Menu
I laboratori con i genitori
Vecchie e nuove forme per promuovere e coltivare l’alleanza con le famiglie
Francesca Cioni e Silvia Tani
Educatrici, servizi educativi per la prima infanzia del Comune di San Miniato (Pi)
Nadia Testi
Coordinatrice pedagogica dei servizi educativi per la prima infanzia del Comune di San Miniato (Pi)
in gestione all’impresa sociale Cora
Abstract
I servizi per l’infanzia promuovono un’alleanza educativa con le famiglie fondata sull’ascolto, la fiducia e la corresponsabilità. In questa prospettiva, la loro qualità si costruisce insieme, attraverso una relazione che valorizza le diversità, condivide gli obiettivi e rafforza il senso di appartenenza a una comunità educante.
Questa visione genera un nuovo patto educativo che si costruisce ogni giorno nello scambio verbale, nei gesti, nelle scelte condivise di co-progettazione, che può avvenire in un laboratorio, in una riunione, in una festa, consapevoli che il sapere educativo non è univoco, ma nasce dall’incontro tra più prospettive, attraverso il riconoscimento dei saperi familiari e la centralità del contesto nella crescita del bambino.
Parole chiave Famiglie, alleanza, co-progettazione, incontro, cultura educativa
Contatti segreteria@bottegadigeppetto.it www.bottegadigeppetto.it
Le autrici fanno parte del gruppo di ricerca de La Bottega di Geppetto – Centro Internazionale di Ricerca e Documentazione sull’infanzia Gloria Tognetti, da cui provengono anche le immagini a corredo del testo.
COSTRUIRE LE ESPERIENZE E I SAPERI INSIEME ALLE FAMIGLIE
La partecipazione delle famiglie nei servizi per l’infanzia è oggi considerata un elemento fondante della qualità educativa. Quello che un tempo era visto come un “valore aggiunto”, oggi è riconosciuto come componente strutturale del progetto pedagogico. In passato, il rapporto tra famiglie e servizi educativi era prevalentemente improntato su un modello assistenziale: i genitori affidavano i propri figli al nido, mentre gli educatori si occupavano della loro cura.
Solo a partire dagli anni Ottanta si comincia ad affermare nei nidi d’infanzia italiani la consapevolezza dell’importanza della partecipazione attiva dei genitori alla vita dei servizi. A partire dalla fine del secolo scorso, anche grazie alla viva memoria degli insegnamenti di pedagogisti come Loris Malaguzzi e all’attivismo pedagogico di altri fra i quali in particolar modo Aldo Fortunati e Gloria Tognetti, si afferma un nuovo paradigma che diventa un carattere identificativo nell’esperienza sanminiatese: il genitore non è più visto soltanto come utente del servizio, ma diventa un protagonista attivo del progetto educativo, mentre, allo stesso tempo, si consolida l’idea che l’educazione del bambino sia un processo condiviso, in cui famiglia e servizi educativi cooperano in una prospettiva di corresponsabilità.
La svolta si concretizza nel momento in cui cambia radicalmente la visione del bambino: non più oggetto passivo di interventi educativi, ma soggetto attivo, competente, curioso, protagonista del proprio processo di conoscenza e apprendimento. Questa nuova immagine del bambino – ricca di potenzialità da accogliere e valorizzare – trova un naturale rispecchiamento nel ruolo delle famiglie, sempre più coinvolte in una dimensione di co-progettazione educativa. Partecipare non è solo un’opportunità per i genitori, ma diventa un diritto riconosciuto dalla Carta dei Servizi per l’Infanzia, dalle Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei (MI, 2021), dalle normative regionali e nei regolamenti comunali che valorizzano l’alleanza educativa come garanzia di qualità e inclusione.
Il progetto pedagogico dei servizi educativi per la prima infanzia del Comune si è sempre contraddistinto per una forte e consapevole attenzione al tema della partecipazione delle famiglie, il cui assioma può essere così sintetizzato: non esiste un progetto educativo 0-3 autentico e significativo senza una relazione stretta, costante e reciproca con le famiglie. Le famiglie vengono coinvolte in una co-costruzione del percorso educativo, attraverso spazi di dialogo, attività laboratoriali, momenti di condivisione della documentazione e riflessione comune.
