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L’editoriale
di Monica Guerra
«Di cosa hai paura?» «Che tu esca e non torni.» «Che papà esca e non torni.» «Che mamma e papà escano e qualcuno gli faccia del male.» «Che tu apra la porta di notte e nessuno ti trovi mai più.» «Io del silenzio.» «Che non mi chiami nessuno.» «Che nessuno mi parli.»
Carola Susani, Virginia Clericetti, Di cosa hai paura?, Orecchio acerbo, 2025
Ad ogni nuovo inizio corrisponde qualche paura, piccola o grande. Anche nei servizi educativi e nelle scuole dell’infanzia, il nuovo anno è spesso accompagnato da timori. Il personale educativo può temere di non trovarsi bene nel gruppo di colleghe e colleghi o con chi coordinerà, di non riconoscersi nelle novità che verranno introdotte, di non legare con le nuove famiglie, di non comprendere i bisogni di bambine e bambini… Gli adulti famigliari possono temere che il figlio o la figlia non si inseriscano serenamente, che educatrici, educatori o insegnanti non siano accoglienti, che il progetto sia distante dalle loro aspettative… I bambini e le bambine possono temere di sentire troppo forte la mancanza dei loro adulti famigliari, di non ritrovare amiche e amici, di non capire le richieste che verranno fatte, di non essere visti e viste, ascoltate e ascoltati.
Tutte e tutti abbiamo delle paure. E tutte e tutti abbiamo bisogno di sapere che averle è parte del sentire, del condividere, del vivere. Le paure sono un’emozione primaria con cui riconosciamo un rischio e, se abbiamo la fortuna di abitare un luogo sicuro, in cui ci sentiamo protetti, possiamo manifestare di averlo avvertito. Avere paura è il segnale che percepiamo cosa ci preoccupa e, quando comunicato, questo segnale aiuta chi si occupa di un bambino o di una bambina a comprendere e conoscere un po’ di più di quella persona.
Per questo le paure non vanno nascoste, né negate: suggerire di non averle, di essere forti, non solo non è di aiuto, ma può essere anche dannoso, perché è come chiedere di non ascoltarsi, di non prestare attenzione a ciò che si prova, o come dire che non si è ancora abbastanza adeguati di fronte ad una data situazione. Offrire il proprio ascolto e la propria comprensione, invece, sono modi con cui diamo spazio al sentire altrui, lo accogliamo e lo sosteniamo nel trovare parola: una parola sempre più precisa e quindi consapevole, per dare un nome a ciò che si avverte, per imparare a riconoscerlo e, nel tempo, a gestirlo.
In fondo, è quello che auspichiamo anche per le paure che abbiamo come adulti: che non siano minimizzate, ma ascoltate, accolte e, nei casi più fortunati, magari anche attraversate un po’ insieme. E dunque che sia un anno per poter fare posto anche alle nostre e altrui paure, per imparare a condividerle e ad abitarle, conoscendoci e rispettandoci.
Fondata da Loris Malaguzzi
Direttore responsabile Andrea Pagano
Direttrice scientifica Monica Guerra
Comitato scientifico Monica Amadini (Milano), Francesca Antonacci (Milano), Maja Antonietti (Parma), Fabrizio Bertolino (Aosta), Andrea Bobbio (Aosta), Silvana Calaprice (Bari), Silvia Demozzi (Bologna), Cosimo Di Bari (Firenze), Paulo Fochi (São Leopoldo, Brasile), Aldo Fortunati (Firenze), Ilaria Grazzani (Milano), Inmaculada Gonzàlez (Huelva, Spagna), Elena Luciano (Milano), Susanna Mantovani (Milano), Elena Mignosi (Palermo), Paola Milani (Padova), Luigina Mortari (Verona), Moira Sannipoli (Perugia), Chiara Saraceno (Torino), Donatella Savio (Pavia), Nima Sharmahd (Gent, Belgio), Andrea Traverso (Genova), Beate Weyland (Bressanone), María Ainoa Zabalza (Vigo, Spagna), Francesca Linda Zaninelli (Milano) Elena Zilioli (Roma), Barbara Zoccatelli (Trento), Franca Zuccoli (Milano).
Coordinamento editoriale e redazionale Giovanna Carugo
Comitato di redazione Manuela Bruno, Francesca Ciabotti, Cinzia D’Alessandro, Daniela Ghidini, Francesca Romana Grasso, Marta Locatelli, Giorgia Lo Giudice, Letizia Luini, Daniela Mainetti, Elisabetta Marazzi, Ilaria Mussini, Elena Ravasio, Angela Rinaldi, Elisa Rossoni, Francesca Rota, Angela Sangalli, Stefano Sturloni, Alessia Todeschini, Sara Vincetti.
Progettazione e realizzazione grafica Maria Grazia Brumana
Copertina © Museo della Ceramica di Savona
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BIBLIOGRAFIA
Acanfora F., La “Convivenza delle Differenze”, in “Autismo, comunicazione & inclusione”, 2021, www.fabrizioacanfora.eu/la-convivenza-delle-differenze. Agamben A., L’uso dei corpi, Milano, Neri Pozza, 2017.
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Falcinelli R., Figure, Torino, Einaudi, 2020.
Lill G., Spunti sul lavoro aperto, Bergamo, Zeroseiup, 2016.
DOMANDE GENERATIVE
L’esperienza descritta determina dei cambi di posizione continui per assumere diversi punti di vista: quale domanda-guida può utilizzare l’équipe per non scivolare in un’inconsapevole cristallizzazione di processi e significati?
Nella convivenza tra famiglie, ognuna diversa a suo modo, non solo quelle con background migratorio, favorire una comunicazione multilaterale è una precisa responsabilità: cosa possiamo mutuare dall’esperienza dell’articolo?
La fotografia fissa significati ma le persone cambiano continuamente: quale libertà e quali limiti devono intrecciarsi per dare voce ai mutamenti?
Francesca Romana Grasso