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Cactus Edu

Quando l’audiovisivo trova spazio
in una scuola dell’infanzia

Mariangela Scarpini Ricercatrice, Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, Università di Parma

Lucia Scipione Ricercatrice, Dipartimento di Educazione e Scienze Umane, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Alessandro Soriani Professore associato, Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Università di Bologna

Abstract

“CactusEdu” è un percorso di educazione all’audiovisivo. È rivolto a scuole di ogni ordine e grado a partire dalla scuola dell’infanzia e mira, attraverso la fruizione di cortometraggi, a promuovere l’esplorazione delle potenzialità del Cinema dal punto di vista media-educativo. All’avvio della sesta edizione, il presente articolo desidera documentare le potenzialità dell’esperienza nella fascia 3-6.

Parole chiave medium audiovisivo, cinema, pensiero complesso, educazione, infanzia

Contatti mariangela.scarpini@unipr.it, lucia.scipione@unimore.it, alessandro.soriani@unibo.it

CACTUSEDU: UN PROGETTO EDUCATIVO ANCHE PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

Il progetto nazionale “CactusEdu” intende promuovere l’educazione all’immagine e il linguaggio dell’audiovisivo. È un percorso didattico, offerto gratuitamente previa iscrizione, pensato per le scuole dell’infanzia e per il primo e secondo ciclo di istruzione. Il progetto, in linea con il raggiungimento degli obiettivi della legge 220/2016, dell’Agenda 2030 e della legge 92/2019 con particolare riferimento all’insegnamento trasversale dell’educazione civica, si connota come un vero e proprio concorso cinematografico per cortometraggi internazionali (fiction, non-fiction e animazione).

Cosa offre il progetto? Una piattaforma online a cui accedere per fruire – in sezione o in gruppo – di alcuni cortometraggi. I cortometraggi proposti sono divisi in quattro fasce d’età, in particolare il presente contributo fa riferimento alla sezione 3+ rivolto alla scuola dell’infanzia e ai primi due anni della scuola primaria. L’edizione del 2024/2025 per esempio ne ha offerti 12 e la disponibilità a visionare si estende per un mese: le maestre possono scegliere di far vedere un cortometraggio al giorno o in modo dilazionato nel tempo. In tutto, la visione completa dei cortometraggi non supera i 60 minuti.

Accanto alla visione dei cortometraggi selezionati, la piattaforma propone laboratori online e on demand per offrire strumenti di potenziamento calibrati.

Pur all’interno di un progetto di ricerca
e di scrittura condiviso, sono da attribuire a Mariangela Scarpini il primo paragrafo, a Lucia Scipione il secondo e ad
Alessandro Soriani il terzo; le conclusioni sono frutto di un lavoro condiviso fra
gli autori.

L’infanzia e le proiezioni cinematografiche hanno molto in comune. Una certa intensità. Il sogno ad occhi aperti. La gioia di vedere successivamente persone e cose apparire e scomparire. Il grande gioco delle metamorfosi”

(Comolli, 2015, p. 34).

In base al target (le proposte sono differenziate per età). L’obiettivo trasversale a tutte le attività proposte è quello di accompagnare i bambini e le bambine verso l’acquisizione di una postura, di fronte agli schermi, che sia gradualmente più consapevole, offrendo un primo avvio per l’accompagnamento a una fruizione quanto più autonoma e protetta. L’audiovisivo può infatti essere uno strumento privilegiato a patto che sia all’interno di una progettualità educativa che tiene conto dei tempi di esposizione, delle caratteristiche tecniche dell’audiovisivo, degli obiettivi di apprendimento, valorizzando la dimensione della piacevolezza legata alla cura estetica dei cortometraggi selezionati. L’audiovisivo si fa strumento privilegiato per introdurre temi che possono aprire una postura di curiosità e sostenere il porsi domande in gruppo anche su questioni legate, per esempio, all’inclusione, alla sostenibilità o più in generale, alla cittadinanza.

