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L’editoriale
di Monica Guerra
Ti dirò tre parole. Le sceglierò a caso. Ascolta bene. Sarà importante. Casa. Ombrello. Mela. Ricordatele. Ti spiegherò poi
Lois Lowry (2023), Albero. Tavolo. Libro., 21lettere, 2023
La memoria è una funzione fondamentale per la vita di ogni essere umano, oltre che animale. Archivio di dati, ma anche loro elaboratore, essa è alla base di ogni azione e comportamento, così come della conoscenza. Talmente centrale che, attraverso essa, possiamo raccontare chi siamo, la nostra vita, la nostra storia. Talmente impattante che, quando essa si deteriora, vacilla con lei anche il nostro essere, che fatica a riconoscersi, raccontarsi, ricordarsi. Per questo, custodire la memoria è un modo per prendersi cura di ciascuna e ciascuno, per conservare le tracce, per ricostruire frammenti di un’esistenza. Le occasioni per sperimentarlo sono moltissime: una perdita che impedisce di riferirsi a un altro per dare parole alla propria infanzia pre-verbale, una migrazione che affievolisce il ricordo di un altro paese o un’altra lingua che ci sono stati padre e madre, un funzionamento divergente che richiede altri tempi per poter manifestare un’organizzazione funzionale. In tutti questi casi, è evidente il ruolo che l’educazione può avere per chi deve ritrovare le parole, i ricordi, il tempo giusto. Allo stesso modo, l’educazione ha un compito nevralgico – è il caso di dirlo – nel prendersi cura di memorie collettive, quali quelle che definiscono un’idea di infanzia, di servizi e scuole a essa dedicati, di apprendimento e sviluppo di essa rispettosi. Curare la memoria di una scuola buona, per tutte e tutti, a tutte e tutti aperta, interessata a un’identità collettiva più che singolare, a una storia multiculturale più che esclusivamente nazionale, a una visione universale anziché soltanto locale: questi sono compiti dell’educazione. Non farsene carico significa accettare di perdere quella memoria, costruita nel tempo con fatica, coltivata per decenni nel solco della nostra Costituzione, approfondita nel tempo, teoria dopo teoria, pratica su pratica, per realizzare il sogno di una scuola democratica. Una scuola presidio essa stessa di democrazia, nella consapevolezza che educare bambine e bambini è coltivare insieme il presente e il futuro non solo di una popolazione, ma dell’umanità tutta. Prendersi cura della memoria della nostra scuola, insieme a quella di ogni individuo che la attraversa, significa allora continuare a dare forma a un ideale di cittadinanza che esiste, e talvolta resiste, nei principi stessi dell’educazione, secondo i quali l’identità da preservare è quella di una collettività che, mentre riconosce le specificità di ognuna e ognuno, contribuisce a determinare la vita di tutte e tutti.
Fondata da Loris Malaguzzi
Direttore responsabile Andrea Pagano
Direttrice scientifica Monica Guerra
Comitato scientifico Monica Amadini (Milano), Francesca Antonacci (Milano), Maja Antonietti (Parma), Fabrizio Bertolino (Aosta), Andrea Bobbio (Aosta), Silvana Calaprice (Bari), Silvia Demozzi (Bologna), Cosimo Di Bari (Firenze), Paulo Fochi (São Leopoldo, Brasile), Aldo Fortunati (Firenze), Ilaria Grazzani (Milano), Inmaculada Gonzàlez (Huelva, Spagna), Elena Luciano (Milano), Susanna Mantovani (Milano), Elena Mignosi (Palermo), Paola Milani (Padova), Luigina Mortari (Verona), Moira Sannipoli (Perugia), Chiara Saraceno (Torino), Donatella Savio (Pavia), Nima Sharmahd (Gent, Belgio), Andrea Traverso (Genova), Beate Weyland (Bressanone), María Ainoa Zabalza (Vigo, Spagna), Francesca Linda Zaninelli (Milano) Elena Zilioli (Roma), Barbara Zoccatelli (Trento), Franca Zuccoli (Milano).
Coordinamento editoriale e redazionale Giovanna Carugo
Comitato di redazione Manuela Bruno, Francesca Ciabotti, Cinzia D’Alessandro, Daniela Ghidini, Francesca Romana Grasso, Marta Locatelli, Giorgia Lo Giudice, Letizia Luini, Daniela Mainetti, Elisabetta Marazzi, Ilaria Mussini, Elena Ravasio, Angela Rinaldi, Elisa Rossoni, Francesca Rota, Angela Sangalli, Stefano Sturloni, Alessia Todeschini, Sara Vincetti.
Progettazione e realizzazione grafica Maria Grazia Brumana
Copertina © Museo della Ceramica di Savona
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BIBLIOGRAFIA
Acanfora F., La “Convivenza delle Differenze”, in “Autismo, comunicazione & inclusione”, 2021, www.fabrizioacanfora.eu/la-convivenza-delle-differenze. Agamben A., L’uso dei corpi, Milano, Neri Pozza, 2017.
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Cecotti M., Fotoeducando, Parma, Edizioni Junior-Spaggiari Edizioni, 2016.
Deligny F., I bambini e il silenzio, Bologna, Spirali, 1997. Deligny F., Una zattera sui monti, Roma, Alefbet, 1977.
Falcinelli R., Figure, Torino, Einaudi, 2020.
Lill G., Spunti sul lavoro aperto, Bergamo, Zeroseiup, 2016.
DOMANDE GENERATIVE
L’esperienza descritta determina dei cambi di posizione continui per assumere diversi punti di vista: quale domanda-guida può utilizzare l’équipe per non scivolare in un’inconsapevole cristallizzazione di processi e significati?
Nella convivenza tra famiglie, ognuna diversa a suo modo, non solo quelle con background migratorio, favorire una comunicazione multilaterale è una precisa responsabilità: cosa possiamo mutuare dall’esperienza dell’articolo?
La fotografia fissa significati ma le persone cambiano continuamente: quale libertà e quali limiti devono intrecciarsi per dare voce ai mutamenti?
Francesca Romana Grasso