Menu
Bloom Lab:
una rivoluzione gentile fatta di gesti semplici
Le piante addomesticano gli spazi educativi e ci rendono più umani
Alessandra Corradi
Presidente e coordinatrice pedagogica,
cooperativa sociale Il Cortile E.T.S., Salsomaggiore Terme (Pr)
Roberta Callegari
Coordinatrice pedagogica dei servizi nido,
cooperativa sociale Il Cortile E.T.S., Salsomaggiore Terme (Pr)
Abstract
Bloom Lab è una ricerca-azione, promossa da Il Cortile cooperativa sociale ETS in collaborazione con la Libera Università di Bolzano, che ha coinvolto nidi e scuole dell’infanzia, servizi socio-educativi e servizi per persone con disabilità.
Attraverso un gesto concreto – portare una pianta nei diversi servizi della cooperativa – gli spazi educativi si sono trasformati in giardini diffusi. Educatori, bambini e famiglie hanno sviluppato nuove consapevolezze ecologiche e affettive, diventando “disseminatori” spontanei di una cultura della cura, del rispetto e della relazione in chiave green. L’esperienza ha generato un cambiamento profondo: nuovi sguardi, pratiche sostenibili, maggiore coesione e un senso rinnovato di comunità educativa.
L’articolo si concentra sulla nostra esperienza nei servizi 0-6 anni e presenta riflessioni sul processo attivato per raggiungere tre obiettivi: appropriarci degli spazi educativi e renderli più gentili; sviluppare rapporti di prossimità più intensi con le piante sia all’interno sia all’esterno; potenziare le traiettorie inclusive che contraddistinguono i nostri servizi mettendoci in relazione con degli esseri viventi tanto diversi da noi quanto lo sono i vegetali.
Parole chiave
Piante, spazi, relazioni,
prossimità, consapevolezza
ecologica
Contatti
a.corradi@ilcortile-salsomaggiore.it
robby.callegari@ilcortile-salsomaggiore.it
UN PERCORSO CHE NASCE DA UN LIBRO E CRESCE COME UN GIARDINO
Siamo educatori, insegnanti, persone che ogni giorno si interrogano su quale contributo possa offrire la scuola allo sviluppo della coscienza ecologica (Jones, 2020). Facciamo parte di una cooperativa sociale fondata nel 1990 e radicata nel territorio di Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma.
Crediamo che ogni luogo, ogni comunità, abbia un carattere peculiare. La nostra città racconta una storia di fasti antichi: una località turistica immersa nel verde, una “città giardino” con alberi storici piantumati nei primi decenni del Novecento, quando la regina Margherita frequentava le terme. Oggi queste presenze maestose sono divenute “quasi invisibili”: l’occhio distratto dell’uomo non riconosce più la relazione vitale con il mondo vegetale, un tempo segno distintivo della città, insieme alle acque termali.
La nostra domanda di partenza è radicale: come possiamo accompagnare i bambini e le bambine a scoprire il proprio legame con la natura e, in particolare con il mondo vegetale, all’interno di un percorso educativo autentico?
In questo tempo di crisi ambientale e sociale, che coinvolge anche il nostro territorio, abbiamo scelto di non chiuderci, anzi di aprire pensiero, spazi, nuove possibilità di relazione educativa e sociale. Abbiamo investito energie e risorse in una ricerca-azione che potesse generare l’opportunità per sviluppare una mentalità nuova.
Tutto è cominciato dall’incontro con un libro: Eden. Educare (ne) gli spazi con le piante (Weyland, 2022), ricevuto in dono da un’amica. Questo testo ha acceso in noi una riflessione: “E se provassimo ad aprire le porte dei nostri nidi e delle nostre scuole d’infanzia alle piante, per poi creare un interesse spontaneo verso l’outdoor education?”.
Da lì è nata una rete di contatti con università, ricercatori ed esperti che ha portato alla creazione di un progetto corale Bloom Lab: una rivoluzione gentile con le piante, coinvolgendo tutta la cooperativa.
“Il valore non è vedere una pianta al massimo della sua potenza, ma conoscerla dalla nascita, le piante sono come i bambini, che è bello veder crescere e sorridere alla vita”
(Guglielmi, 2023, p. 8)
Grazie al prezioso contributo di Fondazione Cariparma, abbiamo avviato una ricerca-azione biennale che ci sta profondamente trasformando: non si tratta di una semplice proposta aggiuntiva all’offerta formativa, bensì di una visione pedagogica capace di attraversare e modificare tutti i campi dell’esperienza educativa.