Il progetto “CactusEdu” nasce dal desiderio di offrire l’opportunità di guardare insieme, in gruppo, dei cortometraggi selezionati, facendo particolare attenzione al target/all’età e alla qualità dell’audiovisivo. In tal senso, il progetto offre l’opportunità di scoprire la natura di testo del prodotto artistico, per discutere finalità, tecniche, risultati (Menarini, 2025). In quest’ottica, oltre alla visione del cortometraggio, ai bambini e alle bambine sono proposte attività laboratoriali che possono essere realizzate in classe per approfondire aspetti tecnici o artistici del medium (i temi spaziano da approfondimenti su tecniche di animazione, a laboratori di suoni ed effettistica). Un esempio di risorsa è un video di 7 minuti in cui un esperto rumorista mostra l’attività di creazione del suono mediante strumenti di uso quotidiano, come carta stagnola o di giornale, per simulare l’effetto del tuono.

Le modalità di fruizione dei corti in classe sono ipotizzate, progettate e scelte dalle maestre e dai maestri: per esempio alcune maestre hanno adibito uno spazio a “sala cinema”, riproponendo elementi delle sale cinematografiche come biglietto d’ingresso, posto assegnato e popcorn. Le classi sono invitate a formare le giurie scuole: dopo aver visto i diversi corti, i bambini e le bambine scelgono ciascuno il preferito, provando ad argomentare in sezione le motivazioni che spingono a definirlo tale. Per le votazioni dei cortometraggi, la maestra può decidere di fotocopiare e consegnare a ciascuno la scheda valutazione scaricabile (uno dei materiali offerti nella piattaforma riservata ai docenti) in cui compare un disegno/simbolo associato a ciascun cortometraggio: per esempio, il cortometraggio dal titolo The Fan ha un ventilatore disegnato in bianco e nero e chi vuole può colorarlo (Figura 1). Accanto al disegno sono presenti 5 stelline e un cactus. Viene indicata la seguente consegna: “Colora le stelline in base al tuo gradimento, più ne colori più il film ti è piaciuto! Colora il premio del solo film che vuoi premiare (ricorda che è possibile indicare un solo film tra quelli proposti)”.

Le votazioni della sezione sono comunicate da un docente referente attraverso un form che tiene conto della valutazione sul cortometraggio più scelto di ogni bambino. A correlazione del progetto “CactusEdu” è stato pensato il “Cactus International Children’ and Youth Film Festival”, festival nel quale, oltre a proiezioni, eventi e laboratori aperti alla cittadinanza viene organizzato un momento di premiazione finale dei cortometraggi vincitori delle diverse sezioni.

CORTOMETRAGGI: DI QUALITÀ, PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO E CON TEMI SCELTI

I cortometraggi, selezionati da una commissione con la supervisioni dei centri di ricerca CREIF (Centro di Ricerche Educative su Infanzia e Famiglie) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G.M. Bertin” dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e del CERIID (Centro di Ricerca Insegnanti e Innovazione Didattica) del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, provengono da Paesi diversi e vengono scelti facendo riferimento agli obiettivi educativi del progetto, ma anche sulla base di criteri artistici che valorizzano i diversi caratteri produttivi. Questa scelta promuove esperienze significative per gli alunni e le alunne, come l’incontro con lingue diverse dalla propria. Data la connotazione internazionale del festival, la selezione è orientata verso film con dialoghi brevi, soprattutto nei cortometraggi rivolti alla scuola dell’infanzia. La sezione 3+ infatti valorizza particolarmente i linguaggi al plurale propri dell’infanzia fino ad arrivare anche a cortometraggi senza dialoghi in cui la storia viene narrata con colori, immagini, movimenti e una particolare cura ai linguaggi non verbali. Tale aspetto sembra avere una ricaduta anche sul piano dell’inclusività, soprattutto pensando a bambini e bambine non italofoni o non verbali. Il progetto promuove già dall’infanzia la realizzazione di esperienze di esercizio del pensiero: di pensare insieme, di dialogare insieme, di portare le proprie idee in forma creativa e non violenta (Scipione, 2021; Scarpini, 2023). Uno degli obiettivi del progetto, infatti, è quello di offrire l’opportunità di acquisizione di una postura sempre più consapevole di fronte agli schermi.

