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Architettare con la natura:
Verde S-Ogni, uno spazio rigenerativo
Il giardino coperto della scuola dell’infanzia
Simona Bonfanti
Psicologa-psicoterapeuta, coordinatrice, scuola dell’infanzia XI Aprile 1848,
Castelnuovo del Garda (Vr)
Claudio Ciresola
Architetto, presidente della scuola dell’infanzia XI Aprile 1848, Castelnuovo del Garda (Vr)
Abstract
La realizzazione del giardino coperto multisensoriale alla scuola dell’infanzia ha annullato i confini tra interno ed esterno, generando un ambiente educativo immersivo in dialogo con la natura. Spazi flessibili e sensoriali favoriscono apprendimento attivo, autonomia e consapevolezza. Il progetto promuove un’educazione inclusiva e partecipata, integrando paesaggio, comunità e innovazione pedagogica.
Parole chiave
Personalizzazione, spazi,
comunità, natura, inclusione
Contatti
dott.bonfanti.simona@gmail.com
claudiociresola@gmail.com
UNA SCUOLA IN CAMMINO
Nella nostra scuola si sta lavorando all’implementazione di percorsi di apprendimento individualizzati e personalizzati, evitando l’applicazione di programmi standardizzati. L’obiettivo è organizzare ambienti di apprendimento che stimolino i bambini e le bambine e sostengano lo sviluppo delle loro competenze, ponendo particolare attenzione alle loro potenzialità. L’osservazione e l’ascolto rappresentano i punti cardine e qualificanti del processo di progettazione educativa, poiché consentono di restituire al bambino/a un’esperienza arricchita e più comprensibile, attraverso l’utilizzo dei codici dei sistemi simbolico-culturali.
Ogni bambino e bambina rappresenta un universo complesso, ricco di potenzialità che attendono di essere liberate e valorizzate. È fondamentale riconoscere l’unicità di ciascuno, il quale è pronto a sperimentare tutto ciò che è diverso e nuovo. Per favorire questa esplorazione è necessario offrire spazi e materiali adeguati, in grado di mantenere attivo il pensiero creativo e di stimolare le domande sul funzionamento del mondo circostante.
L’ambiente di apprendimento, finalizzato allo sviluppo di competenze, pone al centro il bambino, affinché possa apprendere in modo significativo. Questo approccio favorisce una partecipazione attiva nella costruzione delle proprie conoscenze, esercitando capacità quali la risoluzione di problemi, l’apprendimento cooperativo e l’autovalutazione. Gli ambienti sono strutturati in modo da motivare, stimolare e mantenere vivo l’interesse dei bambini verso l’apprendimento.
Dal punto di vista metodologico, il bambino non è più considerato un semplice ricevente di nozioni, bensì un soggetto attivo che ha la possibilità di mettersi in gioco, sperimentando i propri saperi attraverso attività sia individuali sia collettive. Una modalità didattica che non si basa più su un’impostazione unilaterale, ma si configura come un processo di co-costruzione dei saperi, in cui il bambino, partendo da una situazione stimolo, è chiamato a portare a termine un compito attraverso la progettazione, l’analisi e la sperimentazione.
Al fine di adottare pienamente questo nuovo percorso, si è resa indispensabile una ristrutturazione degli spazi, affinché essi si configurassero come ambienti autenticamente educativi e funzionali a sostenere il processo di crescita e apprendimento di bambini e bambine.
La nostra modalità operativa, caratterizzata da un’apertura costante verso nuove e innovative strade formative, rappresenta senza dubbio un motivo di grande orgoglio per la nostra realtà. Questa filosofia ci ha consentito di ideare e realizzare, nel corso degli ultimi anni, importanti e ambiziosi progetti che hanno arricchito significativamente il nostro percorso educativo. Tra questi, si distinguono la stanza snoezelen, la palestra e il bagno snoezelen e infine il grande giardino esterno multisensoriale. Questi sono per noi strumenti fondamentali per favorire lo sviluppo sensoriale, motorio e cognitivo, creando ambienti stimolanti e altamente funzionali alle esigenze di ciascun bambino e bambina.