CAMBIARE CAMBIANDO
Il cambiamento che proponiamo è lento ma profondo: un ripensamento dei valori che guidano la nostra proposta educativa. È una riorganizzazione che nasce dalla consapevolezza di essere parte di un “sistema mondo”, in cui ogni elemento è interconnesso (Mancuso e Giordano, 2024). Le piante, in questo senso, non sono semplici oggetti decorativi, ma presenze vive capaci di generare senso, cura e responsabilità.
La nostra ricerca-azione è partita da un percorso formativo che ha coinvolto tutti i responsabili di servizio e, a seguire, i 94 dipendenti della cooperativa – inclusi amministrativi, personale ausiliario e di cucina. Bloom Lab è partito con un convegno aperto alla cittadinanza, in particolare ai genitori, e si è sviluppato attraverso un percorso di sperimentazione, coaching e riflessione con i ricercatori della Libera Università di Bolzano.
A ogni bambino, bambina e adulto della comunità scolastica abbiamo chiesto di portare una pianta. Un gesto semplice, ma denso di significati. Le scuole e i servizi educativi si sono così trasformati in un giardino diffuso. Gli spazi si sono ammorbiditi, è comparso il verde e ora negli ambienti si coglie un senso di bellezza naturale. I bambini e le bambine hanno scoperto lo stupore, il piacere e la responsabilità di prendersi cura di un essere vivente. Tutti gli educatori e le famiglie sono stati coinvolti: a volte con timori, dubbi, ma più frequentemente con gioia e meraviglia.
EDUCATORI, BAMBINI, AMBIENTE: UNO SGUARDO CHE SI TRASFORMA
Il primo passo del nostro percorso ha riguardato il ruolo dell’educatore che si è messo in gioco accettando le piante come vere e proprie partner educanti e ponendosi come facilitatore di una relazione circolare e inusuale: bambino-pianta-educatore. L’incontro e la scoperta della propria pianta, da parte degli educatori e dei bambini hanno rappresentato un processo lento, costante e, in alcuni momenti, impegnativo. Abbiamo dovuto affrontare paure, imperizia, impazienza e imprevisti. Ma, lentamente, le piante sono diventate compagne di gioco e potenti soggetti educanti.
I bambini, quotidianamente, sono entrati in relazione con la pianta, hanno parlato con lei, l’hanno portata con loro negli spazi di gioco, l’hanno coinvolta nelle routine. Le capacità di osservazione hanno avuto un’impennata: si sono accorti di ogni piccolo cambiamento, hanno fatto confronti, domande e ricercato risposte. Si sono preoccupati dello stato di benessere delle loro piante e hanno empatizzato cogliendone eventuali segnali di sofferenza.
Con naturalezza siamo passati al secondo passo: i bambini hanno inventato diversi giochi coinvolgendo la loro pianta. Questo processo ludico-creativo li ha entusiasmati. Abbiamo quindi deciso di raccogliere i giochi in un mazzo di carte da portare a casa: Piantagioco è diventato il punto di partenza per coinvolgere tutto il mondo adulto. Esso ha rappresentato una documentazione viva di un percorso educativo-scolastico complesso, con al centro la relazione ludica dei bambini con le piante. Usare il mazzo delle Piantagioco a casa, vedere il coinvolgimento e la competenza di bambini e bambine nel maneggiare la pianta, avrà fatto cogliere ai genitori la portata del cambiamento? Noi crediamo di sì.
Nell’anno appena concluso è iniziata la terza fase del nostro progetto: siamo passati quasi naturalmente alle esperienze outdoor (Perazzi, 2022). I bambini e le bambine hanno svolto un approfondimento sull’acqua piovana e, in sintonia col mondo vegetale e con le creature che lo popolano, hanno studiato scorpioni, amenti e fiori femminili del nocciolo, osservati anche al microscopio, si sono appassionati ai funghi. In questa fase abbiamo realizzato un nuovo gioco: un memory da regalare ai papà per la loro festa, ispirato alle esplorazioni fatte tra indoor e outdoor (Saban, 2025).
Grazie a questo strumento ludico i bambini sono diventati, in modo ancora più esplicito, educatori dei loro genitori: hanno portato a casa parole nuove, sguardi diversi, pratiche di cura e conoscenze. I bambini hanno generato curiosità nel mondo adulto diventando disseminatori consapevoli di una cultura ecologica, capaci di contagiare con semplicità chi li circonda, testimoniando che il cambiamento nasce da uno sguardo, da una relazione con esseri viventi non più invisibili. Ci chiediamo ancora: questo tipo di esperienze, legate alla natura e al gioco, genereranno una mentalità più ecologica nelle famiglie? È la nostra speranza.