TENERE INSIEME LE RELAZIONI CON LE FAMIGLIE
Il dialogo quotidiano tra educatori e genitori alimenta un clima di fiducia e corresponsabilità, in cui si costruisce un progetto educativo condiviso, capace di rispondere in modo più autentico e coerente ai bisogni e alle potenzialità di ciascun bambino. La partecipazione delle famiglie si esplica in molteplici e diversificate proposte di incontro che si svolgono durante tutto l’arco dell’anno educativo: incontri formali, come le riunioni e i colloqui, e le occasioni non formali, come i laboratori o le feste.
Sono le occasioni d’incontro informale che assumono diversa forma a seconda della tipologia di servizio, del gruppo dei genitori e dei bambini e delle bambine che frequentano, ma anche della loro disponibilità a fare e accogliere le proposte per esperienze da vivere insieme. Nei servizi educativi del Comune di San Miniato le occasioni di partecipazione per le famiglie sono numerose e diversificate, proprio per offrire a ciascun genitore la possibilità di trovare la propria modalità di coinvolgimento. Più sono le opportunità offerte, più è probabile che esse rispondano ai differenti stili genitoriali, alle diverse disponibilità e sensibilità.
In questo modo, ogni famiglia può sentirsi accolta, riconosciuta e parte integrante della comunità educativa, secondo un proprio modo autentico di “esserci”. Non tutte le famiglie hanno lo stesso tempo, la stessa disponibilità o lo stesso modo di partecipare. Non tutte le partecipazioni sono visibili allo stesso modo, ma tutte possono essere significative. Offrire forme diverse di coinvolgimento permette a tutti di trovare uno spazio in cui sentirsi a proprio agio. Ogni famiglia è portatrice di una cultura educativa propria, fatta di valori, abitudini, linguaggi. Il nido ha il compito di creare uno spazio dove ogni famiglia si senta legittimata, accolta e non giudicata. La partecipazione non è solo presenza fisica, ma si costruisce nel tempo, attraverso piccole esperienze quotidiane che generano fiducia reciproca.
UN FILO ROSSO LUNGO TUTTO L’ANNO EDUCATIVO
Il coinvolgimento delle famiglie comincia prima che il bambino inizi la sua frequenza al nido d’infanzia quando il piccolo gruppo dei genitori, che condividerà l’esperienza dell’ambientamento, s’incontra con le educatrici per stabilire insieme tempi e modalità del primo periodo di frequenza, ma anche per avere la possibilità di cominciare a portare dentro al servizio una parte della propria storia attraverso la raccolta di alcuni materiali di recupero.
Nelle giornate in cui i genitori sono presenti al nido per l’ambientamento del proprio bambino o della propria bambina si invitano i genitori ad accomodarsi nello spazio adulti per condividere, davanti a un caffè, le prime impressioni. Questo momento è anche l’occasione per dare vita a un laboratorio del fare in cui i genitori restaurano i libri del nido, costruiscono piccoli giochi, realizzano album fotografici della famiglia che poi verranno usati dai bambini nelle loro esperienze di gioco quotidiane.
Con l’arrivo del periodo natalizio si offre ai genitori di tutti i bambini frequentanti la possibilità di incontrarsi per preparare insieme un dono da far trovare ai propri figli nell’ultima settimana di frequenza prima della chiusura per le festività. A sottolineare l’importanza dell’aspetto collettivo, si è osservato, negli ultimi anni, che i genitori scelgono di realizzare un unico gioco da condividere tra tutti i bambini e le bambine, che resta a disposizione nel servizio, al posto di un regalo individuale che, una volta scartato, viene portato a casa.
Oltre al percorso laboratoriale del periodo natalizio ne ritroviamo un altro, nella parte finale dell’anno educativo, quando i genitori, incontrandosi più volte, definiscono e organizzano la festa di fine anno. In questa occasione capita che i genitori si mettano in gioco personalmente, decidendo di creare uno spettacolo teatrale da offrire ai propri bambini e bambine.
Nel periodo primaverile viene proposto alle famiglie un percorso di educazione familiare, che crea uno spazio di ascolto, confronto e condivisione tra genitori e educatori. L’obiettivo è sostenere la genitorialità, rafforzando le competenze educative, valorizzando il ruolo dei genitori e offrendo supporto nella gestione delle sfide quotidiane legate alla crescita dei bambini nei primi anni di vita.
