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IDEE E PRATICHE DI SOSTENIBILITÀ
Letizia Luini e Francesca Rota
La dimensione economica della sostenibilità all’interno dei servizi educativi
Francesca Rota
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile (ONU, 2015) si sofferma su cinque aree – o pilastri – che vengono definite di importanza cruciale per andare sempre più verso uno sviluppo sostenibile dell’umanità e del pianeta. Uno di questi pilastri è incentrato sulla prosperità, ovvero sul promuovere una crescita economica sostenibile, inclusiva ed equa, per cercare di ridurre le disuguaglianze economiche, creare opportunità per tutti e promuovere vite prosperose e soddisfacenti, facendo in modo che il progresso economico, sociale e tecnologico avvenga attraverso modalità rispettose della natura.
Ciò che emerge dalla letteratura, tuttavia, è che le ricerche che si focalizzano sulla dimensione economica della sostenibilità nell’ambito della prima infanzia sono limitate, sebbene tale aspetto rappresenti una questione sempre più cruciale per bambine e bambini che stanno crescendo in un mondo sempre più complesso e in rapido cambiamento anche da questo punto di vista (Borg, 2017).
La dimensione economica della sostenibilità viene, infatti, percepita come una dimensione apparentemente lontana dalla vita di bambine e bambini e, dunque, difficile da affrontare all’interno dei servizi educativi. In questo senso, una ricerca (Ärlemalm-Hagsér et al., 2018) condotta all’interno di una scuola dell’infanzia svedese ha rivelato che, all’inizio del progetto, le educatrici e gli educatori non consideravano l’educazione per la sostenibilità economica come una parte delle attività e degli obiettivi del servizio o dell’apprendimento dei bambini.
Tuttavia, nel corso dei momenti di confronto con le ricercatrici è sempre più emerso come una dimensione che inizialmente ritenevano estranea alla loro quotidianità era di fatto una parte costante delle routine, di alcune attività e di alcuni momenti di gioco. La dimensione economica della sostenibilità è dunque stata riconosciuta all’interno di tutte le pratiche educative che si ponevano l’obiettivo di: promuovere il risparmio di risorse quali acqua, energia elettrica e carta; utilizzare materiali naturali; ridurre lo spreco di cibo; promuovere la raccolta differenziata e il riuso di alcuni materiali di scarto; promuovere la consapevolezza e il rispetto per il valore economico di giochi e materiali e garantire che le bambine e i bambini avessero le stesse opportunità di partecipare a tutte le proposte educative a prescindere dalle diverse condizioni economiche delle famiglie di appartenenza (ibidem). È possibile trovare traccia di alcuni di questi temi anche all’interno dei documenti ministeriali italiani. In particolare, un tema ricorrente sia all’interno delle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei (MI, 2021), sia all’interno degli Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia (MI, 2022) riguarda la sensibilità verso la scelta di materiali sostenibili. Nelle Linee pedagogiche si afferma, infatti, l’importanza di scegliere arredi con uno sguardo attento non solo alla loro funzionalità ma anche di tipo ecologico, pertanto si dichiara che “verranno scelti con particolare attenzione alla sostenibilità materiali di recupero, poveri e naturali, attraverso un’attenta valutazione individuale e collegiale” (MI, 2021, p. 26). Similmente, dagli Orientamenti emerge l’importanza di scegliere, sia all’interno che all’esterno, “materiali ecologici ed ecosostenibili che possono essere combinati in infiniti modi, quali quelli provenienti dall’ambiente naturale, materiali di riciclo, oggetti di vita quotidiana” (MI, 2022, p. 44). La Carta dell’educazione ambientale (MATTM e MIUR, 2016) prende in considerazione il tema degli sprechi alimentari rispetto al quale riconosce l’importanza di promuovere cambiamenti nei modelli di produzione, di distribuzione e negli stili di consumo.
A tal fine, il documento invita a fare in modo che i consumatori, di oggi e di domani, conoscano il sistema produttivo e acquisiscano consapevolezza rispetto alla complessità e alla ricchezza dei prodotti, così come alla fatica e alla dedizione di chi li produce. In generale, la Carta invita a promuovere, attraverso l’educazione, scelte consapevoli nel quotidiano in merito all’alimentazione, alla mobilità e all’uso di risorse come energia e acqua. Oltre ad alcuni spunti utili ai fini di un’educazione orientata alla sostenibilità economica attraverso le pratiche quotidiane, i documenti fanno anche riferimento a come i servizi educativi possono promuovere la sostenibilità economica in senso più lato. Le Linee pedagogiche (MI, 2021) mettono, infatti, in luce come il sistema integrato 0-6 abbia tra le sue finalità principali quella di garantire pari opportunità alle bambine e ai bambini, superando disuguaglianze e barriere economiche, oltre che fisiche, territoriali, sociali e culturali.
In questo senso, il documento sottolinea l’importanza di investire anche sull’accessibilità a livello economico di tali servizi per tutte le famiglie, affinché possano svolgere appieno il loro ruolo educativo per tutte e tutti. In conclusione, è possibile notare come la sostenibilità economica può essere parte integrante delle pratiche quotidiane all’interno dei servizi, ad esempio attraverso la scelta dei materiali, l’uso consapevole delle risorse e l’educazione alimentare. Inoltre, i documenti ministeriali confermano l’importanza di un’educazione che tenga conto della sostenibilità economica anche in termini di politiche di accessibilità ai servizi, nel tentativo di ridurre le disuguaglianze, e di modelli educativi sostenibili capaci di formare cittadine e cittadini consapevoli del valore delle risorse e dell’equità sociale.
Letizia Luini, assegnista di ricerca di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Francesca Rota, dottoranda in Educazione nella Società Contemporanea, Università degli Studi di Milano-Bicocca, insegnante di scuola dell’infanzia e primaria.
“Il mondo che immaginiamo è un mondo in cui ogni paese gode di una crescita economica duratura, aperta a tutti e sostenibile, e in cui vi è un lavoro dignitoso per ciascuno. Un mondo in cui i consumi, i processi di produzione e l’uso delle risorse naturali (dall’aria alla terra, dai fiumi, i laghi e le falde acquifere ai mari e agli oceani) sono sostenibili”
(ONU, 2015, p. 4)
PER APPROFONDIRE
Ärlemalm-Hagsér E., Berg B., Sandberg A., Economic sustainability in Swedish preschools. Preschool teachers and preschools as political-economic actors, in “Utbildning & Demokrati”, 27 (2), 2018, pp.
15-36. Borg F., Kids, cash and sustainability: Economic knowledge and behaviors among preschool children, in “Cogent Education”, 4: 1349562, 2017.
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Carta dell’educazione ambientale, 2016, https://www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/ allegati/carta_integrale.pdf Ministero dell’Istruzione, Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei, 2021.
Ministero dell’Istruzione, Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia, 2022. ONU, Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, 2015, https://unric.org/it/wpcontent/uploads/sites/3/2019/11/Agenda-2030-Onuitalia.pd