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TAVOLI DI LAVORO
Alessio Cotena e Marco IsaiaServizi educativi Fondazione Museo della Ceramica di Savona
Esperienze costruttive con la creta
Abstract
L’incontro dei bambini e delle bambine con le narrazioni incredibili della mitologia greca prova qui a trovare un punto d’approdo in un’esperienza formativa costruita per appassionarli alle vicende fantastiche ideate nell’antichità. È il tentativo di promuovere una disposizione a guardare e a cogliere, dietro e dentro le leggende, gli aspetti più significativi della realtà naturale e sociale: quasi una metodologia, finalizzata alla comprensione dei testi di un mondo a loro sconosciuto. La scommessa è diventata quella di accompagnare i bambini verso una rappresentazione disegnata e coreografica degli eventi raccontati, per verificare le loro intuizioni, le loro capacità di penetrazione e di interpretazione intorno a quanto è stato sperimentato e vissuto.
Parole chiave Miti, leggende, paure, maschere, magie, suoni
Contatti angelo.rimondi@tiscali.it
"Lungo alcune strade si incontrano giardini involontari: li ha creati la natura. Non danno l’impressione di essere selvatici e tuttavia lo sono. Un indizio, un fiore particolare, un colore vivo, li distingue dal paesaggio circostante”
Gilles Clément, 1991
L’argilla è un medium artistico molto interessante per approcciarsi all’aspetto costruttivo. Affinché bambini e bambine siano liberi di sperimentare, è necessario che l’adulto predisponga preventivamente i materiali. Bisogna preparare una serie di forme modulari (cubi, parallelepipedi, piramidi, ovali ecc.) sufficientemente spesse. Per realizzarle, si possono creare delle lastre uniformi da cui poi ricavare i diversi elementi, aiutandosi anche con dei coppapasta o delle formine. È preferibile utilizzare elementi geometrici ed evitare quelli stereotipati, come cuori o simili. È importante anche preparare forme di diverse grandezze e alcune tagliate a metà, come le semisfere. I diversi elementi costruttivi andranno poi posti al centro del tavolo di lavoro, mescolati per tipologia, insieme alla barbottina (l’argilla liquida). Questa servirà ai bambini e alle bambine per “incollare” i pezzi, avendo cura di appoggiarli su delle tavolette di legno messe a disposizione di ogni partecipante.
La nostra città
Una volta che ogni bambino e bambina avranno sperimentato e provato a costruire la propria città, l’adulto sposterà tutte le loro creazioni su un unico tavolo, invitandoli a osservare e a spostare i vari pezzi per farli dialogare. Ci si accorgerà che mancheranno degli elementi per far comunicare le diverse parti. Questo sarà il momento per costruire ponti, strade e nuovi spazi comuni che i bambini e le bambine immagineranno per dare vita alla loro città collettiva. Se la città viene “conservata” sotto dei sacchetti neri per la spazzatura, rimarrà morbida e continuamente trasformabile a seconda di chi si approccerà al progetto.