PER APPROFONDIRE
Abbatiello A., Facce, Milano, Topipittori, 2013.
Alemagna B., Che cos’è un bambino, Milano, Topipittori, 2008.
Carminati C., Tappari M., A fior di pelle, Roma, Lapis, 2018.
Munari B., Guardiamoci negli occhi, Mantova, Corraini, 1970.
Calvino I., Palomar, Milano, Mondadori, 1994. Levi P., “Ammutinamento”, in Tutti i racconti, Torino, Einaudi, 2005.
“Il servizio educativo diventa promotore di iniziative sul proprio territorio, punto di riferimento educativo, partecipante attivo per far vivere esperienze educative esterne alle proprie famiglie. Può aprire inoltre i propri spazi alla comunità con progettazioni mirate per farsi conoscere e coinvolgere altre famiglie, anche non appartenenti al servizio stesso”
(MI, 2022, p. 29)
Gramigna rampicante (anche se rampicante non lo è): Cynodon dactylon Famiglia: Poacee (oggi preferito a Graminacee)
Dal greco kynodon = cane e dente, probabilmente per le estremità delle radici avventizie simili a canini Dal greco daktylon = dito, per la forma digitata dell’infiorescenza
Grafiche e parole di bambine e bambini di 3 e 4 anni della scuola comunale dell’infanzia Salvador Allende di Reggio Emilia © Scuole e Nidi d’infanzia – Istituzione del Comune di Reggio Emilia © Sulle fotografie Stefano Sturloni
Alessio Cotena e Marco Isaia, Dipartimento educativo Fondazione Museo della Ceramica di Savona.
BIBLIOGRAFIA
Iori V., Filosofia dell’educazione, Milano, Guerini, 2000.
Iori V., Nei sentieri dell’esistere. Spazio, tempo, corpo nei processi formativi, Trento, Erickson, 2006.
Minkowski E., Il tempo vissuto, Torino, Einaudi, 1971.
DOMANDE GENERATIVE
L’esperienza descritta determina dei cambi di posizione continui per assumere diversi punti di vista: quale domanda-guida può utilizzare l’équipe per non scivolare in un’inconsapevole cristallizzazione di processi e significati?
Nella convivenza tra famiglie, ognuna diversa a suo modo, non solo quelle con background migratorio, favorire una comunicazione multilaterale è una precisa responsabilità: cosa possiamo mutuare dall’esperienza dell’articolo?
La fotografia fissa significati ma le persone cambiano continuamente: quale libertà e quali limiti devono intrecciarsi per dare voce ai mutamenti?
Francesca Romana Grasso