In questa direzione, “CactusEdu” si connota come una proposta di educazione al pensiero complesso, multidimensionale, con le sue sfaccettature declinate nella dimensione critica, creativa e caring (Lipman, 2023) non all’interno di un contesto ideale o a priori, ma nel confronto in classe, ritenendo che l’esercizio del pensiero possa contribuire al passaggio da un giudizio stereotipato al coraggio dell’incontro con l’altro. In tal senso, in linea con le Indicazioni nazionali permette “agli alunni di esprimersi e comunicare sperimentando attivamente le tecniche e i codici propri del linguaggio visivo e audiovisivo; di leggere e interpretare in modo critico e attivo i linguaggi delle immagini e quelli multimediali; di comprendere le opere d’arte; di conoscere e apprezzare i beni culturali e il patrimonio artistico” (Lg. 150/2012). Infatti, non viene offerta solo la visione dei cortometraggi selezionati; ma vengono offerti materiali di supporto per alunni e docenti, come schede informative, approfondimenti tecnici o ipotesi di attività laboratoriali che si possono svolgere in classe. Questi, accompagnando all’incontro della filiera del settore cinematografico e audiovisivo, offrono strumenti di lettura critica delle storie narrate anche attraverso la molteplicità di linguaggi che l’audiovisivo porta con sé (Marangi, 2024).

 
 

La proposta di “CactusEdu” si gioca dentro ampi confini di progettazione didattica. Spetta al corpo docente il compito di adattare questa proposta contestualizzandola, attivando le proprie competenze didattiche e costruendo un ambiente che possa agevolare la fruizione dell’audiovisivo. Tale percorso si sviluppa attraverso azioni diversificate che, in classe, assumono i connotati di una didattica attiva, partecipativa e democratica.

“CACTUSEDU” IN SEZIONE 3+: UN ESEMPIO

Di seguito si fa brevemente cenno a un progetto di ricerca promosso dal Centro di Ricerche Educative su Infanzie e Famiglie – CREIF (Università di Bologna) dal titolo “Educazione al pensiero complesso nei servizi educativi 3-6 anni per la promozione di competenze di educazione al pensiero delle insegnanti in servizio” (a cura di Demozzi, Scarpini) svolto in collaborazione e presso i servizi CADIAI. La ricerca si è sviluppata negli anni scolastici 2021-2022, 2022-2023 e 2023-2024 (sui temi delle pratiche filosofiche per l’esercizio del pensiero complesso nella prima infanzia). Nell’anno 2023-2024 il percorso ha visto l’introduzione di alcuni corti selezionati tra quelli della Sezione 3+ di “CactusEdu”.

In alcune delle sezioni coinvolte, i docenti hanno progettato, realizzato e documentato diverse attività a supporto dell’esperienza. In particolare, è stata progettata un’attività in preparazione della visione del cortometraggio “Little Fan”, cortometraggio animato di Sveta Yuferova, vincitore di numerosi premi, in cui un piccolo ventilatore combina l’esplorazione dello spazio attorno a sé alla scoperta delle sue potenzialità. Al gruppo sono stati proposti diversi strumenti che producono vento: tipi diversi di ventilatori elettrici o manuali (di molteplici dimensioni e potenze), ventagli, fogli di carta che producono vento ecc. L’incontro materiale con gli strumenti ha posto l’attenzione sugli effetti, sul processo di causa-effetto che provoca lo spostamento dell’aria chiamato vento e che può essere di intensità diverse.

La discussione è proseguita fino ad arrivare alla domanda: “Anche se una cosa non si vede esiste lo stesso?”. Tra le argomentazioni non sono mancati per esempio il richiamo ai fantasmi (gettonatissimo esempio di una cosa che non si vede ma che c’è), ma anche un affondo alle emozioni che si sentono, come la paura o la gioia: le emozioni, ci hanno spiegato i bambini, si sentono da dentro ma non si vedono, anche se a volte si possono riconoscere dalle espressioni del viso. Qualche volta si sentono e qualche volta si possono dire, se troviamo le parole. L’esplorazione dei materiali ha portato una partecipazione attiva e la disposizione curiosa alla visione del cortometraggio con una postura interrogativa che ha offerto apertura a ulteriori questioni.

