Menu
Carte Scintille
Un po’ per gioco, un po’ per cura
Eleonora Terrile
Artista Mus-e Milano
“LA FANTASIA È QUELLA FACOLTÀ UMANA CHE PERMETTE DI PENSARE A COSE NUOVE NON ESISTENTI PRIMA”
Bruno Munari
Abstract
Le Carte Scintille sono nate “per gioco e per cura”: utilizzate nei contesti scolastici ed extrascolastici, sono strumento per la promozione della creatività e del pensiero laterale, ma anche possibilità di espressione e arricchimento dell’immaginario. Nate per l’infanzia, sono state sperimentate anche con adolescenti e adulti nella promozione dei processi di resilienza connessi alla capacità di linguaggi plurali per arricchire il proprio alfabeto interiore
Parole chiave
Gioco, cura, creatività, immaginazione, possibilità
Contatti
info@eleonoraterrile.it
Le Carte Scintille sono nate con un nome e poi hanno ricevuto anche un “cognome” o, meglio, un sottotitolo, che è diventato tutt’uno con la loro identità. Il primo è una metafora che descrive il desiderio di creare attivazioni didattiche caratterizzate dall’incrocio paradossale tra parola e immagine, il secondo è una tensione-esitazione che ho compreso dopo la loro creazione, quando le Carte hanno incontrato le bambine e i bambini: le ho ri-osservate, e anche moltiplicate, guardandole con i loro occhi e con i loro racconti, oltre che con le narrazioni di studiosi che le hanno indicate come strumenti narrativi per potenziare gli immaginari ampliando l’immaginazione (cfr. Prandin, 2020; Scardicchio, 2020). Le ho ideate nella primavera del 2020, in dieci soggetti, per un’attività ludica da fare in DAD (Didattica A Distanza) con bambini e bambine di una classe di scuola primaria di Milano, che durante il lockdown vedevo una volta alla settimana in qualità di artista di Mus-e Milano1 . Poco dopo le ho perfezionate grazie alla supervisione pedagogica di Antonia Chiara Scardicchio dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, e di Andrea Prandin, consulente pedagogico sistemico, formatore e docente di Philo, Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche, quando loro mi hanno indicato il potenziale narrativo ed euristico del gioco metaforico che le Carte riescono ad attivare (ivi). Così, da dieci, inizialmente pensate solo per bambine e bambini, le Carte sono diventate sessanta, e quel mazzo d’immagini e domande bizzarre ha cominciato a configurarsi come strumento utilizzabile sia in età evolutiva sia in età adulta, in contesti ludici, artistici, didattici e di ascolto, perché i due studiosi le hanno indicate come giochi linguistici e al contempo riflessivi, dal potenziale immaginativo e dunque meta-emotivo e meta-cognitivo (ivi). Testate fra maggio e ottobre 2020 con più gruppi e diversi contesti educativi, le Carte sono diventate “Scintille – Carte un po’ per gioco, un po’ per cura”. Sono state ufficialmente presentate il 20 novembre dello stesso anno al Seminario Nazionale del Centro Alberto Manzi “Per gioco, per cura”, al quale hanno partecipato 680 persone collegate da tutta Italia. Da allora, diversi professionisti nei contesti educativi, sociali e anche terapeutici hanno cominciato a usare le Carte Scintille che erano stare rese disponibili gratuitamente3 per offrire, durante la pandemia, uno strumento di espressione, ascolto, narrazione. Educatori, insegnanti di scuola primaria e secondaria inferiore, curricolari e di sostegno, terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, atelieristi le hanno sperimentate e le sperimentano come gioco/cura per la loro caratteristica d’essere crocevia tra parole e immagini, gioco e linguaggi simbolici narrativi (cfr. Scardicchio, Prandin, 2017).
CREATURE FANTASTICHE, DOMANDE GENERATIVE
Come sono fatte le Carte Scintille? Ogni Carta presenta un’illustrazione che riproduce il disegno di un bambino: intenzionalmente ho scelto una grafica che potesse porsi “come se si stesse discutendo di cose semplici, allo sguardo veloce persino ovvie” (Prandin, 2020). Tutte le Carte raffigurano creature a mezzobusto che al posto della testa hanno un oggetto, un elemento della natura, un segno: un’onda, una nuvola, uno scarabocchio, una piuma, un paio di forbici ecc. Ogni creatura è declinata in versione bambino, bambina, ragazzo, ragazza, uomo, donna, mamma, papà ed è accompagnata da una domanda “senza capo né coda”:
“Dove arriva una mamma onda?”
