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L’editoriale 

 

di Monica Guerra

Questo è Arvo. E questa è la famiglia di Arvo. Questo è il gatto di Arvo, Malcom. E questa è la famiglia di Malcom. Arvo e il suo gatto, però, appartengono a un gruppo ancora più grande… il regno animale. Se sei umano, sei uno degli oltre sette miliardi di esseri umani, ma siamo solo una piccolissima parte del regno animale. Tutto può essere raggruppato!

Neil Packer (2020), Unico nel suo genere. Una storia sul raggruppare e classificare, Camelozampa, 2022

Raggruppare e classificare sono due modi molto umani di cercare un ordine nelle cose. Quando si classifica, si definiscono gruppi sulla base delle caratteristiche che accomunano i diversi soggetti o oggetti considerati, focalizzando l’attenzione sulle somiglianze che ci sono tra loro e non considerando altrettanto le differenze che li distinguono. Sulle classificazioni gli esseri umani hanno costruito un intero sistema di lettura, comprensione e definizione del mondo e di ciò di cui è fatto. Potremmo dire che per certi versi è un sistema vitale, perché permette di collocare le cose in ambiti definiti e condivisi, di economizzare preconoscenze e nuove informazioni e di comunicare più agevolmente. Tuttavia, ogni classificazione è anche un’operazione che deve forzatamente semplificare, alla luce di criteri più o meno discrezionali, e comunque esito di scelte e quindi di prospettive specifiche e particolari, criteri che sono tesi a organizzare e quindi anche a suddividere la realtà, e con essa la sua complessità, in gruppi e sottogruppi. I rischi dei raggruppamenti emergono molto chiaramente quando si parla di individui, dove essere parte di un dato gruppo porta sovente a riconoscersi con forza internamente e ugualmente con forza a distinguersi da chi non ne è parte. Raggruppare e classificare, allora, sembrano essere due operazioni da maneggiare con cura anche nei servizi educativi e a scuola, sia quando concernono i soggetti, per non incasellarli impedendo di valorizzare le risorse meno evidenti, sia quando riguardano i saperi che si incontrano, per non focalizzarsi solo su quelli più prossimi alla nostra cultura e per riconoscere le molte intersezioni tra gli oggetti di cui ci si occupa, che sono sempre più interessanti di sguardi monoprospettici. Ne emerge un abitare la scuola più interessato a continue e mutevoli seriazioni, che variano non in ragione di una supposta rilevanza, ma del punto di vista continuamente mutevole che si può assumere. Una scuola capace di guardare alle continuità e alle specificità senza separare, in cui ritrovarsi sapendo di poter contemporaneamente essere riconosciuti come quell’unico TE, nello stesso modo con cui Arvo e il padre si riconoscono tra la folla. Una scuola capace di essere il posto di ogni individuo e dei suoi molti movimenti tra gruppi differenti.

Fondata da Loris Malaguzzi

Direttore responsabile Andrea Pagano

Direttrice scientifica Monica Guerra

Comitato scientifico Monica Amadini (Milano), Francesca Antonacci (Milano), Maja Antonietti (Parma), Fabrizio Bertolino (Aosta), Andrea Bobbio (Aosta), Silvana Calaprice (Bari), Silvia Demozzi (Bologna), Cosimo Di Bari (Firenze), Paulo Fochi (São Leopoldo, Brasile), Aldo Fortunati (Firenze), Ilaria Grazzani (Milano), Inmaculada Gonzàlez (Huelva, Spagna), Elena Luciano (Milano), Susanna Mantovani (Milano), Elena Mignosi (Palermo), Paola Milani (Padova), Luigina Mortari (Verona), Moira Sannipoli (Perugia), Chiara Saraceno (Torino), Donatella Savio (Pavia), Nima Sharmahd (Gent, Belgio), Andrea Traverso (Genova), Beate Weyland (Bressanone), María Ainoa Zabalza (Vigo, Spagna), Francesca Linda Zaninelli (Milano) Elena Zilioli (Roma), Barbara Zoccatelli (Trento), Franca Zuccoli (Milano).

Coordinamento editoriale e redazionale Giovanna Carugo

Comitato di redazione Manuela Bruno, Francesca Ciabotti, Cinzia D’Alessandro, Daniela Ghidini, Francesca Romana Grasso, Marta Locatelli, Giorgia Lo Giudice, Letizia Luini, Daniela Mainetti, Elisabetta Marazzi, Ilaria Mussini, Elena Ravasio, Angela Rinaldi, Elisa Rossoni, Francesca Rota, Angela Sangalli, Stefano Sturloni, Alessia Todeschini, Sara Vincetti.

Progettazione e realizzazione grafica Maria Grazia Brumana

Copertina © Museo della Ceramica di Savona

Per collaborare con “Bambini” è possibile inviare articoli, immagini, video e altro materiale multimediale alla redazione. Gli articoli della sezione “Ricerche” sono soggetti a referaggio. Tutti gli articoli ricevuti sono sottoposti a valutazione e possono essere giudicati idonei per la pubblicazione, idonei previa revisione dell’autore o non idonei. La direzione non si assume la responsabilità degli scritti e fotografie non richiesti. Il materiale inviato non verrà restituito.

Redazione

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© Scuola dell’infanzia Casa del Bambino, Ferrara

 

 

BIBLIOGRAFIA

Acanfora F., La “Convivenza delle Differenze”, in “Autismo, comunicazione & inclusione”, 2021, www.fabrizioacanfora.eu/la-convivenza-delle-differenze. Agamben A., L’uso dei corpi, Milano, Neri Pozza, 2017.

Berger J., Capire una fotografia, Milano, Contrasto, 2014.

Cecotti M., Fotoeducando, Parma, Edizioni Junior-Spaggiari Edizioni, 2016.

Deligny F., I bambini e il silenzio, Bologna, Spirali, 1997. Deligny F., Una zattera sui monti, Roma, Alefbet, 1977.

Falcinelli R., Figure, Torino, Einaudi, 2020.

Lill G., Spunti sul lavoro aperto, Bergamo, Zeroseiup, 2016.

DOMANDE GENERATIVE

L’esperienza descritta determina dei cambi di posizione continui per assumere diversi punti di vista: quale domanda-guida può utilizzare l’équipe per non scivolare in un’inconsapevole cristallizzazione di processi e significati?

Nella convivenza tra famiglie, ognuna diversa a suo modo, non solo quelle con background migratorio, favorire una comunicazione multilaterale è una precisa responsabilità: cosa possiamo mutuare dall’esperienza dell’articolo?

La fotografia fissa significati ma le persone cambiano continuamente: quale libertà e quali limiti devono intrecciarsi per dare voce ai mutamenti?

Francesca Romana Grasso

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