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IDEE E PRATICHE DI SOSTENIBILITÀ
Letizia Luini e Francesca Rota
Bambine e bambini agenti attivi di cambiamento per una sostenibilità ambientale
“Il punto di vista delle persone minorenni dovrebbe essere ricercato in modo proattivo e tenuto in debita considerazione nella progettazione e nell’attuazione di misure volte ad affrontare le significative sfide ambientali e a lungo termine che stanno plasmando in modo determinante le loro vite. I mezzi di espressione creativa […] possono essere utilizzati dalle persone minorenni per partecipare ed esprimere le loro opinioni”
Comitato sui diritti dell’infanzia, 2023, p. 14
I documenti nazionali e internazionali che tematizzano l’educazione alla sostenibilità e allo sviluppo sostenibile mettono in luce l’importanza di considerare bambine e bambini come agenti attivi rispetto ai problemi ambientali che caratterizzano il nostro pianeta. A questo proposito, il Commento generale n. 26 sui diritti delle persone minorenni e l’ambiente (2023), risulta cruciale ai fini di questa riflessione in quanto, oltre ad affermare che le persone minorenni hanno diritto a essere protette dalle violazioni dei loro diritti derivanti dai danni ambientali, dichiara il diritto dei più giovani a essere riconosciuti, rispettati e ascoltati pienamente in qualità di attori del proprio mondo, in particolare per quanto concerne le questioni ambientali. Ciò risulta fondamentale almeno per due motivi: il primo è che oggigiorno, come si legge nel Commento, il degrado ambientale colpisce diversi aspetti della vita dei più piccoli, mettendo in grave pericolo il loro futuro; il secondo motivo è che i bambini di oggi saranno gli adulti di domani, che potranno fare scelte e adottare comportamenti che tengano conto o meno del benessere del pianeta. In questo senso, “la sostenibilità non può prescindere dall’adozione di un metodo fondato sul dialogo intergenerazionale: serve un coinvolgimento nel presente anche delle generazioni che saranno ‘adulte’ nel futuro, serve comprendere quali spazi decisionali e di partecipazione si è in grado di dare loro, in che modo, in un certo senso, garantire a tutti i cittadini la necessaria capacità di agency” (Biffi, 2021, p. 51). La letteratura internazionale (Daly, 2022) mette infatti in luce come per affrontare problemi ambientali sia necessario coinvolgere attivamente nei processi decisionali grandi e piccoli, che proprio grazie alle azioni quotidiane possono generare cambiamenti significativi e nuove consapevolezze. Infatti, uno degli obiettivi dell’educazione alla sostenibilità e allo sviluppo sostenibile è proprio quello di promuovere la consapevolezza che solo attraverso azioni continuative nel tempo e l’impegno comune è possibile co-costruire una società che si impegna a realizzare comportamenti più rispettosi del pianeta che abitiamo. Al tempo stesso, dalla letteratura emerge che spesso le generazioni più giovani non sono adeguatamente incluse nei processi decisionali in merito a temi come la sostenibilità ambientale in quanto ritenuti troppo complessi, mentre promuovere la partecipazione di bambine e bambini rispetto a questioni ambientali legate ai luoghi in cui vivono, può consentire loro di percepirsi come cittadini del mondo, impegnati nel proprio contesto locale ad affrontare problemi che riguardano anche il contesto globale. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, è indispensabile garantire che bambine e bambini abbiano accesso ad ambienti di apprendimento stimolanti che permettano loro di acquisire gli strumenti e le conoscenze necessarie per partecipare pienamente alla vita sociale, attraverso la realizzazione dei loro diritti e l’implementazione delle loro capacità. I servizi 0-6, in questo senso, possono dunque contribuire a valorizzare comportamenti virtuosi da parte di bambine e bambini nei confronti dell’ambiente, così come a sviluppare competenze in contesti significativi di apprendimento, dove anche i più piccoli hanno l’opportunità di percepirsi come cittadini attivi (MATTM e MIUR, 2016), beneficiando, fin dalla più tenera