Menu
Le parole dell’educazione
Disuguaglianze
Francesca Linda Zaninelli- Ricercatrice, docente di Pedagogia Generale, Università Milano-Bicocca Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”

Il tema delle diseguaglianze è oggi centrale nel dibattito pedagogico per le questioni che innesta, quali le pari opportunità, il diritto, l’equità, lo svantaggio, le differenze ed effettive diversità degli esseri umani (genere, età, talenti, competenze, provenienze, condizioni economiche, culturali e di ambienti di vita ecc.), che si articola nelle “diseguaglianze diverse” (Checchi, 2012) e che riecheggia l’idea di fondo di eguaglianza (Sen, 2010).
Le “diseguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali” 1 sono quelle di cui ci occupiamo in ambito educativo, quelle che possono impedire a bambine e bambini dalla nascita ai 6 anni, di “sviluppare potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, in un adeguato contesto affettivo, ludico e cognitivo”; diseguaglianze che mettono a rischio il loro diritto all’educazione dalla nascita e di avere “garantite pari opportunità di educazione e di istruzione, di cura, di relazione e di gioco”, superando “svantaggi culturali, sociali e relazionali […]”. Sono, secondo i sociologi, le “diseguaglianze delle opportunità educative” che connotano in parte la condizione dell’infanzia nel nostro Paese, di infanzie che conoscono, secondo l’Ocse2, una diseguaglianza sempre più evidente a livello sociale, che ha iniqui effetti sul presente e futuro, sulla opportunità e qualità di vita delle prossime generazioni. Un dato che ci deve fare riflettere, perché la povertà infantile è una delle “disuguaglianze più gravi che un Paese può vivere rispetto al resto della popolazione” (Milano, 2016, p. 5).
Le diseguaglianze di opportunità educative e la “povertà educativa”, materiale e immateriale, si possono tradurre in uno sviluppo non adeguato delle competenze cognitive, fondamentali per attrezzare bambine e bambini a crescere e vivere nella complessa società contemporanea e che impattano, ovviamente, anche sullo sviluppo delle altre competenze emotive, relazionali, di conoscenza di sé e del mondo, sulla loro possibilità di “apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni” (Save The Children, 2014 e 2016). Sono particolarmente insidiose nei primi anni di vita dei Francesca Linda Zaninelli Ricercatrice, docente di Pedagogia Generale, Università Milano-Bicocca Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” bambini, periodo più vulnerabile e potenzialmente ricco per il loro sviluppo (Bronfenbrenner, 2010), perché ereditate, legate dalle condizioni socioeconomiche e culturali delle famiglie d’origine e, complicate dal fatto che, in Italia, alle diseguaglianze socioeconomiche si intreccia la diseguaglianza territoriale: dove la povertà educativa è maggiore, lo è anche quella di servizi educativi (Milano, 2016, p. 6). Come scrive Mantovani: “Il sistema c’è ma i servizi in Italia sono a macchia di leopardo […] con grandi macchie e grandi chiazze vuote, un puzzle/incastro da completare […]” (2014, p. 23).
Eppure “il tempo evolutivo di un bambino non è il tempo di un adulto […]. Se si perde quel tempo è molto difficile recuperarlo” (Milano, 2016, p. 5) e il criterio per misurare il valore di una società è “l’interesse che una generazione prova per la successiva: se i bambini e i giovani di un Paese hanno veramente l’opportunità di sviluppare al massimo le proprie capacità, se vengono fornite loro la conoscenza per capire il mondo e la saggezza per saperlo trasformare, allora le prospettive per il futuro saranno brillanti” (Bronfenbrenner, 2010, pp. 280-281).
1 D.L. 13 aprile 2017, n. 65, Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107.
2 Report The role and desing of net wealth taxes in the OECD, 12 aprile 2018, www.oecd.org
Bibliografia
Bronfenbrenner U., Rendere umani gli esseri umani. Bioecologia dello sviluppo, Erickson, Trento, 2010.
Checchi D. (a cura di), Diseguaglianze diverse, Il Mulino, Bologna, 2012.
Mantovani S., I nidi e le scuole dell’infanzia in Italia. Patrimonio antico e parole nuove, in “Bambini”, n. 3, marzo 2014, pp. 21-29.
Milano R., “La povertà educativa e i suoi effetti a lungo termine”, in Discorsi sulla disuguaglianza, Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali, 2016, www.fondazionegorrieri.it.
Save the Children, La Lampada di Aladino, 2014, www.savethechildren. it. Save the Children, Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo?, 2016, www.savethechildren.it.
Sen A., La diseguaglianza, Il Mulino, Bologna, 2010.
Per approfondire
• Biffi E., Cosa può fare ed essere un bambino oggi? Riflessioni pedagogiche sul contributo dell’infanzia nella
società contemporanea, in “Pedagogia oggi”, vol. 16, n. 2, 2018, pp. 205-226.
• Cavarero A., Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Milano, Feltrinelli, 1997.
• Montà C., Children’s education for participation in public, formal and structured decision-making
processes. Moving between policy and practice, Roma, Armando Editore, 2022.
• Rinaldi C., Giudici C., Krechevsky M. (a cura di), Rendere visibile l’apprendimento, Reggio Emilia, Reggio