Nel corso dell’anno sono pensate ulteriori occasioni di incontro tra genitori per renderli protagonisti di esperienze tese a cambiare e riallestire gli spazi – anche e soprattutto esterni – e immaginare una nuova progettazione di giochi e contesti a partire dai materiali non strutturati, alimentando una cultura dell’infanzia che pone al centro il gioco come puro processo creativo (Fortunati, 2020). Progettare e costruire nuovi giochi, come tunnel, ponti tibetani e labirinti, oppure trasformare una piccola area di giardino in un
orto di cui prendersi cura sono alcune delle attività realizzate dalle famiglie negli ultimi anni nei servizi educativi del Comune di San Miniato.
Avere uno sguardo attento verso il gruppo dei genitori che frequenta il servizio, in modo da coglierne i bisogni e le proposte, permette di far nascere esperienze che non necessariamente si ripetono ogni anno educativo, ma che riflettono le esigenze di uno specifico gruppo. Organizzare un tè con i genitori un pomeriggio del mese di ottobre accoglie il desiderio di alcune famiglie di non attendere la prima riunione formale prevista a novembre per potersi incontrare e conoscere. Così come invitarli al nido per un aperi-libro asseconda il loro desiderio di offrire ai propri figli delle letture adeguate e di qualità. Ritrovarsi davanti a qualcosa da bere in compagnia, che sia un tè o un aperitivo, unisce, crea gruppo e risponde a dei bisogni manifestati in maniera più o meno esplicita.
In alcuni casi sono le famiglie stesse a rendersi protagoniste attraverso proposte e inviti che rendono tutto il gruppo dei bambini partecipe della loro vita quotidiana o professionale. E così invitare i bambini a trascorre una mattina al maneggio di famiglia, a raccogliere le olive nella propria azienda agricola, oppure alla biblioteca cittadina dove lavora un genitore sono esperienze che valorizzano le risorse di ogni singolo gruppo di bambini, genitori e educatori e diventano anche un’opportunità concreta per rinnovare la relazione tra famiglia e ambiente educativo.
Una delle esperienze più apprezzate dai genitori è la possibilità di sperimentare in prima persona l’atmosfera di una mattina al nido, un’occasione che si distingue chiaramente dall’esperienza dell’ambientamento. Sebbene quest’ultimo rappresenti il primo approccio dei bambini alla struttura, l’opportunità di partecipare attivamente ai momenti di cura consente alle famiglie di osservare da vicino il protagonismo dei bambini. La proposta può essere quella di condividere la colazione o il pranzo, ma anche quella di accompagnare, con le educatrici, un piccolo gruppo di bambini durante una passeggiata nel quartiere. Durante questa esperienza alcuni genitori scelgono, concordandolo con le educatrici, di condividere con il gruppo dei bambini qualcosa che li rappresenta. Il padre parrucchiere si offre di fare semplici acconciature; la mamma judoka porta con sé il tatami per offrire ai bambini la possibilità di sperimentarsi in giochi motori.
Questi momenti non solo permettono una maggiore consapevolezza sullo sviluppo e sulle dinamiche di gruppo, ma favoriscono anche una riflessione sul proprio ruolo genitoriale. Le famiglie sono invitate a rivedere la loro posizione all’interno della comunità educativa, dove l’interazione con gli educatori e gli altri bambini arricchisce il loro modo di comprendere e vivere la genitorialità. In questo senso, l’esperienza al nido si trasforma in una vera e propria occasione di crescita collettiva, in cui il confronto e la collaborazione tra famiglie e educatori sono essenziali per costruire un ambiente che non solo educa, ma anche unisce.
IL VALORE DELLA CONDIVISIONE: IL PUNTO DI VISTA DELLE FAMIGLIE La possibilità, per i genitori, di scambiare esperienze, confrontare punti di vista, esplicitare dubbi sull’educazione dei figli consente di riflettere sui propri modelli educativi. Dal confronto all’interno del gruppo scaturiscono pensieri che via via assumono una forma sempre più chiara e organizzata. Questo consente a ognuno di raggiungere una sempre maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità educative.
Nel corso degli anni, sono state ampliate le possibilità di coinvolgimento dei genitori, offrendo vari contesti per la loro partecipazione attiva nella vita quotidiana dei servizi educativi. Questo obiettivo è stato perseguito con un’attenzione particolare alle necessità e ai tempi delle famiglie.
