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Educare al pensiero creativo attraverso l’arte e la musica

L’approccio Libere Arti per favorire lo sviluppo integrale dei bambini

Angela Criscuolo
Insegnante, coordinatrice didattica e socia fondatrice della scuola Libere Arti, Palermo

Abstract

Educare al pensiero creativo fin dall’infanzia è essenziale per preparare i bambini e le bambine ad affrontare un mondo complesso e in continuo mutamento. Tuttavia, il pensiero creativo e divergente, pur essendo cruciale, non ha ancora un ruolo centrale nei sistemi educativi. Il rischio per le nuove generazioni è quello di vedere atrofizzarsi immaginazione e fantasia, qualità indispensabili per una visione flessibile della realtà. Questa situazione richiede l’adozione di pratiche educative innovative che valorizzino la creatività come obiettivo primario. L’approccio educativo di Libere Arti si muove in questa direzione, sfruttando il potenziale comunicativo dell’arte e della musica come strumenti quotidiani nel lavoro con i bambini della scuola dell’infanzia.

Parole chiave

Linguaggi artistici, pensiero creativo, arte, musica

Contatti

a.criscuolo@liberearti.com

L’IMPORTANZA DEL PENSIERO CREATIVO

Il pensiero creativo è essenziale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dell’individuo. Sul piano cognitivo, esso potenzia la capacità di risolvere problemi, di adattarsi e di affrontare situazioni complesse con soluzioni originali. Sul piano emotivo, favorisce la consapevolezza di sé e la gestione delle emozioni, contribuendo al benessere psicologico. A livello relazionale, migliora la comunicazione e rende le relazioni più autentiche e significative. Promuovere il pensiero creativo fin dall’infanzia è quindi cruciale per uno sviluppo armonioso e completo. Educare alla creatività fin da piccoli equivale a fornire una “ginnastica dell’immaginazione” che diventa uno strumento fondamentale per la vita adulta. Tuttavia, nei sistemi educativi attuali, il pensiero creativo e divergente spesso non ha ancora un ruolo centrale, poiché la priorità è data alla trasmissione di nozioni invece che alla stimolazione della creatività. Eppure, come sosteneva Edward De Bono, è proprio il pensiero laterale – complementare a quello logico e sequenziale – a generare nuove prospettive. Bruno Munari, nel suo libro Fantasia (1977), ci ricorda che la creatività non è una dote innata, ma una competenza che si coltiva attraverso esperienze reali. Per Munari, la creatività è la capacità di giocare con le idee, di sperimentare soluzioni inaspettate e nuove combinazioni. Munari evidenzia che la fantasia si sviluppa quando l’individuo è esposto a una varietà di conoscenze e connessioni. Se vogliamo crescere bambini dotati di fantasia e creatività, dobbiamo quindi permettere loro di esplorare, memorizzare dati e fare collegamenti, fornendo le basi per un pensiero flessibile e innovativo. Senza la capacità di creare relazioni tra ciò che sappiamo rischiamo di rimanere “magazzini di dati inerti”. Questo significa che il ruolo dell’educazione non può limitarsi all’acquisizione di nozioni, ma deve incoraggiare il pensiero divergente e creativo fin dall’infanzia. Edgar Morin ne La testa ben fatta (1999) sottolinea l’importanza di formare menti capaci di mettere in relazione saperi diversi e affrontare la complessità della vita. Questa visione rende evidente che il pensiero creativo non è solo uno strumento per l’innovazione, ma una competenza da coltivare sin dalla giovane età per formare cittadini responsabili, in grado di contribuire alle sfide sociali e culturali in una società in evoluzione.

EDUCARE ATTRAVERSO L’ARTE E LA MUSICA

L’arte e la musica sono linguaggi naturali e universali, capaci di stimolare la creatività, l’espressione emotiva e lo sviluppo cognitivo nei bambini, permettendo di integrare in modo armonico il pensiero verticale, cioè quello logico e sequenziale, con quello laterale e divergente. L’approccio Libere Arti pone al centro la stimolazione del pensiero creativo attraverso esperienze artistiche e musicali quotidiane e trasversali che vengono vissute dai bambini e dalle bambine in ambienti specifici pensati con cura. Si articola in due percorsi principali, Esplorarte e Musicarte, che mettono il bambino e la bambina al centro dell’esperienza, valorizzando il processo creativo più del prodotto finale.