A fronte di affermazioni come “mi piace perché ha una musichetta che mi è piaciuta tanto”, “mi piace la storia”, “mi piace come è disegnato il protagonista” la maestra ha l’opportunità di rispecchiare e riformulare il punto di vista dei bambini introducendo parole più precise, afferenti al vocabolario cinematografico, così come all’alfabeto emozionale. Chiedere di motivare una scelta o argomentare la propria posizione rispetto a dei criteri condivisi di valutazione del prodotto audiovisivo consente di raggiungere molteplici obiettivi educativi, anche quello di sostenere un vocabolario specifico come quello cinematografico.

CONCLUSIONI

“CactusEdu” offre ai bambini e alle bambine la possibilità di incontrare in modo privilegiato i linguaggi che il cortometraggio utilizza. Oltre all’alfabetizzazione dell’audiovisivo il progetto sostiene la rielaborazione di quanto visto, la comprensione del testo del racconto e la verbalizzazione delle emozioni. In tal senso si fa opportunità di educazione alla cittadinanza e alla partecipazione fin dalla scuola dell’infanzia.

La professoressa Emi Beseghi, nella postfazione al libro di Bergala, dona parole molto significative a riguardo. “La passione – si sa – si trasmette per contagio, accende la scintilla della curiosità, si nutre del ‘non detto’; alimenta il senso di uno scambio [...]. Come la lettura incontrata nell’infanzia è una vera e propria iniziatrice ‘le cui chiavi magiche’, racconta Proust, ‘aprono la porta di dimore in cui non avremmo saputo penetrare da soli’, così il piacere della visione, se incontrato e sperimentato nell’infanzia, lascia un segno così profondo da accompagnare anche altre età della vita”

(Bergala, 2008, p. 160).

Quella del 2025/2026 del progetto “CactusEdu” è la sesta edizione, realizzata da Long Neck Doc ETS con il sostegno della Sovraintendenza agli studi della Regione autonoma Valle d’Aosta e della Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste. Educational partner sono la Scuola Holden di Torino, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, il CREIF (Centro di Ricerche Educative su Infanzia e Famiglie) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G.M. Bertin” dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e il CERIID (Centro di Ricerca “Insegnanti e Innovazione Didattica”) del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Nell’arco di circa un mese, alle classi è chiesto di visionare i cortometraggi selezionati e di provvedere alla raccolta delle votazioni. Il concorso è diviso per sezioni:

  • sezione 3+, rivolta alle classi della scuola dell’infanzia ai primi due anni della scuola primaria;

  • sezione 8+, rivolta agli ultimi tre anni della scuola primaria;

  • sezione 11+, rivolta alla secondaria di primo grado;

  • sezione 15+, rivolta alla secondaria di secondo grado.

Il festival del cinema che si tiene ogni anno ad Aosta; dall’edizione del 2023 riceve l’Altro Patrocinio del Parlamento Europeo.

Le proposte laboratoriali vengono veicolate attraverso una compilation di brevi video realizzati da professionisti quali sceneggiatrici/sceneggiatori, esperti/e di animazione, rumoristi e sonorizzatori, registe/e altri professionisti attivi nel mondo dell’audiovisivo e della narrazione di storie. I video sono girati all’interno di un set professionale.

BIBLIOGRAFIA

Lipman M., Thinking in Education, Cambridge University Press, 2003.

Marangi M., Insegnare cinema. Lezioni di didattica multimediale, Torino, Utet, 2004.

Menarini R., “Film e Screen Literacy. La formazione attraverso il cinema e i media audiovisivi”, in C. Panciroli, P.C. Rivoltella (a cura di), Didattica delle New Literacies, Mondadori, 2025, pp. 89-97.

Potter J., McDougall J., Digital media, culture and education. Theorising third space literacies, London, Pallgrave McMillian, 2017, doi.org/10.1057/978-1-137-55315-7.

Scarpini M., Per un’infanzia che fa filosofia. In dialogo con Maria Montessori e Matthew Lipman, Reggio Emilia, Edizioni Junior, 2023.

Scipione L., Pretesti filosofici. Discutere e argomentare nella scuola primaria. Roma, Anicia, 2022.

 

 

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