“Che cosa vede un bambino nuvola?”
“Che mostri ha sconfitto una ragazza piuma?”
“Che potere ha un papà scarabocchio”?
Le domande, che il paradosso rende “per nulla semplici e per nulla ovvie” (ivi), stimolano infinite risposte possibili, con la caratteristica particolare, dentro la narrazione immaginale, di non porre demarcazione tra giusto e sbagliato, vero e falso, possibile e impossibile. Le Carte Scintille sorprendono e incuriosiscono proprio per il loro essere spiazzanti (Formenti, 2017): l’“assurdo” della domanda genera setting al contempo ludici, artistici e narrativi, in grado di stimolare capacità espressive e creative, ma anche linguistiche e cognitive, vocali e motorie. La creatività è la capacità di unire tra loro elementi che di norma non vengono connessi (cfr. Munari, 2008), proprio come il mezzobusto di una persona che, anziché avere una testa umana, ha un elemento della natura, oppure un oggetto, o persino solo un segno grafico: per via di questa “congiunzione paradossale” di parole e immagini, Antonia Chiara Scardicchio ha associato il potenziale di gioco/cura delle Carte Scintille a quello del “Binomio fantastico” di Gianni Rodari. Le Carte Scintille ribaltano con il gioco umoristico il senso comune: per esempio, grazie alla domanda generativa “un bambino scarabocchio ha un potere, quale?”, la Carta del “bambino scarabocchio” capovolge l’associazione che potrebbe scattare con qualcosa di sbagliato/ non conforme/pasticciato/fatto male. Questo consente ad Andrea Prandin (2020) di correlarle alle “domande legittime” di von Foerster (1987), ovvero a quella modalità di domanda in cui chi la pone non conosce già la risposta, ma la esplora insieme a chi la riceve. In questo scambio educativo, chi risponde esce dal ruolo di interrogato e diventa un ricercatore di possibilità insieme a chi ha posto la domanda (Prandin, 2020): esattamente la stessa strada lungo cui, nei contesti di cura, viene accompagnato chi sta cercando nuovi nomi e letture per una narrazione dolorosa che si è congelata in un loop auto-sabotante (cfr. Scardicchio, Prandin, 2017). Nella sperimentazione che ha compiuto Andrea Prandin, in incontri di ascolto professionale con minori, adolescenti e adulti, le Carte Scintille hanno consentito di narrare storie complesse – “una ferita, un indicibile, un incomprensibile” (ivi) – e hanno generato un clima giocoso e inaspettato in una cornice istituzionale emotivamente impegnativa, facilitando la costruzione della relazione di fiducia. Il gioco delle narrazioni paradossali ha favorito espressioni, esplorazioni e riposizionamenti: “Si attraversano, si svelano e potenzialmente si riscrivono i sistemi di significato sia del conduttore del gioco – il professionista della relazione d’aiuto, che apprende narrazioni, non soltanto informazioni, e che riceve racconti che possono spiazzarlo – sia del giocatore, la persona che si sta esprimendo giocando, che narrando scopre percezioni inedite che possono, oltre che spiazzare chi ascolta, anche spiazzare sé stesso” (Scardicchio, 2020). Con le Carte, lo spiazzamento cognitivo ed emotivo – di cui Laura Formenti (2017; Formenti et al., 2008) ha scritto a proposito della sua correlazione con l’apprendimento trasformativo – è volutamente giocoso, al fine di non essere invadente. Lo spazio narrativo attivato viene poi vissuto come “protetto” grazie al gioco della disidentificazione, poiché le domande invitano a pensare e a narrare “in forma obliqua, non frontale” (Prandin, 2020): “Si tratta di un meccanismo noto in letteratura scientifica, e da tempo sperimentato nei contesti terapeutici, legato al potenziale espressivo ed euristico proprio della metafora. Qui il gioco è ancora più esplosivo perché la metafora si muove su una narrazione paradossale: la Carta ci chiede di pensare/immaginare non soltanto la bizzarria di ‘una bambina nuvola’ ma addirittura che, pur così codificato, questo inedito personaggio non sia non vedente ma, addirittura, ‘vede’. E così ‘il bambino piuma’ che ‘sconfigge mostri’. Costruzione e decostruzione coesistono nella stessa frase che è, per giunta, una domanda: così l’uscita dallo stereotipo (logico, narrativo, immaginativo) accompagna all’uscita dal giudizio, dalla colpa e dall’autocensura tenendo insieme i due registri del comico e del tragico” (Scardicchio, 2020). Nel suo studio, Scardicchio sostiene che le Carte Scintille, per via del loro potenziale di spiazzamento, rappresentano un possibile esercizio al “pensiero complesso”, strumento didattico per potenziare il ragionamento creativo e critico nella misura in cui allenano all’apertura ai possibili (Morin, 1995), e “proprio perché alle loro domande non corrisponde «una risposta giusta» ma una infinita semiosi, esse costituiscono un training lieve per seguire le indicazioni di Morin (2001) a proposito dell’educarci all’incertezza” (Scardicchio, 2020).