In questi due anni, la prossimità con le piante indoor e le esperienze in outdoor con il vivente ci hanno permesso di affrontare anche tematiche delicate, come la perdita e il lutto. Le piante, come tutti gli esseri viventi, muoiono e si trasformano. Questo processo ha stimolato molte domande e un coinvolgimento emotivo profondo. In un nostro nido d’infanzia abbiamo creato uno spazio, il Cerchio della vita, dove i bambini portano le piante morte e prelevano il terriccio per i rinvasi delle talee: la vita continua.
Bloom Lab si è aperto anche alla dimensione spirituale e, in modo del tutto spontaneo, ci ha permesso di trattare temi profondi legati alle emozioni e al senso della vita. L’ambiente scolastico ha guadagnato in qualità estetica e valore simbolico: è diventato più accogliente, armonioso e vivo. Abbiamo osservato nei bambini un incremento di empatia, responsabilità, capacità di osservazione e cura che ogni giorno ci stupisce. L’insetto è una scoperta meravigliosa: non viene temuto o schiacciato, ma osservato e interrogato. I fiori non vengono più raccolti distrattamente ma riconosciuti, contemplati e studiati con la lente come tesori preziosi (Ferrari, 2024).
Il bambino ha trovato nuovi spazi e nuovi modi per esplorare, giocare, imparare: dentro e fuori l’aula, in un equilibrio sempre più fluido tra indoor e outdoor. Ci sentiamo di affermare che i bambini, grazie a Bloom Lab, hanno sviluppato una relazione autentica con le piante. Il contatto con il mondo vegetale, anche indoor, ha gettato un seme per coltivare una visione del mondo più libera, aperta e sensibile, uscendo dalla gabbia dell’antropocentrismo.
FATICHE, DUBBI, SODDISFAZIONI E PROSPETTIVE
Come ogni processo autentico, anche questa ricerca-azione ha comportato delle difficoltà: la gestione delle piante, le insicurezze di chi si sentiva “negato”, l’accoglienza di tempi diversi da parte di ogni educatore e bambino rispetto al mettersi in gioco e aderire agli obiettivi del progetto (Farrell, 2019). Abbiamo dovuto spiegare che Bloom Lab è un progetto con un inizio, ma senza una fine. Le piante faranno sempre parte del nostro percorso educativo. Ai genitori, al momento dell’ambientamento, chiediamo di portare una pianta: sarà la compagna di viaggio dei loro figli. Un gesto che stimolerà domande e curiosità sugli obiettivi formativi dei nostri servizi.
Questa ricerca-azione ci ha arricchiti profondamente: ha generato maggiore coesione e condivisione tra i 13 servizi della cooperativa, ha attivato nuove competenze e relazioni più ricche e significative. I bambini ci hanno stupito, interrogato, trasformato, talvolta messo in discussione, spingendoci a esplorare e comprendere che non si finisce mai di conoscere sé stessi e l’ecosistema di cui siamo parte.
La ricerca ha portato anche a cambiamenti gestionali: la rivoluzione gentile è arrivata fino in cucina. Abbiamo cambiato i menu: tutti gli alimenti proposti sono biologici, abbiamo ridotto drasticamente il consumo di carne privilegiando le proteine vegetali e utilizziamo solo carne da allevamenti estensivi. Beviamo solo l’acqua del nostro acquedotto, costantemente controllata. Usiamo carta riciclata o certificata FSC, abbiamo ridotto l’uso della plastica e ci riforniamo da fornitori a Km 0. Tutte scelte coerenti con l’obiettivo di ridurre il nostro impatto ambientale.
Guardiamo al futuro con fiducia. Non vogliamo più lottare, ma resistere con coerenza e determinazione, plasmando uno stile educativo e imprenditoriale concreto, gentile e rispettoso (Guglielmi, 2023). Il nostro sogno è che il progetto possa espandersi, ispirare altre scuole ed entrare nei percorsi formativi degli educatori. Le piante ci hanno insegnato una cosa fondamentale: non esiste educazione ecologica senza un coinvolgimento sensibile e affettivo. Coltivare piante a scuola è coltivare la vita, in tutte le sue forme. E si può fare!
BIBLIOGRAFIA
Weyland B., Eden. Educare (ne)gli spazi con le piante, Milano, Corraini, 2022.
Farrell H., Come coltivare le piante da interno, Cornaredo (Mi), Il Castello, 2019.
Ferrari M., Noi siamo Erbacce, Milano, Altraeconomia, 2024.
Guglielmi L., Diario di un giardiniere anarchico, Semirurali, Scandicci (Fi), 2023.
Jones L., La specie solitaria, Ambiente, Milano, 2020.
Mancuso S., Giordano P., Il favoloso mondo delle piante, Sansepolcro (Ar), Aboca Kids, 2024.
Perazzi A., I giardini invisibili, DeA Planeta libri, Milano, 2022.
Saban C., L’orto segreto, Ortocircuito, Milano, 2005.