LE ISOLE DI APPRENDIMENTO: PROGETTAZIONE E SETTING

Nello spazio Esplorarte, i bambini e le bambine entrano dopo che l’ambiente è stato allestito in ogni dettaglio. Lo spazio si trasforma in un arcipelago di Isole di Apprendimento che rendono l’aula ricca di proposte differenziate. Ogni isola è dedicata a un’esperienza specifica ed è immersa in un ambiente multisensoriale con musica, videoproiezioni e giochi di luce che stimolano diverse competenze. Questo approccio crea un percorso di crescita personalizzato per ciascun bambino, favorendo autonomia e sviluppo personale. I bambini sono invitati a entrare in contatto con una varietà di materiali, sia naturali sia artificiali, esplorando liberamente dispositivi e supporti. Sono incoraggiati a rompere le regole di utilizzo degli oggetti per scoprire nuove possibilità e connessioni creative. L’insegnante si fa guida e facilitatore dello sviluppo del pensiero creativo, facendo dell’apprendimento non un processo rigido, ma un viaggio di esplorazione in cui i bambini partecipano attivamente alla costruzione del proprio sapere. L’errore viene valorizzato come parte integrante del processo creativo, insegnando a considerarlo come un’opportunità di crescita e innovazione. Espressione creativa, accettazione dell’errore e ascolto empatico sono elementi fondamentali per sviluppare l’autostima, rafforzando la fiducia nelle proprie capacità e promuovendo sicurezza lungo tutto il percorso di apprendimento.

LA NARRAZIONE IMMERSIVA: COSTRUIRE L’APPRENDIMENTO ATTRAVERSO IMMAGINAZIONE E MUSICA

Diversamente da Esplorarte, dove le Isole di Apprendimento sono già pronte per accogliere i bambini, nello spazio Musicarte l’ambiente è inizialmente vuoto e neutro. I bambini entrano insieme all’insegnante, che li raduna in un cerchio “musicale”, avviando un processo in cui, insieme, costruiscono lo spazio narrativo con fantasia e immaginazione. Questo contesto non viene allestito fisicamente, ma si costruisce attraverso la narrazione immersiva, utilizzando semplici strumenti come fazzoletti colorati, teli e strumenti musicali che diventano oggetti magici per dare vita a luoghi e personaggi. Tale strategia educativa coinvolge i bambini in esperienze musicali e narrative, permettendo loro non solo di ascoltare una storia, ma di viverla e crearla attivamente. I bambini diventano i veri protagonisti del racconto, guidando la trama con azioni e scelte personali che danno forma alla storia. Questa partecipazione attiva stimola profondamente l’immaginazione e il pensiero creativo, trasformando l’apprendimento in un’esperienza vissuta e coinvolgente. L’insegnante, anziché dirigere, si immerge insieme ai bambini nel processo, contribuendo a costruire una “credenza condivisa” che rende l’esperienza autentica. I bambini e le bambine, con l’aiuto di strumenti simbolici e del potere evocativo della musica, co-creano un ambiente di apprendimento flessibile e stimolante, dove il confine tra fantasia e realtà si dissolve, permettendo loro di esplorare nuove prospettive e scoprire il piacere della narrazione partecipata.

1 Piazza (2018, p. 138) cita a proposito una frase del filosofo e biologo, premio Nobel, Jacques Monod, le cui tesi furono pur Costa di grande ispirazione: “Io ritengo che tutti gli scienziati abbiano dovuto rendersi conto del fatto che la loro riflessione, al livello più profondo, non è verbale: è un’esperienza immaginaria, simulata con l’aiuto di forme, di forze, di interazioni che costituiscono a stento una ‘immagine’ nel senso visivo del termine. Io stesso, non avendo più nulla nel campo della coscienza, a forza di concentrare l’attenzione sull’esperienza immaginaria, mi sono sorpreso nell’atto di identificarmi con una molecola proteica” (Monod, 1970, p. 150).

UN VIAGGIO TRA ARTE E MUSICA: “LA CASA DI SANTIAGO”

Il progetto “La casa di Santiago” è un esempio concreto dell’integrazione tra Esplorarte e Musicarte. Il progetto coinvolge i bambini e le bambine in un percorso esplorativo che mette in relazione il concetto di abitazione, comune sia agli esseri umani sia agli animali, cercando di rompere lo stereotipo della classica casa disegnata. Attraverso la narrazione immersiva e le isole di apprendimento, i bambini e le bambine scoprono la pluralità di stili e architetture: dalle case di campagna alle tane degli animali, fino agli edifici urbani, portandoli anche a riflettere sui bisogni comuni di protezione e rifugio tra uomini e animali nei diversi luoghi geografici. Questo percorso inizia nello spazio Musicarte con la narrazione immersiva, per poi proseguire in Esplorarte, dove le Isole di Apprendimento offrono un’opportunità di esplorazione artistica pratica.