Inizialmente, la nostra attenzione si è concentrata sulla trasformazione degli spazi interni della scuola, mentre il grande giardino che la circondava era concepito esclusivamente come un’area destinata allo svago e al gioco ricreativo. Col tempo, abbiamo iniziato a percepire una dicotomia tra interno ed esterno, tra il valore attribuito agli ambienti scolastici e quello riconosciuto agli spazi all’aperto. Questi ultimi venivano utilizzati principalmente in condizioni di bel tempo, limitandone l’uso a momenti di gioco libero, senza un’integrazione con le finalità educative e pedagogiche della scuola.
È così nata una riflessione profonda: come poteva anche il giardino diventare uno spazio educativo? Come fare in modo che le esperienze all’esterno non fossero sporadiche o accessorie, ma parte integrante del percorso formativo, pienamente inserite nella progettazione pedagogica e nella routine quotidiana?
Da questa consapevolezza, dopo la ristrutturazione completa del giardino esterno, è emersa la necessità di creare uno spazio di transizione tra interno ed esterno, un ambiente intermedio con caratteristiche e attrezzature pensate in relazione agli obiettivi di apprendimento. Uno spazio flessibile e modificabile, capace di accogliere diverse discipline e attività, adattandosi di volta in volta alle esigenze educative, in un’ottica di continuità tra ciò che avviene dentro e fuori dalle mura scolastiche.
Con l’ultimo progetto, la riqualificazione del giardino coperto, si è voluto completare il percorso di rivisitazione degli spazi intrapreso in questi anni. La realizzazione di un ampio giardino sensoriale, in cui la sperimentazione di materiali, superfici, suoni e odori diventa il fulcro del processo inclusivo, mira a integrare gli spazi di apprendimento tradizionali, come le sezioni, con ambienti che favoriscano l’esperienza multisensoriale.
L’elemento fondamentale che ha guidato la ristrutturazione degli spazi è stato promuovere la scuola come un centro aggregativo, favorendo un ampliamento dell’offerta formativa a favore della comunità educante, con l’obiettivo di renderla un luogo di crescita, inclusione e partecipazione attiva per tutti.
PROGETTAZIONE CONDIVISA
Negli anni è emersa con forza l’esigenza di recuperare la centralità della scuola come luogo attorno al quale far gravitare tutti gli “attori” impegnati nell’educazione dei bambini. Crediamo profondamente nel valore del senso di appartenenza, della cooperazione e della condivisione dei percorsi educativi. Solo attraverso relazioni autentiche e partecipate è possibile affrontare quella “fatica di vivere” che oggi emerge anche nei contesti scolastici. Stiamo costruendo una vera comunità educante, in cui la crescita dei bambini non sia responsabilità esclusiva della scuola, ma impegno condiviso da tutta la collettività. In un tempo segnato da profondi cambiamenti socioculturali, dalla frammentarietà delle relazioni, dalla complessità dei modelli familiari e dalla perdita di autorevolezza degli adulti, emerge una crisi educativa che coinvolge scuola e famiglia. Per questo, abbiamo ritenuto fosse urgente e necessario un approccio corale, capace di restituire coerenza, senso e direzione al percorso formativo dei più piccoli.
La riqualifica dello spazio attraverso il progetto Outdoor: bambini, comunità, natura in connessione educativa, finanziato anche grazie al sostegno della fondazione Cariverona, è frutto di una co-progettazione condivisa tra scuola, territorio e i ricercatori del laboratorio interdisciplinare Edenlab in un dialogo costruttivo volto alla definizione di un modello di sviluppo che, nel breve, medio e lungo periodo, possa portare al raggiungimento di un obiettivo comune. Si è deciso di coinvolgere la comunità già in fase progettuale perché siamo fortemente convinti della necessità di recuperare una dimensione comunitaria dell’educazione per tentare di superare l’attuale profonda crisi pedagogica.