Durante la festa di fine anno, Veronica, madre di Beatrice e Lorenzo, ha lasciato una traccia che ripercorre la sua esperienza di genitore all’interno del nido: “Le riunioni collettive, i laboratori in occasione del Natale, i confronti offerti davanti una tazza di tè caldo e biscotti sono tutti momenti che servono per entrare in confidenza con l’ambiente, con le educatrici e tutte le persone che fanno parte di questo micromondo in cui i nostri bambini vivono la gran parte della loro giornata. Durante tutti questi momenti si creano nuovi rapporti interpersonali con gli altri genitori, ci si confronta su problematiche comuni e si possono sviluppare nuove conoscenze e a volte amicizie. Le educatrici, creando un ambiente sereno, accogliente, informale, permettono che tutto ciò avvenga con naturalezza. Attraverso questi momenti di confronto si dissipano dubbi, ci si sente più informati e tutto questo contribuisce a sentirsi più consapevoli e sereni”.
All’interno dei servizi educativi di San Miniato, la progettazione di esperienze condivise con le famiglie, anche durante l’orario mattutino nei nidi, riveste un ruolo centrale. Benedetta, Marco e Giulia ci raccontano con stupore e gioia la loro esperienza vissuta durante una mattinata al nido.
“Abbiamo avuto la possibilità di partecipare a un pranzo al nido con i bambini, sedendoci al loro tavolo, ed è stato incredibile vedere le dinamiche che si venivano a creare tra di loro, con gli altri genitori e con le educatrici in un ambiente che non era quello abituale di casa”.
“Ricorderò… una mattina di primavera accolta dall’entusiasmo dei bambini, un pic-nic speciale a base di libri, la curiosità dei più piccoli, la felicità di Giorgio, un pranzo silenzioso e un servizio al tavolo impeccabile! Grazie dell’opportunità”.
Durante il percorso di educazione familiare Alfredo, padre di Alice, condivide con i partecipanti il suo vissuto rispetto all’esperienza: “All’inizio mi sono sentito un po’ fuori luogo, circondato da tante mamme e con poche presenze maschili. Tuttavia, il clima disteso e accogliente mi ha permesso di aprirmi, sentendomi libero di condividere pensieri e dubbi legati al mio essere genitore. Attraverso il confronto con gli altri, ho capito che molte delle difficoltà che vivo sono comuni e che, in fondo, siamo tutti sulla stessa barca: senza rotte predefinite e con mari spesso incerti…”.
Ricevere questi feedback da parte delle famiglie rappresenta un segnale prezioso che conferma la validità delle proposte educative messe in campo. Allo stesso tempo, ci stimola a immaginare nuove opportunità e scenari futuri, rafforzando l’alleanza educativa con i genitori e promuovendo un dialogo sempre più partecipato e consapevole.
La professoressa Emi Beseghi, nella postfazione al libro di Bergala, dona parole molto significative a riguardo. “La passione – si sa – si trasmette per contagio, accende la scintilla della curiosità, si nutre del ‘non detto’; alimenta il senso di uno scambio [...]. Come la lettura incontrata nell’infanzia è una vera e propria iniziatrice ‘le cui chiavi magiche’, racconta Proust, ‘aprono la porta di dimore in cui non avremmo saputo penetrare da soli’, così il piacere della visione, se incontrato e sperimentato nell’infanzia, lascia un segno così profondo da accompagnare anche altre età della vita”
(Bergala, 2008, p. 160).
BIBLIOGRAFIA
Fortunati A., con la collaborazione di B. Pagni, E. Bagni, C. Parrini, S. Tani, Fiducia, opportunità, tempo. Guardare, immaginare, costruire il futuro con gli occhi dei bambini, Centro ricerca e documentazione La Bottega di Geppetto, 2020.
Fortunati A., Pagni B. (a cura di), I bambini e la rivoluzione della diversità, Centro ricerca e documentazione La Bottega di Geppetto, 2018.
MI, Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei, 2021.
DOMANDE GENERATIVE
Francesca Romana Grasso
“La partecipazione […] si costruisce nel tempo, attraverso piccole esperienze quotidiane che generano fiducia reciproca”: il servizio in cui lavorate si pone “sistemicamente” la domanda su come favorire e significare esperienze quotidiane minute e seminali?
Attraverso il fare si creano connessioni a vari livelli e si condividono saperi: nella vostra realtà, dove e come si esprime? Alimenta identità di servizio e senso comunità? Abbonda?
Centinaia di famiglie “passano” attraverso i servizi: se adesso uscite dalla stanza in cui vi trovate, riuscite a ricostruire traccia della loro presenza? Avete memoria di accomodamenti, variazioni e progetti che sono confluiti nell’identità di servizio attraverso le relazioni con quella singola famiglia, quel bambino, quella bambina, che un giorno ha condiviso un’idea, una necessità, un desiderio o un’abilità?