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IDEE E PRATICHE DI SOSTENIBILITÀ
Letizia Luini e Francesca Rota
Esperienze immersive per una sostenibilità ambientale
“L’apprendimento per la sostenibilità ambientale mira ad alimentare una mentalità orientata alla sostenibilità dall’infanzia all’età adulta, con la consapevolezza che gli esseri umani fanno parte della natura e dipendono da essa. I discenti acquisiscono conoscenze, abilità e attitudini che li aiutano a diventare agenti di cambiamento e a contribuire individualmente e collettivamente a plasmare futuri entro i limiti del pianeta”
Commissione europea, 2022, p. 13
Bambini e bambine, insieme a giovani e adulti, sono sempre più parte di una crisi globale caratterizzata da problemi di natura ambientale, oltre che economica e sociale, che vanno a influire sul godimento di un’ampia gamma di diritti fondamentali (Comitato sui diritti dell’infanzia, 2023). Dalla lettura dei documenti emerge come l’educazione alla sostenibilità e allo sviluppo sostenibile, qui intesa in particolare nelle sue accezioni ambientali, non può ridursi a modelli di insegnamento frontali e trasmissivi, che ancora troppo spesso la contraddistinguono, bensì dovrebbe promuovere esperienze dirette, multidisciplinari e connotate emotivamente. In particolare, gli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia (Ministero dell’Istruzione, 2022) affermano che “giardini, cortili, aree verdi aprono l’esperienza alla conoscenza diretta del mondo e offrono l’opportunità di un contatto quotidiano con gli elementi atmosferici e naturali” (p. 42). Tale affermazione appare in linea con la letteratura scientifica (Guerra, 2020; 2021) che mette in luce come solo attraverso un incontro continuativo, immersivo ed esperienziale con i luoghi, a partire da quelli più prossimi, bambine e bambini possono costruire relazioni profonde con essi e sviluppare appartenenza, rispetto e desiderio di cura reciproca. Si tratta dunque di favorire esperienze significative di contatto con la natura per promuovere un sentimento di connessione con essa attraverso l’interiorizzazione delle relazioni che si instaurano nell’ambiente naturale, per esempio con animali, piante o luoghi nella loro complessità (Commissione europea, 2022). Queste pratiche possono perciò favorire una connessione profonda con il mondo, in cui bambine e bambini sono chiamati ad assumersi responsabilità verso sé stessi e verso gli altri, viventi e non viventi (Guerra, 2020; 2021), consentendo a ciascuno di sentirsi progressivamente parte del pianeta e non estranei a qualcosa da plasmare a proprio piacimento, alla luce di bisogni meramente soggettivi. E quindi, occorre coltivare esperienze di incontro e di relazione profonda con i luoghi all’aperto vissuti quotidianamente da bambine e bambini che frequentano i servizi educativi, da quelli più selvaggi a quelli maggiormente antropizzati quali per esempio il giardino della scuola, il cortile, il quartiere, gli spazi pubblici della città ecc. (Ministero dell’Istruzione, 2022). In questo modo, si possono favorire delle modalità per entrare in relazione con gli ambienti all’aperto (ma non solo), che siano più rispettose, empatiche e curiose delle cose e dei soggetti che ci circondano, attraverso l’attivazione di processi che mirano a favorire l’osservazione, la descrizione, la ricerca di relazioni, la scoperta di connessioni, e la formulazione di domande e ipotesi personali. Questo passa attraverso esperienze sensoriali che innescano il desiderio di saperne di più, piuttosto che con pratiche asettiche che sedano la curiosità e la motivazione intrinseca di ognuno. In quest’ottica, è altresì possibile immaginare di accompagnare bambine e bambini a incontrare e attraversare gli spazi promuovendo attitudini esplorative rispettose, che si impegnano, da un lato, a generare progressivamente consapevolezze in relazione, per esempio, al nostro passaggio in un luogo, alle tracce che vi lasciamo o all’impatto della nostra presenza, dall’altro lato a incoraggiare occasioni che consentano di percepirsi progressivamente quali costruttori attivi dei luoghi che abitiamo. Come detto, la promozione di approcci esperienziali ed esplorativi, in sinergia con la proposta di strumenti di osservazione, raccolta, catalogazione e registrazione può favorire un incontro profondo con i luoghi vissuti, che assume ancor più forma, visibilità e valore attraverso una loro attenta documentazione. Ed è in questo senso che lenti di ingrandimento, finder, fili di spago, contenitori di varie dimensioni possono rivelarsi strumenti appropriati per accompagnare le esplorazioni negli spazi all’aperto, per guardare con attenzione, selezionare, circoscrivere il campo, classificare, comparare e misurare, focalizzare lo sguardo su aspetti micro e poi macro per comprendere la complessità e l’interrelazione tra le cose di cui noi stessi siamo parte. Ma anche strumenti come taccuini, strumenti grafici, macchine fotografiche ecc. permettono di tenere traccia di domande, ipotesi e incontri, con linguaggi differenti con cui ciascuno può rendere visibili le proprie scoperte, che possono poi essere attraversate, rilette e rilanciate a posteriori, a sostegno di processi riflessivi, collaborativi e partecipativi tra bambini e adulti (Guerra, 2020). In questo senso, l’educazione, a partire dalla prima infanzia, riveste un ruolo cruciale nel promuovere consapevolezze, valori, conoscenze radicate e capacità contestualizzate di bambine e bambini quali cittadini dell’oggi e del domani, che possono rivestire un ruolo attivo rispetto alla comprensione e, in prospettiva, all’assunzione di responsabilità nella risoluzione di dinamiche ambientali complesse (Commissione europea, 2022). Azioni educative orientate in questo senso, che possono alimentare le esperienze educative quotidiane dei servizi per la prima infanzia, permettono di recuperare e valorizzare il rapporto con l’ambiente, permettendo di vivere delle prime esperienze di cittadinanza, che consentono di porre le fondamenta per comportamenti sostenibili ed eticamente orientati, poiché rispettosi degli altri e dell’ambiente nella sua complessità.
Ludovico Ariosto
Letizia Luini e Francesca Rota, dottorande in Educazione nella Società Contemporanea, Università degli studi di Milano-Bicocca, insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria.
BIBLIOGRAFIA
Iori V., Filosofia dell’educazione, Milano, Guerini, 2000.
Iori V., Nei sentieri dell’esistere. Spazio, tempo, corpo nei processi formativi, Trento, Erickson, 2006.
Minkowski E., Il tempo vissuto, Torino, Einaudi, 1971.
PER APPROFONDIRE
Comitato sui diritti dell’infanzia, Commento generale n. 26 sui diritti delle persone minorenni e l’ambiente, con particolare attenzione al cambiamento climatico, 2023, www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2024-01/ commento26onu.pdf.
Commissione europea, GreenComp. Quadro europeo delle competenze in materia di sostenibilità, Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni dell’UE, 2022. Guerra M., Nel mondo, Milano, FrancoAngeli, 2020. Guerra M., Sguardi sensibili per un’educazione ecologica, in “Bambini”, n. 6, giugno 2021, pp. 31-35.
Ministero dell’Istruzione, Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia, Dm 43 del 24/02/2022.