My EduBox

Menu

Le parole dell’educazione

Competenza

Elena Luciano e Andrea Giacomantonio – Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, Università di Parma

Il concetto di competenza sembra ricoprire oggi un ruolo centrale sia nel sistema educativo sia in quello produttivo: si pensi ai recenti investimenti sullo sviluppo precoce delle competenze come strumento di inclusione e sui dispositivi di progettazione, valutazione e certificazione delle competenze.

Ma qual è il significato che attribuiamo al concetto di competenza nel nostro contesto storico? Pellerey (2004) afferma che una competenza consiste nella capacità di mobilitare, orchestrare le risorse interne ed esterne per risolvere un compito, ovvero per trasformare in modo efficace ed efficiente l’ambiente. Ci soffermeremo principalmente sul significato della locuzione “risorse interne”, sottolineando come esse siano sia cognitive sia affettive.

Le risorse interne su cui sino a oggi si è particolarmente investito sono quelle cognitive: le conoscenze e le abilità dei bambini. O, come direbbe Jean Piaget (1973), gli schemi d’azione. Fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza, si acquisiscono sin dalla prima infanzia: si pensi al ruolo essenziale ricoperto dal gioco. Se nel primo stadio dello sviluppo del bambino, quello sensomotorio, gli schemi d’azione rappresentano concetti pratici (questo oggetto serve a…), nell’ultimo stadio, quello delle operazioni formali, essi assumono la forma della logica proposizionale. Come afferma Philippe Perrenoud (2010), gli schemi d’azione che un individuo possiede in un certo momento della sua vita costituiscono la matrice di percezione, azione e valutazione che caratterizza la sua interazione con l’ambiente.

Negli ultimi tre decenni, tra le risorse interne sono state annoverate anche quelle affettive. Basti pensare che affinché un bambino apprenda è necessario che sia motivato (Pellerey, 2010). Sembra che la motivazione dipenda da diversi fattori. In primo luogo, dal senso che viene attribuito al compito, al problema, alla situazione sfidante che si deve affrontare. Se questo significato è positivo, è più probabile che un individuo decida di agire, che un bambino decida di apprendere. Questa scelta è influenzata, in secondo Elena Luciano e Andrea Giacomantonio Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, Università di Parma luogo, dalla percezione che ciascun bambino ha della propria competenza, ovvero dal giudizio di autoefficacia. La motivazione, infatti, tende a diminuire se pensiamo di non essere capaci di risolvere il problema che dobbiamo affrontare. In terzo luogo, la decisione di agire viene influenzata dalle attribuzioni causali. Se un bambino pensa di aver fallito perché si ritiene poco capace e poco intelligente, diminuirà la sua motivazione ad affrontare una certa situazione- problema. Pur in sintesi, quanto finora illustrato pare sufficiente per esemplificare l’importanza delle risorse affettive per l’acquisizione e l’esercizio di una competenza da parte dei bambini.

L’introduzione del concetto di competenza nel nostro sistema di educazione, cura e istruzione dei bambini, anche dei più piccoli, sembra assolvere una funzione strategica: ridurre il nozionismo. È necessario, infatti, che si apprenda a orchestrare le proprie risorse, le conoscenze, le abilità, gli schemi d’azione, le disposizioni interiori. È, quindi, opportuno che i bambini vengano accompagnati nell’imparare a interpretare correttamente un problema, a elaborare piani d’azione per risolverlo e a controllare la loro realizzazione, adattandoli plasticamente all’ambiente (Trinchero, 2012). Ossia che si sviluppino le strutture d’interpretazione, di azione e di autoregolazione sulle quali il nostro sistema educativo ha investito poco nel suo recente passato e che sono necessarie per padroneggiare qualsiasi competenza.

Bibliografia

Pellerey M., Le competenze individuali e il portfolio, RCS, Milano, 2004.

Pellerey M., Competenze. Conoscenze, abilità, atteggiamenti. Il ruolo delle competenze nei processi educativi scolastici e formativi, Tecnodid, Napoli, 2010.

Perrenoud P., Costruire competenze a partire dalla scuola, Anicia, Roma, 2010.

Piaget J., Problemi di psicologia genetica, Loescher, Torino, 1973.

Trinchero R., Costruire, valutare, certificare competenze. Proposte di attività per la scuola, FrancoAngeli, Milano, 2012.

PER APPROFONDIRE

Per approfondire

• Biffi E., Cosa può fare ed essere un bambino oggi? Riflessioni pedagogiche sul contributo dell’infanzia nella
società contemporanea, in “Pedagogia oggi”, vol. 16, n. 2, 2018, pp. 205-226.
• Cavarero A., Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Milano, Feltrinelli, 1997.
• Montà C., Children’s education for participation in public, formal and structured decision-making
processes. Moving between policy and practice, Roma, Armando Editore, 2022.
• Rinaldi C., Giudici C., Krechevsky M. (a cura di), Rendere visibile l’apprendimento, Reggio Emilia, Reggio

Scopri gli altri ruoli della PSLZero6

Attuale