È stato organizzato un seminario nel mese di gennaio 2024 strutturato in due giornate, la prima conferenziale e la seconda con workshop a cui hanno partecipato rappresentanti della comunità, genitori, educatrici e i cui risultati si sono tradotti in modelli fisici, riassunti tangibili del concetto pedagogico degli spazi esterni.
Successivamente, attraverso incontri e scambi riflessivi, è stato sviluppato un progetto architettonico coerente con il concetto pedagogico enunciato, che ha introdotto un nuovo rapporto tra edificio e territorio. Il progetto ha previsto il superamento dell’idea tradizionale di tempo-scuola, la valorizzazione degli spazi di raccordo, nonché l’adozione di principi di flessibilità e innovazione. Il risultato tangibile di questo percorso è la dimostrazione che i limiti delle architetture statiche possono essere trasformati in opportunità di rigenerazione degli spazi, i quali, pur essendo poco adattabili ai nuovi concetti pedagogici di integrazione e inclusione, possono invece diventare generatori di sistemi aggregativi, estendendo la loro funzione anche alla comunità.
A fine progetto siamo soddisfatti per aver raggiunto diversi obiettivi: innanzitutto, siamo riusciti a riqualificare uno spazio inutilizzato della scuola, trasformandolo in un ambiente che rispecchiasse la nuova idea di bambino e le sue esigenze; in secondo luogo, abbiamo creato un nuovo ambiente di apprendimento che funziona come un ponte tra l’outdoor e l’indoor, favorendo esperienze multisensoriali e più coinvolgenti. Inoltre, stiamo lavorando per far sì che questo spazio sia fruibile non solo per i bambini che frequentano la scuola, ma accessibile all’intera comunità educante, attraverso laboratori diversificati e mirati alle esigenze del territorio.
Ci proponevamo di stimolare una riflessione nella comunità educante sull’importanza di ripensare gli spazi fisici in chiave pedagogica, per favorire un ambiente più inclusivo, stimolante e in linea con i nuovi paradigmi educativi. Ci siamo riusciti.
IL PROGETTO DEL GIARDINO COPERTO
La trasformazione del nostro giardino coperto si è ispirata all’idea di uno spazio capace di annullare il confine tra interno ed esterno. L’obiettivo era creare una continuità percettiva in cui l’edificio smettesse di essere un contenitore chiuso, accogliendo visivamente e sensorialmente il verde degli ampi spazi esterni. In questo modo, l’ambiente interno si è aperto alla natura, diventando parte integrante dell’esperienza educativa quotidiana.
La separazione fisica tra dentro e fuori si è trasformata in una semplice membrana trasparente, attraverso la quale far entrare luce, colori e suggestioni naturali. Le superfici verticali laterali, strutturalmente non modificabili, sono state reinterpretate come quinte permeabili: accolgono elementi naturali che solitamente si trovano su piani orizzontali, spostando così il paesaggio nel cuore dell’architettura.
Il “giardino coperto”, date le generose dimensioni, ospita una grande piazza verde centrale, facilmente rimodulabile, adattabile a diversificate attività. Sono presenti zone laboratoriali e di relax. Le pareti perimetrali sono dotate di elementi di stimolazione sensoriale e ludici. Alcune sono attrezzate per l’arrampicata, con ganci di ancoraggio per praticare discipline aeree in grado di attivare tutti i sensi. La pelle è stimolata dal contatto con i materiali (corde, tessuti, prese), l’equilibrio viene continuamente messo alla prova, e la mente è chiamata a rimanere concentrata su ogni movimento.