MUSICARTE: LA STORIA DI SANTIAGO PRENDE VITA

In Musicarte, l’atmosfera è magica e accogliente. I bambini e le bambine si dispongono in cerchio attorno all’insegnante, che impugna la chitarra e, con un giocoso accompagnamento musicale, li introduce alla storia di Santiago, un pastore che sogna di costruire una casa sicura per sé e le proprie pecore. Con pochi semplici strumenti – un telo, percussioni e legnetti – l’insegnante invita i bambini e le bambine a immaginare le colline dove Santiago vive e le stelle sopra il suo rifugio, creando con la musica un contesto immaginativo che avvolge tutti i presenti. A mano a mano che la storia si sviluppa, i bambini e le bambine non sono solo spettatori, ma diventano costruttori, utilizzando le mani per simulare martelli, mentre il djembé diventa il “chiodo” che fissa pareti e pavimenti immaginari. La storia cantata e i suoni ritmici riempiono la stanza, creando un senso di unità e di meraviglia, rinforzando la connessione tra racconto e immaginazione. In questo processo, imparano a riconoscere i pattern musicali e a riprodurli, ad associare il movimento al suono, esercitando concentrazione e memoria sequenziale, così da accrescere anche la coordinazione motoria e la consapevolezza corporea, l’espressione emotiva e dando forma a un mondo che esiste grazie alla loro immaginazione.

ESPLORARTE: CREARE IL PROPRIO RIFUGIO CON LE ISOLE DI APPRENDIMENTO

Dopo la narrazione immersiva, i bambini e le bambine varcano la soglia dello spazio Esplorarte, dove li attende un arcipelago di isole tematiche che ampliano e concretizzano il concetto di abitazione. La scintilla emotiva nata dalla connessione con Santiago è ormai accesa: Santiago è un amico intimo, qualcuno con cui hanno condiviso un viaggio e una storia, il desiderio di aiutarlo nel suo progetto li coinvolge profondamente, alimentando empatia e immaginazione. I bambini e le bambine sono pronti a navigare tra attività creative e sfide stimolanti come esploratori attivi, tracciando il proprio percorso e scegliendo loro stessi tempi e spazi. Qui, ogni “isola” rappresenta un microcosmo educativo progettato con cura. Approcciandosi liberamente alle diverse proposte e giocando con materiali e strumenti, sviluppano competenze che abbracciano sia il pensiero logico-analitico, proprio del pensiero verticale, sia il pensiero creativo e laterale. Mentre giocano accrescono le abilità oculo-manuali, acquisiscono competenze cognitive fondamentali, come la comprensione dei concetti topologici, imparano a fare associazioni e classificazioni, a riconoscere forme e materiali diversi. Nel contempo, i bambini sono guidati in un viaggio creativo tra vari tipi di abitazioni e stili architettonici, ampliando la loro visione del concetto di casa. Attraverso immagini di abitazioni reali, dalle case di campagna alle tane degli animali fino agli edifici urbani, i piccoli esploratori ed esploratrici evocano memorie autentiche e comprendono come l’abitazione risponda al bisogno universale di protezione e rifugio, sia per gli esseri umani sia per gli animali, in contesti rurali e urbani. In questo percorso, i bambini e le bambine scoprono la complessità e la varietà delle abitazioni, comprendendo che esistono molti tipi diversi di casa di stili architettonici, esplorando nuove forme, linee e possibilità che ampliano la loro fantasia e immaginazione. Nell’Isola delle Case sugli Alberi, i bambini e le bambine trovano ramoscelli e altri materiali naturali e, pieni di entusiasmo, creano piccoli rifugi come quelli degli animali. Proseguendo, giungono all’Isola delle Case di Campagna, dove costruiscono proprio il rifugio che Santiago sogna per sé e le sue pecorelle. Con i materiali destrutturati a loro disposizione, i bambini si impegnano, con attenzione e dedizione, a costruire per lui una casa solida e accogliente. Sull’Isola delle Case di Città, i piccoli architetti in erba esplorano forme geometriche tridimensionali e costruiscono palazzi con finestre e porte, scoprendo il mondo urbano con curiosità. Infine, sull’Isola della Casa Fantastica i bambini danno vita alle loro creazioni originali su un tavolo luminoso, giocando con forme e luci per progettare abitazioni innovative che rompono ogni stereotipo e riflettono la varietà architettonica del mondo reale, varietà intesa come ricchezza.

© Scuola dell’infanzia Casa del Bambino, Ferrara

 

 

BIBLIOGRAFIA

Munari B., Fantasia, Torino, Einaudi, 1977.

Gordon E., Learning Sequences in Music, Chicago, GIA Publications, 2007.

Morin E., La testa ben fatta, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1999.

De Bono E., Creatività e pensiero laterale, Milano, BUR, 1998.

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