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TACCUINI

Letizia Luini e Greta Persico

Alcune suggestioni per l’utilizzo dei taccuini

Greta Persico

Tenere traccia delle proprie esperienze esplorative è una pratica per chiunque abbia desiderio e tempo per sperimentare una relazione continuativa con un determinato luogo. Il taccuino è un valido strumento a supporto di tali esperienze (Laws e Lygren, 2020). Il suo utilizzo, così come le attenzioni contenute in questo contributo e nell’intera rubrica, sono da ritenersi quindi valide per professionisti e professioniste dei servizi educativi così come per bambini e bambine, per i quali se ne immagina un uso a partire dai 3 anni di età.

Per iniziare a utilizzare il taccuino proponiamo innanzitutto di assicurarvi che ve ne siano a disposizione per tutti e tutte coloro che partecipano all’esperienza esplorativa: essendo pensato come un oggetto personale, potrebbe essere interessante possederne uno per ciascuna figura educativa e offrirne uno ad ogni componente del gruppo di bambine e bambini. Chi accompagna l’esperienza avrà cura di supportare bambine e bambine nel conservare il proprio taccuino così che non venga smarrito e non si deteriori.

Il taccuino può essere acquistato oppure costruito attraverso la piegatura dei fogli, rilegato con spago o punti metallici. Nella scelta del taccuino, sia esso auto prodotto o comprato, le principali caratteristiche da considerare sono le seguenti:

  • La resistenza: la presenza di una copertina in carta o cartoncino di grammatura superiore ai fogli contenuti all’interno può aiutare in tal senso.

  • La continuità: contiene più pagine così da permettere un impiego prolungato nel tempo che consenta di tenere traccia in modo continuativo della propria esperienza nel mondo (Guerra, 2020).

  • La libertà espressiva: le pagine sono prevalentemente bianche, prive di righe o quadretti, per favorire un’espressione più libera, priva di vincoli.

  • Il formato: ne deve facilitare l’impiego in diversi ambienti (chiusi o all’aperto). È opportuno che non abbia dimensioni ingombranti e che vi sia uno spazio di lavoro sufficiente. Una grandezza massima di riferimento può essere quella dei fogli A5.

In quanto strumento di lavoro personale, il taccuino non è soggetto a giudizi di sorta sia da parte delle figure adulte che accompagnano le esplorazioni sia da parte del gruppo. I contenuti che nel tempo riempiono le sue pagine sono da intendersi come una “memoria registrata” (Tsvereni, 2021) di processi di pensiero, tematiche d’interesse e piste di ricerca che hanno piena legittimità e rispetto alle quali non sono prioritari criteri di correttezza formale o resa estetica.

Lo stesso accade per l’utilizzo dello spazio all’interno delle pagine o per gli strumenti grafici prescelti per la documentazione delle esperienze. Chi accompagna può ovviamente facilitare tale processo mediante la scelta dei materiali da mettere a disposizione: per esempio, matite di grafite e colorate, pennarelli neri con punte di diversi spessori, pastelli o acquerelli, possono rappresentare un kit di base per tenere traccia con parole, disegni o mappe sulle proprie pagine.

Il lavoro di composizione del taccuino avviene prevalentemente a livello individuale, sebbene ciò non escluda la possibilità di condividere il lavoro con compagne o compagni con i quali si è condotta l’esplorazione. Laddove emerga la necessità o il desiderio, è inoltre possibile intervenire sul taccuino di un’altra persona avendo però cura di ottenere preventivamente il consenso dalla stessa e negoziando con essa quello che è o non è possibile integrare.

In questo senso, sarà cura di educatrici ed educatori portare all’attenzione del gruppo questo aspetto di natura etica e discutere insieme a bambine e bambini la possibilità di condividere consensualmente il proprio materiale, sia nel gruppo di pari che con le figure adulte. Il tema del consenso (Dockett, Einarsdóttir e Perry, 2012) rappresenta dunque una questione centrale anche nella relazione tra figure educative e bambini e bambine in riferimento alla consultazione e all’uso dei taccuini personali: condividere quanto documentato, mostrare o far fotografare i contenuti del proprio taccuino è una possibilità preziosa per il gruppo ma non comporta un obbligo.

Può accadere che vi sia chi preferisca esplorare a coppie o in piccolo gruppo, decidendo poi di documentare su un solo taccuino o piuttosto di tenere traccia della prospettiva personale di un processo di ricerca condiviso sul proprio.

La versatilità dello strumento rende dunque possibile tutte queste modalità di utilizzo con alcune accortezze che elenchiamo di seguito:

I Metadati

Innanzitutto appare interessante indicare i metadati all’inizio della pagina. Tali informazioni consistono, ad esempio, in:

  • Data

  • Luogo dove ci si trova

  • Condizioni atmosferiche

  • Nomi di chi ha partecipato all’esplorazione

I metadati possono essere integrati a seconda delle necessità: sono fondamentali per contestualizzare quanto riportato sulle pagine del taccuino e favoriscono la comparazione dei materiali contenuti.

Il tempo della documentazione

In secondo luogo è importante garantire un tempo adeguato alla fase di documentazione. Il taccuino infatti può essere portato con sé durante l’esplorazione per eventuali annotazioni, schizzi o mappature in divenire, ma poi, al termine dell’esperienza esplorativa, è utile garantire un tempo appropriato, prolungato ed espressamente dedicato alla sola documentazione, volta a raffinare e completare i primi appunti. A seconda della familiarità con processi documentativi così come delle sensibilità personali, tale fase potrà avere una durata variabile.

A conclusione dell’esperienza, è possibile proporre di condividere quanto documentato con il resto del gruppo.

Il presente contributo è realizzato nell’ambito delle azioni di NBFC.

Funder: Project funded under the National Recovery and Resilience Plan (NRRP), Mission 4 Component 2 Investment 1.4 – Call for tender No. 3138 of 16 December 2021, rectified by Decree n. 3175 of 18 December 2021 of Italian Ministry of University and Research funded by the European Union – NextGenerationEU.

Award Number: Project code CN_00000033, Concession Decree No. 1034 of 17 June 2022 adopted by the Italian Ministry of University and Research, CUP H43C22000530001.

Project title: “National Biodiversity Future Center – NBFC”.

PER APPROFONDIRE

Dockett S., Einarsdóttir J., Perry B., Young children’s
decisions about research participation. Opting out, in
“International journal of early years education”, 20(3),
2012, pp. 244-256.
Guerra M., Nel mondo. Pagine per un’educazione
aperta e all’aperto, Milano, FrancoAngeli, 2020.
Laws J.M., Lygren E., How to teach nature journaling:
Curiosity, wonder, attention.,HeyDay, 2020.
Tsevreni I., Nature journaling as a holistic pedagogical
experience with the more-than-human world, in “The
Journal of Environmental Education”, 52(1), 2021, pp.
14-24.

Letizia Luini, assegnista di ricerca di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Greta Persico, ricercatrice di Pedagogia Generale e Sociale, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca.

 

 

© Silvia Vessio, educatrice, nido comunale di Cava Manara (Pv) gestito dal centro per l’infanzia Pupi Solari

Nel giardino del nido succedono tante cose: i bambini e le bambine incontrano occasioni e possibilità. Arrampicarsi sulle pendenze richiede un esercizio di concentrazione, coordinazione, equilibrio e propriocezione; farlo insieme agli altri permette di sperimentare il rispetto del turno, l’organizzazione spaziale, la previsione del movimento proprio e altrui, la tolleranza dell’attesa e del limite.Con un adulto vicino e un buon equipaggiamento, il giardino è un luogo dove l’esperienza è sempre piena di significato

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