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Le parole dell’educazione

Emozioni

Ilaria Grazzani- Responsabile del Lab-PSE, Laboratorio di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Milano-Bicocca

Come ha affermato circa trent’anni fa Nico Frijda (1986), uno dei più importanti studiosi di emozioni dell’epoca contemporanea, da poco scomparso, tutti sappiamo che cosa è un’emozione fintantoché non ci viene chiesto di darne una definizione. Proprio questa considerazione ha alimentato lo sviluppo di vasti programmi di ricerca psicologica, che hanno contribuito a spiegare la natura complessa e multi-componenziale dell’esperienza emotiva. Provare un’emozione, infatti, è un processo che coinvolge diversi aspetti: la rapida valutazione cognitiva di uno o più eventi del mondo (ad esempio, un grosso cane che abbaia e digrigna i denti), il confronto tra questa valutazione e gli interessi o scopi personali (in questo caso, l’incolumità fisica), una serie di reazioni fisiologiche all’evento osservato (sudorazione, battito cardiaco accelerato) e infine la prontezza all’azione, con la messa in atto di specifici comportamenti (ad esempio, la fuga). Le emozioni si configurano, dunque, come strumenti di adattamento all’ambiente che coinvolgono componenti cognitive, fisiologiche e di azione.

L’adulto, in virtù della piena maturazione neurologica e delle esperienze di vita, possiede un ampio repertorio di emozioni, da quelle “di base” o universali (in primis, la collera, la paura, la tristezza, la gioia) a quelle “complesse” o sociali, come la vergogna, la gelosia, l’invidia, il rimorso, e così via.

Il bambino, sia attraverso la maturazione del sistema nervoso sia, soprattutto, in virtù dei processi di apprendimento in famiglia e nei contesti educativi extrafamigliari, durante l’infanzia e l’età scolare sviluppa una ricca e articolata competenza emotiva (Denham, 2000). Tale competenza si riferisce alla capacità di esprimere le emozioni attraverso canali verbali e non verbali, di comprendere la natura e le cause delle emozioni proprie e altrui, e di regolarle attraverso l’uso di una varietà di strategie (mentali e comportamentali), che permettono di funzionare al meglio nei processi cognitivi e negli scambi sociali. Riferirsi allo sviluppo della competenza emotiva significa, dunque, porre attenzione all’acquisizione di abilità, da parte del bambino, che riguardano l’espressione, la regolazione e la conoscenza delle emozioni, e che, nel loro insieme, concorrono al buon adattamento sociale e al senso di benessere personale dell’individuo. I contesti del nido e della scuola dell’infanzia si configurano come “palestre” ideali per sperimentare e costruire le competenze emotive. Questi contesti, infatti, possiedono due caratteristiche fondamentali: innanzitutto sono luoghi in cui si realizzano continui e ricchi scambi interpersonali tra adulto e bambino e tra gli stessi bambini, e in cui, pertanto, sono assai numerose le occasioni per provare emozioni, e osservarle negli altri (dall’irritarsi, all’ingelosirsi e intristirsi, al gioire, e così via); inoltre, costituiscono luoghi in cui l’adulto può progettare e realizzare proposte educative finalizzate alla promozione della competenza emotiva.

Negli ultimi anni, tra gli operatori dei servizi educativi per bambini della fascia 0-6 è cresciuta la consapevolezza del ruolo delle emozioni nello sviluppo psicologico. Sempre più spesso educatori e insegnanti richiedono una formazione personale per realizzare percorsi di educazione emotiva con i piccoli, per realizzare proposte di socializzazione emotiva definite di tipo “coaching” o “teaching” (Denham, 2000), per sottolineare l’intenzionalità consapevole dell’adulto che intende insegnare qualcosa di specifico al bambino e guidarlo nelle sue esperienze emotive.

Bibliografia

Agliati A., Grazzani I., Ornaghi V., La socializzazione emotiva nei contesti educativi per l’infanzia. Conversare sulle emozioni al nido, Edizioni Junior-Spaggiari Edizioni, Parma, 2015.

Denham S., Lo sviluppo emotivo, Astrolabio, Roma, 2000.

Frijda N., Emozioni, il Mulino, Bologna, 1986.

Grazzani I., Psicologia dello sviluppo emotivo, il Mulino, Bologna, 2014.

Le Doux J., Il cervello emotivo. Alle origini delle emozioni, Baldini e Castoldi, Milano, 2003.

PER APPROFONDIRE

Per approfondire

• Biffi E., Cosa può fare ed essere un bambino oggi? Riflessioni pedagogiche sul contributo dell’infanzia nella
società contemporanea, in “Pedagogia oggi”, vol. 16, n. 2, 2018, pp. 205-226.
• Cavarero A., Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Milano, Feltrinelli, 1997.
• Montà C., Children’s education for participation in public, formal and structured decision-making
processes. Moving between policy and practice, Roma, Armando Editore, 2022.
• Rinaldi C., Giudici C., Krechevsky M. (a cura di), Rendere visibile l’apprendimento, Reggio Emilia, Reggio

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