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L’editoriale
di Monica Guerra
La mia scuola è come tante altre, credo. Né buona, né cattiva... una giusta via di mezzo... Con molte cose che possono essere migliorate, se solo le si vogliono vedere. Perché una scuola è buona nella misura in cui lo sono gli insegnanti, gli alunni, gli amici, i genitori e i presidi... […] A volte le cose funzionano bene. Se hai degli insegnanti che rendono divertente imparare cose nuove, se trovi dei veri amici, se ti senti a tuo agio in classe. Ma non è possibile scegliere i propri insegnanti e i compagni di classe, e spesso la convivenza non funziona. Ci sono lotte di potere, amicizie da conquistare, ricerca di riconoscimento, competizione; ci sono i più forti e i più deboli, i coraggiosi e i timorosi, i silenziosi e i rumorosi... Alcuni diventano emarginati solo perché sono diversi dalla maggioranza. Ma cosa si intende esattamente per “diverso”, e chi stabilisce cosa lo è?
Britta Teckentrup, La scuola, uovonero, 2024
Le scuole, di qualunque ordine e grado siano, nidi e scuole dell’infanzia compresi, possono essere buone, cattive o “una giusta via di mezzo”. È un fatto, ma questo non significa che sia giusto, perché tutte le scuole dovrebbero essere sempre posti buoni per tutte e tutti coloro che le attraversano e abitano. In tutte dovrebbero esserci educatrici, educatori e insegnanti impegnate e impegnati a rendere le esperienze di apprendimento interessanti e coerenti per ogni bambina e bambino, ragazza e ragazzo, ma anche a far sentire ciascuna e ciascuno a suo agio attraverso la costruzione di contesti di cura, rispetto e cooperazione, in cui poter sperimentarsi e ricercare il proprio posto. In nessuna dovrebbe accadere che una persona che sta crescendo avverta di essere sottovalutata, sminuita, talora addirittura offesa, finendo per diventare estranea, emarginata. Perché l’impegno e a volte anche la fatica che richiede trovare il proprio posto nel mondo, con le altre e gli altri, non dovrebbero mai tradursi in esclusione, paura, sofferenza. Quando accade, le scuole non sono più posti buoni e neppure giuste vie di mezzo, perché tradiscono il loro compito trasformativo – e migliorativo – della società di cui fanno parte e di cui dovrebbero restare sempre e comunque la parte migliore, distruggendo speranze e possibilità. E se accade, è anche perché qualcuno ha stabilito che ci sono diversità che non valgono quanto le sue piccole certezze, gerarchie che sono un oltraggio ai valori della democrazia che abbiamo il dono di abitare, esclusioni che vengono giustificate per proteggere paure striscianti e difendere privilegi che non sono diritti. In questo, chi educa può fare la differenza, perché una scuola è buona anche nella misura in cui si impegna a proteggere ogni persona, nella sua specificità: se non lo sa fare, sarà sempre più difficile che possa accadere altrove
Fondata da Loris Malaguzzi
Direttore responsabile Andrea Pagano
Direttrice scientifica Monica Guerra
Comitato scientifico Monica Amadini (Milano), Francesca Antonacci (Milano), Maja Antonietti (Parma), Fabrizio Bertolino (Aosta), Andrea Bobbio (Aosta), Silvana Calaprice (Bari), Silvia Demozzi (Bologna), Cosimo Di Bari (Firenze), Paulo Fochi (São Leopoldo, Brasile), Aldo Fortunati (Firenze), Ilaria Grazzani (Milano), Inmaculada Gonzàlez (Huelva, Spagna), Elena Luciano (Milano), Susanna Mantovani (Milano), Elena Mignosi (Palermo), Paola Milani (Padova), Luigina Mortari (Verona), Moira Sannipoli (Perugia), Chiara Saraceno (Torino), Donatella Savio (Pavia), Nima Sharmahd (Gent, Belgio), Andrea Traverso (Genova), Beate Weyland (Bressanone), María Ainoa Zabalza (Vigo, Spagna), Francesca Linda Zaninelli (Milano) Elena Zilioli (Roma), Barbara Zoccatelli (Trento), Franca Zuccoli (Milano).
Coordinamento editoriale e redazionale Giovanna Carugo
Comitato di redazione Manuela Bruno, Francesca Ciabotti, Cinzia D’Alessandro, Daniela Ghidini, Francesca Romana Grasso, Marta Locatelli, Giorgia Lo Giudice, Letizia Luini, Daniela Mainetti, Elisabetta Marazzi, Ilaria Mussini, Elena Ravasio, Angela Rinaldi, Elisa Rossoni, Francesca Rota, Angela Sangalli, Stefano Sturloni, Alessia Todeschini, Sara Vincetti.
Progettazione e realizzazione grafica Maria Grazia Brumana
Copertina © Museo della Ceramica di Savona
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Redazione
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BIBLIOGRAFIA
Acanfora F., La “Convivenza delle Differenze”, in “Autismo, comunicazione & inclusione”, 2021, www.fabrizioacanfora.eu/la-convivenza-delle-differenze. Agamben A., L’uso dei corpi, Milano, Neri Pozza, 2017.
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Cecotti M., Fotoeducando, Parma, Edizioni Junior-Spaggiari Edizioni, 2016.
Deligny F., I bambini e il silenzio, Bologna, Spirali, 1997. Deligny F., Una zattera sui monti, Roma, Alefbet, 1977.
Falcinelli R., Figure, Torino, Einaudi, 2020.
Lill G., Spunti sul lavoro aperto, Bergamo, Zeroseiup, 2016.
DOMANDE GENERATIVE
L’esperienza descritta determina dei cambi di posizione continui per assumere diversi punti di vista: quale domanda-guida può utilizzare l’équipe per non scivolare in un’inconsapevole cristallizzazione di processi e significati?
Nella convivenza tra famiglie, ognuna diversa a suo modo, non solo quelle con background migratorio, favorire una comunicazione multilaterale è una precisa responsabilità: cosa possiamo mutuare dall’esperienza dell’articolo?
La fotografia fissa significati ma le persone cambiano continuamente: quale libertà e quali limiti devono intrecciarsi per dare voce ai mutamenti?
Francesca Romana Grasso