Questo tipo di coinvolgimento sensoriale migliora la consapevolezza corporea e favorisce l’integrazione sensoriale, rendendole attività ideali anche in ambiti educativi. Al di là della forza e della flessibilità che richiedono e sviluppano, queste attività offrono una stimolazione profonda, con benefici importanti a livello vestibolare e propriocettivo, esperienze sensoriali totali che coinvolgono il corpo e la mente. Un autentico viaggio dentro e fuori dal corpo, sospesi tra terra e cielo. Gli spazi all’esterno, proprio in virtù della generosità degli ambienti, sia in termini di dimensioni sia di ricchezza di stimoli, sono luogo d’elezione dove sperimentare oltre che saperi anche la propria corporeità a 360 gradi, cimentandosi con i propri limiti, ricercando strategie compensative per aggirarli, sviluppando un pensiero creativo di risoluzione degli ostacoli, educando i bambini, grazie all’esperienza del rischio, a comportamenti responsabili verso i pericoli.
Il nuovo spazio educativo viene percepito in continuità tra quelli esistenti e in diretto rapporto con le aree verdi esterne, con elementi che favoriscono la percezione continua dei volumi. Gli arredi possono essere modificati e trasformati all’occorrenza, senza perdere la loro funzione educativa, rendendo l’ambiente facilmente plasmabile. La chiusura trasparente permette di usufruire dello spazio per maggiore tempo durante il corso dell’anno, favorendo l’aggregazione, la collaborazione tra i docenti e i bambini, la condivisione di esperienze.
Il collegamento diretto con lo spazio esterno, inoltre, offre ai bambini e alle bambine l’occasione di vivere la natura come ambiente di indagine, ricerca, scoperta, formulazione di ipotesi a seguito di osservazioni e successiva verifica. Lo spazio interno-esterno che si è creato non si limita a essere una copia di quelli interni: esprime un’identità propria e offre opportunità educative uniche. All’aperto, bambini e bambine vivono esperienze diverse, in relazione diretta con la natura, che completano quanto avviene all’interno o aprono a nuovi apprendimenti.
I due giardini, interno ed esterno, diventano luoghi moltiplicatori di occasioni educative. Uscire non significa riproporre fuori ciò che si fa dentro, ma utilizzare gli elementi naturali per imparare attraverso ciò che accade spontaneamente. Quando l’esterno è considerato un vero e proprio ambiente educativo, l’uscita non è occasionale né dipende dal bel tempo. Diventa una parte quotidiana della giornata, integrata nella routine e nella progettazione educativa, in costante dialogo con le esperienze realizzate negli spazi interni, una relazione con gli spazi verdi non solo per puro piacere, ma anche per i benefici da un punto di vista sia psicologico che fisico.
Una completa riorganizzazione degli spazi dove i vari microambienti si sono integrati gli uni agli altri contaminandosi e, seppur finalizzati a scopi diversificati, risultino flessibili, polivalenti in grado di rispondere e accogliere i bisogni dei bambini che di volta in volta li abitano, cercando di rendere comunque la scuola uno spazio unico e integrato.
UN NOME PER IL NOSTRO GIARDINO: VERDE S’OGNI
Il nome Verde S’ogni nasce da un percorso laboratoriale intenso e partecipato, condotto con i bambini e le bambine grandi della scuola. Un cammino fatto di ascolto, immaginazione e creatività, durante il quale i bambini hanno espresso i loro desideri, le loro visioni e i loro sogni rispetto allo spazio esterno che avrebbero voluto vivere.
Il giardino, per loro, non era solo un luogo fisico, ma un mondo possibile: uno spazio del cuore, in cui natura, gioco e libertà potessero incontrarsi. Questo sogno collettivo ha preso forma attraverso le loro proposte, ciascuna diversa, personale, autentica. Ogni elemento progettuale del giardino è così diventato espressione dell’unicità di ogni bambino e bambina, in un dialogo armonico tra individualità e comunità.
Il nome Verde S’ogni, con il suo gioco di parole tra “sogni” e “ogni”, racchiude proprio questo: un giardino verde nato dai sogni di ogni bambino, un luogo che custodisce il valore singolare di ciascuno e lo intreccia in un disegno comune, fatto di rispetto, bellezza e partecipazione.
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