IL GIOCO DEI POSSIBILI: ESPLORARE E POTENZIARE L’IMMAGINARIO
Se le Carte Scintille accompagnano in un mondo di possibilità significa che non hanno regole? La regola fondamentale è la legittimazione del possibile, l’accoglienza delle immaginazioni. “E se una narrazione dovesse turbare, la si esplora e insieme la si interroga” (ivi). Dentro questa regola si esprime poi la personalizzazione e individualizzazione dei setting: chi li attiva non segue un protocollo, ma sperimenta le Carte come gioco didattico da inserire in un’attività, educativa o terapeutica, secondo la propria ispirazione e in assonanza col contesto. Può quindi seguire la domanda che ogni Carta porta con sé, oppure giocare scegliendo la Carta che fa più ridere. O anche, rinunciando per un po’ al campo protetto della disidentificazione, scegliere una o più Carte che rappresentano sé stessi o qualcun altro, oppure quelle a cui si avverte di non assomigliare affatto o di non voler mai assomigliare. Si può giocare dai 2 anni in su, e forse anche da prima. Ogni Carta apre così infiniti possibili narrativi – Chiara Scardicchio (2020) le ha descritte come “una possibile versione didattica dei Tarocchi di Calvino ne Il Castello dei destini incrociati” – e le sue potenzialità sono tante quanti sono coloro che si fanno interpellare, moltiplicate per tutti i tempi e gli spazi possibili. La stessa Carta, la stessa domanda, la medesima metafora paradossale può essere vissuta e riesplorata dalla stessa persona ogni volta in modo diverso. È nella natura dei paradossi, e dunque di queste Carte, accendere una scintilla e dare il via a narrazioni inedite ed esperienze inattese: il “chissà che cosa accadrà?” accomuna attivatori e interlocutori, mettendoli sullo stesso piano e tenendo viva la curiosità di tutti perché il risultato finale non è mai prevedibile. Come recita il motto che ho scelto per loro in molti laboratori, “Quando lo sguardo respira, l’immaginazione vola”, credo che le Carte possano far “respirare” sguardi e pensieri circoscritti: la liberazione da schemi, etichette, categorie polarizzanti quali bello/brutto-giusto/sbagliato, ma soprattutto logico/illogico e possibile/impossibile, che avviene per via della domanda generativa che le accompagna e per via dei disegni di altrettante creature-paradosso, è una delle traduzioni poietiche del nesso che Francesca Antonacci tesse tra “infanzia, poetica e gioco” (2020). Entrando in quello che Antonacci chiama “cerchio magico” (ivi) – il luogo fisico e simbolico in cui adulti e bambine e bambini condividono il grande gioco della ricerca di senso attraverso anche il non-senso – le Carte in questi anni hanno conosciuto esiti spiazzanti, effetti che logicamente non ci si poteva aspettare dal loro farsi causa: il ragazzo con deficit cognitivo che ha scritto da solo; gli adolescenti che hanno espresso il loro vissuto difficile senza sentirsi patologizzati, riuscendo a mettere in forma narrativa e immaginativa il proprio mondo interiore; il bambino che ha inventato una storia con la sua terapista di psiconeuromotricità e l’ha “messa in scena” in un percorso psicomotorio. E chi ha potuto, in un gruppo di sostegno per pazienti oncologiche, piangere e ridere contemporaneamente: paradossi possibili, quando si guardano una accanto all’altra una Carta di “donna piuma” a una di “donna acciaio”4
1 Mus-e, acronimo di Music Europe, è un progetto internazionale nato da un sogno del violinista concertista Yehudi Menuhin: portare l’arte negli asili e nelle scuole primarie per aiutare bambini e bambine di religioni, culture e lingue diverse a integrarsi e a scoprire la bellezza dentro di sé e negli altri. Nel 1991 è nata a Bruxelles la Menuhin Foundation, e da allora sono state attivate in Europa molte sedi Mus-e. Nel 1999 il progetto è arrivato nel nostro Paese, e Fondazione Mus-e Italia dona laboratori artistici agli alunni delle scuole primarie statali, soprattutto di periferia, di molte città italiane. I laboratori, di durata triennale per ogni classe, sono condotti da due artisti di discipline diverse in modo che bambini e bambine possano sperimentare linguaggi differenti e scoprire quelli per loro più̀ stimolanti.