età, di opportunità di azione volte alla trasformazione di pratiche e atteggiamenti, partecipando attivamente a processi decisionali che possono avere un impatto sulle proprie e altrui esperienze di vita. A questo proposito, il GreenComp (Commissione europea, 2022) delinea una competenza chiave, denominata “agire per la sostenibilità” che “incoraggia ad agire a livello individuale e collettivo per plasmare futuri sostenibili” (p. 25) e suggerisce di rivolgersi a figure istituzionali e non per rendere possibili i processi di cambiamento auspicati. Il documento promuove dunque partecipazione e azione collettiva, a partire da ciò che può essere fatto nei contesti più prossimi: i problemi legati alla sostenibilità ambientale richiedono infatti di essere affrontati in primis a livello locale e quotidiano, attraverso la collaborazione tra pari per raggiungere obiettivi comuni, in quanto le azioni collettive possono contribuire allo sviluppo di capacità e volontà di partecipare in modo critico ai processi democratici riguardanti, per esempio, l’uso delle risorse naturali e la nostra relazione con esse. Dunque emerge, ancora una volta, il ruolo che può essere assunto dai servizi educativi, poiché questi possono offrire bambine e bambini contesti a supporto di esperienze partecipative e trasformative: a seconda dell’età e delle propensioni individuali, ciascuno dovrebbe poter esprimere la propria opinione attraverso i linguaggi e le modalità che preferisce, osservando e sperimentando l’impatto delle proprie azioni, e riconoscendo quali azioni sono possibili, diventando sempre più consapevoli del proprio potenziale rispetto ai problemi legati all’ambiente. Da questo punto di vista è quindi possibile intuire che le trasformazioni necessarie alla sostenibilità avvengono anche e soprattutto grazie a cambiamenti culturali, sociali e comportamentali (Commissione europea, 2022) di tutti e ciascuno: esperienze quotidiane che promuovono l’osservazione, l’ascolto, la riflessione, l’attivazione individuale e collettiva, il dialogo e il confronto tra diverse prospettive possono perciò consentire anche ai più piccoli di individuare spazi per esercitare il proprio diritto a partecipare (ONU, 1989) rispetto a questioni di natura ambientale, che li riguardano strettamente nel presente così come nel futuro, sia come individui che come collettività.
Letizia Luini e Francesca Rota, dottorande in Educazione nella Società Contemporanea, Università degli studi di Milano-Bicocca, insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria.
© Monica Guerra per Bambini e Natura – www.bambinienatura.it
PER APPROFONDIRE
Biffi E., Pensare la sostenibilità in tempi di pandemia: contributi e sfide dalla ricerca educativa, in “Formazione & Insegnamento”, vol. 19, n. 1, 2021, pp. 48-59.
Comitato sui diritti dell’infanzia, Commento generale n. 26 sui diritti delle persone minorenni e l’ambiente, con particolare attenzione al cambiamento climatico, 2023, www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/2024-01/commento26onu.pdf.
Commissione europea, GreenComp. Quadro europeo delle competenze in materia di sostenibilità, Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione Europea, 2022.
Daly A., Climate Competence: Youth Climate Activism and Its Impact on International Human Rights Law, in “Human Rights Law Review”, 22(2), 2022.
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Carta dell’educazione ambientale, 2022, www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/ carta_integrale.pdf.
ONU, Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, 1989, www.datocms-assets.com/30196/1607611 722-convenzionedirittiinfanzia.pdf.
DOMANDE GENERATIVE
La preparazione e cura dell’ambiente sono fondamentali per la progettazione di un pranzo educativo. Quali elementi caratterizzano il contesto del pranzo nei vostri Servizi educativi 0-6 anni?
In una prospettiva di confronto tra Servizi educativi 0-3 e scuole dell’infanzia, il momento del pranzo presenta valori, opportunità educative e dimensioni organizzative omogenee o differenti?
Quali le somiglianze?
Quali le diversità?
Francesca Ciabotti