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L’editoriale 

 

di Monica Guerra

– Benvenuto – lo accolsero le rane. – Sei maschio o sei femmina? Ma chi se ne importa, sei nostro ospite!

(Valentina Pellizzoni e Silvia Molteni, Il rospo e altre storie di Hans Christian Andersen, Topipittori 2025)

Benvenuta. Benvenuto. Una parola per dire di un arrivo atteso. Desiderato. Per dare forma verbale all’accoglienza. Ma anche il modo per salutare una nascita, l’inizio di una vita, la nuo va presenza sulla Terra di una bambina e di un bambino. Benvenuto che si fa quasi benedizione, protezione, spazio sicuro. Nel tempo dell’attesa per definizione – qualunque cosa sia ciò che si sta attendendo – pensarsi come persone pronte ad accogliere l’altro, chiunque sia, è esercizio umano necessario. Un esercizio che diventa atto imprescindibile per chi educa e per i servizi educativi in se stessi: scegliere di essere quelle e quelli che di cono benvenuto, proprio mentre il mondo sceglie di essere un posto sempre meno accogliente, soprattutto verso chi ne ha più bisogno. Benvenuto a chi parla una lingua sconosciuta e a chi ascolta soltanto. Welcome. Bienvenue. Bienvenido. Willkommen. Bem-vindo. 환영 (hwanyeong). 受欢迎的 (shòu huānyíng de). 喜ばしい (yorokobashii). Καλώς ορίσατε (kalós orísate). أهلاً وسهلاً (ahlan wa sahlan). Benvenuta a chi arriva da lontano e a chi è un vicino scomodo. Benvenuto a chi veste altri colori e a chi non ha vestiti. Benvenuta a chi ascolta un’altra musica, tifa un’altra squadra, gioca una partita diversa. Benvenuto a chi mangia un altro cibo e a chi cibo non ne ha. Benvenuta a chi dice altre preghiere e a chi non prega affatto. Benvenuto a chi è solo, a chi ha la mamma o il papà o nessuno dei due. E a chi di mamme o papà ne ha due. Benvenuta a chi fa domande scomode e a chi ha timore di parlare. Benvenuto a chi ci somiglia e a chi non potrebbe essere più diverso. Benvenuta a chi è maschio e a chi è femmina, ma soprattutto chi se ne importa. Benvenuto a prescindere. Perché l’educazione è accoglienza, senza distinzioni. E che bel mon do, quello che ci può crescere dentro.

Fondata da Loris Malaguzzi

Direttore responsabile Andrea Pagano

Direttrice scientifica Monica Guerra

Comitato scientifico Monica Amadini (Milano), Francesca Antonacci (Milano), Maja Antonietti (Parma), Fabrizio Bertolino (Aosta), Andrea Bobbio (Aosta), Silvana Calaprice (Bari), Silvia Demozzi (Bologna), Cosimo Di Bari (Firenze), Paulo Fochi (São Leopoldo, Brasile), Aldo Fortunati (Firenze), Ilaria Grazzani (Milano), Inmaculada Gonzàlez (Huelva, Spagna), Elena Luciano (Milano), Susanna Mantovani (Milano), Elena Mignosi (Palermo), Paola Milani (Padova), Luigina Mortari (Verona), Moira Sannipoli (Perugia), Chiara Saraceno (Torino), Donatella Savio (Pavia), Nima Sharmahd (Gent, Belgio), Andrea Traverso (Genova), Beate Weyland (Bressanone), María Ainoa Zabalza (Vigo, Spagna), Francesca Linda Zaninelli (Milano) Elena Zilioli (Roma), Barbara Zoccatelli (Trento), Franca Zuccoli (Milano).

Coordinamento editoriale e redazionale Giovanna Carugo

Comitato di redazione Manuela Bruno, Francesca Ciabotti, Cinzia D’Alessandro, Daniela Ghidini, Francesca Romana Grasso, Marta Locatelli, Giorgia Lo Giudice, Letizia Luini, Daniela Mainetti, Elisabetta Marazzi, Ilaria Mussini, Elena Ravasio, Angela Rinaldi, Elisa Rossoni, Francesca Rota, Angela Sangalli, Stefano Sturloni, Alessia Todeschini, Sara Vincetti.

Progettazione e realizzazione grafica Maria Grazia Brumana

Copertina © Museo della Ceramica di Savona

Per collaborare con “Bambini” è possibile inviare articoli, immagini, video e altro materiale multimediale alla redazione. Gli articoli della sezione “Ricerche” sono soggetti a referaggio. Tutti gli articoli ricevuti sono sottoposti a valutazione e possono essere giudicati idonei per la pubblicazione, idonei previa revisione dell’autore o non idonei. La direzione non si assume la responsabilità degli scritti e fotografie non richiesti. Il materiale inviato non verrà restituito.

Redazione

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Ufficio abbonamenti e arretrati

abbonamenti@bambinieditore.com

© Scuola dell’infanzia Casa del Bambino, Ferrara

 

 

BIBLIOGRAFIA

Acanfora F., La “Convivenza delle Differenze”, in “Autismo, comunicazione & inclusione”, 2021, www.fabrizioacanfora.eu/la-convivenza-delle-differenze. Agamben A., L’uso dei corpi, Milano, Neri Pozza, 2017.

Berger J., Capire una fotografia, Milano, Contrasto, 2014.

Cecotti M., Fotoeducando, Parma, Edizioni Junior-Spaggiari Edizioni, 2016.

Deligny F., I bambini e il silenzio, Bologna, Spirali, 1997. Deligny F., Una zattera sui monti, Roma, Alefbet, 1977.

Falcinelli R., Figure, Torino, Einaudi, 2020.

Lill G., Spunti sul lavoro aperto, Bergamo, Zeroseiup, 2016.

DOMANDE GENERATIVE

L’esperienza descritta determina dei cambi di posizione continui per assumere diversi punti di vista: quale domanda-guida può utilizzare l’équipe per non scivolare in un’inconsapevole cristallizzazione di processi e significati?

Nella convivenza tra famiglie, ognuna diversa a suo modo, non solo quelle con background migratorio, favorire una comunicazione multilaterale è una precisa responsabilità: cosa possiamo mutuare dall’esperienza dell’articolo?

La fotografia fissa significati ma le persone cambiano continuamente: quale libertà e quali limiti devono intrecciarsi per dare voce ai mutamenti?

Francesca Romana Grasso

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