2 Il Seminario, organizzato in collaborazione con l’Ufficio della Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Emilia Romagna, con il coordinamento scientifico di Alessandra Falconi, presidentessa del Centro Manzi, è visibile al link www. facebook.com/assemblealegislativa/ videos/3690219441001089.
3 In concomitanza con il seminario, il Centro Alberto Manzi e l’Ufficio Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Emilia Romagna hanno finanziato la stampa di numerosi mazzi di Carte Scintille, che sono stati distribuiti a insegnanti e educatori. I file delle stesse sono anche stati resi disponibili per il download gratuito: www. centroalbertomanzi.it/le-carte-scintille.
4 Le testimonianze relative all’utilizzo delle Carte in contesti scolastici, extrascolastici e terapeutici sono state raccolte da chi scrive in vari modi: attraverso la condivisione con artiste e artisti di Mus-e Milano e di altri professionisti; attraverso il contatto telematico con chi ha seguito il convegno “Per gioco e per cura” e con chi, dopo aver gratuitamente scaricato le Carte dal sito della Regione Emilia Romagna e del Centro Manzi, le ha sperimentate e ha inviato feedback mediante un questionario Google-form; attraverso il contatto, de visu o virtuale, con chi ha utilizzato le Carte dopo averle conosciute nel corso del Convegno “W La Scuola!” organizzato dall’associazione Il Barone Rampante (dicembre 2021). Tuttora esse sono inviate a chi scrive attraverso i canali social di Labelluli, il progetto creativo che ho ideato e del quale fanno parte (www.labelluli. it; www.instagram.com/labellulisullealidiundettaglio; www.facebook.com/ Crearesullealidiundettaglio).
Ludovico Ariosto
Ioanna Palaiologou, University of Bristol, UK.
Jacky Tyrie, Swansea University, UK.
Elisabetta Biffi, professoressa di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Chiara Carla Montà, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
BIBLIOGRAFIA
Iori V., Filosofia dell’educazione, Milano, Guerini, 2000.
Iori V., Nei sentieri dell’esistere. Spazio, tempo, corpo nei processi formativi, Trento, Erickson, 2006.
Minkowski E., Il tempo vissuto, Torino, Einaudi, 1971.
BIBLIOGRAFIA
Antonacci F., Il cerchio magico, Milano, FrancoAngeli, 2020.
Formenti L., Caruso A., Gini D. (a cura di), Il diciottesimo cammello, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2008.
Formenti L., Narrazione formazione e trasformazione, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2017.
Morin E., Introduzione al pensiero complesso, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1995.
Morin E., I sette saperi necessari all’educazione del futuro, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2001.
Munari B., Codice Ovvio, Einaudi, Torino, 2008.
Prandin A., Carte come scintille: un gioco d’arte come scelta estetica ed etica nell’ascolto delle narrazioni dei bambini e delle bambine, Seminario Nazionale “Per Gioco e Per Cura”, Ufficio Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Regione Emilia-Romagna, Rimini, novembre 2020, www.centroalbertomanzi.it/per-gioco-e-per-cura-le-registrazioni-del-seminario.
Scardicchio A.C., Le Carte Scintille nel solco del Binomio Fantastico rodariano: paradossi, analogie creative e narrazioni salutari, tra neurobiologia e scienze della complessità, Seminario Nazionale “Per Gioco e Per Cura”, op. cit.
Scardicchio A.C., Prandin A., Parole disarmate, Foggia, Edizioni del Rosone, 2017.
von Foerster H., Sistemi che osservano, Roma, Astrolabio Ubaldini, 1987.